Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato il blocco del social network X in tutto il paese per dieci giorni.
La decisione arriva nel pieno delle polemiche sulla riconferma dello stesso Maduro nelle recenti elezioni presidenziali, fortemente contestata dalle opposizioni e non riconosciuta da molti paesi.
"X fuori dal Venezuela per 10 giorni!" ha detto Maduro durante un discorso trasmesso dalla televisione di stato. L’uomo forte di Caracas ha dichiarato di aver firmato una risoluzione presentata dal Conatel, l’autorità locale sulle telecomunicazioni, che "ha deciso di sospendere la circolazione del social network X, precedentemente noto come Twitter, per 10 giorni" e ha accusato Musk di incitare all'odio, alla guerra civile e alla morte.
Maduro e Musk hanno spesso scambiato battute provocatorie riguardo a X, con il proprietario della piattaforma che ha paragonato il presidente venezuelano a un asino, mentre Maduro ha accusato Musk di essere una forza trainante dietro le pro…
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato il blocco del social network X in tutto il paese per dieci giorni.
La decisione arriva nel pieno delle polemiche sulla riconferma dello stesso Maduro nelle recenti elezioni presidenziali, fortemente contestata dalle opposizioni e non riconosciuta da molti paesi.
"X fuori dal Venezuela per 10 giorni!" ha detto Maduro durante un discorso trasmesso dalla televisione di stato. L’uomo forte di Caracas ha dichiarato di aver firmato una risoluzione presentata dal Conatel, l’autorità locale sulle telecomunicazioni, che "ha deciso di sospendere la circolazione del social network X, precedentemente noto come Twitter, per 10 giorni" e ha accusato Musk di incitare all'odio, alla guerra civile e alla morte.
Maduro e Musk hanno spesso scambiato battute provocatorie riguardo a X, con il proprietario della piattaforma che ha paragonato il presidente venezuelano a un asino, mentre Maduro ha accusato Musk di essere una forza trainante dietro le proteste e il dissenso seguiti alle elezioni.
Il blocco temporaneo di X rappresenta un ulteriore attacco alle grandi aziende tecnologiche, dopo che Maduro ha invitato questa settimana i suoi sostenitori ad abbandonare WhatsApp, di proprietà di Meta, a favore di Telegram o WeChat, sostenendo che l'app di messaggistica fosse utilizzata per minacciare le famiglie dei soldati e degli agenti di polizia.
L'autorità elettorale venezuelana ha proclamato Maduro vincitore delle elezioni presidenziali del 28 luglio con circa il 51% dei voti, anche se non ha ancora pubblicato i dati ufficiali.
La dichiarazione ha scatenato diffuse accuse di frode e proteste promosse sui social media. Il Venezuelan Observatory for Social Conflict ha riportato che almeno 23 persone sono state uccise durante le manifestazioni.
Nei giorni successivi al voto, sono scoppiate proteste in tutto il Venezuela e all'estero, con manifestanti che chiedevano le dimissioni di Maduro e il riconoscimento della vittoria del candidato dell'opposizione Edmundo Gonzalez.
L'opposizione, guidata da Maria Corina Machado e Gonzalez, afferma di avere copie dei verbali di voto che dimostrano di aver vinto le elezioni con oltre 7 milioni di voti, contro i 3,3 milioni di Maduro. Questo risultato è in linea con quanto previsto dai sondaggi indipendenti all'uscita dalle urne.
Paesi come gli Stati Uniti, l'Argentina e il Cile hanno rifiutato di riconoscere la presunta vittoria di Maduro, chiedendo invece trasparenza e la pubblicazione dei dati elettorali. Anche l’Unione Europea ha dichiarato di non potere al momento riconoscere l’esito del voto. Cina e Russia si sono invece congratulate con Maduro per la sua vittoria.
Le forze di sicurezza venezuelane hanno avviato una repressione contro quelli che le autorità definiscono criminali violenti, con Maduro che ha parlato di oltre 2.000 arresti. I gruppi di attivisti affermano che le persone arrestate siano manifestanti pacifici presi di mira per repressione.
"Le voci degli elettori venezuelani non saranno messe a tacere dalla repressione, dalla censura o dalla disinformazione. Il mondo sta guardando", ha dichiarato Brian A. Nichols, assistente segretario per gli affari dell'emisfero occidentale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, in un post su X.
In precedenza, i ministri degli esteri di Messico, Colombia e Brasile hanno ribadito, in una dichiarazione congiunta, l'invito alle autorità elettorali venezuelane a pubblicare i dati delle votazioni. La dichiarazione ha fatto seguito ai commenti di Machado di giovedì, in cui ha invitato il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador a convincere Maduro che la sua opzione migliore è negoziare con l'opposizione del paese.
Intanto, dopo che da 24 ore la famiglia non ne aveva notizie, tanto da averne denunciato la scomparsa, è stato annunciato l’arresto di Américo De Grazia, uno dei politici simbolo dell'opposizione al governo di Maduro. Detenuto anche un altro dirigente antiregime, Williams Davila.