L’energia di Kamala Harris ad Atlanta: “È una lotta tra due visioni dell’America, Trump è il passato e noi siamo il futuro”
dalla nostra inviata Anna LombardiATLANTA (Georgia) – «Siamo un movimento popolare, partito sfavorito in queste elezioni, ma forte di una visione: noi guardiamo al futuro, Donald Trump al passato. Possiamo farcela. Quando combattiamo, vinciamo». Kamala rocks Atlanta. Eccita, letteralmente, il suo popolo con un’energia degna di un concerto rock. D’altronde lo scalda con la musica, prima che con la parola: una compilation di R&B, soul, e funk trasforma lo stadio dove si attende il suo intervento in mega-discoteca. A precederla sul palco ci sono d’altronde pure il rapper Quavo e Megan Thee Stallion in abito presidenziale: «Mandiamo una donna alla Casa Bianca» grida alla fine della performance, mandando in delirio il pubblico.
Un debutto col bott…
ATLANTA (Georgia) – «Siamo un movimento popolare, partito sfavorito in queste elezioni, ma forte di una visione: noi guardiamo al futuro, Donald Trump al passato. Possiamo farcela. Quando combattiamo, vinciamo». Kamala rocks Atlanta. Eccita, letteralmente, il suo popolo con un’energia degna di un concerto rock. D’altronde lo scalda con la musica, prima che con la parola: una compilation di R&B, soul, e funk trasforma lo stadio dove si attende il suo intervento in mega-discoteca. A precederla sul palco ci sono d’altronde pure il rapper Quavo e Megan Thee Stallion in abito presidenziale: «Mandiamo una donna alla Casa Bianca» grida alla fine della performance, mandando in delirio il pubblico.
Un debutto col botto, quello di Kamala Harris, quasi candidata ufficiale del suo partito (unico nome sottoposto alla votazione virtuale al via oggi) al suo primo raduno elettorale da quando è in gara. Il suo popolo ha riempito all’inverosimile il Georgia State Convocation Center, lo stadio indoor di basket, inzeppato da 15mila persone, donne afroamericane al 70 per cento. Una folla che non si vedeva da tempo agli eventi dem, composta da elettori entusiasti dal cambio di candidato: «Donna, qualificata, nera. Finalmente qualcuno che ci somiglia», ti dice Chandra Bike, presidentessa dell’associazione di donne democratiche locali, riparandosi con un ombrello dal sole spietato, mentre aspetta l’apertura dei cancelli. Affianco, l’amica Vicki Lister porta la mano al cuore: «Ho 66 anni, abbastanza da ricordare come il Ku Klux Klan ci terrorizzava in strada. Non permetteremo a un razzista di vincere di nuovo». Le altre, intorno, la applaudono.
«Indietro non si torna» assicura la prima oratrice sul palco, l’avvocatessa afroamericana laureata a Yale Stacey Abrams, già leader Dem nel Parlamento locale e soprattutto artefice della vittoria di Joe Biden alle presidenziali 2020 grazie all’impegno capillare condotto da Fair Fight: l’organizzazione da lei creata. Nello Stato famoso per le sue leggi di “soppressione del voto” alle minoranze, ha già registrato nelle liste elettorali 2 milioni di persone. Non è d’altronde un caso che Harris tenga il suo primo rally proprio qui, nel Peach State, “stato delle pesche”, un tempo roccaforte schiavista. A lungo feudo democratico di Jimmy Carter, cambiò casacca nel 2003 contribuendo, nel 2016 alla vittoria di Trump. Salvo trasformarsi in campo di battaglia nel 2020 e nel 2022, complici anche importanti cambiamenti demografici.
Dal 2000 le aree rurali tradizionalmente bianche e repubblicane si sono svuotate mentre la popolazione afroamericana dell'area metropolitana di Altanta è cresciuta grazie a un attivo mercato del lavoro: la città è sede della Coca Cola, della società di spedizioni Ups, della compagnia aerea Delta, dell’azienda telefonica AT&T e ha sviluppato pure un'interessante industria cinematografica. Fino a poche settimane i dem davano la Georgia per persa. Ora, grazie all’entusiasmo suscitato da Harris è tornata competitiva. «Conterà ogni voto» avverte l’altro grande oratore della serata, il senatore Raphael Warnock, pastore della Ebenezer Baptist Church, la chiesa del paladino dei diritti civili Martin Luther King nato proprio qui.
Nel 2022 Warnock sconfisse in una gara al cardiopalma l’ex campione di football Herschel Walker sostenuto da Trump: determinando la maggioranza dem al Senato. «La via della Casa Bianca passa dalla Georgia», sottolinea, ricordando, non senza ironia, la telefonata che nel 2022 The Donald fece al locale Segretario di stato repubblicano Brad Raffensperger, chiedendogli di “trovare” gli 11mila voti mancanti per vincere lo stato: tentativo di ribaltare il risultato elettorale per cui ora è sotto processo (rinviato a dopo le elezioni).«Eccoli gli 11.780 voti che mancavano a Trump nel 2022: sono tutti qui stasera» ride Seth Taylor, 32 anni, analista e delegato alla Convention di Chicago. «Avrei votato Biden per disciplina di partito. Sono felice di votare Kamala».
Harris sale sul palco alle sette di sera, emozionatissima nel suo vestita celeste. E definisce subito la differenza fra lei e il rivale: «Nella mia carriera di procuratore generale ho perseguito truffatori, ladri e molestatori. So come trattare i tipi come Trump». Mette insomma in chiaro chi è la legge (rivendicando un ruolo considerato la sua debolezza 4 anni fa, inviso alla comunità afroamericane vittime di carcerazioni di massa) e chi il criminale. «Lock him up» arrestalo, rilancia estasiata la folla, facendo suo lo slogan usato un tempo dai repubblicani contro Hillary Clinton.
Kamala sfida Trump sul suo stesso terreno. Parla di immigrazione, ricordando come proprio lui abbia «affossato l'accordo bipartisan sui finanziamenti per la sicurezza della frontiera pensando di vincere così facilmente le elezioni. Non gli importa della sicurezza, pensa solo a sé stesso». Lo prende in giro: «Donald, perché hai rimandato il dibattito di settembre? Tu e JD parlate molto di me, ditemi in faccia cosa pensate. E, a proposito, non trovate “strani” i loro argomenti?» ironizza, riferendosi alle accuse di somigliare a una “gattara senza figli”, ormai boomerang politico per Vance. Entro poco anche lei annuncerà il suo secondo. Scelta secondo molti ristretta a tre governatori: Andy Beshear del Kentucky, Tim Walz del Minnesota e Josh Shapiro della Pennsylvania, giacché la campagna sta facendo pressione sui donatori di Wall Street affinché stacchino presto i loro assegni. La legge vieta infatti ai dipendenti di istituti finanziari di contribuire a ticket presidenziali con governatori in carica. Prende pure impegni serissimi: «Il giorno del mio insediamento mi occuperò delle speculazioni sui prezzi. L’economia è forte ma l’inflazione mantiene alti i costi. Varerò misure per la classe media, spina dorsale d’America». Il primo giorno da presidente, assicura poi, firmerà una legge che ripristini il diritto d’aborto. «Credo nella libertà delle donne di decidere del loro corpo così come credo nella libertà di voto e in quella di amare chi si vuole». Quando lascia il palco il suo popolo continua a danzare. Vicki Lister ti saluta: «Vinciamo noi».