Diciotto anni dopo la guerra del 2006, le truppe dello Stato ebraico entrano di nuovo in Libano. I primi incursori, coperti dall’aviazione, avrebbero attraversato il confine intorno alle nove di sera ora locale, quando hanno preso a circolare notizie di spari e colpi di artiglieria e di carri armati lungo la frontiera, dove lo Stato maggiore da giorni ha ammassato decine di tank, obici e i soldati della 98esima divisione per quella che è stata annunciata come «occupazione limitata» del Sud del Libano, con l’obiettivo di smantellare le postazioni di Hezbollah. Cosa voglia dire limitata, però, lo si capirà solo nelle prossime ore.
Portavoce a israeliani, 'non date notizie su movimenti truppe'
Il portavoce dell'Idf, Daniel Hagari, ha fatto un appello pubblico esortando gli israeliani a non condividere alcuna informazione sui movimenti delle truppe, mentre si diffondono le notizie da diverse fonti sull'operazione terrestre israeliana nel sud del Libano. Lo scrive Times of Israel. Hagari ha sottolineato l'importanza di limitare le informazioni solo ai rapporti ufficiali, evidenziando che la diffusione di rapporti non autorizzati o speculazioni potrebbe mettere in pericolo le truppe coinvolte.
Media: “Israele approva l'operazione di terra in Libano”
Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato "la fase successiva dell'operazione in Libano", ovvero l'operazione di terra. Durane la riunione di Gabinetto i ministri hanno protestato per le indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti sulla manovra, dopo che avevano ricevuto un aggiornamento da Israele. Alcuni ministri - riferisce Ynet - hanno chiesto che fosse spiegato il perché il portavoce dell'Idf abbia fatto riferimento alla manovra ancor prima dell'inizio del dibattito. La risposta è stata che Daniel Hagari è dovuto intervenire a causa delle indiscrezioni sui media stranieri.
Libano, 'raid aerei israeliani a tappeto nel sud'
I jet di Israele stanno bombardando con intensità diverse località nel sud del Libano, non solo la linea di demarcazione tra i due paesi ma anche a nord di Tiro. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese Nna, secondo cui le aree maggiormente prese di mira dai raid aerei israeliani sono Adaisse, Qasimiye, Khardali, Rihan, Baysariye, Kawkaba, Ghaziye, Bednayel, Qusayr, Kharbet Selem, Taybe, Humin.
Media, due ore di bombardamenti ma Idf non entra in Libano
L'agenzia di stampa statale libanese ha riferito di due ore di bombardamenti continui in alcune parti del Libano meridionale, principalmente intorno a Wazzani, Marjayoun e Khiam. I residenti della città di confine meridionale di Rmeish hanno affermato di non aver ancora visto truppe israeliane all'interno del Libano. "Vedo solo il bagliore dei proiettili che cadono in luoghi lontani dalla mia città", ha affermato Najib al-Amil, il sacerdote della città
Tajani, ci sono combattimenti italiani lascino il Libano
"Noi invitiamo tutti i cittadini italiani a lasciare il Libano usando i voli commerciali da Beirut per Milano o per Roma", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tg2Post. "In questo momento è bene abbandonare il Paese perché la situazione è veramente complicata, ci sono combattimenti in corso. Quindi, per la massima garanzia, è bene che i cittadini italiani se ne vadano. Naturalmente, ci sono parti del Paese che sono in sicurezza quindi non ci sono particolari rischi. Bisogna valutare le singole realtà. Però soprattutto coloro che sono nel sud o nella città di Beirut sono a rischio quindi è bene abbandonare il territorio libanese. Da qualche settimana abbiamo rinforzato la presenza dei carabinieri paracadutisti del Tuscania per garantire la nostra ambasciata".
L'Idf chiede ai residenti del sud di Beirut di evacuare
Il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano ha chiesto ai residenti di lasciare le case nella zona controllata da Hezbollah nel sud di Beirut con un messaggio sui social.
'In corso raid aerei, colpiti con artiglieria siti Hezbollah'
Secondo la tv israeliana Kan, mentre tank israeliani sarebbero già entrati in Libano, sono anche in corso raid aerei e massicci attacchi di artiglieria contro postazioni di Hezbollah nel villaggio di confine di Wazzani, vicino a Ghajar. "Non è chiaro su quale fronte si stiano concentrando le operazioni", ha detto Kan.
Media: “Pesante bombardamento contro i villaggi al confine ”
I media libanesi hanno riferito che Israele ha bombardato e sparato carri armati contro villaggi di confine adiacenti all'area che aveva annunciato essere un confine militare chiuso poche ore prima, prima di una presunta incursione terrestre israeliana nel Libano meridionale. L'area attorno a Khiam e Wizani, entrambe di fronte al confine tra Libano e Israele, è stata bombardata per almeno due ore. Si trovano entrambi direttamente a est dell'area militare chiusa specificata dal portavoce militare israeliano questa sera.
Erdogan, Onu autorizzi uso forza per fermare Israele
Il presidente islamista della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha detto che le Nazioni Unite dovrebbero autorizzare l'uso della forza per fermare gli attacchi di Israele in Libano e a Gaza, e ha anche chiesto l'unità dei Paesi musulmani a sostegno dei "fratelli" in questi Paesi. "L'Assemblea Generale dell'ONU dovrebbe applicare rapidamente l'autorità di raccomandare l'uso della forza, come ha fatto con la risoluzione del 1950 dell'Unione per la Pace, se il Consiglio di Sicurezza non è in grado di mostrare la volontà necessaria", ha detto il capo di Stato turco in un discorso televisivo.
Erdogan ha fatto riferimento alla risoluzione 377, secondo la quale, in caso di mancato accordo in seno al Consiglio, l'Assemblea può persino raccomandare ai suoi membri l'uso della forza per mantenere o ripristinare la pace. Erdogan ha invitato la comunità internazionale a sostenere la Palestina e il Libano "per umanità" e ha chiesto l'unità dei Paesi musulmani contro Israele. "Gli attacchi di Israele finiranno per raggiungere le porte di casa di tutti. Colpiranno anche coloro che assistono al massacro da lontano", ha detto Erdogan. "Il brigantaggio di Israele non può più essere ignorato. I musulmani devono dare la risposta più forte a questa oppressione. Se non siamo i primi a sostenere i nostri fratelli e sorelle, non possiamo aspettarci che gli altri li aiutino", ha detto il capo di Stato turco.
Erdogan ha affermato che Israele ha aumentato i suoi attacchi in Libano e ha denunciato che "più di mille libanesi hanno perso la vita nelle ultime due settimane". "I bisogni dei nostri fratelli e sorelle libanesi stanno aumentando a causa dei continui attacchi israeliani".
Medioriente: truppe libanesi si ritirano di 5 km dal confine
Le truppe libanesi si sono ritirate dalle posizioni lungo il confine meridionale del Libano con Israele, almeno cinque chilometri a nord della frontiera. Lo scrive Times of Israel, citando fonti.
Media, 'spari di tank e artiglieria Idf a sud del Libano'
Le forze dell'Idf stanno sparando con carri armati e artiglieria nel sud del Libano. Lo riporta Haaretz.
Unifil: “Intensi scontri: impossibili pattugliamenti”
Le forze di peacekeeping delle Nazioni Unite in Libano non sono in grado di effettuare pattugliamenti a causa dell'intensità degli attacchi israeliani e dei razzi di Hezbollah diretti contro Israele. Lo dice un portavoce delle Nazioni Unite. "I nostri Caschi Blu Unifil rimangono in posizione nell'area di responsabilità della missione, mentre l'intensità dei combattimenti impedisce i loro movimenti e la capacità di svolgere i compiti loro assegnati", ha detto Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, in una conferenza stampa. "Data l'intensità" degli scontri "non sono in grado di effettuare pattugliamenti".
Famiglie degli ostaggi: “Attacco in Libano allontana il loro rilascio”
Alcune famiglie degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas che hanno legami col Regno Unito hanno sottolineato in una conferenza stampa a Londra come l'escalation militare dello Stato ebraico con Hezbollah rischi di allontanare la liberazione dei loro cari. Fra loro Sharone Lifschitz, i cui genitori erano stati catturati il 7 ottobre, che teme in particolare le conseguenze di un'invasione israeliana di terra del Libano in quanto "distoglierebbe" l'attenzione dai prigionieri. Sua madre, Yocheved, è stata rilasciata, ma il padre Oded, 84 anni, è ancora nelle mani di Hamas a Gaza. Le famiglie hanno anche puntato il dito contro il "fallimento della diplomazia internazionale" nel garantire un accordo sulla restituzione dei loro cari, come se fossero stati "dimenticati". I parenti hanno incontrato il premier britannico Keir Starmer e il ministro degli Esteri David Lammy rinnovando il loro appello affinchè Londra si impegni a livello internazionale per il ritorno a casa degli ostaggi. Inoltre le famiglie hanno ricevuto un messaggio di solidarietà da re Carlo e dalla regina Camilla che hanno sottolineato come la sorte dei prigionieri resti nei loro pensieri in vista del primo anniversario dell'attacco di Hamas contro Israele.
Erdogan: “Islamici e comunità internazionale lavorino per pace di tutti nella regione”
a "comunità internazionale" e il "mondo islamico" devono "agire per la pace di tutti nella nostra regione". Parola del leader turco Recep Tayyip Erdogan, mentre si rincorrono le voci di una possibile incursione di terra delle forze israeliane in Libano. "La comunità internazionale non può più restare in silenzio davanti alla brutalità di Israele che incendia tutta la regione", ha incalzato, dopo aver attaccato per mesi il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la campagna militare contro Hamas nella Striscia di Gaza in risposta all'attacco del 7 ottobre dello scorso anno in Israele. "Difendere oggi la Palestina e il Libano - ha detto nelle dichiarazioni rilanciate dall'agenzia turca Anadolu - significa difendere l'umanità, la pace e la cultura della coesistenza".
Houthi rivendicano: “Abbattuto drone Usa”
Gli Houthi yemeniti hanno annunciato che "le difese aeree sono riuscite ad abbattere un drone americano MQ-9 mentre svolgeva missioni ostili nello spazio aereo del governatorato di Saada". Il portavoce militare dei ribelli sciiti filoiraniani, Yahya Saree, sostiene che sarebbe l'undicesimo drone abbattuto dall'annuncio del loro sostegno ad Hamas Saree, ha inoltre affermato che "Israele, sostenuto dagli Usa, ha lanciato 17 raid su diverse strutture civili nel governatorato di Hodeidah, tra cui il porto e la centrale elettrica", causando uccisione di 5 cittadini ed al ferimento di altri 57. Saree ha minacciato che "a questo crimine si risponde con l'intensificazione delle operazioni militari" contro lo Stato ebraico.
L'Idf dichiara 'zona militare chiusa' il nord di Israele
L'esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver dichiarato "zona militare chiusa" le aree di Metula, Misgav Am e Kfar Giladi, nel nord di Israele al confine con il Libano.
Cnn: satelliti mostrano immagini di 100 veicoli militari al confine con il LIbano
Un centinaio di veicoli militari israeliani, dai tank a blindati per il trasporto truppe, sono ammassati al confine con il Libano, secondo quanto mostrano alcune immagini satellitare fornite alla Cnn da una foto e che sarebbero state scattate domenica. Altre immagini mostrano che i veicoli delle Idf hanno iniziato ad arrivare lì dopo il 26 settembre.
Usa: “Contatti con Israele, in Libano ci saranno operazioni limitate”
"Abbiamo avuto delle conversazioni con Israele", "ci hanno detto che si tratta di operazioni limitate incentrate sulle infrastrutture di Hezbollah vicino al confine, ma siamo in continuo dialogo con loro a riguardo". Lo dice il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, durante un briefing con i giornalisti, riguardo l'ipotesi di una offensiva di terra di Israele in Libano.
Il segretario generale dell’Onu Guterres contro “qualsiasi invasione di terra in Libano”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è contro "qualsiasi" invasione di terra in Libano da parte di Israele. Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric, ribadendo che "non vogliamo vedere alcun tipo di invasione via terra".
Netanyahu convoca una riunione del gabinetto di sicurezza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza presso il quartier generale militare di Kirya a Tel Aviv. L'incontro dovrebbe avvenire a breve mentre aumentano i segnali che potrebbe iniziare presto un'incursione di terra limitata in Libano.
Cbs: “Azione di terra in Libano nelle prossime ore”
Un funzionario statunitense ha confermato a Cbs News che Israele ha notificato agli Stati Uniti la sua intenzione di lanciare un'incursione terrestre limitata in Libano che, secondo il funzionario, potrebbe iniziare nelle prossime ore.
Media: Israele raduna riservisti nel Nord, a Kiryat Shmona truppe con visori notturni
Riservisti israeliani si stanno radunando nei punti indicati nel nord di Israele in vista di una possibile manovra di terra. Lo riporta il New York Times. A Kiryat Shmona sono stati visti almeno due dozzine di Humvees con a bordo truppe con equipaggiamento da combattimento, visori notturni compresi. Diretti verso nord anche decine di mezzi logistici, alcuni blindati.
Fonti Usa: “A ore possibile incursione di terra delle forze israeliane in Libano”
Un'incursione di terra israeliana in Libano potrebbe iniziare entro poche ore. Lo ha detto alla Cbs un funzionario statunitense, confermando che Israele ha notificato agli Usa che intende procedere con un'incursione di terra 'limitata' nel Paese dei Cedri, dove continua a colpire obiettivi di Hezbollah.
Media: dalla posizione delle truppe sembra vicina l’invasione del Libano
Gli Stati Uniti hanno osservato il posizionamento delle truppe israeliane, il che suggerisce che un'incursione via terra in Libano potrebbe essere imminente, ha riferito un funzionario statunitense alla Reuters citata dal Times of Israel. Il funzionario, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulla posizione delle forze dell'Idf e di rilasciare ulteriori commenti.
Yemen, Houti: “Intensificheremo gli attacchi contro Israele”
Gli Houti dello Yemen hanno dichiarato che intensificheranno le operazioni militari contro Israele in risposta ai suoi attacchi nel Paese, all'indomani del raid israeliano contro obiettivi Houti che, secondo il portavoce del gruppo yemenita, ha causato cinque morti e 57 feriti.
Esercito israeliano: distrutto deposito di missili di Hezbollah vicino all’aeroporto di Beirut
Le forze di difesa israeliane hanno distrutto un deposito di missili di Hezbollah che si trovava a un miglio dall'aeroporto di Beirut. Lo fanno sapere le stesse IDF.
Il Pentagono invia altri soldati in Medio Oriente
Il Pentagono ha annunciato l'invio di "poche migliaia" di truppe in Medio Oriente per rafforzare la sicurezza ed essere pronti a difendere Israele se necessario. La vice portavoce del dipartimento della Difesa Sabrina Singh ha precisato che si tratterà per la maggior parte di più squadroni di aerei da caccia. "I jet saranno lì per la protezione delle forze statunitensi", ha aggiunto.
Media libanesi: primo raid israeliano nel nord del Paese
L'esercito israeliano avrebbe effettuato per la prima volta un raid nel nord del Libano. Lo riporta L'Orient le Jour spiegando che la zona colpita è il villaggio di Ainata el Arz, situato fra i distretti di Bcharré e Baalbeck.
Biden su invasione israeliano in Libano: “Preferirei che si fermassero”
Biden sull’annuncio di un’invasione di terra in Libano: “Preferirei che si fermassero”
Gallant, presto prossima fase guerra con Hezbollah
"La prossima fase della guerra contro Hezbollah inizierà presto. Sarà un fattore significativo nel cambiare la situazione della sicurezza e ci consentirà di completare l'importante missione di riportare i residenti alle loro case". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, parlando con i sindaci delle comunità israeliane al confine settentrionale. "Come ho detto qui un mese fa sposteremo il baricentro a nord - ha aggiunto - cambieremo la situazione e riporteremo a casa i residenti".
Parigi, 'Israele si astenga da azione terrestre in Libano'
“Esorto Israele ad astenersi da qualsiasi azione terrestre" in Libano e "a cessare il fuoco", e "Hezbollah a fare lo stesso". Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in conferenza stampa a Beirut dove ha incontrato i vertici del Paese dei Cedri.
Israele: sondaggio, in caso voto Likud primo ma no maggioranza
Se si votasse oggi in Israele, il Likud del premier Benjamin Netanyahu conquisterebbe 25 seggi, primo partito alla Knesset, tallonato da Unità nazionale di Benny Gantz a 21. Seguirebbe Yesh Atid di Yair Lapid con 15, Yisrael Beiteinu di Avigdor Lieberman a 14 mentre la nuova formazione di sinistra che unisce laburisti e Meretz arriverebbe a 11. E' il risultato di un sondaggio condotto dopo l'assassinio del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, secondo il quale i partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism prenderebbero rispettivamente 10 e 8, l'estrema destra Otzma Yehudit di Itamar Ben-Gvir 6, mentre l'altro partito di estrema destra Sionismo religioso di Bezalel Smotrich non supererebbe la soglia di sbarramento così come New Hope di Gideon Sàar, appena entrato al governo. Chiudono i partiti arabo-israeliani Ràam e Hadash-Tàal con 5 seggi a testa. Complessivamente, l'attuale maggioranza al governo prenderebbe 49 seggi mentre l'opposizione salirebbe a 66. Sempre lo stesso sondaggio indica che per il 38% degli intervistati Netanyahu è il candidato più adatto come premier, mentre il 27% punta sul leader dell'opposizione Lapid. Il 29% ritiene che nessuno dei due candidati sia adatto e il 6% è indeciso.
Parigi, proposta cessate fuoco ancora sul tavolo
Le parti accettino la proposta di cessate il fuoco di 21 giorni presentata dal presidente francese Emmanuel Macron, e dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Lo dice il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, in una conferenza stampa durante la sua visita in Libano. "La proposta è "ancora sul tavolo per essere discussa - ha detto ai giornalisti - c'è speranza, ma il tempo è molto limitato". "Esorto Israele a cessare qualsiasi incursione di terra e a cessare il fuoco, e esorto Hezbollah a non compiere alcun passo che possa portare alla destabilizzazione della sicurezza nella regione", ha concluso.
Israele informa Usa di un’imminente azione limitata in Libano
Israele avrebbe informato gli Stati
Uniti che sta pianificando un'operazione di terra limitata in Libano che potrebbe iniziare immediatamente. Lo riferisce il Washington Post citando un funzionario americano.
Netanyahu fa appello agli iraniani: “Israele è con voi presto sarete liberi”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incoraggiato i cittadini iraniani a voltare le spalle ai loro leader, in un video messaggio con una chiara sfumatura di guerra psicologica. "Ogni giorno, il regime (iraniano) sprofonda sempre più la nostra regione nell'oscurità e nella guerra. Ogni giorno, i suoi burattini vengono eliminati. Chiedete a Mohamed Deif. Chiedete a Nasrallah", ha detto il presidente, riferendosi al leader militare di Hamas a Gaza e al leader del gruppo sciita libanese Hezbollah, entrambi uccisi in attacchi israeliani. Netanyahu ha auspicato "un futuro di prosperità e di pace" per israeliani e iraniani, ed è arrivato al punto di assicurare che "Israele è con voi" nel suo messaggio, rivolto direttamente al popolo iraniano.
Netanyahu, appello all'Iran: "Il regime vi spinge verso l'abisso, ma presto sarete liberi"
Blinken: “Il mondo è più sicuro senza Nasrallah”
"Il mondo è più sicuro dopo la morte di Nasrallah": lo ha affermato il segretario di stato Usa Antony Blinken. "Gli Stati Uniti continueranno a cercare una soluzione diplomatica per il Libano: la diplomazia resta la migliore opzione per la pace in Medio Oriente", ha aggiunto.
Ucciso un soldato libanese in un attacco con droni nel fronte Sud
Un soldato libanese è stato ucciso in un attacco di droni israeliani mentre attraversava in moto un posto di blocco dell'esercito nella zona di Wazzani, nel Libano meridionale. Lo hanno riferito le forze armate del Paese dei Cedri.
Il presidente iraniano Pezeshkian visita la sede di Hezbollah a Teheran
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è stato nell'ufficio di rappresentanza di Hezbollah a Teheran per esprimere formalmente le condoglianze per la morte, in un raid israeliano, del leader del movimento sciita libanese Hassan Nasrallah. Lo riporta l'agenzia iraniana Irna. "Il mondo deve sapere che il sangue del nobile martire Seyed Hassan Nasrallah e dei suoi compagni continuerà a ribollire e a opporsi all'oppressione e tirannia", ha dichiarato Pezeshkian che ha incontrato il capo dell'ufficio di Hezbollah, Abdullah Safiuddin. Ieri, è iniziata presso l'ufficio di Hezbollah a Teheran una cerimonia commemorativa per Nasrallah, che durerà tre giorni.
Ex consigliere di Netanyahu: “Libereremo il Sud del Libano”
"In Libano Israele ha due obiettivi: evitare che Hezbollah abbia la capacità di commettere un 7 ottobre, e dunque liberare il sud del Paese, e indebolire la possibilità di lanciare missili verso di noi, rimuovendo dunque l'abilità di contenimento dell'Iran". Lo ha detto l'ex generale Yaakov Amidror, ex consigliere per la sicurezza nazionale del primo ministro di Israele e ora collaboratore del JinsaStrategic Center di Washington DC e del Jerusalem Institute for Strategy and Security (JISS) di Gerusalemme. Amidror, a Bruxelles per la conferenza organizzata dalla Europe Israel Press Association, ha ricordato che l'Onu già impone la smilitarizzazione di Hezbollah nel sud del Libano. "Chi applicherà la direttiva? L'Idf, perché le forze Unifil non sono altro che un brutto scherzo", ha dichiarato. Per quanto riguarda poi la prospettiva della soluzione dei due Stati, Amidror è stato chiaro: "Non permetteremo che Hamas controlli Ramallah". "I palestinesi, se vogliono uno Stato, devono accettare che Hamas non ne faccia parte, che venga reso illegale, sia a Gaza che in Cisgiordania: Hamas non può vincere le elezioni, l'ho detto anche ai funzionari americani".
Gran Bretagna: “Sostegno ferreo a Israele, ma ridurre l’escalation in Libano”
Tutte le parti coinvolte nel conflitto tra Israele e Hezbollah dovrebbero cercare di ridurre l'escalation e raggiungere un cessate il fuoco. Lo ha detto un portavoce del primo ministro britannico Keir Starmer, ribadendo che coloro che sono coinvolti nel conflitto dovrebbero fare un passo indietro rispetto all'orlo del baratro e sottolineando che il sostegno del Regno Unito al diritto di Israele all'autodifesa è "ferreo", ma che solo un cessate il fuoco può ripristinare stabilità e sicurezza nella regione.
Il premier russo in Iran per incontrare il presidente Pezeshkian
Il primo ministro russo, Mikhail Mishustin, è arrivato a Teheran per incontrare il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Lo riferisce Isna. Mishustin ha in programma un incontro anche con il vice presidente iraniano, Mohammad Reza Aref, e si trova in visita in Iran accompagnato da alcuni imprenditori e dirigenti russi. Secondo quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, i colloqui si concentreranno sul coordinamento tra Mosca e Teheran rispetto ai loro piani economici e commerciali ed è all'ordine del giorno una discussione su un documento strategico di cooperazione tra Russia e Iran.
Il consigliere di Khamenei: “L’uccisione di Nasrallah altera gli equilibri nella regione”
"Il regime sionista e gli Stati Uniti hanno commesso un pericoloso errore di calcolo" in quanto l'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, "altera radicalmente gli equilibri" nella regione, aumentandone "instabilità e insicurezza". Lo ha dichiarato il consigliere della Guida Suprema ed ex segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Shamkhani, commentando gli ultimi sviluppi tra Israele e Hezbollah in un'intervista a Nour News. "Le conseguenze dannose delle loro azioni malvagie li raggiungeranno più velocemente di quanto pensino", ha proseguito Shamkhani, riferendosi sempre a Stati Uniti e Israele. Il consigliere di Ali Khamenei, che ha fatto visita alla sede di Hezbollah a Teheran, ha quindi ricordato il "fratello martire" Nasrallah, che con la sua "luce splendente guiderà il cammino dei combattenti per la liberazione della Sacra Gerusalemme".
Libano meridionale, il bilancio del raid israeliano è salito a 45 morti
È salito a 45 morti il bilancio di un attacco israeliano sulla città di Ain Deleb, nel Libano meridionale. Lo riferisce il ministero della Salute libanese.
Teheran: “L’Iran non schiererà uomini in Libano”
L'Iran non schiererà combattenti in Libano e Gaza per affrontare Israele: lo ha detto il portavoce della diplomazia iraniana, Nasser Kanani, durante la sua conferenza stampa settimanale. "I governi del Libano e della Palestina hanno la capacità e il potere di affrontare l'aggressione del regime sionista, e non c'è bisogno di schierare forze ausiliarie o volontarie iraniane", ha precisato la stessa fonte. Del resto, ha continuato Kanani, "non abbiamo ricevuto alcuna richiesta e sappiamo che non hanno bisogno dell'aiuto delle nostre forze di spedizione"
Uccisa a Gaza la giornalista palestinese Wafa Aludaini
La giornalista palestinese Wafa Aludaini è stata uccisa in un attacco israeliano a Deir Al-Balah nel centro della Striscia di Gaza insieme a suo marito e ai suoi due figli. Lo riferisce l'emittente al-Jazeera citando il governo della Striscia di Gaza. Salgono così a 174 i giornalisti palestinesi uccisi dall'inizio dell'offensiva militare israeliana il 7 ottobre. La Women Press Freedom ha ricordato Aludaini e condannato fermamente i continui bombardamenti di Gaza da parte di Israele, chiedendo un cessate il fuoco immediato.
Il Primo ministro libanese: “Pronti a schierare l’esercito nel Sud”
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha affermato che il governo è pronto a schierare l'esercito nel sud del Paese: lo riporta Al Jazeera. Allo stesso tempo, parlando ai media, Mikati ha ribadito l'impegno per un cessate il fuoco immediato.
Media: “Esplosioni a Damasco”
Esplosioni sono state registrate a Damasco o nei dintorni della capitale siriana da numerose fonti ancora non confermate, scrivono il Times of Israel e il Guardian.
Il Cremlino: “Alto rischio di una guerra allargata in Medio Oriente”
È "molto alto" il rischio di una vasta guerra in Medio Oriente come conseguenza dell'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. I raid israeliani sul Libano hanno portato a "una significativa destabilizzazione della situazione nella regione", ha aggiunto Peskov, citato da Interfax.
L’esercito israeliano conferma l’uccisione del capo di Hamas in Libano
L'esercito israeliano ha confermato l'uccisione del capo di Hamas in Libano, Fateh Sherif Abu el-Amin. E' quanto si legge in un comunicato pubblicato su Telegram.
Il numero due di Hezbollah: “Siamo pronti per l’invasione di terra di Israele”
"Se gli israeliani volessero portare avanti un'incursione via terra" in Libano, "le forze della resistenza sono pronte. Siamo preparati e pronti. Il nemico israeliano non raggiungerà i suoi obiettivi". Lo ha dichiarato Naim Qassem, vice Segretario generale di Hezbollah, in un discorso pubblico, il primo dall'uccisione di Hassan Nasrallah. "Andremo avanti con il nostro percorso contro Israele", ha aggiunto.
Qassem: “Continueremo la nostra lotta, non ci muoveremo dalle nostre posizioni”
Nel primo messaggio video dopo l’uccisione del leader Nasrallah, il numero due di Hezbollah, Qassem, ha promesso di continuare la battaglia. “Non ci muoveremo dalle nostre posizioni”, ha detto. “Continueremo ad affrontare il nemico israeliano e ad appoggiare Gaza e la Palestina”
Il numero due di Hezbollah: “Gli Usa appoggiano i massacri di Israele”
Parla per la prima volta dopo l’uccisione di Nasrallah, il numero due di Hezbollah Naim Qassem e accusa gli Stati Uniti: “Appoggiano i massacri di Israele, incondizionatamente”, ha detto in un messaggio video. “Continueremo nonostante gli attacchi ai cercapersone. Gli attacchi ai leader. L’uccisione di Nasrallah”, ha aggiunto.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) ++ Hezbollah, discorso del numero 2 Naim Qassem alle 11 ++]]
Parla Naim Qassem, numero due di Hezbollah: “Il gruppo ha perso un fratello, un leader”
Naim Qassem numero due di Hezbollah parla per la prima volta dopo l’uccisione del leader Nasrallah. “Abbiamo perso un fratello, un leader”
Il numero due di Hezbollah farà un discorso alle 11
I media controllati dalla milizia sciita di Hezbollah annunciano per oggi alle 11 (le 12 ora locale) un discorso del “numero due” dell’organizzazione, Naim Qassem. Si tratta della prima apparizione pubblica di un alto funzionario dall’uccisione del leader Nasrallah lo scorso 27 settembre.
Katz: “Hezbollah disarmi e si allontani dal Litani o non ci fermeremo”
Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha trasmesso un messaggio a oltre 25 dei suoi omologhi per precisare che Israele non accetterà un cessate il fuoco in Libano senza una serie di condizioni: lo riferisce l'emittente pubblica Kan. Secondo la Kan, tra i paesi che hanno ricevuto il messaggio figurano Italia, Germania, Gran Bretagna e Canada. L'emittente ha affermato che anche i ministri coinvolti nei colloqui per una potenziale tregua hanno ricevuto lo stesso messaggio. Nel messaggio, Katz avrebbe spiegato che l'unica situazione accettabile per un cessate il fuoco vedrebbe Hezbollah allontanato dal confine di Israele, in una zona a nord del fiume Litani e disarmato. "Solo la piena attuazione di tutte le risoluzioni del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in merito al Libano porterà a un cessate il fuoco", avrebbe precisato Katz. "Finché ciò non accadrà, Israele continuerà le sue azioni per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e il ritorno dei residenti del Nord alle loro case".
Nell’attacco nel centro di Beirut uccisi tre leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Tre leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp) sono stati uccisi in un attacco israeliano nel centro di Beirut avvenuto nelle prime ore di oggi. Lo ha dichiarato l'Fplp, gruppo militante che partecipa alla lotta contro Israele. E' la prima volta che l'Idf colpisce il centro della capitale libanese dal 2006. Video della scena mostrano due piani di un condominio completamente distrutti e persone che corrono verso l'edificio. Si vedono due corpi sopra un'auto, apparentemente espulsi dallo stabile per la forza dell'esplosione, che è stata udita in tutta la città.
Media: “Ucciso il capo di Hamas in Libano”
Hamas ha annunciato che il suo leader in Libano, Fateh Sherif Abu el-Amin, è stato ucciso in un attacco israeliano nel sud del Paese. Il gruppo afferma che anche alcuni membri della sua famiglia sono stati uccisi nell'attacco. Lo riporta il Times of Israel.
Idf: “Colpito un centro di comando Hamas in ex scuola”
L'Aeronautica militare israeliana ha reso noto di aver colpito la notte scorsa il complesso dell'ex scuola Abu Jafar Al Mansour, nel nord della Striscia di Gaza, al cui interno si trovava "un centro di comando e controllo" di Hamas.
Sanità libano: 109 morti e 364 feriti in raid israele di ieri
È di almeno 109 morti e 364 feriti il bilancio dei raid israeliani di ieri in Libano. Lo ha riferito oggi il ministero della Sanità di Beirut.
Cisgiordania, blitz dell’esercito israeliano: diversi arresti
L'esercito israeliano ha compiuto una serie di azioni a Nablus, in Cisgiordania, e nel vecchio campo Askar, dove si sono registrati incidenti. Lo riferisce l'agenzia di stampa Wafa. Le forze israeliane hanno arrestato tre uomini a Nablus, mentre due fratelli sono stati arrestati dopo che le loro case erano state perquisite nel campo, riferisce Wafa. Le forze israeliane hanno arrestato due uomini del campo di Qalandia, a nord di Gerusalemme, mentre hanno anche preso d'assalto la vicina area del campo di Shùfat e iniziato a demolire le strutture.
Drone israeliano uccide 3 persone nel sud del Libano
Un drone israeliano ha sparato su un gruppo di persone all'incrocio tra le città di Arzoun e Chehour nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Tre persone sono morte e una è ferita. Lo scrive al Jazeera.
Cinque le vittime dei raid israeliani nella Bekaa
Secondo notizie locali, almeno cinque persone sono state uccise in seguito agli attacchi israeliani nella città di Sahmar, nella valle occidentale della Bekaa. Tutti i decessi appartenevano al personale della protezione civile dell'Autorità sanitaria islamica.
Esercito israeliano: “Colpite decine di obiettivi di Hezbollah nella regione di Bekaa”
L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito decine di obiettivi di Hezbollah nella regione libanese della Bekaa. I jet dell'aeronautica israeliana "hanno attaccato dozzine di strutture di lancio ed edifici dove erano immagazzinate armi nella Bekaa in Libano", si legge in una dichiarazione su Telegram, aggiungendo che i siti erano collegati a Hezbollah. Israele "continuerà ad attaccare con forza, a danneggiare e a degradare le capacità militari e le infrastrutture di Hezbollah in Libano", si aggiunge.
Le immagini del palazzo colpito nel centro di Beirut
Gaza, aerei israeliani bombardano: uccisi donna e bambino
Aerei da combattimento israeliani hanno bombardato una casa nella zona Hakr al-Jamì di Deir el-Balah, uccidendo la donna e suo figlio, secondo l'agenzia di stampa Wafa. Le autorità israeliane hanno
successivamente affermato che la struttura veniva utilizzata come "centro di comando e controllo" di Hamas.
Attacco a Beirut puntava a membri del gruppo sunnita Jamaa al Islamiya
L'attacco israeliano di questa notte nel centro di Beirut ha colpito una proprietà in un quartiere a maggioranza musulmana sunnita della capitale libanese, che fino ad ora non era stato l'obiettivo della massiccia campagna di attacchi aerei, che ha preso di mira in diverse occasioni la periferia meridionale di Beirut, conosciuta come Dahye, una roccaforte di Hezbollah.
I media libanesi hanno riferito che l'attacco era diretto contro presunti membri del gruppo sunnita libanese Jamaa al Islamiya, alleato del movimento islamico palestinese Hamas e accusato da Israele di aver partecipato allo scoppio della violenza contro il suo esercito dal sud del Libano. Le forze israeliane non hanno ancora commentato l'azione, che secondo la stampa locale ha causato morti e ha fatto scattare tutti gli allarmi in un momento in cui il Paese è ancora con il fiato sospeso dopo la morte del leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, in un attentato israeliano effettuato venerdì a Dahye.
Finora la capitale del Libano non era stata nel raggio d'azione di Israele, che nell'ultimo anno ha bombardato più volte la periferia sud di Beirut. Israele ha proseguito domenica l'intensa campagna di bombardamenti iniziata una settimana fa contro le principali roccaforti di Hezbollah nel sud e nell'est del Libano, ma anche a Dahye e in altre zone più a nord della capitale che fino a poco tempo fa non erano state un bersaglio delle mire israeliane.
Attacchi aerei israeliani anche nella Bekaa
L'esercito israeliano ha lanciato nella notte un attacco alla valle della Bekaa, in Libano: obiettivo erano varie postazioni lanciarazzi e edifici dove erano conservate le armi di Hezbollah. "Nelle ultime ore - ha comunicato l'Idf - aerei da combattimento hanno attaccato decine di obiettivi terroristici dell'organizzazione terroristica Hezbollah nella regione della Bekaa in Libano. Altri attacchi sono stati effettuati nel Libano meridionale.
Il Pentagono: “Rafforzate capacità Usa di supporto aereo nel Medio Oriente”
Le autorità militari degli Stati Uniti hanno fatto sapere di avere avviato il rafforzamento delle capacità di supporto aereo in Medio Oriente e che è stato alzato il livello di guardia delle truppe nella regione. L'annuncio è arrivato due giorni dopo che il presidente Joe Biden ha ordinato al Pentagono di rivedere l'impostazione delle forze americane in Medio Oriente in un contesto di crescente preoccupazione che l'uccisione da parte di Israele del leader di Hezbollah, sostenuto dall'Iran, possa spingere Teheran a reagire. "Gli Stati Uniti sono determinati a impedire all'Iran e ai partner sostenuti dall'Iran di sfruttare la situazione o espandere il conflitto", ha detto in una nota il portavoce del Pentagono, il maggiore generale Patrick Ryder. Ryder anche avvertito che se l'Iran o i gruppi di Teheran "usassero questo momento per prendere di mira il personale o gli interessi americani nella regione, gli Stati Uniti prenderanno ogni misura necessaria per difendere il nostro popolo".
La dichiarazione del Pentagono offre pochi indizi circa la dimensione o la portata del nuovo dispiegamento aereo, dicendo solo che "rafforzeremo ulteriormente le nostre capacità di supporto aereo difensivo nei prossimi giorni". Il portavoce della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, John Kirby, ha detto domenica che gli Stati Uniti stanno in attesa di vedere cosa farà Hezbollah per cercare di colmare il suo vuoto di leadership, "e stanno continuando a parlare con gli israeliani su quali siano i giusti passi successivi".
Il Dipartimento di Stato deve ancora ordinare l'evacuazione dei civili dal Libano. Ma la settimana scorsa, funzionari dell'amministrazione americana hanno detto alla Reuters che il Pentagono sta inviando qualche dozzina di truppe aggiuntive a Cipro per aiutare i militari a prepararsi per scenari che includono l'evacuazione degli americani dal Libano. Il Pentagono ha affermato che gli Stati Uniti le forze venivano preparate per un vero e proprio schieramento, se necessario. Austin “ha aumentato la disponibilità di ulteriori forze statunitensi da schierare, elevando la nostra preparazione per rispondere a varie contingenze", ha affermato Ryder in una nota.
Sale a 4 il bilancio delle vittime nell’attacco a Beirut
Sale a quattro il bilancio dei morti in un attacco israeliano contro un appartamento nel centro di Beirut. Lo ha riferito - come riporta il sito ynet - la rete televisiva libanese Nbn. L'attacco, secondo i media locali, è stato lanciato con un drone.
Oltre 100 vittime in Libano in 24 ore per i raid di Israele
Più di 100 persone sono state uccise in tutto il Libano dagli attacchi israeliani sul paese mediorientale: in un aggiornamento diffuso poche ore fa, il ministero della Sanità libanese ha affermato che 105 persone sono state uccise mentre altre 359 sono rimaste ferite. Gli attacchi mortali israeliani avvenuti nelle ultime 24 ore hanno colpito città e villaggi nel Libano meridionale, nella Bekaa, Baalbek-Hermel e nella periferia meridionale di Beirut. "Gli attacchi del nemico israeliano nelle ultime 24 ore nelle città e nei paesi del Libano meridionale, della Bekaa, di Baalbek-Hermel (est) e del sobborgo meridionale di Beirut hanno causato, in totale, la morte di 105 persone e il ferimento di 359" afferma il Dipartimento in un breve comunicato pubblicato sulla propria pagina Facebook. Sabato, almeno 33 persone sono state uccise in diversi attentati, mentre in poco più di una settimana sono morte più di mille persone e altre 6.000 sono rimaste ferite a causa di questi attentati, secondo il governo libanese. Circa un milione di persone hanno abbandonato le loro case negli ultimi giorni in Libano a causa della campagna di attentati, ha annunciato domenica il primo ministro libanese Najib Mikati.
Iran: “Non lasciamo solo chi combatte contro i sionisti”
A Israele non dovrebbe essere permesso di attaccare uno dopo l'altro i paesi dell'”Asse della Resistenza” allineato con l'Iran, ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. I commenti del presidente sono arrivati dopo che Israele ha dichiarato di aver bombardato obiettivi Houthi nello Yemen. Pezeshkian, nei commenti riportati dai media statali, ha affermato che il Libano dovrebbe essere sostenuto. "I combattenti libanesi non dovrebbero essere lasciati soli in questa battaglia affinché il regime sionista non attacchi uno dopo l'altro i paesi dell'Asse della Resistenza", ha affermato. Anche un vice comandante delle guardie rivoluzionarie iraniane, Abbas Nilforoushan, è rimasto ucciso nell'attacco che ha ucciso il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, a Beirut. "Non possiamo accettare tali azioni e non rimarranno senza risposta. E' necessaria una reazione decisiva", ha detto Pezeshkian
Almeno due le vittime nell’attacco al centro di Beirut
Una fonte della sicurezza libanese rivela che sono almeno due le vittime dell’attacco condotto da Israele contro il centro di Beirut. Il blitz è stato condotto con droni e ha colpito un palazzo nei pressi dell’incrocio di Kola.
Israele lancia primo attacco al centro di Beirut
Israele ha effettuato in nottata un attacco aereo nei pressi dell'incrocio di Kola nel centro di Beirut. Lo riferisce il Guardian precisando che è la prima volta che Israele colpisce Beirut fuori dai sobborghi meridionali dall'inizio della guerra. Il rumore dell'esplosione è stato udito in tutta la città. L'incrocio di Kola è un punto di riferimento popolare a Beirut, dove taxi e bus si riuniscono per raccogliere i passeggeri. Le prime immagini del raid mostrano due piani di un condominio completamente distrutti. Fino ad ora Israele aveva limitato i suoi attacchi sulla capitale del Libano ai suoi sobborghi meridionali.
Senatore Usa: “Israele ha usato bomba guidata Usa per uccidere Nasrallah”
La bomba che Israele ha usato per uccidere il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah a Beirut la scorsa settimana era un'arma guidata di fabbricazione americana: lo ha rivelato alla Nbc il senatore dem Mark Kelly, presidente della sottocommissione aereonautica del Senato per le forze armate. Secondo Kelly, Israele ha usato una bomba della serie Mark 84 da 2.000 libbre (900 kg). "Vediamo un maggiore uso di
munizioni guidate, Jdams, e continuiamo a fornire quelle armi", ha detto Kelly, usando un'abbreviazione che sta per joint direct attack munitions. "Quella bomba da 2.000 libbre che è stata usata per eliminare Nasrallah è una bomba della serie Mark 84", ha affermato.