✕

Germania, l’Afd vede la vittoria in Turingia e Sassonia: “Nulla sarà come prima”

(reuters)

Ascolta l'audio

Oggi si vota nei 2 land ex Ddr: destra avanti tra slogan nazisti e odio. La Cdu resisterà solo imbarcando i putiniani di Wagenknecht
2 minuti di lettura

ERFURT - Bisogna prepararsi a un’elezione storica. E la tensione è alta. Quando l’ultimo banchetto del mercato lascia la piazza del duomo, verso ora di pranzo, la polizia comincia già a blindarla. Centinaia di agenti in tenuta antisommossa, visibilmente nervosi, iniziano a piazzare le transenne, lasciando vuoto un enorme spazio al centro per tenere separate le fazioni. D’un lato, la marea di bandiere tedesche - qualcuna del reich - che aspetta il protagonista indiscusso di questa tornata elettorale, Bjoern Hoecke, candidato dell’Afd in Turingia, destinato oggi a incassare un risultato storico, il 30% secondo gli ultimi sondaggi, e a portare a casa il sorpasso della Cdu, stimata nove punti sotto.

Dall’altra parte della piazza, poco dopo le tre, spunta la contromanifestazione, preceduta dal coro "Bjoern Hoecke ist ein Faschist”, che non è più un insulto ma un fatto, al più tardi da quando un tribunale tedesco ha decreta…

ERFURT - Bisogna prepararsi a un’elezione storica. E la tensione è alta. Quando l’ultimo banchetto del mercato lascia la piazza del duomo, verso ora di pranzo, la polizia comincia già a blindarla. Centinaia di agenti in tenuta antisommossa, visibilmente nervosi, iniziano a piazzare le transenne, lasciando vuoto un enorme spazio al centro per tenere separate le fazioni. D’un lato, la marea di bandiere tedesche - qualcuna del reich - che aspetta il protagonista indiscusso di questa tornata elettorale, Bjoern Hoecke, candidato dell’Afd in Turingia, destinato oggi a incassare un risultato storico, il 30% secondo gli ultimi sondaggi, e a portare a casa il sorpasso della Cdu, stimata nove punti sotto.

Dall’altra parte della piazza, poco dopo le tre, spunta la contromanifestazione, preceduta dal coro "Bjoern Hoecke ist ein Faschist”, che non è più un insulto ma un fatto, al più tardi da quando un tribunale tedesco ha decretato che il capo regionale dell’ultradestra può essere definito così. Anche di recente, è stato multato per aver urlato dal palco in due occasioni diverse “Tutto per la Germania”. Lo slogan delle SA naziste.

In testa al corteo delle associazioni che si sono date appuntamento per protestare contro Hoecke, le “Omas gegen rechts” (“Nonne contro la destra”). Coloratissime, sorridenti, scatenano i loro fischietti: sono in piazza da anni contro l’ascesa dell’Afd. Ma tanti cartelli, lungo la manifestazione, sono più cupi. Uno recita “siamo a 5 minuti dal 1933”, l’anno della presa di potere di Hitler. Chiediamo a Ebba Hammerschmidt, 73 anni, perché è qui: “sono angosciata. So che non convincerò gli elettori dell’Afd. Ma sono qui per spingere gli indecisi ad andare a votare. Questi sono pericolosi. E vorrei che la smettessimo tutti di parlare di odio”.

Dal palco, Hoecke fa l’opposto, come sempre. E’ l’odio ad alimentare il consenso che pesca a mani basse in queste regioni depresse dalla deindustrializzazione e svuotate dallo spopolamento, soprattutto quello giovanile. “Il primo settembre sarà definito dagli storici ‘la cesura’”, si infervora. “E del tempo prima si parlerà dell’’era del cartello dei partiti’ che volevano più Ue, più soldi a Bruxelles, più salvataggi, più migranti, più scemenze gender. E meno Germania”. La Cdu è “il partito dei vassalli transatlantici”, i migranti vanno deportati in massa, e il divieto del coltello, dopo l’attentato di Solingen “non basta, il problema è chi lo porta”. Perché “noi tedeschi sappiamo maneggiare i coltelli, ma i migranti vengono da Paesi dalle strutture arcaiche, abituate alla legge del più forte”. E quando parte l’ennesimo applauso scrosciante, non si può non pensare che sia un gran bene che Hoecke non faccia più l’insegnante di storia.

Non solo la Turingia, dove è in testa Hoecke, che da sempre guida la corrente più estremista dell’Afd, scatenerà un terremoto che si farà sentire a Berlino e in tutta Europa, se i pronostici saranno confermati. Anche in Sassonia l’ultradestra è prima da due anni in tutti i sondaggi, e il battagliero governatore uscente della Cdu, Michael Kretschmer, sembra aver recuperato soltanto nelle due settimane la prima posizione, raggiungendo il 33%, ma è tallonato ancora da vicino dal candidato Afd, Joerg Urban. E Kretschmer ha fatto una campagna elettorale di rincorsa della destra, soprattutto sui migranti e sulla Russia. L’appuntamento di oggi segnerà in ogni caso una cesura, nella storia della Germania. E non solo per il boom dell’Afd.

Un partito nato dal nulla, a gennaio, potrebbe già aspirare in entrambi i land ad andare al governo: quello della populista Sahra Wagenknecht, putiniana di ferro e perciò popolarissima soprattutto al di là del vecchio muro di Berlino. E le novità clamorose, in questo caso, diventerebbe due. Primo, Wagenknecht potrebbe prendere, secondo i sondaggi, il 14% in Sassonia e il 17% in Turingia. Una sorta di piccolo miracolo, nel tradizionalmente ingessatissimo panorama politico tedesco. Seconda, clamorosa notizia: la Cdu ha escluso alleanze con l’Afd - ma non con Wagenknecht. E viste le percentuali ridotte al lumicino dei partiti al governo a Berlino - Spd, Verdi, Liberali sono tutti intorno alla soglia di “sopravvivenza” del 5%, è probabile che i conservatori debbano aprire alla prima coalizione, forse in Europa, tra conservatori e rossobruni.

Leggi i commenti