Un attacco aereo di Israele su Beirut Sud ha preso di mira Ali Karaki, il comandante militare più alto in grado di Hezbollah in questo momento, ma nel giro di poche ore il gruppo libanese ha detto che Karaki sta bene e dopo il tentativo fallito di assassinio “è stato trasferito in un posto sicuro”. È da vedere di quanta sicurezza godano effettivamente i leader di Hezbollah in questi giorni, perché è come se il gruppo fosse diventato trasparente davanti all’apparato di sorveglianza israeliano – che ha il compito di raccogliere informazioni, capire che cosa stanno facendo i miliziani e dove sono i loro capi. Il Partito armato abituato a decenni di segretezza e guerra clandestina contro Israele non riesce più a proteggere i suoi segreti e i suoi comandanti.
Karaki ha appena preso l’incarico di Ibrahim Aqil, il comandante di Hezbollah ucciso nel bombardamento israeliano nello stesso quartiere di Beirut di venerdì 20 se…
Un attacco aereo di Israele su Beirut Sud ha preso di mira Ali Karaki, il comandante militare più alto in grado di Hezbollah in questo momento, ma nel giro di poche ore il gruppo libanese ha detto che Karaki sta bene e dopo il tentativo fallito di assassinio “è stato trasferito in un posto sicuro”. È da vedere di quanta sicurezza godano effettivamente i leader di Hezbollah in questi giorni, perché è come se il gruppo fosse diventato trasparente davanti all’apparato di sorveglianza israeliano – che ha il compito di raccogliere informazioni, capire che cosa stanno facendo i miliziani e dove sono i loro capi. Il Partito armato abituato a decenni di segretezza e guerra clandestina contro Israele non riesce più a proteggere i suoi segreti e i suoi comandanti.
Karaki ha appena preso l’incarico di Ibrahim Aqil, il comandante di Hezbollah ucciso nel bombardamento israeliano nello stesso quartiere di Beirut di venerdì 20 settembre, che a sua volta aveva preso il posto di Fuad Shukr, il comandante militare ucciso da un drone israeliano il 30 luglio sempre nello stesso quartiere di Beirut Sud.
Il 20 settembre gli israeliani avevano localizzato Aqil in un ospedale perché era stato ferito da un pager esplosivo tre giorni prima, lo avevano seguito dopo le dimissioni e sapevano che era andato a partecipare con altri diciassette ufficiali di Hezbollah a una riunione strategica nei sotterranei di un palazzo di nove piani.
Un jet israeliano ha demolito l’edificio con una bomba e in tutto ha ucciso 45 persone, che erano in maggioranza civili – inclusi anche tre bambini. Il 23 settembre Karaki è sfuggito al bombardamento che ha preso di mira lui ed è la seconda volta perché era già successo a febbraio, quando un drone israeliano aveva distrutto un’auto sulla quale si supponeva viaggiasse. Karaki è il comandante del settore Sud, che corrisponde al confine tra Libano e Israele, quindi ha gestito per quasi un anno l’infinita sequenza di attacchi e di risposte contro gli israeliani, che all’inizio era fatta di pochi colpi scambiati con cautela e adesso è degenerata in una guerra aperta.
Guida il consiglio della Jihad, uno dei cinque consigli che governano Hezbollah e sono subordinati al cosiddetto Consiglio della Shura, che prende le decisioni finali. Il consiglio della Jihad nel caso specifico si occupa di tutte le operazioni di guerra ed è in contatto diretto con i Guardiani della rivoluzione in Iran, dal quale ricevono istruzioni alle quali non possono sottrarsi perché Hezbollah è tenuta in piedi dai finanziamenti iraniani. L’organigramma del gruppo però cambia di settimana in settimana, a causa della campagna israeliana di omicidi mirati cominciata dopo il 7 ottobre dell’anno scorso. Oggi dei vertici militari del Partito di Dio come li conoscevano un anno fa restano soltanto tre leader su nove, incluso il capo supremo Hassan Nasrallah.