✕

“Cinque mila dollari per assumere un sicario”. Chi è Asif Merchant, originario del Pakistan, arrestato in Usa con l’accusa di pianificare un attentato contro Trump

Asif Merchant 

Ascolta l'audio

Secondo il Dipartimento di Giustizia l’uomo sarebbe legato all’Iran
2 minuti di lettura

New York - Un pachistano di 46 anni è stato arrestato a New York, poco prima di lasciare gli Stati Uniti, con l’accusa di aver progettato un attentato per uccidere Donald Trump. Asif Raza Merchant è caduto nella rete dopo aver contattato e anticipato soldi a due sicari, in realtà agenti dell’Fbi sotto copertura.

I sospetti sull’Iran

Dietro, secondo gli investigatori, potrebbe esserci l’Iran. L’arresto è avvenuto il 12 luglio, il giorno prima in cui un ragazzo di vent’anni, Thomas Matthew Crooks, ha sparato otto colpi in direzione del tycoon, ferendolo di striscio, durante un comizio elettorale in Pennsylvania. I due episodi non sono legati, ma messi insieme disegnano un quadro inquietante: Trump era nel mirino di più di un attentatore e nonostante questo il Secret Service si era fatto trovare impreparato il giorno dell’attentato.

“Da anni - si è limitato a commentare il responsabile della Giustizia Merrick Garland - siamo impegnati a contrastare i tentativi dell’Iran di vendicare la …

New York - Un pachistano di 46 anni è stato arrestato a New York, poco prima di lasciare gli Stati Uniti, con l’accusa di aver progettato un attentato per uccidere Donald Trump. Asif Raza Merchant è caduto nella rete dopo aver contattato e anticipato soldi a due sicari, in realtà agenti dell’Fbi sotto copertura.

I sospetti sull’Iran

Dietro, secondo gli investigatori, potrebbe esserci l’Iran. L’arresto è avvenuto il 12 luglio, il giorno prima in cui un ragazzo di vent’anni, Thomas Matthew Crooks, ha sparato otto colpi in direzione del tycoon, ferendolo di striscio, durante un comizio elettorale in Pennsylvania. I due episodi non sono legati, ma messi insieme disegnano un quadro inquietante: Trump era nel mirino di più di un attentatore e nonostante questo il Secret Service si era fatto trovare impreparato il giorno dell’attentato.

“Da anni - si è limitato a commentare il responsabile della Giustizia Merrick Garland - siamo impegnati a contrastare i tentativi dell’Iran di vendicare la morte del generale Qasem Soleimani”. Merchant, che di recente aveva trascorso due settimane in Iran, aveva progettato un intervento più largo, che prevedeva anche l’assassinio di persone che avevano lavorato con Trump, come l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, e rappresentanti dell’attuale amministrazione, ma di cui non sono stati indicati i nomi.

Il contatto con il sicario

Il pachistano puntava inoltre a sequestrare una serie di documenti riservati. Il piano, secondo l’Fbi, era nato per vendicare l’uccisione del generale della Guardia della Rivoluzione Soleimani, ucciso il 3 gennaio del 2020 in un attacco mirato e condotto dalle forze Usa a Baghdad, in Iraq. Gli agenti federali, in collaborazione con il Secret Service, erano sulle tracce di Merchant da tempo e gli hanno teso la trappola finale. Dopo essere arrivato negli Stati Uniti ad aprile, l’uomo aveva contattato una persona convinto che potesse dargli una mano a condurre il piano, inclusa l’organizzazione di una protesta verso l’atteggiamento americano nei confronti dei Paesi musulmani.

Il tradimento

Il “contatto” ha avvertito subito la polizia e da quel momento è diventato un informatore. A giugno Merchant è arrivato da New York con un volo dal Texas e ha incontrato quello che riteneva suo amico. A lui ha presentato il progetto che prevedeva “colpire persone che stanno facendo male al Pachistan” e al “mondo musulmano”. “Non sono persone normali”, aveva aggiunto, facendo con la mano il gesto della pistola. Merchant, che si era presentato come un emissario di un gruppo di complottisti che vive all’estero, aveva promesso un anticipo di 5 mila dollari sui centomila totali a chiunque si fosse offerto di colpire gli obiettivi. I soldi sarebbero arrivati attraverso una rete che partiva da Dubai o Istanbul.

Durante i colloqui con il suo confidente, Merchant non aveva indicato i bersagli, ma si era limitato a dire che sperava di poter uccidere qualcuno e di poterlo fare tra fine agosto e inizio settembre. Secondo l’Fbi, uno degli obiettivi era Trump. A fine giugno il pachistano era tornato a New York e aveva chiesto al suo amico di essere accompagnato nelle zone di Brooklyn popolate da gang e criminali per contattare potenziali sicari. È stato in quel momento che l’informatore gli ha presentato due aspiranti killer, in realtà agenti dell’Fbi. A loro aveva anticipato cinquemila dollari ciascuno, ma non aveva indicato i nomi, promettendo di farlo solo una volta che aveva lasciato gli Stati Uniti. A quel punto la rete si è chiusa. Merchant è stato arrestato a casa, prima di dirigersi verso l’aeroporto.

Leggi i commenti