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Le nuove accuse contro Trump che potrebbero tenere in vita il processo sull’assalto al Congresso: “Ha commesso reati da privato”

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Il procuratore speciale Smith ha depositato 165 pagine di documenti nella speranza di inchiodare l’ex presidente alle sue responsabilità sulle interferenze nelle elezioni del 2020. Il tycoon gode di un’immunità parziale per gli atti compiuti nella sua veste ufficiale di leader dell’esecutivo
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NEW YORK - Mentre i teppisti del movimento Maga assalivano il Congresso, urlando che volevano impiccare il vice presidente Mike Pence perché non obbediva alla richiesta del suo capo di violare la Costituzione per farlo restare alla Casa Bianca, un consigliere avvertì Donald Trump del pericolo di vita in cui si trovava il suo collaboratore più stretto. Sperava magari che avrebbe mosso un dito, ma invece lui si girò dall’altra parte e disse: "E allora?".

Lo stesso Donald, commentando le accuse di frodi fiscali avanzate dalla sua avvocatessa Sidney Powell, le aveva definite "folli". Eppure aveva continuato a rifiutarsi di riconoscere la sconfitta elettorale contro Joe Biden nelle presidenziali del 2020, dicendo anche ai suoi famigliari che "non conta se vinci o perdi …

NEW YORK - Mentre i teppisti del movimento Maga assalivano il Congresso, urlando che volevano impiccare il vice presidente Mike Pence perché non obbediva alla richiesta del suo capo di violare la Costituzione per farlo restare alla Casa Bianca, un consigliere avvertì Donald Trump del pericolo di vita in cui si trovava il suo collaboratore più stretto. Sperava magari che avrebbe mosso un dito, ma invece lui si girò dall’altra parte e disse: "E allora?".

Lo stesso Donald, commentando le accuse di frodi fiscali avanzate dalla sua avvocatessa Sidney Powell, le aveva definite "folli". Eppure aveva continuato a rifiutarsi di riconoscere la sconfitta elettorale contro Joe Biden nelle presidenziali del 2020, dicendo anche ai suoi famigliari che "non conta se vinci o perdi le elezioni. Devi continuare lo stesso a lottare fino alla morte". Quando poi i suoi consiglieri avevano notato che le denunce di brogli non reggevano nei tribunali, dove aveva perso oltre cinquanta cause, Trump aveva scosso le spalle, rispondendo che "i dettagli non contano".

Sono alcune delle rivelazioni sbalorditive, anche se ormai quasi nulla di Donald sorprende più, contenute nelle 165 pagine di documenti presentati dal procuratore speciale Jack Smith alla giudice Tanya Chutkan, nella speranza di tenere in vita il processo per le responsabilità dell’ex presidente nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. La Corte Suprema a maggioranza conservatrice, scegliendo di chiudere gli occhi su queste prove, pur di aiutare il capo della Casa Bianca che ne ha nominato tre giudici, ha stabilito che Trump gode di un’immunità parziale, per gli atti compiuti nella sua veste ufficiale di leader dell’esecutivo.

Così il massimo tribunale americano ha ritardato il processo, impedendo che potesse avvenire prima del voto del 5 novembre. Smith però non si è arreso e ha presentato questo supplemento di accuse a Chutkan, per aiutarla a separare gli atti pubblici di Donald protetti dall’immunità, da quelli privati per cui può ancora essere processato. Il giudizio non avverrà comunque entro la data delle elezioni, ma almeno così gli americani avranno la possibilità di capire meglio le responsabilità dell’ex presidente, per decidere se è il caso o meno di rimetterlo alla guida degli Stati Uniti.

Smith ha scritto che Trump "ha fatto ricorso a dei reati", pur di restare in carica. Ma lo ha fatto attraverso atti privati: "Anche se era il presidente in carica durante le cospirazioni, il suo piano era fondamentalmente privato. Ha usato attori privati e l'infrastruttura della sua campagna per cercare di capovolgere il risultato delle elezioni". Quindi ha adottato una "condotta criminale come privato cittadino". In questa veste, cioè quella del candidato, ha tentato "piani disperati per tentare di capovolgere il legittimo risultato delle elezioni".

E anche se avesse agito in qualità di presidente, non aveva alcun titolo per farlo: "Ha cercato di invadere i poteri specificatamente assegnati dalla Costituzione ad altri rami dello stato, per promuovere il suo interesse personale a restare al potere, contrariamente alla volontà" dei cittadini. Ha ignorato i suggerimenti privati di Pence, che lo invitava ad accettare la sconfitta e ricandidarsi dopo quattro anni: "Non lo so, il 2024 è così lontano". E quindi "allo stesso modo ha ignorato le decisioni di decine di tribunali che hanno respinto" le sue denunce, e i funzionari pubblici "che pubblicamente hanno detto che aveva perso e le sue accuse di frode erano false".

Trump si è infuriato, sostenendo che la pubblicazione del nuovo rapporto di Smith è "interferenza elettorale". Ora i suoi avvocati hanno un paio di settimane per presentare le loro repliche, e il 17 ottobre Chutkan dovrebbe decidere se procedere con il processo, con quali capi di imputazione, e quando. Qualunque strada sceglierà, però, il giudizio non avverrà prima delle elezioni. E se deciderà di procedere, i legali dell’ex presidente faranno certamente ricorso, che finirà di nuovo nelle mani della Corte Suprema, che ha già dato prova di volerlo aiutare in ogni modo. Se poi il 5 novembre Donald vincerà, da presidente potrà nominare un segretario alla Giustizia che annulli i suoi processi federali. A meno che gli elettori americani non dedichino un po’ di tempo a leggere le carte di Smith, allo scopo di capire perché una persona così non dovrebbe mai più mettere piede alla Casa Bianca, e quindi sconfiggerlo definitivamente alle urne.

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