Keir Starmer e il caso dei regali: restituite 6mila sterline e i biglietti per Taylor Swift
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Sir Keir Starmer ha deciso di restituire 6mila sterline in regali ricevuti da privati, incluse le 2.800 per i biglietti del concerto di Taylor Swift. È l’ultimo capitolo di un caso che sembra aver scalfito l’immagine del nuovo primo ministro britannico, ex integerrimo procuratore capo della Corona e alfiere in campagna elettorale "contro il clientelismo e “l’amichettismo” dei politici conservatori”. Ma come si è arrivati a questo punto? E questa vicenda quanto è pericolosa per il leader laburista?
Partiamo dalla fine. Due giorni fa Starmer, in trasferta a Bruxelles per incontrare Ursula Von Der Leyen e le altre autorità europee nella sua missione di migliorare sensibilmente i rapporti con la Ue post Brexit, ha annunciato che restituirà donazioni ri…
LONDRA - Sir Keir Starmer ha deciso di restituire 6mila sterline in regali ricevuti da privati, incluse le 2.800 per i biglietti del concerto di Taylor Swift. È l’ultimo capitolo di un caso che sembra aver scalfito l’immagine del nuovo primo ministro britannico, ex integerrimo procuratore capo della Corona e alfiere in campagna elettorale "contro il clientelismo e “l’amichettismo” dei politici conservatori”. Ma come si è arrivati a questo punto? E questa vicenda quanto è pericolosa per il leader laburista?
Partiamo dalla fine. Due giorni fa Starmer, in trasferta a Bruxelles per incontrare Ursula Von Der Leyen e le altre autorità europee nella sua missione di migliorare sensibilmente i rapporti con la Ue post Brexit, ha annunciato che restituirà donazioni ricevute negli ultimi tempi per circa 6mila sterline, oltre 7mila euro. Come detto, ci sono circa 3mila sterline di hospitality per i recenti concerti della superstar americana Taylor Swift allo stadio di Wembley a Londra (in parte gentilmente offerti da Universal Music, in parte dalla Football Association), ma anche 1.939 sterline di vip ticket per le corse ippiche di Doncaster (in Inghilterra) e 839 sterline da Edeline Lee, il marchio di vestiti indossati da sua moglie Victoria all’ultima London Fashion Week.
Si tratta di donazioni recenti che Starmer, come d’obbligo per tutti i parlamentari britannici (primi ministri inclusi), avrebbe inserito nella sua prossima e abituale dichiarazione del “register of financial interests”: ossia l’elenco che tutti i deputati britannici sono tenuti ad aggiornare costantemente riguardo donazioni e regali ricevuti da privati. Dal 2019, il leader laburista ha ottenuto oltre 100mila sterline in omaggi, inclusi vestiti e occhiali, in gran parte dal suo storico finanziatore Lord Alli. Ma il primo ministro ha deciso di restituire solo le ultime donazioni, e non quelle dei mesi e degli anni scorsi.
Tutto è iniziato il mese scorso, quando il Sunday Times ha scoperto che Starmer si “era dimenticato di dichiarare” doni di vestiti per lui e sua moglie Vic, del valore di migliaia di sterline, prima di correggere la dichiarazione di sua spontanea volontà, avvertendo le autorità competenti. Per chiarezza: si tratta di donazioni regolari, pubblicamente registrate, e Starmer al momento non rischia nulla. Ma molti si sono chiesti l'opportunità di ricevere simili regali, non solo per le promesse del primo ministro di restituire moralità alla politica britannica, ma anche perché, di fronte a decine di migliaia di sterline in omaggi, potrebbe essere influenzabile. Tuttavia, Starmer ha annunciato l’altro ieri a Bruxelles che “presto introdurremo nuove norme e principi per le donazioni”, mettendo fine al "liberi tutti” di questi ultimi anni.
Ma restano alcune ombre. Innanzitutto, diversi pesi massimi del governo Starmer non hanno ancora annunciato di voler seguire l’esempio del leader. La vicepremier Angela Rayner nelle ultime settimane ha accettato 800 sterline di viaggio e soggiorno per fare la deejay in una discoteca di Ibiza, mentre il ministro degli Esteri David Lammy ha ricevuto biglietti di hospitality vip – per duemila sterline - per andare a vedere le partite del suo Tottenham allo stadio.
Ma soprattutto, a Lord Alli, figlio di immigrati poi diventato milionario nel settore delle produzioni tv e della finanza, sempre ieri è stato comunicato di essere sotto inchiesta dalla Camera dei Lord, proprio per le sue dichiarazioni di interessi. A quanto si apprende, l’accusa sarebbe di scarsa trasparenza e si tratterebbe di questioni, almeno per il momento, non direttamente legate alle elargizioni al primo ministro. Che inoltre, si è scoperto in questi giorni, avrebbe utilizzato nei mesi scorsi diverse ville del suo finanziatore principe nel centro di Londra. Non solo per incontrarsi con i suoi più stretti collaboratori, ma anche per far soggiornare uno dei suoi due figli mentre studiava per i suoi esami scolastici.
Il caso dei regali, almeno sinora, non sembra far traballare Starmer, se non la sua immagine di leader ed ex procuratore incorruttibile. La pratica dei regali e delle donazioni - se regolarmente dichiarati - è decisamente diffusa e trasversale tra i politici di Westminster. Certo, bisognerà vedere l’esito dell’inchiesta interna aperta dalla Camera Alta del Parlamento britannico contro Lord Alli. In ogni caso, sinora il Labour e Starmer hanno gestito questa vicenda in maniera evidentemente goffa. E ciò ha provocato anche un recente calo di popolarità per il primo ministro.
Quando a inizio settembre è emerso il caso dei vestiti donati a Starmer e signora, dopo l’articolo del Sunday Times, il ministro degli Esteri Lammy è andato in tv a dire che “negli Stati Uniti i contribuenti pagano per i vestiti della First Lady”. Il che non è propriamente vero, ma soprattutto è sembrata una presa di posizione inopportuna, mentre il Labour si prepara ad annunciare, il prossimo 30 ottobre, una legge di bilancio lacrime e sangue. Che, oltre ai ricchi, bastonerà anche i pensionati, perlomeno quelli che non sono sotto la soglia di povertà.
Subito dopo, Starmer, che da primo ministro guadagna 166.786 sterline all’anno e possiede con la moglie Vic una casa milionaria nella londinese Kentish Town, ha iniziato a dichiarare ai media che è stato costretto ad accettare quei biglietti vip per partite o concerti di Taylor Swift “per ovvi motivi di sicurezza: nella mia posizione non posso essere sugli spalti, anche se ho l’abbonamento annuale per l'Arsenal”. Una linea di difesa che però è apparsa poco convincente, visto che il precedessore Rishi Sunak va ancora allo stadio per vedere il suo Southampton in tribuna, seppur con la scorta. Allora Starmer ha replicato: “In questo modo, si spendono migliaia di sterline dei contribuenti per la sicurezza”.
Ma soprattutto, è sembrato che Starmer, con il Labour tornato a Downing Street dopo 14 lunghissimi anni di astinenza al potere, abbia avuto poco istinto politico in questa vicenda. Come detto, queste donazioni da 100mila sterline ricevute sono tutte regolari e regolarmente registrate, e Sir Keir, da ex magistrato, ha pensato che sarebbe stato sufficiente rimanere nella legalità. Invece, la politica è anche senso morale, immagine, opportunismo. E in un contesto di “decisioni molto dolorose” per il Paese che lui stesso ha annunciato settimane fa, non aver fatto nulla di illegale non è sufficiente per una parte della popolazione.
Infine, a osservare gli eventi di queste ultime settimane, si ha la sensazione che Starmer e il Labour non abbiano ancora incorporato una mentalità di governo e siano invece rimasti con un approccio tipico di quando si sta all’opposizione. Ovvero, pensare che questo caso dei regali svanisse progressivamente, senza recare troppi danni all’immagine del leader. Invece, con tutti i giornali che sono saltati sulla vicenda, quest’ultima si è protratta per giorni e giorni, inquinando anche il congresso annuale del partito della settimana scorsa a Liverpool. Dove tra gli iscritti del Labour non si parlava d’altro, nonostante fosse in teoria un maxi evento per celebrare il trionfo elettorale dello scorso luglio.
È vero che anche Tony Blair, nel 1997, ebbe settimane turbolente appena trasferitosi al “Number 10” e serve tempo a un leader per prendere le misure dell’enorme potere che ha appena "ereditato”. Ma questa delle donazioni è un’ombra che Starmer e i suoi hanno sempre preferito sviare, senza affrontare apertamente il problema o magari, con più acume politico, “distrarre” i membri del partito con annunci speciali o un tema a sorpresa. Invece, a chiusura della convention di Liverpool la settimana scorsa, il discorso del primo ministro è stato piatto e prevedibile. Un’altra mossa poco comprensibile. E ora, restituire 6mila sterline di regali dopo averne ricevuti 100mila in cinque anni, sembra un altro incerto passo indietro.