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La poltrona di Scholz a rischio con la vittoria dei filorussi

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Nei due land al voto la Spd del cancelliere rischia di sparire di sparire: Pistorius possibile sostituto
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ERFURT – «Sto bene. Mi resta ancora un po’ di spavento nelle ossa. Ma non vi preoccupate, non ci faremo intimidire». Su X, Sahra Wagenknecht ha voluto tranquillizzare i suoi sostenitori. Un uomo le aveva tirato della vernice rossa addosso, durante il comizio di chiusura di venerdì a Erfurt. Ma, al di là del trauma, se c’è una che può festeggiare in anticipo il risultato elettorale di oggi é lei. La newcomer, la ex pasionaria della Linke diventata tribuna rossobruna anti-migranti, anti-verdi e smaccatamente filorussa, nel giro di nove mesi ha costruito un partito che sfiora percentuali a due cifre, e in tutta la Germania. Lei, ed è una sciagura per il governo Scholz, ha già vinto.

Il nodo degli aiuti a Kiev

Per Berlino, l…

ERFURT – «Sto bene. Mi resta ancora un po’ di spavento nelle ossa. Ma non vi preoccupate, non ci faremo intimidire». Su X, Sahra Wagenknecht ha voluto tranquillizzare i suoi sostenitori. Un uomo le aveva tirato della vernice rossa addosso, durante il comizio di chiusura di venerdì a Erfurt. Ma, al di là del trauma, se c’è una che può festeggiare in anticipo il risultato elettorale di oggi é lei. La newcomer, la ex pasionaria della Linke diventata tribuna rossobruna anti-migranti, anti-verdi e smaccatamente filorussa, nel giro di nove mesi ha costruito un partito che sfiora percentuali a due cifre, e in tutta la Germania. Lei, ed è una sciagura per il governo Scholz, ha già vinto.

Il nodo degli aiuti a Kiev

Per Berlino, la probabile partecipazione di Wagenknecht ai prossimi governi in Turingia e forse anche in Sassonia, è una pessima notizia. Soprattutto per la strategia di sostegno all’Ucraina. Anche perché le sue richieste di stoppare tutti gli aiuti a Kiev, di un fantomatico cessate il fuoco, il suo pacifismo demagogico è totalmente condiviso dal governatore uscente della Sassonia, Manfred Kretschmer, che da mesi imbarazza il suo partito, la Cdu, con dichiarazioni filorusse. Indirettamente, anche il possibile trionfo dei filorussi Afd nei due land è un ulteriore elemento negativo di pressione, nei rapporti con l’Ucraina.

Molti hanno interpretato la mossa del cancelliere Scholz e del suo ministro liberale Lindner di tagliare ogni aiuto aggiuntivo a Kiev - criticatissima anzitutto dalla stessa maggioranza, con i Verdi in aperto dissenso - come un tentativo di scongiurare un risultato troppo disastroso all’appuntamento di oggi con le urne. In Sassonia e Turingia, sommando Afd e Wagenknecht, è chiaro che un elettore su due sottoscrive un populismo che vuol mettere rapidamente fine al sostegno a Kiev.

Problemi per Scholz

Per Scholz si annuncia personalmente un nuovo avviso di sfratto, se la Spd, data attualmente al 7% sia in Sassonia sia in Turingia, dovesse scivolare sotto la soglia di sbarramento del 5% e finire fuori da un parlamentino regionale o persino da entrambi. Nel suo partito si sta già diffondendo un enorme malumore in vista del voto di oggi, scrive la Süddeutsche Zeitung; e il colpo di grazia per il cancelliere più impopolare della storia, stando agli ultimi sondaggi, potrebbe arrivare il 22 settembre, se i socialdemocratici crolleranno anche in una regione che sono abituati a governare: il Brandeburgo.

Il partito del cancelliere è stimato al 20%, sei punti sotto alle ultime elezioni. E soprattutto: dietro all’Afd, che potrebbe strappare alla Spd lo scettro di primo partito nel land delle famose passeggiate di Theodor Fontane. Un dato sconvolgente in questa regione che abbraccia Berlino è la popolarità dell’ultradestra tra i giovanissimi, i 16-18enni. Quasi uno su due è pronto a votarli.

Se questa costellazione infausta dovesse allinearsi tra domani e metà settembre, è riemersa l’ipotesi di sostituire in corsa il cancelliere con il politico più amato dai tedeschi, il ministro della Difesa, Boris Pistorius

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