Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 5 settembre
Cresce il pressing dell'amministrazione Usa, contraria a una presenza di Israele a Gaza sul lungo termine. Per Washington è ora di finalizzare l'accordo e per questo in settimana potrebbe essere messa sul tavolo una proposta "prendere o lasciare" rivolta a Netanyahu e Hamas. L'Idf ha ucciso a Gaza il comandante delle forze d'élite Nukhba di Hamas che ha guidato l'assalto a Israele arrivando dalla Striscia in parapendio. Intanto la giustizia Usa ha accusato di terrorismo alcuni leader di Hamas, tra cui Yahya Sinwar, per il massacro del 7 ottobre
“Attacchi aerei di Israele nel sud del Libano”
Oggi Hezbollah ha lanciato più di 100 razzi e missili nel nord di Israele. I media libanesi riportano ora la notizia di una serie di attacchi aerei israeliani nel Libano meridionale. Secondo quanto riferito, almeno 14 attacchi sono stati effettuati in diverse zone del Libano meridionale.
I familiari degli ostaggi protestano davanti alla sede del Likud
I familiari degli ostaggi si sono radunati a Tel Aviv davanti alla sede del Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo che venga raggiunto al più presto un accordo per la liberazione dei rapiti. "Sei dei nostri fratelli e sorelle sono stati sepolti questa settimana, sono sopravvissuti a 11 mesi di prigionia, ma non sono sopravvissuti al governo sanguinario", hanno affermato i manifestanti. "Siamo scesi in piazza in centinaia di migliaia per scuotere le strade finché il primo ministro non ci ascolterà: il pubblico chiede la vita. Non vi permetteremo di uccidere altri ostaggi solo per continuare e mantenere il vostro governo sanguinario", hanno aggiunto. Il recupero dei corpi di sei giovani ostaggi, giustiziati da Hamas poco prima che venissero trovati dai soldati, ha scatenato un'ondata di rabbia popolare contro Netanyahu, accusato di non voler concludere un'intesa ma invece di proseguire la guerra per restare al potere.
Usa: “Ok di Israele per il ritiro dal corridoio Filadelfia
"Ripeteremo ciò che abbiamo già detto: Israele ha accettato di ritirarsi dalle aree densamente popolate della Striscia di Gaza, incluso il corridoio di Philadelphi". Lo afferma Matthew Miller, portavoce del Dipartimento di Stato Usa. Le parole di Miller seguono la conferenza stampa del premier israeliano Benjamin Netanyahu, in cui ha affermato che la permanenza delle forze israeliane nell'area è fondamentale.
Usa: “L’accordo è nell'interesse di Israele in termini di sicurezza”
"Siamo convinti che un accordo sul cessate il fuoco sia nell'interesse di sicurezza di Israele". Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller, sottolineando che gli Stati Uniti sono in costante contatto con il Qatar dal 7 ottobre. "Apprezziamo il lavoro che ha fatto il Qatar, e anche quello dell'Egitto per il cessate il fuoco", ha aggiunto Miller.
Quarto giorno di proteste a Tel Aviv, in migliaia in piazza
Quarto giorno consecutivo di proteste a Tel Aviv davanti al quartier generale delle Idf da parte dei manifestanti che chiedono il raggiungimento di un accordo per la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas. I media parlano di circa 2mila persone. "Gli ostaggi sono a Gaza da troppi giorni. Il loro sangue è sulle mani del governo", scandiscono.
Netanyahu: “Controllo corridoio Philadelphi per rilascio ostaggi”
Mantenere il confine tra Gaza e l'Egitto è necessario non solo per impedire ad Hamas di terrorizzare Israele, ma anche per impedirgli "di terrorizzare la popolazione di Gaza". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrando la stampa estera. "Gaza non può avere un futuro se si consente il riarmo attraverso il corridoio di Philadelphi", ha spiegato. Secondo Netanyahu, Hamas potrebbe far uscire clandestinamente gli ostaggi da Gaza e portarli in Iran o nello Yemen se Israele non controllasse il corridoio di Philadelphi. "Se si vogliono liberare gli ostaggi, bisogna mantenere il controllo del corridoio di Filadelfia", ha aggiunto.
Netanyahu, no concessioni dopo massacro 6 ostaggi
"Ciò che è cambiato è che sei dei nostri ostaggi sono stati brutalmente assassinati a sangue freddo. E ora il mondo si aspetta che Israele faccia delle concessioni dopo questo massacro? Che tipo di messaggio sarebbe per Hamas? Uccidere più ostaggi e ottenere di più in cambio? Questo non è solo immorale, è folle. Non accadrà. Avevamo delle linee rosse prima di questi omicidi e rimangono invariate. Le rispetteremo". Lo afferma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nella sua conferenza alla stampa estera.
Netanyahu: “Israele sta vivendo giorni di rabbia”
"Israele sta vivendo giorni di rabbia. Ieri ho visitato la famiglia di un ostaggio assassinato a Gaza, ho detto che mi scuso, abbiamo fatto tutto quello che potevamo ma non siamo riusciti a riportarlo a casa". Lo ha detto il primo ministro Benyamin Netanyahu in conferenza stampa a Gerusalemme, la seconda nel giro di due giorni.
Gli Emirati esprimono solidarietà all’Egitto: “Netanyahu offensivo sostenendo il passaggio di armi”
Gli Emirati Arabi Uniti al fianco del Cairo contro le accuse del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui i gruppi palestinesi avrebbero contrabbandato armi attraverso il confine con l'Egitto. In un comunicato, il ministero degli Esteri emiratino ha espresso la sua "piena solidarietà con l'Egitto di fronte alle accuse e alle affermazioni israeliane sul valico di frontiera di Philadelphi" e ha condannato "con forza" le "dichiarazioni offensive di Israele che minacciano la stabilità" della regione. Il ministero ha quindi invitato le autorità israeliane a "fermare l'escalation della tensione e ad evitare di prendere misure che esacerbino il conflitto e l'instabilità". "Sottolineiamo l'importanza di sostenere tutti gli sforzi regionali e internazionali per far avanzare il processo di pace in Medio Oriente e per porre fine alle pratiche illegali che minano la soluzione dei due Stati e la creazione di uno Stato palestinese indipendente", conclude la nota.
Viaggio Baerbock a Riad, Amman, Israele e Cisgiordania
Secondo quanto affermato da Berlino, la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, dovrebbe partire oggi per un viaggio in Medio Oriente, mentre proseguono gli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra israeliana a Gaza. Baerbock partirà questa sera per l'Arabia Saudita, dove incontrerà il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan Al Saud. I colloqui si concentreranno sulla "situazione drammatica nella regione" e sui "continuati attacchi della milizia radicale islamista Houthi dello Yemen alle spedizioni internazionali", ha affermato la portavoce della ministra.
Baerbock si recherà poi in Giordania e incontrerà il suo omologo Ayman Safadi per discutere "in particolare della questione del coordinamento degli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza".
Si recherà poi in Israele, dove incontrerà il ministro degli Esteri Israel Katz e il ministro della Difesa Yoav Gallant. "Questi colloqui si concentreranno sui piani per un cessate il fuoco umanitario immediato e urgentemente necessario, che dovrebbe portare al rilascio degli ostaggi e all'assistenza umanitaria per la popolazione di Gaza", ha affermato Deschauer. Baerbock si recherà poi nella Cisgiordania occupata, dove incontrerà il primo ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese Mohammed Mustafa. Si tratterà del nono viaggio di Baerbock in Israele e dell'undicesimo in Medio Oriente dal 7 ottobre, ha affermato Deschauer.
Gaza: 35 camion di aiuti entrano dal valico di Kerem Shalom
Le autorità israeliane hanno autorizzato il passaggio di 35 camion di aiuti umanitari al valico di Kerem Shalom per entrare a Gaza stamattina ma hanno respinto dieci altri simili mezzi. Lo ha riferito all'ANSA una fonte ufficiale della Mezzaluna Rossa egiziana nel del Sinai settentrionale precisando che che è stato consentito l'ingresso nella striscia a sei autocisterne cariche di carburante.
I dieci camion respinti portavano di aiuti vari costituiti fra l'altro da tende, cibo e "forniture mediche". Una fonte della sicurezza egiziana al terminal di Rafah ha ricordato che la chiusura da parte di Israele del valico sul lato palestinese e l'impedimento dell'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza sono entrati nel loro quinto mese consecutivo: un blocco, ha riferito, che ha creato "file di migliaia" di mezzi nel governatorato del Sinai settentrionale oltre ad accumuli nei magazzini locali della Mezzaluna Rossa egiziana e nell'area del valico di Rafah sul lato egiziano.
Starmer, stop a vendita armi a Israele è decisione legale
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha difeso la sospensione parziale delle esportazioni di armi verso Israele da parte del suo governo, per timore che possano essere utilizzate in violazione del diritto umanitario, definendola "una decisione legale". Lo riporta Al Jazeera. "Si tratta di una questione difficile, lo riconosco, ma è una decisione legale, non politica", ha spiegato Starmer. "Naturalmente sosterremo il diritto di Israele all'autodifesa, ma è importante che ci impegniamo a rispettare lo stato di diritto internazionale", ha aggiunto.
Al-Sisi-Erdogan: "Lavoriamo insieme per la Palestina"
"Lavoriamo insieme per la Palestina". Questa la promessa fatta dal presidente egiziano Abdel Fettah Al Sisi e dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha accolto nella capitale Ankara il collega dopo 12 anni. Normalizzate le relazioni dopo un decennio abbondante di accuse e polemiche, Turchia ed Egitto si ritrovano ora sedute allo stesso tavolo con una ritrovata sintonia. Erdogan parla di "amicizia profonda" tra i due Paesi, promette festeggiamenti per il centenario delle relazioni diplomatiche (2025 ndr) e annuncia una "stretta collaborazione" in più ambiti, a partire da Gaza. "Abbiamo parlato degli ultimi sviluppi in Palestina e condividiamo la stessa linea. Chiediamo che ci sia un cessate il fuoco il prima possibile, questo genocidio va fermato e lavoreremo insieme per questo obiettivo", ha detto Erdogan in conferenza stampa prima di attaccare nuovamente Israele. "Chi uccide 41 mila innocenti non deve stare in parlamento, ma dinanzi a una corte che lo giudichi. Israele continua a gettare benzina sul fuoco in tutta la regione, eppure ci sono ancora Paesi che lo sostengono", ha detto Erdogan.
Il consigliere di Netanyahu Ron Dermer: “Israele non esclude ritiro da corridoio Philadelphi in seconda fase”
Il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer, il più stretto consigliere del primo ministro Benyamin Netanyahu, ha sottolineato che Israele non abbandonerà il corridoio Philadelphi nella prima fase dell'accordo con Hamas, ma lascia la porta aperta a un ritiro completo in una seconda fase negoziata. Lo riporta il Times of Israel. "Nella prima fase - ha affermato - rimarremo su quella linea finché non avremo una soluzione pratica sul campo che possa convincere il popolo di Israele he ciò che è accaduto il 7 ottobre non accadrà di nuovo e che Hamas non si riarmerà". Se si dovesse arrivare a una seconda fase delL'accordo e a un cessate il fuoco permanente allora "si possono discutere accordi di sicurezza a lungo termine sul corridoio Philadelphi".
Esercito israeliano: “Trovata una bomba in un passeggino in Cisgiordania”
Durante un'operazione a Tulkarem, in Cisgiordania, le forze israeliane hanno localizzato un ordigno esplosivo in un passeggino, nella stessa area dove sono stati individuati e distrutti laboratori per produrre armi e bombe. Lo ha riferito l'Idf aggiungendo che in uno scontro a fuoco sono stati eliminati due terroristi armati. L'esercito ha pubblicato le immagini del passeggino con la bomba dentro, gli esplosivi dentro il laboratorio e sotto una strada.
Hamas pubblica il video di un altro dei 6 ostaggi uccisi
Hamas ha pubblicato il video di Ori Danino, uno dei sei ostaggi assassinati a Gaza durante la prigionia, il cui corpo è stato recuperato sabato scorso dall'Idf in un tunnel sotto la città di Rafah.
"Le nostre condizioni di vita sono molto difficili, non c'è cibo, non c'è acqua, non c'è elettricità", dice Ori nel filmato nel video, parlando anche di continui spari e bombardamenti.
Poi, rivolto al primo ministro Benjamin Netanyahu e al gabinetto di guerra dichiara: "Ci avete tradito il 7 ottobre, oggi state cercando di ucciderci uno dopo l'altro in tentativi di salvataggio falliti". Danino quindi chiede davanti alla telecamera: "Dove eravate quando mi hanno sparato?" Il 7 ottobre Ori era al festival Nova, aveva cercato di salvare altri ragazzi in fuga ma era stato inseguito dai terroristi e portato nella Striscia. Rivolgendosi al popolo di Israele, ha implorato: "Continuate a fare tutto il possibile finché non usciremo vivi da qui Non trascurateci. Portateci fuori in vita, perché a questo ritmo nessuno sopravvivrà". Poi, parlando alla sua famiglia: "Non passa giorno senza che io pensi a voi".
Lapid: “La fine della guerra è interesse di Israele, non del governo”
"Finché esisterà questo governo, la guerra continuerà. Non sanno come portare la pace e non vogliono portare la pace. Non deve essere accettato. Lo Stato di Israele deve porre fine a questa guerra, alle sue condizioni.
Concludere un accordo per il rapimento e chiudere l'affare.
Porre fine alla guerra è nell'interesse di Israele. Interesse di sicurezza, interesse economico, interesse politico". Lo ha ribadito il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, in un messaggio su X.
Idf: uccisi 200 terroristi a Rafah negli ultimi giorni
Nell'ultima settimana più di 200 terroristi sono stati eliminati dall'esercito israeliano nell'area di Tel al Sultan a Rafah, nel sud di Gaza, sulla base di precise informazioni di intelligence. Lo riferisce l'Idf affermando che interi arsenali sono stati trovati dentro strutture civili.
Autorità di Gaza: 40.861 palestinesi uccisi dall’inizio della guerra
Almeno 40.861 palestinesi sono stati uccisi e 94.398 feriti negli attacchi militari israeliani a Gaza dal 7 ottobre. Lo afferma il ministero della Salute dell'enclave. Di questi, 42 palestinesi sono stati uccisi e 107 feriti nelle ultime 24 ore, ha aggiunto il ministero.
Brasile, individuato centro di riciclaggio per finanziare Hamas
La frontiera tra la città brasiliana di Chuí, nello stato di Río Grande do Sul, e Chuy, sul versante uruguaiano, è considerato il nuovo centro in America Latina per le attività di riciclaggio di denaro che servirebbero a finanziare anche Hamas.
L'area ospita la più grande e antica comunità palestinese del Brasile. e fonti investigative hanno rivelato al portale di notizie argentino Infobae che su questo confine operano diversi 'doleiros', utilizzati per inviare denaro in Palestina. I 'doleiros' sono cambiavalute che trasferiscono illegalmente soldi da un Paese all'altro senza alcuna dichiarazione alle autorità.
Nei giorni scorsi, un'operazione della polizia civile di San Paolo ha scoperto un'importante rete di riciclaggio di denaro del Primeiro comando da capital (Pcc, il principale gruppo criminale brasiliano) che operava con l'aiuto di un uomo d'affari palestinese originario proprio di Chuí.
Idf: “65 razzi di Hezbollah colpiscono il Nord di Israele”
Sessantacinque razzi lanciati da Hezbollah hanno colpito la Galilea, nel Nord di Israele, nella mattinata, incendi sono divampati in tutta l'area, un'abitazione è andata in fiamme. Lo riferisce l'Idf. L'aeronautica militare israeliana ha risposto con un'ondata di attacchi nel sud del Libano.
Wall Street Journal: “La bozza di accordo soddisfa molte richieste di Hamas, concessioni da Israele”
La bozza di accordo per un cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi su cui trattano i negoziatori soddisfa "la maggior parte" delle richieste di Hamas dal momento che Israele ha fatto "molte concessioni". Lo ha indicato il Wall Street Journal, citando negoziatori a Washington ed in altre capitali. Secondo funzionari dell'Amministrazione Biden, sempre interpellati dal giornale di economia e finanza, la maggior parte dei termini dell'accordo sono stati concordati dalle parti, ma Hamas è la meno disposta ad accettarlo. Inoltre smentiscono la notizia arrivata ieri dalla Turchia sul possibile ritiro di Washington dai negoziati se entro due settimane non sarà arrivata una svolta, sostenendo che l'Amministrazione difficilmente si ritirerà dai colloqui perché vuole fermare la guerra.
I funzionari statunitensi hanno inoltre sostenuto che i prossimi passi delle trattative prevedono un approfondimento della cosiddetta “proposta-ponte” presentata il mese scorso. Nello specifico ci si aspetta che emergano maggiori dettagli su come si svolgeranno gli scambi tra ostaggi e prigionieri palestinesi, cosa potrebbe innescare una ripresa delle ostilità e per quanto tempo le forze israeliane potranno rimanere lungo la Philadelphi Route, al confine tra Gaza e l'Egitto, per impedire a Hamas di contrabbandare armi nell'enclave.
Media: “Nei negoziati Israele favorevole al ritiro da Corridoio Philadephi nonostante le parole di Netanyahu”
I negoziatori israeliani hanno dichiarato ai mediatori di sostenere ancora un ritiro completo dell'Idf dal Corridoio Philadephi, tra l'Egitto e Gaza, nella seconda fase dell'accordo, nonostante le parole di lunedì del primo ministro Benjamin Netanyahu secondo cui Gerusalemme deve mantenere una presenza militare nell'Asse a tempo indeterminato.
Lo ha riferito la tv pubblica Kan. Poche ore prima della conferenza stampa del premier, il capo del Mossad David Barnea è volato d'urgenza a Doha per informare il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani della posizione di Gerusalemme.
L'ufficio di Netanyahu non ha smentito queste notizie, sostenendo invece che il gabinetto di sicurezza non ha ancora discusso la seconda fase dell'accordo. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che Israele ha accettato l'ultima proposta, che richiede all'Idf di ritirarsi dalle aree densamente popolate lungo il corridoio Philadephi durante la prima fase di sei settimane dell'accordo. Le dichiarazioni dei portavoce dell'amministrazione Biden hanno lasciato aperta la possibilità che le truppe israeliane rimangano in altre parti del corridoio che non sono adiacenti alle aree densamente popolate del tratto di confine tra Egitto e Gaza.
Protesta pro-Palestina a Copenaghen, fermata Greta Thunberg
La polizia danese ha fermato l'attivista svedese Greta Thunberg durante una manifestazione all'Università di Copenaghen contro la guerra a Gaza. Lo ha riferito il quotidiano Ekstra Bladet. Le immagini pubblicate sul sito mostrano la giovane con una kefiah al collo mentre viene portata via dall'edificio.
Israele, l’esercito avverte il governo: “Inasprire le operazioni a Gaza minaccia la vita degli ostaggi”
Le forze armate israeliane hanno lanciato un avvertimento alla leadership politica che qualsiasi espansione dell'operazione militare a Gaza mette a rischio la vita degli ostaggi. Secondo un alto funzionario militare citato da Channel 13, un accordo sugli ostaggi, d'altro canto, consentirebbe all'Idf di operare più liberamente a Gaza, anche in luoghi in cui non ha ancora agito. All'inizio di questa settimana, il capo dell'Idf, Herzi Halevi, ha visitato il tunnel di Rafah dove sono stati trovati i corpi di sei ostaggi uccisi dai loro rapitori che avevano sentito avvicinarsi l'Idf.
La strategia dell'Idf è stata quella di non entrare in aree in cui informazioni di intelligence davano per probabile la presenza di ostaggi, ma da quanto riferisce il Times of Israel non aveva abbastanza informazioni da evitare il tunnel di Rafah in cui si trovavano i sei prigionieri e quando i soldati sono stati avvistati dalle vedette di Hamas, i sequestratori li hanno uccisi.
Ben Gvir: “Metterò fine al negoziato con Hamas”
Lavora per porre fine al coinvolgimento di Israele nei colloqui con Hamas il ministro della sicurezza nazionale ed esponente dell'estrema destra Ben Gvir. "Stiamo lavorando per porre fine ai negoziati con Hamas", scrive su X, "Un paese in cui uccidono sei ostaggi a sangue freddo non conduce negoziati con gli assassini, ma interrompe i colloqui, interrompe il trasferimento di carburante ed elettricità e li schiaccia fino a farli crollare".
"Continuare i colloqui non fa che spingerli a creare sempre più terrore, anche in Giudea e Samaria", afferma Ben Gvir, riferendosi alla Cisgiordania con i suoi nomi biblici.
Gli Usa accusano di terrorismo Sinwar e altri leader di Hamas
La giustizia Usa ha accusato di terrorismo alcuni leader di Hamas, tra cui Yahya Sinwar, per il massacro del 7 ottobre. E' quanto risulta da alcuni atti giudiziari. Ad annunciare le accuse penali contro il leader di Hamas Yahya Sinwar e altri militanti in relazione al massacro del 7 ottobre 2023 in Israele è stato il Dipartimento di Giustizia americano.
L'atto d'accusa depositato presso la corte federale di New York City include accuse di cospirazione per fornire supporto materiale a un'organizzazione terroristica straniera, con la morte come conseguenza. "Le accuse desecretate oggi sono solo una parte del nostro sforzo per colpire ogni aspetto delle operazioni di Hamas", ha affermato il Procuratore generale Merrick Garland in una dichiarazione video. "Queste azioni non saranno le ultime", ha assicurato.
Usa indagano su uccisione ostaggio Hersh Goldberg-Polin
Il dipartimento di Giustizia sta indagando sull'omicidio avvenuto la scorsa settimana di Hersh Goldberg-Polin, un israeliano-americano di 23 anni che era tra gli ostaggi presi in ostaggio. L'esercito israeliano ha trovato il suo corpo e quello di altri cinque ostaggi uccisi in un tunnel a Gaza. È stato sepolto in Israele lunedì. "Stiamo indagando sull'omicidio di Hersh e su tutti gli altri brutali omicidi di americani, come atti di terrorismo", ha annunciato l'attorney general Merrick Garland. "Continueremo a sostenere l'impegno dell'intero governo per riportare a casa gli americani ancora tenuti in ostaggio", ha aggiunto. La legge statunitense consente al dipartimento di giustizia di incriminare cittadini stranieri per aver ucciso americani.