Putin libera il killer di Boris Nemtsov: “Combatterà in Ucraina”. L’ira del dissidente Yashin: “È un’offesa alla sua memoria"
Riccardo RicciMOSCA - Uno degli imputati nel processo per l'omicidio del politico dell’opposizione Boris Nemtsov, il poliziotto di origini cecene Temirlan Eskerkhanov, è stato rilasciato dal carcere e si prepara a combattere al fianco dell’Esercito russo nell’operazione militare speciale in Ucraina. Non è il primo caso in cui un condannato per l’omicidio di un oppositore politico riceve la grazia in cambio di un periodo di servizio al fronte: nel 2023 è stata la volta dell'ex poliziotto Sergej Khadzhikurbanov, condannato l'organizzazione dell'omicidio della giornalista di Novaya Gazeta Anna Politkovskaja.
L’annunciato della liberazione Eskerkhanov è arrivato questa mattina, da una fonte anonima dell’agenzia governativa russa Tass. “Eskerkhanov ha firmato un contratto con il Ministero della Difesa nel marzo 2024, è stato graziato, dopo di che è stato rilasciato dalla colonia - ha detto alla Tass una fonte anonima - È andato in una delle unità d'assalto e ora sta svolgendo missioni di combatti…
MOSCA - Uno degli imputati nel processo per l'omicidio del politico dell’opposizione Boris Nemtsov, il poliziotto di origini cecene Temirlan Eskerkhanov, è stato rilasciato dal carcere e si prepara a combattere al fianco dell’Esercito russo nell’operazione militare speciale in Ucraina. Non è il primo caso in cui un condannato per l’omicidio di un oppositore politico riceve la grazia in cambio di un periodo di servizio al fronte: nel 2023 è stata la volta dell'ex poliziotto Sergej Khadzhikurbanov, condannato l'organizzazione dell'omicidio della giornalista di Novaya Gazeta Anna Politkovskaja.
L’annunciato della liberazione Eskerkhanov è arrivato questa mattina, da una fonte anonima dell’agenzia governativa russa Tass. “Eskerkhanov ha firmato un contratto con il Ministero della Difesa nel marzo 2024, è stato graziato, dopo di che è stato rilasciato dalla colonia - ha detto alla Tass una fonte anonima - È andato in una delle unità d'assalto e ora sta svolgendo missioni di combattimento nella zona dell’operazione militare speciale. Il contratto con l'ex detenuto dura un anno".
La fonte ha precisato che tutte le altre persone condannate per l'omicidio di Nemtsov non hanno espresso il desiderio di unirsi all’esercito e al momento sono in prigione. Eskerkhanov che avrebbe dovuto scontare una pena di 14 anni in una colonia di massima sicurezza ha ricevuto la grazia. Nel corso del processo il tribunale lo ha riconosciuto responsabile del pedinamento del politico e della fuga degli esecutori dalla scena del crimine.
Boris Nemtsov, ritenuto uno dei principali oppositori di Vladimir Putin, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco la notte del 28 febbraio 2015 sul ponte Bolshoi Moskovretskij, a qualche centinaio di metri dal Cremlino. Nel 2017, cinque cittadini di origine cecena, associati alle forze di sicurezza di Ramzan Kadyrov, sono stati condannati a lunghe pene detentive per omicidio. Il mandante dell’omicidio è stato individuato in Ruslan Mukhudinov, autista del vicecomandante del battaglione “Sever” delle truppe interne cecene, Ruslan Geremeev. Mukhudinov attualmente è ricercato. Invece Geremeev, che la famiglia di Nemtsov ritiene il reale mandante, non è stato coinvolto nel processo e attualmente sta combattendo in Ucraina.
“È un'offesa alla memoria del mio amico defunto”, ha dichiarato in un commento su X il politico Ilja Jashin. “Tuttavia, Putin è abbastanza coerente: libera e arma i banditi in massa, rendendoli il pilastro del suo potere. Alcuni vengono addirittura accolti all’aeroporto con un tappeto rosso e una guardia d’onore”, ha scritto il politico, alludendo alla liberazione e al rimpatrio del killer Vadim Krasikov nel quadro dello scambio di detenuti tra Russia e paesi occidentali che ha coinvolto lo stesso Jashin.