Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas dell’8 settembre
Sul nuovo fronte della guerra fra Israele e Hamas, quello esteso alla Cisgiordania, è morta la giovane attivista filopalestinese Aysrnur Egzi Eygiche – che ha cittadinanza statunitense - creando così un nuovo potenziale attrito fra Washington e lo Stato ebraico. Questo proprio mentre gli Usa continuano a cercare di colmare il divario fra le posizioni che finora impedisce la firma di un cessate il fuoco a Gaza e Israele ha allentato la presa su Jenin, obiettivo di dieci giorni di incursioni nel territori palestinesi a caccia di terroristi di Hamas.
Un raid aereo contro i pasdaran inSiria ha riacceso la tensione tra Stati Uniti e Iran in un momento in cui Washington e Teheran discutono della ripresa dei negoziati sul nucleare a poche settimane dalle elezioni presidenziali statunitensi.
500 mila in piazza a Tel Aviv per tregua e ostaggi
Sarebbero mezzo milione, secondo gli organizzatori, i manifestanti che oggi hanno partecipato alle proteste di Tel Aviv contro il governo israeliano, per la tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Lo riferisce la stampa israeliana, citando gli organizzatori e la polizia. Altre decine di migliaia di persone hanno manifestato a Gerusalemme, Haifa, Kfar Saba. A Tel Aviv, hanno urlato gli slogan e sventolato le bandiere davanti al quartier generale dell'IDF, a Gerusalemme davanti alla casa del primo ministro Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riportato dai media israeliani, migliaia di persone protestano anche in città più piccole come Beersheba, Netanya e Rishon Lezion. Anche l'ex capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, Moshe Yaalon, ha partecipato alla manifestazione di Rehovot, mostrando un cartello in cui si leggeva "Finchè non tornano a casa, noi siamo per strada".
Katz replica a Erdogan, taccia e si vergogni
Il ministro israeliano degli Esteri, Israel Katz, ha replicato al presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha invitato i Paesi islamici ad allearsi contro "la crescente minaccia dell'espansionismo" di Israele. Erdogan, ha attaccato Katz su X, "continua a gettare il popolo turco nel fuoco dell'odio e della violenza per il bene dei suoi amici di Hamas". Ha quindi definito le accuse del presidente turco, secondo cui Israele vorrebbe conquistare i Paesi del Medioriente, "una pericolosa menzogna e un'istigazione". Israele, ha aggiunto Katz, "sta difendendo i suoi confini e i suoi cittadini dagli assassini e dagli stupratori di Hamas e dall'asse del male sciita guidato dall'Iran. Erdogan e l'alleanza dei Fratelli Musulmani lavorano da anni a fianco dell'Iran per indebolire i regimi arabi moderati in Medioriente. Erdogan dovrebbe tacere e vergognarsi".
Proteste davanti casa Netanyahu, chiesto rilascio ostaggi
Nuovo round di manifestazioni in Israele contro il governo guidato da Benjamin Netanyahu accusato di non fare abbastanza per ottenere il rilascio degli ostaggi che si trovano ancora nelle mani di Hamas. Lo riporta The Times of Israel. I manifestanti si sono radunati fuori dalla residenza del primo ministro a Gerusalemme, sventolando le tradizionali bandiere gialle del movimento che chiede la liberazione degli ostaggi. "Le bugie del regime non porteranno sicurezza", affermano i partecipanti che invocano la fine della guerra, la caduta del governo e un nuovo sciopero generale in grado di esercitare pressioni per il raggiungimento dell'accordo.
Beirut, tre paramedici morti in raid Israele
Tre paramedici sarebbero morti in un raid condotto dalle forze israeliane a Froun, nel sud del Libano. Lo riferisce il ministero libanese della Sanità, citato da Nna. "L'attacco da parte del nemico israeliano a una squadra di difesa civile libanese mentre lavorava per spegnere gli incendi causati dai recenti raid israeliani nella città di Froun oggi, ha portato al martirio di tre paramedici e al ferimento di altri due, uno dei quali è in condizioni critiche", afferma il dicastero che condanna "questo sfacciato attacco israeliano che ha preso di mira una squadra di un apparato ufficiale affiliato allo Stato libanese", il secondo attacco "dello stesso genere contro una squadra di ambulanze in meno di 12 ore". Secondo il dicastero libanese "l'insistenza del nemico israeliano nell'accumulare tali attacchi proibiti dal diritto internazionale non è altro che una conferma della sua barbarie e delle sue intenzioni aggressive che non lasciano spazio allo svolgimento di missioni umanitarie che sono solitamente consentite anche nelle guerre più brutali e dure".
Beirut: “Israele non vuole il cessate il fuoco in Libano”
Israele non è interessato a un cessate il fuoco in Libano, indipendentemente dal raggiungimento o meno di un accordo di tregua con Hamas a Gaza. Lo ha dichiarato ad al Jazeera il ministro degli Esteri libanese Abdullah Bouhabib, precisando che "Israele ci ha inviato un messaggio tramite intermediari, chiarendo che non è interessato a un cessate il fuoco in Libano, anche dopo che un cessate il fuoco sarà raggiunto a Gaza. Israele è determinato a continuare la guerra nel nord".
Idf, due comandanti Jihad uccisi in raid su zona umanitaria
Due comandanti della Jihad islamica palestinese sono stati uccisi giovedì scorso in un raid condotto contro una sala di comando situata nella zona umanitaria di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riferiscono le forze israeliane di difesa (Idf) e lo Shin Bet, citate da The Times of Israel. Tra i miliziani che hanno perso la vita nell'attacco c'erano Abdullah Khattab e Hatem Abu al-Jidyan, comandanti rispettivamente del battaglione sud ed est della Jihad islamica a Deir al-Balah. Secondo Idf e Shin Bet Khattab aveva supervisionato il suo battaglione il 7 ottobre ed era stato coinvolto in numerosi attacchi contro Israele e le sue truppe. Anche Abu al-Jidyan avrebbe lanciato diversi attacchi contro i militari israeliani. "Questo è un altro esempio dell'uso sistematico da parte delle organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza della popolazione e delle infrastrutture civili, compresa la zona umanitaria, per compiere atti terroristici contro lo Stato e le truppe dell'Idf", spiega l'esercito di Tel Aviv.
Il direttore della Cia Burns: “Nei prossimi proposta più dettagliata per Gaza”
Il direttore della Cia William Burns ha reso noto che nei prossimi giorni sarà presentata "una proposta più dettagliata" per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi. "Offriremo una proposta dettagliata, spero, nei prossimi giorni, e poi vedremo. E' questione di volontà politica", ha dichiarato, partecipando a un evento a Londra.
Idf, agenti Hamas in scuola colpita a Gaza City
All'interno della scuola Amr Ibn al-Aas del quartiere Sheikh Radwan di Gaza City, colpita da un raid israeliano, sarebbero stati presenti miliziani di Hamas. Lo riferiscono le forze israeliane di difesa (Idf), sostenendo di aver adottato "molte misure" per ridurre i danni ai civili. "L'organizzazione terroristica Hamas viola sistematicamente il diritto internazionale, sfruttando brutalmente le istituzioni civili e la popolazione come scudo umano per attività terroristiche", spiega l'esercito. In precedenza la protezione civile della Striscia di Gaza aveva riferito che nel bombardamento della scuola, usata per il ricovero di sfollati, sarebbero morte almeno tre persone e rimaste ferite una ventina.
Regno Unito: in migliaia a marcia pro-Palestina a Londra
Decine di migliaia di persone stanno partecipando a Londra alla marcia nazionale per la Palestina. Lo riportano i media internazionali. La marcia, organizzata dalla Palestine Solidarity Campaign, è partita da Regent Street, nel centro di Londra, e si dirige verso l'ambasciata israeliana vicino a Kensington Palace. I video pubblicati sui social media mostrano attivisti che tengono cartelli con scritte come 'Palestina libera' e 'Basta con le armi a Israele'.
Gb: ancora possibile rappresaglia Iran per uccisione di Haniyeh
L'Iran potrebbe ancora condurre una rappresaglia per l'uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, avvenuta a Teheran a fine luglio e per la quale attribuisce la responsabilità a Israele. Lo sostiene il capo dell'agenzia di intelligence britannica MI6, Richard Moore. "Sospetto che ci proveranno e non possiamo abbassare la guardia rispetto a ciò che gli iraniani potrebbero provare a fare", ha detto Moore al Financial Times.
Attacco israeliano contro scuola-rifugio a Gaza: 3 morti
Un attacco aereo israeliano contro una scuola trasformata in rifugio per sfollati palestinesi ha causato almeno tre morti e 20 feriti nella Striscia di Gaza. A riferirlo è l'agenzia di protezione civile del territorio mentre i militari israeliani hanno annunciato di aver colpito un centro di comando di Hamas.
"Tre martiri e più di 20 feriti sono stati recuperati dopo che un aereo da guerra israeliano ha sparato due missili contro una sala di preghiera e un'aula della scuola Amr Ibn al-Aas, dove i civili si erano rifugiati nel quartiere di Sheikh Radwan, nel nord di Gaza City", ha dichiarato Mahmud Bassal, portavoce dell'agenzia di difesa civile.
L'esercito israeliano ha invece dichiarato di aver condotto un "attacco preciso" contro la scuola, per prendere di mira "terroristi che operavano all'interno di un centro di comando e controllo di Hamas, incastrato in un complesso che in precedenza era la scuola Amr Ibn al-Aas", recita un comunicato delle Idf.
Negli ultimi mesi, le forze israeliane hanno colpito diverse scuole che ospitavano palestinesi sfollati, molte delle quali a Gaza City, affermando che gli attacchi avevano come obiettivo i militanti di Hamas. Decine di migliaia di sfollati hanno cercato rifugio nelle scuole da quando la guerra a Gaza, che sabato è entrata nel suo 12 mese, è scoppiata in seguito all'attacco di Hamas al sud di Israele il 7 ottobre.
Secondo i dati ufficiali israeliani, quell'attacco ha causato la morte di 1.205 persone, per lo più civili e alcuni ostaggi uccisi in cattività. L'offensiva militare di rappresaglia di Israele ha finora ucciso almeno 40.939 persone, secondo il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, governata da Hamas. Secondo l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, la maggior parte dei morti sono donne e bambini.
Burns (Cia): “La prossima settimana una proposta più dettagliata su cessate il fuoco e ostaggi”
Il direttore della Cia William Burns, il capo negoziatore americano che cerca di contribuire ad arrivare a un cessate il fuoco a Gaza e al rilascio degli ostaggi da parte di Hamas, ha detto che una proposta più dettagliata sul cessate il fuoco sarà avanzata nei prossimi giorni. "Faremo questa proposta più dettagliata, spero nei prossimi giorni. Poi vedremo", ha detto oggi a Londra.
Israele, sondaggio: il 60% favorevole a lasciare il Corridoio Philapdelphi pur di liberare gli ostaggi
Il 60% degli israeliani ritiene che un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi dovrebbe avere la precedenza sulla permanenza delle truppe nel Corridoio Philadelphi, mentre il 28% pensa che l'asse sul confine tra Egitto e Gaza sia più importante. E' quanto rivela un sondaggio di Channel 12 secondo cui il 12% ha affermato di non avere un'opinione. Alla domanda se credono che il governo stia facendo tutto il possibile per riportare a casa gli ostaggi, il 61% degli intervistato ha risposto “no”, il 34% ha detto “sì” e il 5% ha detto di non saperlo.
Gaza, i morti saliti a 40.939
Sono 40.939 i palestinesi uccisi e 94.616 i feriti nell'offensiva militare israeliana su Gaza dal 7 ottobre 2023. Lo comunica il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas
Pianificava una strage di ebrei il 7 ottobre, arrestato in Canada cittadino pakistano
Un 20enne pakistano residente in Canada è stato arrestato con l'accusa di aver pianificato un attentato contro gli ebrei a New York per il primo anniversario degli attacchi in Israele del 7 ottobre. Lo ha reso noto il Dipartimento di Giustizia Usa precisando che l'arresto è stato eseguito mercoledì scorso a Ormstown, cittadina canadese a una ventina di chilometri dal confine americano. Muhammad Shahzeb Khan, noto anche come Shahzeb Jadoon, "voleva sparare contro un Centro ebraico di Brooklyn e uccidere quanti più ebrei possibile nel nome dello Stato Islamico", ha fatto sapere il Dipartimento di Giustizia. Ne avrebbe parlato con quelli che riteneva essere simpatizzanti della sua causa ma erano in realtà poliziotti sotto copertura.
Cia e Mi6: “Lavoriamo incessantemente per il cessate il fuoco”
I capi delle agenzie di intelligence straniere americana e britannica hanno dichiarato sabato che stanno “lavorando incessantemente” per un cessate il fuoco a Gaza, utilizzando un’insolita dichiarazione pubblica congiunta per premere per la pace. Il direttore della Cia William Burns e il capo dell’Mi6 Richard Moore hanno affermato che le loro agenzie hanno “sfruttato i nostri canali di intelligence per spingere con forza verso la moderazione e la riduzione dell’escalation”. In un articolo di opinione per il Financial Times, i due spymaster hanno affermato che un cessate il fuoco nella guerra di Israele contro Hamas “potrebbe porre fine alle sofferenze e alle spaventose perdite di vite umane dei civili palestinesi e riportare a casa gli ostaggi dopo 11 mesi di infernale reclusione”.
Onu: 'inchiesta approfondita su morte attivista a Nablus'
Le Nazioni Unite hanno chiesto "un'inchiesta approfondita" sull'uccisione dell'attivista turco-americana Aysenur Ezgi Eygi avvenuta ieri durante una protesta a Beita, vicino Nablus, in Cisgiordania: lo riporta la Bbc. "Vorremmo vedere un'inchiesta approfondita sulle circostanze" della sua morte, ha detto il portavoce del segretario generale dell'Onu, Stéphane Dujarric, aggiungendo che i civili "devono essere protetti in ogni momento".
Otto morti in attacco su scuola nel nord di Gaza
Otto persone sono morte a seguito di un attacco israeliano su una scuola nel nord di Gaza. Lo riferisce - come riporta Al Jazeera - l'agenzia palestinese Wafa. Il raid ha colpito una scuola trasformata in rifugio a Jabalia. Oltre alle vittime ci sono anche 15 feriti. L'attacco - secondo Wafa - aveva come obiettivo le tende dove dormivano gli sfollati all'interno della scuola Halimah al-Saadiyah.