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Kamala Harris e Tim Walz alla rincorsa della classe media. Inflazione, criminalità, donne e famiglie le parole chiave della campagna

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Dopo la scelta del vice la corsa verso la Casa Bianca entra nel vivo. Novanta giorni a partire dalla “rust belt” per strappare a Trump i voti dei lavoratori
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Novanta giorni per vincere le elezioni, spingere un nuovo programma di governo, formare la squadra. Kamala Harris e il compagno di corsa Tim Walz, hanno dato il via martedì al nuovo tour elettorale dal palco della Tample Univerity di Philadelphia, nella cruciale Pennsylvania. Ora passeranno la settimana a battere gli stati incerti del Rust Belt, la “cintura arrugginita”, un tempo cuore industriale d’America, poi impoverito dal declino della siderurgia. E del Sun Belt, la “cintura del sole”, gli stati del sud tradizionalmente repubblicani dove un importante cambio demografico sta rimescolando le carte. Per poi separarsi e battere ciascuno quanti più territori di conquista è possibile.

Di sicuro, il ticket dem parte col vento in poppa: la scelta del governatore del Minnesota è stata esaltata dai social: i post di TikTok su di lui hanno infatti totalizzato 43 milioni di visualizzazioni (il 70 per cento era pro, il 30 contr…

Novanta giorni per vincere le elezioni, spingere un nuovo programma di governo, formare la squadra. Kamala Harris e il compagno di corsa Tim Walz, hanno dato il via martedì al nuovo tour elettorale dal palco della Tample Univerity di Philadelphia, nella cruciale Pennsylvania. Ora passeranno la settimana a battere gli stati incerti del Rust Belt, la “cintura arrugginita”, un tempo cuore industriale d’America, poi impoverito dal declino della siderurgia. E del Sun Belt, la “cintura del sole”, gli stati del sud tradizionalmente repubblicani dove un importante cambio demografico sta rimescolando le carte. Per poi separarsi e battere ciascuno quanti più territori di conquista è possibile.

Di sicuro, il ticket dem parte col vento in poppa: la scelta del governatore del Minnesota è stata esaltata dai social: i post di TikTok su di lui hanno infatti totalizzato 43 milioni di visualizzazioni (il 70 per cento era pro, il 30 contro). Nelle prime sei ore dall’annuncio sono stati raccolti ben 20 milioni di dollari, un flusso continuato pure dopo, generando circa 3 milioni di dollari l’ora, secondo la piattaforma che gestisce le sottoscrizioni ActBlue. La scelta approvata dall’intero spettro dem: dal senatore moderato della Virginia Joe Manchin, alla deputata della sinistra newyorchese Alexandria Ocasio-Cortez.

Vero figlio dell’America di provincia, Walz è d’altronde tutto ciò che Harris non è: i due si compensano. E infatti, dopo le tappe insieme, si divideranno: lui a cercare di ricompattare il “muro blu” del Midwest dove negli stessi giorni e negli stessi luoghi sarà anche il numero due di Trump, JD Vance. Lei a solleticare invece afroamericani e latini a sud. All’ex professore di geografia – lo hanno detto fonti vicine alla campagna parlandone a Abc, è stato affidato un compito: «More Mankato, less Minneapolis» ovvero battere di più sulla sua esperienza nella cittadina rurale dove ha insegnato a lungo che in quella cosmopolita e liberal resa tristemente celebre dalla morte di George Floyd e dalla rivolta seguente.

Obiettivo congiunto: conquistare il voto della classe media. E se lei continuerà a batterà su questioni legate a immigrazione, criminalità e diritti delle donne, a lui toccherà evidenziare battaglie legate alla vita quotidiana: un programma economico pensato per le famiglie, che combatta l’inflazione comprendendo, fra gli altri, l’ampliamento dei crediti d’imposta per i figli, le politiche di congedo retribuito, il controllo del costo degli affitti e pure quello dei farmaci. Senza dimenticare, lui ex militare e cacciatore amatoriale, di pompare nuove misure sul controllo delle armi.

Intanto, dietro le quinte si lavora a definire la potenziale squadra di governo, più giovane e mista di quella di Joe Biden anticipa Axios che gli ha dato un’occhiata. Non è definitiva: ma dà l’idea delle intenzioni, a tratti rivoluzionarie, di Harris. C’è ad esempio l’ipotesi di scegliere, come Capo di gabinetto un afroamericano - l’ex procuratore generale Eric Holder che ha curato pure il “vetting” del vice - o una donna: Jen O’Malley Dillon, responsabile della campagna (e molto legata a Biden). Nella casella aspiranti Segretario di Stato al posto di Antony Blinken, appaiono i nomi del consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan, del direttore della CIA Bill Burns e del senatore Chris Coons (Commissione Esteri). Alla Difesa andrebbe una donna: Michèle Flournoy, obamiana di ferro proprio come Rahm Emanuel che fu Chief of Staff e ora è ambasciatore in Giappone. L’ex sindaco di Chicago è un papabile consigliere alla Sicurezza Nazionale e in caso di vittoria, la transizione verrà affidata a lui.

Posto di riguardo anche per l’attuale Ministro dei trasporti Pete Buttigieg. Gli indubbi talenti politici e culturali, hanno spinto Harris, che gli è molto amica (la preparò per il dibattito con Mike Pence) a considerarlo per il ruolo di vice: e a frenarla è stata certo la sua omosessualità dichiarata, con tanto di marito e figli. Ora vuole affidargli il delicato compito di Ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, ruolo che un domani, in una società più aperta e avanzata, potrà rilanciarne le ambizione di approdare un giorno alla Casa Bianca

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