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“Complotto iraniano per uccidere il tycoon”: alcune settimane fa la soffiata ai Servizi Usa

(afp)
La rivelazione della Cnn. Una persona armata di coltelli colpita a morte dalla polizia vicino alla Convention
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MILWAUKEE — Alcune settimane fa una fonte credibile ha svelato ai servizi segreti americani l’esistenza di un complotto iraniano per assassinare Donald Trump. E questi hanno preso la soffiata così sul serio, da avvertire dei rischi - ben prima dell’attacco di sabato scorso - i responsabili della campagna dell’ex presidente e da aumentare il livello dei dispositivi di sicurezza per il tycoon. La rivelazione arriva dalla Cnn e accresce lo sbigottimento per le enormi falle nella sicurezza riscontrate a Butler, la sede del comizio in Pennsylvania dove Thomas Matthew Crooks è riuscito a sparare contro il leader repubblicano da un tetto distante appena 130 metri dal palco, nonostante i suoi movimenti sospetti fossero stati notati ben 30 minuti prima. Addirittura, secondo Cbs, un agente sarebbe stato minacciato da Crooks con l’arma, ma non avrebbe fatto nulla.

Il ragazzo, su cui sono ancora in corso le indagini, sarebbe estraneo al complotto. Almeno a quel che sappiamo ora. Lo conferm…

MILWAUKEE — Alcune settimane fa una fonte credibile ha svelato ai servizi segreti americani l’esistenza di un complotto iraniano per assassinare Donald Trump. E questi hanno preso la soffiata così sul serio, da avvertire dei rischi - ben prima dell’attacco di sabato scorso - i responsabili della campagna dell’ex presidente e da aumentare il livello dei dispositivi di sicurezza per il tycoon. La rivelazione arriva dalla Cnn e accresce lo sbigottimento per le enormi falle nella sicurezza riscontrate a Butler, la sede del comizio in Pennsylvania dove Thomas Matthew Crooks è riuscito a sparare contro il leader repubblicano da un tetto distante appena 130 metri dal palco, nonostante i suoi movimenti sospetti fossero stati notati ben 30 minuti prima. Addirittura, secondo Cbs, un agente sarebbe stato minacciato da Crooks con l’arma, ma non avrebbe fatto nulla.

Il ragazzo, su cui sono ancora in corso le indagini, sarebbe estraneo al complotto. Almeno a quel che sappiamo ora. Lo conferma Adrienne Watson, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale: «Gli apparecchi elettronici dell’attentatore sono nelle mani degli inquirenti ma non è ancora emerso granché. Al momento, non sono stati identificati legami tra lui e altri possibili co-cospiratori, stranieri o americani».

L’agenzia governativa avrebbe ripetutamente sconsigliato agli organizzatori dei comizi del tycoon di tenere manifestazioni affollate e all’aperto. Interrogati in merito da Cnn gli uomini della campagna di Trump si sono trincerati dietro il «No comment»: «Rivolgete le vostre domande al Secret Service».

Non è la prima volta che Teheran minaccia alti funzionari americani: dopo la morte del generale Qassem Soleimani, il capo delle guardie rivoluzionarie ucciso nel gennaio 2020, il Dipartimento di Giustizia ha sventato un complotto per uccidere John Bolton, allora consigliere alla Sicurezza nazionale di Trump, e pure l’ex segretario di Stato Mike Pompeo. Entrambi restano sotto scorta. Il timore che anche Trump sia nel mirino degli ayatollah non è dunque nuovo: ma nuove sono le recenti minacce registrate, che coincidono pure con una ondata di messaggi ostili nei suoi confronti postati online da account iraniani e rilanciati dai media di Stato.

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