Il gruppo navale guidato dalla portaerei Cavour si è esercitato per la prima volta in assoluto assieme a un incrociatore statunitense e ad aerei militari australiani nel Mar Cinese Meridionale. L’ammiraglia della Marina italiana, accompagnata dalla fregata Alpino e dal pattugliatore Montecuccoli, ha agito per tre giorni esclusivamente in acque internazionali, muovendosi però anche nelle zone che vengono rivendicate dalle autorità di Pechino. «È stata un’esercitazione – ha comunicato l’Us Navy nel darne notizia - in sostegno di un Indo-Pacifico libero e aperto».
Quella nei mari d’Asia è una spedizione senza precedenti per la flotta italiana: il Carrier Strike Group viene considerato la massima espressione della potenza militare marittima. La portaerei Cavour imbarca quindici caccia, tra cui una coppia di F-35 dell’Aeronautica, e durante il viaggio navi di Paesi della Nato o di nazioni amiche si sono integrate nella formazione sotto il comando del Cavour: americane, francesi, spagnole, …
Il gruppo navale guidato dalla portaerei Cavour si è esercitato per la prima volta in assoluto assieme a un incrociatore statunitense e ad aerei militari australiani nel Mar Cinese Meridionale. L’ammiraglia della Marina italiana, accompagnata dalla fregata Alpino e dal pattugliatore Montecuccoli, ha agito per tre giorni esclusivamente in acque internazionali, muovendosi però anche nelle zone che vengono rivendicate dalle autorità di Pechino. «È stata un’esercitazione – ha comunicato l’Us Navy nel darne notizia - in sostegno di un Indo-Pacifico libero e aperto».
Quella nei mari d’Asia è una spedizione senza precedenti per la flotta italiana: il Carrier Strike Group viene considerato la massima espressione della potenza militare marittima. La portaerei Cavour imbarca quindici caccia, tra cui una coppia di F-35 dell’Aeronautica, e durante il viaggio navi di Paesi della Nato o di nazioni amiche si sono integrate nella formazione sotto il comando del Cavour: americane, francesi, spagnole, tedesche, australiane, giapponesi. Il gruppo è salpato da Taranto a inizio giugno, ha attraversato il Canale di Suez e nel Mar Rosso sono cominciate le attività di addestramento con la portaerei Usa Roosevelt, proseguite in Australia partecipando all’esercitazione Pitch Black che ha visto trasferire nelle basi dell’Oceania jet da combattimento delle ultime generazioni appartenenti a quattro diverse aviazioni europee. Uno schieramento massiccio, con cui è stata testimoniata la volontà dei Paesi Ue intervenire a fianco degli alleati.
«Non si tratta di inviare un messaggio alla Cina o alla Corea del Nord», ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha visitato la portaerei durante la successiva sosta in Giappone: «Stiamo semplicemente stringendo legami più profondi con Paesi amici, con partner, poiché vogliamo mantenere la libertà di navigazione e la sicurezza marittima in questa regione al fine di promuovere il commercio e proteggere le catene di approvvigionamento».
Il gruppo del Cavour ha attraversato i due mari dove il principio della libertà di navigazione oggi si è trasformato in una sfida. Il primo è il Mar Rosso, bersagliato senza sosta dalle incursioni degli Houti contro il traffico mercantile. Il secondo è proprio il Mar Cinese Meridionale, dove le rivendicazioni di Pechino sull’estensione dei confini marittimi non sono mai state riconosciute in sede internazionale ma rendono altissima la tensione.
Lì da domenica a mercoledì le unità italiane assieme all’incrociatore lanciamissili americano Russell e a un Boeing P8 Poseidon australiano hanno condotto due simulazioni di combattimento. Una di “difesa aerea con velivoli ad ala fissa”: i protagonisti sono stati i modernissimi caccia F35B e i più datati Harrier a decollo verticale imbarcati sulla Cavour, impegnati a respingere virtualmente l’attacco di squadriglie nemiche. La seconda è stata definita dal comando della 7ma Flotta americana “una missione combinata anti-sottomarino”: l’azione coordinata di navi, aerei ed elicotteri per dare la caccia a una minaccia negli abissi.
«Queste esercitazioni sono una dimostrazione concreta dei progressi che stiamo facendo insieme ad alleati e partner - ha sottolineato il contrammiraglio Kacher, al vertice della 7ma flotta –. Offrono opportunità dinamiche per perfezionare le nostre competenze in una delle regioni marittime più complesse del pianeta».