NEW YORK — Porno, armi e politica. A una settimana dal tentativo di assassinare Donald Trump, le motivazioni del killer-ragazzino, il ventenne Thomas Matthew Crooks restano un mistero: ma dai suoi cellulari affiorano le sue ossessioni. Continuano ad emergere anche le défaillance del Secret Service che avrebbe dovuto proteggere l’ex presidente. Lunedì la direttrice dell’agenzia, Kimberly Cheatle dovrà risponderne davanti alla Commissione controllo della Camera. I repubblicani già formulano l’accusa: «Pochi agenti a Trump perché molti impegnati sul vertice Nato e altri usati per garantire la sicurezza delle first lady Jill Biden, a Pittsburgh per un evento».
L’ultima novità dell’inchiesta mette ancor più in luce le carenze dei servizi. Secondo nuove ricostruzioni, Crooks sarebbe stato avvistato sul luogo del comizio già la mattina, intento a far volare un drone su un percorso pre-programmato: il che fa pensare avesse già perlustrato l’area in precedenza. È ancora difficile dire q…
NEW YORK — Porno, armi e politica. A una settimana dal tentativo di assassinare Donald Trump, le motivazioni del killer-ragazzino, il ventenne Thomas Matthew Crooks restano un mistero: ma dai suoi cellulari affiorano le sue ossessioni. Continuano ad emergere anche le défaillance del Secret Service che avrebbe dovuto proteggere l’ex presidente. Lunedì la direttrice dell’agenzia, Kimberly Cheatle dovrà risponderne davanti alla Commissione controllo della Camera. I repubblicani già formulano l’accusa: «Pochi agenti a Trump perché molti impegnati sul vertice Nato e altri usati per garantire la sicurezza delle first lady Jill Biden, a Pittsburgh per un evento».
L’ultima novità dell’inchiesta mette ancor più in luce le carenze dei servizi. Secondo nuove ricostruzioni, Crooks sarebbe stato avvistato sul luogo del comizio già la mattina, intento a far volare un drone su un percorso pre-programmato: il che fa pensare avesse già perlustrato l’area in precedenza. È ancora difficile dire quanto tempo prima avesse pianificato l’attacco. La campagna di Trump dice che il giovane, registrato come repubblicano, si era procurato un biglietto per l’evento da una settimana. Ma solo sabato mattina ha chiesto il fucile in prestito al padre, avvertito che non si sarebbe presentato alla mensa dove lavorava, e comprato 50 munizioni e una scala.
Come da prassi, ad aiutare i servizi segreti a controllare l’area, c’erano uomini di diversi corpi di polizie locali (dagli agenti dello sceriffo di Butler ai cecchini dello stato della Pennsylvania). In tutto, nove diverse entità che ora fanno a scarica barile su chi doveva controllare cosa e comunque sono state incapaci di comunicare rapidamente fra loro. Crooks è stato infatti identificato come sospetto un’ora prima del comizio da agenti che erano all’interno dell’edificio da cui poi ha sparato: ma non sul tetto. A quanto pare perché ritenuto postazione pericolosa per la sua forma inclinata. A Repubblica alcune fonti locali hanno però indicato l’eccessivo caldo della giornata come ostacolo per sostare a lungo su quella copertura di lamiere.
Crooks ha insospettito alcuni agenti della polizia della Pennsylvania per via dello zaino e soprattutto di un “rangefinder” che aveva con sé: uno strumento usato per misurare la distanza. Hanno contattato via radio i servizi segreti condividendo una foto che ritraeva il giovane di profilo, chiedendo se qualcuno era in grado di identificarlo. Il ragazzo sembrava disarmato e non lo hanno fermato. Due agenti, insieme a vigili del fuoco, hanno poi cercato di rintracciarlo fra la folla, ma non lo hanno trovato. Venti minuti prima dell’attentato un cecchino dei servizi segreti lo ha intercettato, di nuovo nei pressi dell’edificio. Ma solo le indicazioni delle persone presenti hanno spinto un agente ad arrampicarsi sulle spalle di un collega e ad affacciarsi sul tetto. L’attentatore gli ha puntato l’arma contro: l’agente è saltato giù e allertato i colleghi. I colpi che hanno ferito di striscio Trump, ucciso il pompiere Corey Comperatore e ferito altre due persone sono partiti subito dopo.
Il giovane aveva due telefonini: uno con sé, l’altro a casa. Usava poco i social ed era iscritto al solo servizio di messaggistica Discard, usato raramente. L’ultimo accesso online è stato su un sito porno ma di recente aveva condotto ricerche sulla depressione e sulla convention democratica di agosto ma anche sul killer minorenne Ethan Crumbley, autore di una strage in Michigan, i cui genitori sono stati condannati con lui. Aveva scaricato immagini di Trump e Biden, del ministro della giustizia Merrick Garland, del direttore dell’Fbi Chris Wray e perfino della Famiglia Reale inglese.