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Il “MeToo” della Cia: decine di donne denunciano agenti stupratori seriali

(reuters)

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La Cnn: in un report di 600 pagine stilato dall’ispettore generale dell’agenzia di intelligence rivelate falle nel sistema di controllo. Almeno uno degli 007 sotto inchiesta ancora al suo posto
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NEW YORK - Agenti della Cia stupratori seriali, capaci di drogare e fotografare le loro vittime. Uno 007 si presentò armato a casa di una donna e la costrinse ad avere un rapporto sessuale. Quello che decine di vittime hanno definito il “#MeToo della Cia” rischia di travolgere l’agenzia di spie più famosa al mondo. Decine di donne hanno denunciato nell’ultimo anno gli 007 alle corti di Washington e della Virginia. Alcune hanno testimoniato, in segreto, davanti alle commissioni del Congresso.

I casi cominciano ad emergere, dopo quello più clamoroso, che ha portato, il mese scorso, alla condanna a trent’anni di prigione per un ex 007 accusato di aver narcotizzato e stuprato decine di donne. Brian Jeffrey Raymond, 48 anni, si presentava sempre gentile, ben vestito, la classica figura di uno da cui ti aspetti che protegga il mondo dal male. Ma nella vita reale l’ex agente della Cia era un predatore seriale, come ha stabilito la giudice federale Colleen Kollar-Kotelly. L’agente segreto ha …

NEW YORK - Agenti della Cia stupratori seriali, capaci di drogare e fotografare le loro vittime. Uno 007 si presentò armato a casa di una donna e la costrinse ad avere un rapporto sessuale. Quello che decine di vittime hanno definito il “#MeToo della Cia” rischia di travolgere l’agenzia di spie più famosa al mondo. Decine di donne hanno denunciato nell’ultimo anno gli 007 alle corti di Washington e della Virginia. Alcune hanno testimoniato, in segreto, davanti alle commissioni del Congresso.

I casi cominciano ad emergere, dopo quello più clamoroso, che ha portato, il mese scorso, alla condanna a trent’anni di prigione per un ex 007 accusato di aver narcotizzato e stuprato decine di donne. Brian Jeffrey Raymond, 48 anni, si presentava sempre gentile, ben vestito, la classica figura di uno da cui ti aspetti che protegga il mondo dal male. Ma nella vita reale l’ex agente della Cia era un predatore seriale, come ha stabilito la giudice federale Colleen Kollar-Kotelly. L’agente segreto ha seminato terrore dal 2006, non solo negli Stati Uniti ma in Messico, Perù e in altri Paesi dove ha lavorato al servizio del Pentagono. Attirava le donne su Tinder o attraverso altre app di appuntamenti e le portava nel suo appartamento pagato dalla Cia. Qui drogava le sue vittime, servendo snack e vino. Una volta prive di sensi, le donne venivano fotografate nude per ore e violentate. A volte, hanno raccontato le vittime, Raymond aveva aperto loro gli occhi o aveva infilato le dita nelle loro bocche. La storia, emersa a metà settembre con la condanna, non appare più un caso isolato.

Come ha rivelato la Cnn, c’era proprio un sistema di 007 stupratori. In un report di 600 pagine stilato dall’ispettore generale della Cia e da rappresentanti del Congresso sono state indicate enormi falle nel sistema di controllo. Quasi una donna impiegata su tre, di quelle intervistate, ha ammesso di aver trovato almeno una volta un ambiente “sessualmente ostile” nel periodo in cui hanno lavorato alla Cia. Il 7 per cento ha ammesso di essere stata molestata durante la carriera. L’uno per cento di chi ha ammesso abusi e violenze, ha parlato di episodi avvenuti negli ultimi dodici mesi. La frequenza dei casi supera la media nazionale sui posti di lavoro, il 7 per cento contro il 6,8 registrato nell’esercito e il 5,6 della media americana, a conferma che quello degli 007 americani appare un mondo intossicato e oscuro.

“E’ proprio il tipo di cultura - ha ammesso alla Cnn un membro della Cia - la parte più difficile da estirpare. Metà della nostra forza lavoro è composta da donne”. “Mi ritrovo agenti - ha aggiunto - che vengono da me e dicono, perché questa persona ha fatto questo senza conseguenze?”. La Cia ha da tempo avviato un maggiore controllo interno, istituito commissioni internet e ingaggiato personale per monitorare la situazione. Ma i risultati, a leggere il report, non sembrano confortanti. Una donna ha raccontato di essere stata minacciata a casa. Un’altra si è definita una delle “almeno cinque vittime” di uno 007 che di recente è stato trasferito in Europa. Una spia è stata accusata di aver consapevolmente infettato alcune donne, con cui aveva fatto sesso nonostante avesse una malattia. Alcune violenze sono state commesse in Virginia. Non si se anche nel quartiere generale dell’intelligence. Uno degli 007 sott’inchiesta è ancora al suo posto in attesa che l’indagine venga portata a termine.

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