GERUSALEMME — Una nuova giornata difficile a Gaza. L’aviazione israeliana ha colpito la scuola al-Jaouni delle Nazioni Unite a Nuseirat, nella zona centrale della Striscia. La scuola non operava ma era utilizzata da profughi provenienti da altre parti della Striscia. Un atto definito dal Segretario Generale Onu Guterres «inaccettabile» con un bilancio di almeno 18 morti secondo le organizzazioni di soccorso locale, con l’Unrwa, Agenzia per i Rifugiati palestinesi, che ha parlato di sei membri del suo staff uccisi.
«Uccisioni senza fine e insensate, giorno dopo giorno», ha twittato il Commissario Generale dell’Unrwa Philippe Lazzarini. «Un’altra scuola che ospitava sfollati è stata colpita oggi a Nuseirat. Tra le persone uccise ci sono sei lavoratori dell’Unrwa che fornivano supporto alle famiglie che avevano cercato rifugio nella scuola». Israele però racconta una storia completamente diversa, accusando Hamas di avere nascosto un proprio centro di comando nella struttura e pubbl…
GERUSALEMME — Una nuova giornata difficile a Gaza. L’aviazione israeliana ha colpito la scuola al-Jaouni delle Nazioni Unite a Nuseirat, nella zona centrale della Striscia. La scuola non operava ma era utilizzata da profughi provenienti da altre parti della Striscia. Un atto definito dal Segretario Generale Onu Guterres «inaccettabile» con un bilancio di almeno 18 morti secondo le organizzazioni di soccorso locale, con l’Unrwa, Agenzia per i Rifugiati palestinesi, che ha parlato di sei membri del suo staff uccisi.
«Uccisioni senza fine e insensate, giorno dopo giorno», ha twittato il Commissario Generale dell’Unrwa Philippe Lazzarini. «Un’altra scuola che ospitava sfollati è stata colpita oggi a Nuseirat. Tra le persone uccise ci sono sei lavoratori dell’Unrwa che fornivano supporto alle famiglie che avevano cercato rifugio nella scuola». Israele però racconta una storia completamente diversa, accusando Hamas di avere nascosto un proprio centro di comando nella struttura e pubblicando la lista di nove terroristi eliminati nel raid, inclusi tre lavoratori della stessa Unrwa che appartenevano al gruppo: Muhammad Adnan Abu Zayd, membro dell’ala militare di Hamas responsabile dei mortai, già agente nelle forze navali, Yasser Ibrahim Abu Sharar, un operativo nell’ufficio di emergenza di Hamas a Nuseirat, e Ayad Matar (tra gli altri miliziani eliminati, Bassem Majed Shaheen e Muhammad Issa Abu al-Amir, che avevano preso parte al massacro del 7 ottobre).
Già in passato Israele ha accusato l’Unrwa di avere nello staff affiliati di Hamas e l’agenzia ha ammesso che 19 dei suoi impiegati hanno preso parte al 7 ottobre in un’inchiesta interna. Nel frattempo, a poche settimane dall’anniversario dell’attacco, si è dimesso il capo della nota unità 8200 dell’intelligence dell’esercito israeliano. «Il 7 ottobre alle 6:29 del mattino non ho svolto la mia missione e ho deluso le mie aspettative e quelle dei miei comandanti, subordinati e cittadini della nazione che io tanto amo», ha scritto il brigadier generale Yossi Sariel, spiegando che la grande quantità di informazioni sui piani di Hamas non è riuscita a scalfire la convinzione che il gruppo terrorista non avrebbe colpito.
Se al momento le autorità israeliane definiscono Hamas in crescente difficoltà (con il ministro della Difesa Yoav Gallant che ha sottolineato come il gruppo non sia più in grado di operare come organizzazione militare) sale la tensione al Nord, con nuovi particolari che emergono su un’operazione senza precedenti delle unità scelte israeliane in territorio siriano (Sayeret Matkal secondo Axios, Shaldag secondo Walla). Nella notte tra domenica e lunedì infatti Israele non si sarebbe limitata a condurre un massiccio raid aereo come già in passato ma ha inviato i propri commando nella zona di Maysaf, a 200 chilometri dal confine, distruggendo una fabbrica sotterranea di missili di precisione. Nell’azione sarebbero stati portati via documenti, materiali e anche tra i due e i quattro cittadini iraniani, secondo la tv dell’opposizione siriana.
A Masyaf si trova il Centro studi e ricerche scientifiche, noto come Cers, che secondo Israele viene utilizzato dalle forze iraniane per la produzione di armamenti. I bombardamenti intensi sarebbero serviti a coprire gli elicotteri che hanno trasportato le truppe. Secondo Axios, Israele avrebbe informato l’amministrazione americana, che non si sarebbe opposta. «L’operazione è durata circa un’ora, durante la quale le forze speciali israeliane sono riuscite a entrare nella struttura, prelevare attrezzature e documenti importanti, minarla dall’interno, quindi distruggerla e ritirarsi sotto copertura aerea», ha scritto su Twitter l’esperta Eva J. Koulouriotis che ha descritto l’attacco citando una fonte interna all’Idf. Da Israele nessuna conferma.