Dal voltafaccia di Pelosi al dovere di battere Trump: la prima intervista di Biden dopo il ritiro dalla corsa alla presidenza
di Massimo BasileNew York - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è ritirato dalla corsa per la rielezione alla Casa Bianca perché non voleva “distrarre” i Democratici dall’obiettivo primario: sconfiggere Donald Trump e la sua agenda suprematista bianca. Lo ha spiegato alla Cbs nella sua prima intervista da quando, il 21 luglio, ha annunciato di non candidarsi più per le presidenziali di novembre.
Tra i messaggi che ha consegnato, c’è stato anche un riferimento, il primo, all’ex Speaker della Camera Nancy Pelosi, la sua amica per più di quarant’anni che gli ha voltato le spalle, e ha finito per spingerlo a dimettersi. La più alta priorità, ha sottolineato Biden, è che Trump venga sconfitto.
Priorità: “Battere Trump”
“Noi dobbiamo - ha dichiarato a Robe…
New York - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è ritirato dalla corsa per la rielezione alla Casa Bianca perché non voleva “distrarre” i Democratici dall’obiettivo primario: sconfiggere Donald Trump e la sua agenda suprematista bianca. Lo ha spiegato alla Cbs nella sua prima intervista da quando, il 21 luglio, ha annunciato di non candidarsi più per le presidenziali di novembre.
Tra i messaggi che ha consegnato, c’è stato anche un riferimento, il primo, all’ex Speaker della Camera Nancy Pelosi, la sua amica per più di quarant’anni che gli ha voltato le spalle, e ha finito per spingerlo a dimettersi. La più alta priorità, ha sottolineato Biden, è che Trump venga sconfitto.
Priorità: “Battere Trump”
“Noi dobbiamo - ha dichiarato a Robert Costa di ‘Cbs Sunday Morning’ - dobbiamo, dobbiamo sconfiggere Trump”. Biden ha confermato quello che i media americani scrivevano da settimane: ha deciso di fare un passo indietro dopo le pressioni ricevute dal partito. “Democratici della Camera e del Senato - ha spiegato - pensavano che avrei danneggiato la loro corsa. Ho pensato che se fossi rimasto, quello sarebbe diventato il tema principale e allora lei mi avrebbe chiesto oggi perché Nancy Pelosi ha detto questo, perché ha fatto questo o fatto quello, e ho pensato che alla fine sarebbe stata una distrazione reale”.
Nel 2020 lui stesso aveva presentato la propria candidatura come un “ponte” per le future generazioni. “Quando ho corso la prima volta - ha ammesso - pensavo di essere un presidente di transizione, ma le cose sono andate avanti così velocemente e non è successo”. Per questo aveva deciso di cercare la rielezione nonostante i suoi 81 anni. A spingerlo è stata l’agenda suprematista bianca di Trump, già emersa con la tragedia di Charlottesville, Virginia, quando nel 2017, durante una marcia neonazista un suprematista aveva investito con l'auto e ucciso un’attivista dei diritti civili.
La presidenza del suprematismo
“Ogni volta il Ku Klux Klan è stato coinvolto - ha attaccato - indossavano i cappucci per non essere identificati. Sotto la sua presidenza (di Trump, ndr) sono usciti allo scoperto, sapendo di avere un alleato. Io la vedo così. Sapevano di avere un alleato alla Casa Bianca”. “Quando parlai alla madre della ragazza - ha ricordato - da tutta l’America uscirono suprematisti con le torce, i vessilli nazisti, cantando le stesse canzoni di sempre, piene di bile antisemita, e quando i giornalisti chiesero a Trump cosa ne pensasse, lui aveva risposto: 'ci sono brave persone in entrambi i lati'. Lì ho capito. Sapevo che avrei dovuto fare qualcosa e così decisi di candidarmi”. Biden spiega di essersi ritirato per amore dell’America. “Per me è un onore fare il presidente ma ho un obbligo verso il Paese”: fermare il tycoon. Adesso il compito spetterà alla sua vice, Kamala Harris, che lo ha sostituito.
Dalla parte di Harris
Biden ha lodato lei e promosso la scelta di indicare come vice il governatore del Minnesota Tim Walz. “È un ottimo ragazzo - ha detto - come diciamo noi, se fossimo cresciuti nello stesso quartiere saremmo diventati amici. È il tipo che piace a me: è vero, è intelligente, lo conosco da decenni. Penso che abbiano formato una squadra pazzesca”. Biden ha negato che la sua prova disastrosa, durante il duello tv con Trump del 27 giugno, fosse legata a un declino mentale.
“Guardi - ha raccontato - ho avuto una giornata brutta, davvero brutta perché stavo male. Ma non ho problemi seri”. La decisione di ritirarsi è stata presa nella sua residenza estiva di Rehoboth Beach. Dopo aver fatto l’annuncio, tutta la famiglia lo ha abbracciato. “Ma è quello che mi hanno detto - ha aggiunto -: i miei nipoti chiamandomi nonno, i miei figli papà, tutti insieme hanno detto di essere orgogliosi e questo per me ha significato molto”. Unico rimpianto: non aver venduto bene agli americani quello che ha fatto per le infrastrutture, grazie al programma bipartisan da mille miliardi che garantirà la costruzione di strade, ponti, aeroporti e ferrovie in tutto il Paese. “Il più grande errore che abbiamo fatto - ha concluso - è non aver messo cartelli che dicevano: ‘lo ha fatto Joe’”.