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Trump all’ombra della convention democratica rilancia: “A Musk un ruolo nel governo”. E lui: “Pronto a servire”

(reuters)

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Polemiche per la scelta di The Donald tenere un comizio a Howell, Michigan: già culla del Ku Klux Klan, dove un mese fa i suprematisti bianchi hanno marciato al grido “Heil Hitler”
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CHICAGO — «Elon Musk è un ragazzo intelligente. Gli darò un ruolo di governo». Donald Trump è più che pronto a compensare con un posto nella sua amministrazione l’imprenditore di origine sudafricana, patron di X e sul podio dei più ricchi al mondo, per l’aiuto alla campagna repubblicana in crisi dopo il cambio in corsa di candidato dem: la conversazione “a ruota libera” trasmessa via social pochi giorni fa e l’impegno milionario dell’American Pac, organizzazione di raccolta fondi pro-Trump fondata da Musk.

Maratona in Michigan

Mentre a Chicago è in corso la convention democratica, The Donald è impegnato in una maratona elettorale in diversi stati chiave, dai toni sempre più apocalittici. E ieri ha scatenato un putiferio la scelta di tenere un comizio a Howell, Michigan: già culla del Ku Klux Klan, dove un mese fa i suprematisti bianchi hanno marciato al grido “Heil Hitler”, guardandosi bene dal prenderne le distanze. Proprio dopo uno di questi eventi, Trump si è detto pronto a i…

CHICAGO — «Elon Musk è un ragazzo intelligente. Gli darò un ruolo di governo». Donald Trump è più che pronto a compensare con un posto nella sua amministrazione l’imprenditore di origine sudafricana, patron di X e sul podio dei più ricchi al mondo, per l’aiuto alla campagna repubblicana in crisi dopo il cambio in corsa di candidato dem: la conversazione “a ruota libera” trasmessa via social pochi giorni fa e l’impegno milionario dell’American Pac, organizzazione di raccolta fondi pro-Trump fondata da Musk.

Maratona in Michigan

Mentre a Chicago è in corso la convention democratica, The Donald è impegnato in una maratona elettorale in diversi stati chiave, dai toni sempre più apocalittici. E ieri ha scatenato un putiferio la scelta di tenere un comizio a Howell, Michigan: già culla del Ku Klux Klan, dove un mese fa i suprematisti bianchi hanno marciato al grido “Heil Hitler”, guardandosi bene dal prenderne le distanze. Proprio dopo uno di questi eventi, Trump si è detto pronto a ingaggiare l’amico miliardario ormai considerato riferimento delle destre globali. Promettendo pure di porre fine al credito d’imposta da 7500 dollari per gli acquisti di auto elettriche: altro bel regalo al proprietario di Tesla. «Pronto a servire» ha risposto Musk postando su X l’immagine creata con l’IA di sé stesso in piedi su un podio con bandiere a stelle e strisce.

Passato e presente

Un tempo i due si detestavano e alle primarie Musk ha sostenuto il governatore della Florida Ron De Santis: finendo per dare il suo endorsement a Trump solo dopo l’attentato di Butler. Ma le cose sono cambiate ad aprile: quando il fondatore di PayPal, Tesla e Space X ha organizzato una raccolta fondi per i repubblicani (300mila dollari a posto) nella villa hollywoodiana del suo amico e socio David Sacks. In lista, finanzieri e imprenditori tecnologici membri di quel ristretto ma potente gruppo di Silicon Valley spostatisi di recente più destra. Fra questi, il “padre” dei “titoli spazzatura” Michael Milken, il magnate dell’editoria conservatrice Rupert Murdoch, il Venture Capitalist Joe Lonsdale, trasferitosi dalla California al Texas, per allontanarsi dalla cultura “Woke” come ha spiegato. E pure Peter Thiel, anima “nera” della Valley, grande sponsor alla vicepresidenza di J.D. Vance. Insieme al re dei casinò Steve Wynn, amicissimo di Trump, e l’ex ministro del tesoro Steven Mnuchin. È lì, dicono gli osservatori che Musk è ufficialmente diventato nuova icona conservatrice. Intenzionato a spingere l’agenda delle destre a livello globale rilanciando il programma già sogno di Steve Bannon, il guru dell’Alt Right e stratega della prima campagna di Trump.

La Silicon Valley a destra

«Quel che sta accadendo a Silicon Valley è folle» ha denunciato pochi giorni fa in tv il “miliardario di sinistra”, Mark Cuban, proprietario di piattaforme sportive e celebre per il suo ruolo nel reality Shark Tank: «Elon e co. vogliono fare di Trump il Ceo d’America e stargli intorno come un consiglio d’amministrazione che gli dice cosa fare. Successo e ricchezza li hanno convinti di avere il diritto di gestire i governi del mondo oltre alle aziende». Accusandolo poi di aver alterato l’algoritmo di X, per piegarlo ai suoi interessi politici (quello gli ha risposto, la querelle è in corso). Incubo distopico? In realtà già un’inchiesta sul New Yorker del Premio Pulitzer Ronan Farrow (il figlio di Woody Allen e Mia che scoperchiò il vaso di Pandora del #Metoo) racconta come l’ombra di Musk si sia allungata sul governo Usa, inizialmente grazie al contributo di Starlink in Ucraina. Notando come SpaceX resti l’unica in grado di trasportare equipaggi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Insieme agli interessi a spingere sulle auto elettriche. Il prezzo è sempre più alto: ostile com’è a sindacati e tasse e propenso a un’idea autoritaria ed elitaria del potere. L’ultima sfida ai dem, d’altronde, l’ha lanciata lunedì. Mentre Biden parlava di controllo delle armi alla Convention, lui ha pubblicato l’emoji di una pistola e la scritta: «Il virus della mentalità woke minaccia la civiltà moderna». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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