Droni, esplosioni e morti. La quotidianità delle “zone sicure” nell’agosto asfissiante della Striscia
di Rita BaroudDEIR AL-BALAH - In una piccola stanza grigia, con solo la mia maglietta in bianco e nero appesa al muro, osservo la vita intorno. Questi due colori, nero e bianco, riflettono la realtà qui a Gaza - una vita dura piena di sofferenza. Giorno dopo giorno, nuovi dolori e tragedie si accumulano sulle spalle di questa città assediata. È il 308° giorno della guerra e i suoni dei bombardamenti e delle esplosioni ancora squarciano il cielo. Sono diventati parte della nostra quotidianità, ma non hanno perso la capacità di terrorizzarci.
L’area dove ho trovato rifugio è stata classificata come “sicura”, una cosiddetta zona umanitaria gialla. Ma non mi fido. Dall’inizio della guerra Deir al-Balah ha assistito a ondate successive di sfollamenti. Molti sono fuggiti dalle aree più colpite a Nord e a Est della Striscia, cercando sicurezza temporanea qui, solo per scoprire drammaticamente che nessun luogo è sicuro.
DEIR AL-BALAH - In una piccola stanza grigia, con solo la mia maglietta in bianco e nero appesa al muro, osservo la vita intorno. Questi due colori, nero e bianco, riflettono la realtà qui a Gaza - una vita dura piena di sofferenza. Giorno dopo giorno, nuovi dolori e tragedie si accumulano sulle spalle di questa città assediata. È il 308° giorno della guerra e i suoni dei bombardamenti e delle esplosioni ancora squarciano il cielo. Sono diventati parte della nostra quotidianità, ma non hanno perso la capacità di terrorizzarci.
L’area dove ho trovato rifugio è stata classificata come “sicura”, una cosiddetta zona umanitaria gialla. Ma non mi fido. Dall’inizio della guerra Deir al-Balah ha assistito a ondate successive di sfollamenti. Molti sono fuggiti dalle aree più colpite a Nord e a Est della Striscia, cercando sicurezza temporanea qui, solo per scoprire drammaticamente che nessun luogo è sicuro.
La notte non è meno terrificante del giorno. Nel buio, la città diventa un luogo pieno di un silenzio spettrale; nessuno osa muoversi al di fuori della propria abitazione, ammesso che ne abbiano una. Non ho dormito per due giorni a causa del suono dei proiettili che colpiscono le pareti della stanza dove mi trovo. Uno di questi proiettili mi ha sfiorato un braccio. Il rumore dei carri che si muovono sul terreno e il continuo ronzio dei droni che volano sopra l’area ci causano un panico costante.
Due massacri sotto ai miei occhi
Nei giorni scorsi, ho assistito a due massacri sotto ai miei occhi. Il primo è stato quando ero in cucina a preparare il caffè. Improvvisamente mi sono trovata sotto il lavello, in una reazione istintiva al suono forte di un bombardamento vicino. Siamo corsi fuori e tutti intorno urlavano. Ho visto persone distese a terra, intrise di sangue: una di loro aveva il cranio completamente frantumato.
Il giorno dopo questo incidente ero sul tetto, cercavo il segnale di Internet con il telefono. Ho sentito un fischio, poi un’esplosione. Ho guardato e ho visto un’auto bruciata e sette persone che si erano trasformate in piccoli frammenti in un istante. L’ambulanza è arrivata rapidamente a raccogliere i brandelli. Per quanto mi riguarda, sono rimasta a guardare, incapace di muovermi, ho pianto. Non sono riuscita a mangiare.
Gli anziani tra le macerie
Ho perso la mia amica Sarah dieci mesi fa e continuo a inviarle messaggi perché non riesco a concepire l’idea che non esista più in questo mondo. Vivo la mia giornata ordinaria piena di lotte e battaglie quotidiane per ottenere cibo e acqua. Il caldo di agosto è insopportabile; non c’è elettricità per far funzionare i ventilatori o acqua fredda da bere.
Tra le macerie, trovi gli anziani seduti in silenzio, guardano ciò che resta delle loro vite svanire davanti ai loro occhi. Coloro che hanno vissuto decenni su questa terra, che hanno assistito a guerre precedenti, vedono qualcosa di diverso in questa; è una guerra che non fa distinzione tra combattente e civile, non lasciando spazio per la fuga. Anche ospedali e scuole, quei luoghi considerati rifugi sicuri nelle guerre precedenti, sono ora diventati obiettivi di bombardamenti.
Venerdì notte non ho dormito, ascoltavo i pianti dei bambini. All’alba di ieri, l’esercito di occupazione israeliano ha commesso un nuovo crimine contro i civili a Gaza, nel quartiere di Al-Daraj. Hanno ucciso in un complesso che comprendeva una scuola e una moschea, mentre stavano svolgendo la preghiera dell’alba, e oltre 100 persone sono morte. Mentre scrivo, una bambina grida angosciata “Dov’è papà?”, e le sue parole ancora riecheggiano nelle mie orecchie.
Scrivo ora con un esame da svolgere tra due ore. Cerco di utilizzare il mio tempo per studiare e tutto quello che spero è che Internet funzioni abbastanza bene per aiutarmi a superare l’esame. Studio online, guardando le mie lezioni registrate sul telefono mentre mi trovo sul tetto, cercando di trovare un segnale Internet. Una delle mie principali difficoltà ora è trovare lo shampoo. Non c’è shampoo e i miei capelli hanno iniziato a deteriorarsi. Perfino il sapone per le mani è introvabile. Per fortuna, ne ho conservato una piccola quantità da sette mesi fa, ma non voglio usarlo perché non so cosa ci riserverà il futuro.
Il mio corpo è pieno di funghi e allergie dovuti al caldo, e il problema è che non ci sono unguenti per trattare questi funghi. Macchie coprono ogni parte della mia pelle.
Ma la domanda che rimane nella mia mente è: quando finirà questa sofferenza? Lo scaffale di camera mia era pieno di prodotti per l’igiene personale, possedevo alcuni profumi costosi, e oggi non riesco nemmeno a trovare lo shampoo per lavare i capelli.