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Caso Durov, spunta il ruolo della misteriosa accompagnatrice Yulia Vavilova

Juli Vavilova 

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Dopo l’arresto, la donna è sparita nel nulla. E anche il suo nome, secondo alcuni media, sarebbe falso. Mentre Macron prende le distanze: “Non è un arresto politico”
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PARIGI – Si infittisce il rebus di Pavel Durov, il fondatore di Telegram arrestato sabato sera a Parigi. Mentre il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha voluto precisare che “è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria in corso” e che “non è in alcun modo una decisione politica” perché “spetta ai giudici decidere”, è venuto fuori un secondo giallo. Durov era accompagnato, al momento dell’atterraggio all’aeroporto di Bourget, da una misteriosa donna, Yulia Vavilova, che fino a qualche ora prima aveva riempito il profilo Instagram di immagini e filmati che la mostravano in compagnia dell’inventore del Facebook russo VK. Dopo l’arresto, la donna è sparita nel nulla. E anche il suo nome, secondo alcuni media, sarebbe falso.

Quel poco che si sa della bionda ventiquattrenne, lo si può dedurre solo dai social, dove Vavilova aveva documentato generosamente un viaggio in Kazakhistan, Uzbekistan e Azerbaigian con Durov. E dove si definiva “cripto coach”: in un filmato, la rus…

PARIGI – Si infittisce il rebus di Pavel Durov, il fondatore di Telegram arrestato sabato sera a Parigi. Mentre il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha voluto precisare che “è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria in corso” e che “non è in alcun modo una decisione politica” perché “spetta ai giudici decidere”, è venuto fuori un secondo giallo. Durov era accompagnato, al momento dell’atterraggio all’aeroporto di Bourget, da una misteriosa donna, Yulia Vavilova, che fino a qualche ora prima aveva riempito il profilo Instagram di immagini e filmati che la mostravano in compagnia dell’inventore del Facebook russo VK. Dopo l’arresto, la donna è sparita nel nulla. E anche il suo nome, secondo alcuni media, sarebbe falso.

Quel poco che si sa della bionda ventiquattrenne, lo si può dedurre solo dai social, dove Vavilova aveva documentato generosamente un viaggio in Kazakhistan, Uzbekistan e Azerbaigian con Durov. E dove si definiva “cripto coach”: in un filmato, la russa residente a Dubai si vanta di aver imparato dai suoi amici “geni” ad aggirare le sanzioni contro il Cremlino usando le criptovalute. Secondo l’Afp i famigliari della donna non sarebbero più riusciti a mettersi in contatto con lei dal momento dell’arresto di Durov. Ma qualcuno insinua che proprio la Vavilova potrebbe aver avuto un ruolo nelle manette scattate contro il miliardario al suo arrivo a Parigi.

Peraltro, a Baku, nella sua ultima tappa prima di Parigi, poche ore prima dell’arresto, il fondatore di Telegram avrebbe dovuto incontrare Vladimir Putin. Ma il Cremlino ha fatto sapere che il tete-a-tete non è mai avvenuto, infittendo il giallo sui rapporti tra i due. Il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov ha anche protestato contro l’arresto. “Non sappiamo ancora di cosa sia accusato esattamente", ha aggiunto. Ma la procura lo ha smentito, ieri, dettagliando i capi di accusa contro il miliardario russo che di recente aveva conquistato la cittadinanza francese.

Anche della tappa a Baku esistono post di Vavilova, uno in particolare in cui fa colazione con Durov nel ristorante alla moda Shore House Baku. Poco prima di volare con un aereo privato - anch’esso filmato e fotografato copiosamente dalla ventiquattrenne - a Parigi. Lo stesso Durov aveva postato alcune tappe del suo viaggio su VK, in cui lo si vedeva accompagnato da Vavilova. Il 21 agosto, ad esempio, erano stati insieme a un poligono di tiro in Azerbaigian, come provano video e foto postati da entrambi.

Intanto, la Procura di Parigi ha comunicato quali sono le accuse formulate contro Durov che hanno motivato l’arresto. In una nota, gli inquirenti francesi hanno puntualizzato che l’inchiesta è stata aperta a giugno, dopo un’indagine preliminare della sezione che si occupa della criminalità informatica. E nel documento diffuso dalle autorità giudiziarie sono elencati 12 reati tra cui: "complicita' nel possesso di immagini di minore a carattere pedopornografico"; "complicita' nell'acquisizione, nel trasporto, nel possesso, nell'offerta o nel trasferimento di stupefacenti"; "complicita' in crimini informatici”. La giustizia francese accusa Telegram di aver omesso di moderare alcuni contenuti della piattaforma e di non aver agito per porre fine al traffico di droga sulla piattaforma, ma anche di non aver contrastato la diffusione di contenuti pedopornografici.

Dopo gli alti lai di Elon Musk e di qualche politico sovranista che hanno lamentato una presunta violazione della libertà di parola, Macron ha voluto smentire le informazioni "false" circolate sulle intenzioni della giustizia. La Francia ha più che mai a cuore "la libertà di espressione e di comunicazione, l'innovazione e lo spirito d'impresa" e "rimarrà così”, ha puntualizzato. Ricordando, al contempo, che in uno Stato di diritto bisogna rispettare le leggi.

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