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Afghanistan, l’Europa si muove contro le leggi dei talebani che oscurano le donne. Moretti: “Apartheid di genere sia crimine contro l'umanità”

(afp)

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Dopo l’approvazione della risoluzione, Borrell: “Porre fine agli abusi sistematici contro le afghane che potrebbero configurare una persecuzione di genere”
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Negli ultimi tre anni, da quando nell'estate del 2021 i talebani hanno preso il potere a Kabul, alle donne afghane è stato tolto ogni diritto: non possono andare all'università, lavorare o lasciare casa senza essere accompagnate da un parente maschio. Queste sono solo alcune delle violazioni a cui sono sottoposte. “Quello che sta accadendo in Afghanistan oltre ad essere una violazione dei diritti umani, è apartheid di genere”, ha detto Alessandra Moretti, europarlamentare del PD. “Lo sostengo da tempo e ora è la grande maggioranza del Parlamento europeo ad averlo messo nero su bianco in una risoluzione votata lo scorso 18 settembre”, ha continuato Moretti tra i sostenitori della proposta.

Una legge draconiana

Lo scorso 31 luglio i talebani hanno promulgato una legge per “promuovere la virtù e prevenire il vizio” tra la popolazione. Alle donne è stato vietato di mostrare il volto e far sentire la propria voce cantando, l…

Negli ultimi tre anni, da quando nell'estate del 2021 i talebani hanno preso il potere a Kabul, alle donne afghane è stato tolto ogni diritto: non possono andare all'università, lavorare o lasciare casa senza essere accompagnate da un parente maschio. Queste sono solo alcune delle violazioni a cui sono sottoposte. “Quello che sta accadendo in Afghanistan oltre ad essere una violazione dei diritti umani, è apartheid di genere”, ha detto Alessandra Moretti, europarlamentare del PD. “Lo sostengo da tempo e ora è la grande maggioranza del Parlamento europeo ad averlo messo nero su bianco in una risoluzione votata lo scorso 18 settembre”, ha continuato Moretti tra i sostenitori della proposta.

Una legge draconiana

Lo scorso 31 luglio i talebani hanno promulgato una legge per “promuovere la virtù e prevenire il vizio” tra la popolazione. Alle donne è stato vietato di mostrare il volto e far sentire la propria voce cantando, leggendo o recitando in pubblico. Una legge condannata dalle istituzione europee che con una nota dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Josep Borrell, ha esortato i talebani a porre fine a questi abusi sistematici contro le donne e le ragazze afghane che potrebbero configurare una persecuzione di genere.

“Di fronte alle angoscianti notizie che ci arrivano dal paese, ho proposto al mio gruppo politico, i Socialisti e Democratici, di sostenere una risoluzione urgente al Parlamento europeo per denunciare ciò che sta avvenendo in Afghanistan”, ha detto Moretti. “E soprattutto per chiedere che l’Unione europea e gli stati membri agiscano: serve innanzitutto che l'apartheid di genere sia codificata come crimine contro l'umanità”. L'europarlamentare ha spiegato che questo, però, non basta e l’Ue deve impegnarsi per garantire visti umanitari, a coloro che negli anni hanno sostenuto la coalizione internazionale e sono rimaste intrappolate in Afghanistan.

Individuare i responsabili

Nel testo della risoluzione è stato chiesto che le autorità de facto dell'Afghanistan siano ritenute responsabili delle violazioni dei diritti umani, attraverso l'indagine della Corte penale internazionale, che venga istituito un meccanismo investigativo indipendente delle Nazioni Unite, approvate nuove sanzioni dell'Ue contro i talebani e che si condannino i governi che li appoggiano normalizzando le relazioni. Infine, la risoluzione ha esortato l'Ue e gli Stati donatori ad aumentare gli aiuti umanitari e i finanziamenti per sostenere i bisogni di base, i mezzi di sussistenza e la società civile afghana.

Secondo Moretti, l’Europa deve porre con forza la questione dei diritti delle donne su tutti i tavoli internazionali trovando i mezzi giuridici più appropriati, istituendo l’apartheid di genere, ad esempio. “È una richiesta non scontata e che va oltre le generiche dichiarazioni di condanna, ma su cui, con la risoluzione votata il 18 settembre, siamo riusciti a coinvolgere la stragrande maggioranza del Parlamento europeo”, ha concluso nel suo messaggio.

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