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Perù, pioggia e nebbia sul Machu Picchu: un bus turistico precipita in una scarpata. Trenta feriti tra cui dieci italiani

Perù, pioggia e nebbia sul Machu Picchu: un bus turistico precipita in una scarpata. Trenta feriti tra cui dieci italiani
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Sfiorata la tragedia dopo un volo di 30 metri in una scarpata. Le cause: il maltempo e forse un malore dell’autista

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La nebbia che avvolge le montagne, la visibilità ridotta a zero, la curva che appare all’improvviso, il bus che sbanda e scivola, si piega su un fianco e si schianta di muso in fondo alla scarpata. Un volo di una ventina di metri. Terribile. Una tragedia sfiorata per puro miracolo. Ci sono 31 feriti, alcuni gravi. Dieci sono italiani: hanno contusioni varie, gambe e braccia fratturate. Ma nessuna vittima.

L’incidente è avvenuto nel sudest del Perù, a due passi da Machu Picchu, il celebre sito archeologico ammirato ogni anno da milioni di turisti. Nella tarda mattinata di ieri, l’autobus della compagnia Consettur Machu Picchu sta rientrando con il suo carico di passeggeri da una delle classiche visite all’antica cittadella incaica. Il tempo era pessimo. In questo periodo dell’anno, inizio primavera australe, la cordigliera è battuta dalla pioggia e da basse temperature. Oltre alla nebbia che si irradia per l’umidità pioveva a dirotto. L’autista deve aver avuto un malore o si è distratto. Non è facile percorrere quella strada, la Hiram Bingham, che si arrampica sui costoni a quasi 3 mila metri di altezza. Ha preso male una curva e il mezzo non ha retto al brusco colpo di sterzo per ritrovare la strada. E’ scivolato verso la scarpata che si affaccia sulla sinistra ed è piombato sul tornante a valle. L’impatto è stato violento.

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Le poche testimonianze raccolte dalla polizia che è subito intervenuta raccontano di urla e panico a bordo. I passeggeri sono stati sballottati dai loro sedili e i colpi ricevuti hanno provocato contusioni, ferite, fratture soprattutto alle gambe e alle braccia, oltre al petto e all’addome. A bordo c’erano peruviani, messicani, brasiliani, guatemaltechi, cileni, giapponesi e italiani. Dieci i nostri connazionali che hanno riportato fratture e contusioni in varie parti del corpo

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Il botto e il fumo che si alzava dal motore del bus ha fatto accorrere la gente del posto. I primi soccorsi sono arrivati proprio dagli abitanti di Agua Calientes, un grazioso paesino che sorge a pochi chilometri da Machu Picchu, famoso per le sue acque termali e punto di partenza dei bus che fanno la spola verso il sito archeologico. Impossibile andare con mezzi propri. A meno di fare un trekking a piedi che dura tre giorni. C’è una linea ferroviaria che parte dal Cuzco, il capoluogo della regione, toccando diversi paesini per arrivare appunto al terminal di Agua Calientes. Il paesaggio è di una bellezza struggente, in mezzo alla foresta che anticipa la giungla mentre il treno, alcuni moderni, il tetto in vetro per ammirare con comodità quello che ti avvolge, scende verso la Valle Sagrada e poi risale verso la cima delle Ande. Dal Cuzco si può raggiungere anche Puno, a oltre 4 mila metri di altezza, dove sorge il lago di Titicaca e si può ammirare l’imponente ghiacciaio che segna il confine con la Bolivia.

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Le immagini che arrivano dal Perù e dalla zona dell’incidente mostrano decine di abitanti che reggono il mezzo per evitare che si ribalti e si schianti definitivamente. La polizia è intervenuta nel giro di mezz’ora. Ma la decina di agenti del posto hanno potuto fare poco se non ci fosse stata questa spontanea mobilitazione della gente. I feriti sono stati subito trasferiti nei locali del posto medico che non è comunque attrezzato per degli interventi di chirurgia necessari a ricomporre le fratture, alcune anche gravi. L’ambasciata messicana ha protestato con il governo peruviano dopo che alcuni suoi connazionali si lamentavano per l’assenza di strutture sanitarie adatte a fronteggiare l’emergenza. L’azienda che gestisce quella tratta, la Consettur, ha subito precisato che era stato attivato il protocollo d’emergenza. I feriti più delicati, tre messicani, sono stati portati in elicottero al Cuzco che vanta cliniche e ospedali di prim’ordine. Chi volesse notizie si può rivolgere alla propria ambasciata o al numero d’emergenza +51987569404.

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