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Guerra Ucraina - Russia, le news del 20 ottobre. Referendum in Moldova sull’Ue, prime proiezioni: “No in testa al 56%”. La presidente europeista Sandu in vantaggio, ma va verso il secondo turno

Guerra Ucraina - Russia, le news del 20 ottobre. Referendum in Moldova sull’Ue, prime proiezioni: “No in testa al 56%”. La presidente europeista Sandu in vantaggio, ma va verso il secondo turno
Kiev: 12mila truppe della Corea del Nord arrivate in Russia. Colpita dall’esercito di Mosca la centrale elettrica di Sumy, in migliaia senza luce
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"Sarebbe meglio evitare restrizioni all’Ucraina sull’uso dei sistemi di armi da parte dei Paesi fornitori". A sostenerlo, intervistato alla trasmissione In mezz’ora su Rai3, è stato il segretario generale della Nato Mark Rutte. Kiev rivela che dodicimila truppe nordcoreane sono state trasferite in Russia per l’addestramento e “potrebbero essere presto mandate in Ucraina a combattere”. La Russia ha colpito la centrale elettrica di Sumy e migliaia di persone sono senza luce, mentre Kiev riferisce di aver centrato la fabbrica russa di esplosivi più grande.

Punti chiave

Moldova: 90% dei voti, 'no' a Ue in testa con il 53,96%

I moldavi, contro ogni previsione, hanno detto di no all'ingresso nell'Unione Europea, in un referendum costituzionale boicottato dalla Russia. "Ho votato affinché la Moldova possa svilupparsi in pace e libertà", ha detto Maia Sandu dopo aver votato in una scuola superiore della capitale, Chisinau. Tuttavia, secondo la Commissione Elettorale Centrale (Cec), il 53,96% dei Moldavi ha votato contro l'integrazione europea e solo il 46,04% ha votato Sì, dopo lo spoglio di quasi il 90% dei voti. Il giorno delle elezioni ha messo in scena la netta divisione nell'ex repubblica sovietica tra coloro che sostengono l'adesione all'Ue - romeni, giovani e diaspora - e coloro che si oppongono alla rottura con la Russia, tra cui figurano i russofoni, i nostalgici e i più adulti. Il referendum è coinciso con le elezioni presidenziali, nelle quali Sandu ha vinto, ma non con la maggioranza assoluta, per cui il mese prossimo dovrà affrontare il candidato vicino al Cremlino, Alexandr Stoinanoglo.

Presidente Sandu: “Attacco a libertà e democrazia”

La presidente moldava pro-Ue Maia Sandu ha parlato di un "attacco senza precedenti alla libertà e alla democrazia del nostro Paese", dopo che i dati parziali hanno mostrato che la maggioranza dei moldavi ha votato "no" al referendum per l'adesione all'Ue, tra i timori di un'ingerenza della Russia nel voto. "La Moldavia ha dovuto affrontare un attacco senza precedenti alla libertà e alla democrazia del nostro Paese, sia oggi che negli ultimi mesi", ha detto Sandu ai sostenitori a Chisinau, aggiungendo che "gruppi criminali" hanno cercato di "indebolire un processo democratico".

Moldova: 70% voti, 'no' a Ue in testa ma risultato in bilico

Con il 70% delle schede scrutinate, il 55% degli elettori in Moldova si è finora detto contrario all'iscrizione nella Costituzione dell'obiettivo europeo. Il risultato è però parziale, perché restano da scrutinare molti voti della capitale Chisinau, più europeista, e i voti dei moldavi all'estero.

Moldova, il “no” avanti nel referendum: 56% con il 40% dei voti scrutinati

Sono avanti i “no” nel conteggio parziale dei voti del referendum non vincolante che si è tenuto oggi in Moldova sull'inclusione nella Costituzione dell'obiettivo dell'adesione all'Unione Europea. Secondo i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale, con oltre il 40% delle schede scrutinate, il “no” è al 56% ed il “sì” al 44%. Se il risultato fosse confermato, sarebbe una sorpresa. La tendenza potrebbe però invertirsi visto che restano molti voti da contare nella capitale Chisinau, dove sono più numerosi i pro-Ue.

Moldova, elezione del presidente: “L’europeista Sandu in testa con il 34% dei voti”

Alle prime proiezioni delle elezioni presidenziali in Moldavia la presidente uscente Maia Sandu è in testa con il 34,12%. Il dato è nettamente inferiore ai sondaggi di Cbs-Axa che la vedevano al 35,8%. Segue da vicino il candidato filorusso socialista Alexandr Stoianoglo, con il 30,06%. E con il 15,11% Renato Usatii. Il dato è stato diffuso dalla Commissione elettorale nazionale nel primo punto stampa a un'ora dalla chiusura dei seggi. Riguarda 319 sezioni su 2.219.

Moldavia: prime proiezioni voto su Ue, “No in testa col 58%”

Alle primissime proiezioni date dalla Commissione elettorale nazionale moldava sul voto nel referendum altamente simbolico della Moldavia per l'inserimento dell'obiettivo strategico dell'adesione all'Ue in Costituzione il 'No' è in testa con il 58,09%, contro il 41,91% del Sì. Il dato riguarda 456 sezioni su 2.219 per 143.655 voti.

Seul: “La Corea del Nord ha cominciato a inviare truppe in Ucraina”

La Corea del Nord ha iniziato a inviare truppe per combattere con la Russia in Ucraina, secondo l'intelligence della Corea del Sud. L'accusa arriva un giorno dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di ritenere che 10mila soldati nordcoreani potrebbero unirsi alla guerra. Secondo l'agenzia, 1.500 soldati sono già arrivati in Russia - e fonti anonime hanno detto ai media sudcoreani che la cifra finale potrebbe essere vicina ai 12mila soldati.

Cresce l’affluenza al voto in Moldova: superato il quorum per il referendum sull’Ue

In Moldova, alle 19.40 (le 18.40 in Italia), aveva votato il 50% degli elettori iscritti nelle liste elettorali, mentre alle 18 (le 17 in Italia), l'affluenza al referendum sull'Ue si attestava al 42%.

La Russia non restituisce il corpo della giornalista ucraina Roshchina

La Russia non ha restituito all'Ucraina il corpo della giornalista Victoria Roshchina, morta durante la prigionia russa. Lo afferma alla Pravda ucraina Petr Yatsenko, rappresentante del quartier generale del coordinamento per il trattamento dei prigionieri di guerra.
"Il corpo di Victoria non è stato consegnato nell'ambito dello scambio del 18 ottobre. Il quartier generale del coordinamento per il trattamento dei prigionieri di guerra sta facendo tutto il possibile e l'impossibile affinché possiamo ottenere tutte le risposte alle domande che riguardano tutti nella nostra società. Subito dopo la notizia della morte di Victoria Roshchina sono iniziati i lavori per rimpatriare la salma. Questo lavoro è in corso. Purtroppo tutto dipende dalla parte opposta".
Secondo lui è troppo presto per parlare delle cause della morte della giornalista, in particolare se è stata torturata. Allo stesso tempo - scrive la Pravda ucraina - un rappresentante del quartier generale del coordinamento ha osservato che la parte russa potrebbe ritardare il rimpatrio per nascondere le tracce di un possibile crimine.

Lula annulla il viaggio in Russia al vertice dei Brics: “Ferito alla nuca”

Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha annullato il viaggio in Russia per partecipare al vertice dei Brics previsto a Kazan dal 22 al 24 ottobre a causa di una ferita alla nuca riportata per un incidente domestico. La decisione, si legge in un breve comunicato, è stata presa "su consiglio dello staff medico presidenziale" che sconsiglia la realizzazione di un viaggio di lunga durata.
Lula, prosegue la nota, "parteciperà al vertice in videoconferenza e svolgerà un normale orario di lavoro questa settimana a Brasilia, nel Palacio do Planalto".

Rutte: “Putin è l'aggressore, può fermare tutto subito”

"Sono i russi ad aver iniziato. Putin è l'aggressore. Può fermare tutto subito e allora avremo la pace". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte a In Mezz'ora su Rai3. "Ma se non lo farà, dobbiamo assicurarci che nel mondo non si accetti che un grande Paese ne invada uno più piccolo, che colonizzi un altro Paese, è inaccettabile", ha aggiunto Rutte.

Rutte: “Il futuro posto di Kiev è nella Nato”

"Il futuro posto di Kiev è all'interno della Nato". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista su Rai3 a "In mezz'ora" sostenendo che "è chiaro che se la Russia avesse successo in Ucraina ciò avrebbe enormi implicazioni anche per la sicurezza dell'Italia e dell'intera Nato

Rutte: “Evitare restrizioni sull’uso delle armi fornite all’Ucraina”

Il nuovo segretario generale della nato Mark Rutte ha detto che "sarebbe meglio evitare restrizioni all'uso dei sistemi di armi da parte dei Paesi fornitori". In un'intervista alla trasmissione In mezz'ora su Rai 2, Rutte ha parlato in occasione del G7 di Napoli, rispondendo a una domanda sulla richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di poter utilizzare i missili a lungo raggio nel territorio russo, richiesta che per ora non e' stata accolta dai Paesi fornitori come l'Italia.

Kiev: colpito aeroporto a Lipetsk a 400km da confine ucraino

Lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha riferito che l'Ucraina ha colpito l'aeroporto di Lipetsk-2 nella regione di Lipetsk, situato a oltre 400 chilometri dal confine ucraino. Lo scrive Kyiv Independent.L'attacco ha preso di mira depositi di munizioni, strutture di stoccaggio del carburante e aerei su un aeroporto noto per ospitare aerei russi Su-34, Su-35 e MiG-31, ha aggiunto lo Stato maggiore sull'episodio. Le operazioni sono state eseguite in collaborazione tra l'Sbu, l'agenzia di intelligence militare ucraina, e le Forze per le operazioni speciali, ha affermato una fonte dell'Sbu. Precedentemente fonti dell'Sbu avevano inoltre riferito che droni kamikaze ucraini hanno attacco la notte scorsa la più grande fabbrica di esplosivi russa, l'impianto di Sverdlov a Dzerzhynsk, nella regione di Nizhny Novgorod, che si trova a circa 900km dal confine ucraino.

Il presidente servo Vucic sente Putin in vista del vertice dei Brics

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha avuto dopo due anni e mezzo un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, in vista della decisione sulla partecipazione di Vucic al vertice dei Brics in programma per la prossima settimana. "Ho ringraziato il presidente Putin per aver assicurato che la Russia fornirà quantità sufficienti di gas alla Serbia quest'inverno", ha detto Vucic in un videomessaggio pubblicato sui social media. Nonostante sia candidata all'Unione europea, la Serbia non cambierà la sua posizione di non imporre sanzioni alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina, pur avendo condannato la violazione dell'integrità territoriale dell'Ucraina e aver limitato i colloqui bilaterali fra Vucic e Putin. Oggi, nel suo primo colloquio diretto con Putin dal maggio 2022, Vucic ha assicurato che la Serbia non cambierà la sua posizione e continuerà a non adottare sanzioni contro la Russia per il conflitto in Ucraina. "La Serbia non imporrà sanzioni alla Federazione Russa. Cio' non cambiera'", ha detto Vucic. La Russia sta ancora attendendo una risposta ufficiale all'invito inviato il mese scorso da Putin a Vucic a partecipare al vertice dei BRICS a Kazan, dal 22 al 24 ottobre. Il presidente ha nei giorni scorsi preannunciato una decisione entro domani, motivando l'indecisione spiegando che "Se dico che andrò a Kazan, sarà la fine del percorso europeo della Serbia. Se dico qualcos'altro, sosterranno che ho tradito i russi".

Referendum sull'Ue in Moldova, superato il quorum dell’affluenza

L'affluenza al voto in Moldavia ha raggiunto sulla carta il quorum per la validità del referendum altamente simbolico per inserire in costituzione l'obiettivo di adesione all'Ue. Un bivio per il futuro del Paese dopo gli incidenti e le denunce delle autorità di Chisinau sulle continue interferenze russe. Serve il voto di almeno un terzo degli aventi diritto e secondo i dati della Commissione elettorale al momento ha votato il 33,4% degli aventi diritto. Si vota anche per l'elezione del presidente. Nelle elezioni parlamentari del 2021 alle 15.30 l'affluenza era al 33,2%, nelle presidenziali del 2020 era al 33,0%.

Il ministro degli Esteri ucraino in visita in Turchia

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha sarà da oggi in visita in Turchia fino a martedì per colloqui ad alto livello su questioni chiave della cooperazione tra i due Paesi: lo riferisce il suo ministero, come riporta Ukrinform. Sybiha ha in programma incontri ad Ankara con il suo omologo turco Hakan Fidan, oltre che con il ministro della Difesa, Yasar Guler, e il ministro del Commercio Omer Bolat. I colloqui si concentreranno sull'espansione della cooperazione bilaterale nei settori politico ed economico, nonché in quelli dell'industria della difesa, della cultura e delle arti, della libertà di navigazione nel Mar Nero e della sicurezza del Mar Nero. Particolare attenzione sarà rivolta al 'Piano della Vittoria' recentemente presentato dal presidente Volodymyr Zelensky, all'integrazione dell'Ucraina nella Nato e alla Formula di Pace "come percorso verso una pace globale, giusta e duratura", ha sottolineato il ministero degli Esteri di Kiev.
A Istanbul, Sybiha visiterà il salone internazionale della difesa, il SAHA EXPO 2024, dove incontrerà i rappresentanti delle aziende turche del settore.

Il presidente dell’assemblea parlamentare della Nato: “Le truppe nordcoreane in Ucraina sono segno della debolezza della Russia”

La possibile partecipazione dei soldati nordcoreani in Ucraina a sostegno di Mosca dimostrerebbe "una certa debolezza della Russia": lo ha detto in un'intervista a Radio Free Europe/Radio Liberty il presidente dell'Assemblea parlamentare della Nato, Jerry Connolly. "È chiaro che i nordcoreani vogliono acquisire esperienza di combattimento. Hanno uno degli eserciti più grandi del mondo, ma hanno poca, se non nessuna, esperienza di combattimento. Hanno effettuato operazioni di combattimento per l'ultima volta durante la guerra di Corea, quindi sono passati 70 anni... Per acquisire esperienza di combattimento, dove puoi andare a prenderla se sei la Corea del Nord? Ebbene, i russi li hanno invitati a combattere in Ucraina. Penso che i nordcoreani abbiano obiettivi chiari qui - ha affermato Connolly -. Dal punto di vista dell'Ucraina e della Nato, ciò dimostra una certa debolezza della Russia". "È necessario che le truppe nordcoreane vengano schierate in Europa per le operazioni di combattimento in Ucraina? Veramente? E perché la Russia ne ha bisogno? Forse perché, a dire il vero, il potenziale russo si è esaurito?", si è chiesto, ricordando che, "secondo le stime, le perdite russe ammontano a 600.000 tra morti, feriti e dispersi". Si tratta di numeri che "si stanno già avvicinando ai livelli della Seconda Guerra Mondiale nelle fasi iniziali dell'Operazione Barbarossa del 1941 - ha commentato -. Credo che questo non sia tanto un motivo di preoccupazione, ma una ragione per guardare a ciò che questo dice dell'esercito russo moderno".

Kiev: trasferite in Russia 12mila truppe nordcoreane

Fino a 12mila truppe nordcoreane, incluse 1.500 forze speciali, sono state trasferite in Russia e si trovano attualmente a Vladivostok: lo rende noto su Telegram il capo del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina, Andriy Kovalenko.
"L'intelligence sudcoreana sta monitorando tutto. Anche la nostra intelligence sa tutto", scrive l'alto funzionario di Kiev, spiegando che lo spostamento delle truppe è stato "registrato via satellite". In precedenza, Il capo dell'intelligence della difesa ucraina, Kyrylo Budanov, aveva sostenuto che circa 11mila soldati nordcoreani si stanno addestrando in Russia e saranno inviati in Ucraina entro due settimane.

Kiev: colpita la più grande fabbrica russa di esplosivi

Droni kamikaze ucraini hanno attacco la notte scorsa la più grande fabbrica di esplosivi russa, l'impianto di Sverdlov a Dzerzhynsk, nella regione di Nizhny Novgorod: lo ha riferito una fonte del Servizio di sicurezza di Kiev, come riporta Ukrinform. "La notte scorsa, i droni. hanno colpito lo stabilimento Sverdlov nella città di Dzerzhynsk, nella regione di Nizhny Novgorod. Si tratta di un elemento del complesso militare-industriale russo, designato dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti in quanto i prodotti dell'impianto sono utilizzati nello sforzo bellico della Russia in Ucraina", ha affermato la fonte, sottolineando che nell'impianto vengono prodotti esplosivi, missili, proiettili d'artiglieria, bombe d'aviazione tra cui le Kab, oltre a testate per missili guidati anticarro e per sistemi missilistici antiaerei. Lo stabilimento si trova a 900 km dal confine ucraino.

Kiev: raid su 11 insediamenti a Kherson, un morto e 7 feriti

Nella regione di Kherson, le forze russe hanno colpito ieri 11 insediamenti, uccidendo una persona e ferendone altre sette. Lo ha riferito su Facebook il capo dell'amministrazione statale regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin, scrive Ukrinform. Gli attacchi aerei hanno preso di mira Kherson, Sadove, Prydniprovske, Antonivka, Komyshany, Bilozerka, Veletenske, Kizomys, Stanislav, Oleksandrivka e Sablukivka. Sono state colpite infrastrutture critiche, un istituto scolastico e un edificio amministrativo, nonché aree residenziali. In particolare, sono stati danneggiati un condominio, otto case e macchinari agricoli. "A causa dell'aggressione russa, una persona è stata uccisa e altre sette sono rimaste ferite", ha sottolineato Prokudin.

Ucraina: colpita la centrale di Sumy, in migliaia senza luce

Le autorità ucraine accusano la Russia di aver attaccato una centrale elettrica nella regione di Sumy, nel nordest dell'Ucraina. L'operatore nella regione, riportano i media locali, denuncia un blackout che riguarda, "temporaneamente", 37.000 utenze in 104 insediamenti dell'area di Romny, mentre le temperature continuano a scendere, avvicinandosi allo zero.

Kiev: nella notte abbattuti 31 droni russi su 49

Le forze russe hanno lanciato sull'Ucraina la notte scorsa due missili balistici Iskander-M e 49 droni kamikaze, almeno 31 dei quali sono stati abbattuti dalle difese aeree di Kiev: lo ha reso noto su Telegram l'aeronautica militare ucraina. I droni distrutti sono stati intercettati nelle regioni di Vinnytsia, Khmelnytskyi, Zhytomyr, Leopoli, Odessa, Sumy, Poltava, Cherkasy, Kiev, Mykolaiv, Dnipro e Donetsk. Le informazioni sull'abbattimento di altri 13 droni nemici sono in conso di aggiornamento, si legge inoltre nel messaggio. Due droni, conclude la nota, si sono diretti verso la Bielorussia.

Attacco missilistico contro la città natale di Zelensky: almeno 17 feriti

È di almeno 17 feriti il bilancio delle vittime di un attacco missilistico russo che nelle scorse ore ha colpito Kryvyi Rih, città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo riferiscono i media ucraini. Otto persone sono state trasportate in ospedale, ha precisato via Telegram il capo dell'amministrazione militare di Dnipropetrovsk, Serhii Lysak. La città si trova a circa 350 chilometri a sudovest di Kiev. Le autorità denunciano il danneggiamento di diversi edifici.

Zelensky: “In sette giorni lanciati dai russi 800 bombe guidate e 500 droni”

"Questa settimana i terroristi russi hanno utilizzato più di 20 missili di vario tipo, circa 800 bombe aeree guidate e più di 500 droni d'attacco di vario tipo contro l'Ucraina": lo afferma su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ogni giorno la Russia colpisce le nostre città e comunità. Questo è il terrore deliberato del nemico contro il nostro popolo - si legge inoltre nel messaggio -. Un mondo unito nella difesa può resistere a questo terrore mirato. L'Ucraina ha bisogno di maggiori capacità di difesa aerea e di capacità a lungo raggio. Sono grato a tutti i nostri partner che lo riconoscono e ci sostengono".

Ria: “Abbattuti 110 droni ucraini” in diverse aree

Ria: “Abbattuti 110 droni ucraini” in diverse aree

Difese aeree russe abbattono un drone diretto verso Mosca

Le difese aeree russe hanno abbattuto un drone che volava verso Mosca sopra il distretto municipale di Ramenskoye_ lo ha affermato il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin, ripreso dalla Tass.
"Le capacità di difesa aerea del ministero della Difesa nel distretto municipale di Ramenskoye hanno respinto un attacco di un drone che stava volando verso Mosca", ha scritto su Telegram.
Secondo i primi accertamenti, non sono state segnalate vittime o distruzioni a causa della caduta di detriti. I soccorritori stanno ancora operando sul posto

Cremlino: "Positiva la disponibilità di Scholz al dialogo con Putin”

La disponibilità del cancelliere tedesco Olaf Scholz a discutere la soluzione della situazione in Ucraina con il presidente russo Vladimir Putin è un segnale importante. Lo ha detto alla Tass il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. "Sentiamo le parole provenire da Berlino, le parole di Scholz sulla sua disponibilità al dialogo. Sono parole importanti, perché fino a poco tempo fa la Germania era uno dei paesi dell'Occidente che escludeva completamente qualsiasi contatto con Putin. Abbiamo detto che questa posizione non era costruttiva", ha sottolineato. "Possiamo accogliere con favore l'attuale disponibilità al dialogo di Scholz", ha aggiunto Peskov, sottolineando che Putin era e rimane aperto al dialogo sull'accordo in Ucraina. "Putin ha ripetutamente affermato e confermato che era e rimane aperto alla comunicazione, ai colloqui", ha aggiunto. Allo stesso tempo, il Cremlino non ha ancora ricevuto alcuna proposta concreta dalla Germania o da altri paesi occidentali per organizzare contatti con il presidente russo Vladimir Putin, ha detto Peskov alla Tass. "Se queste dichiarazioni saranno supportate da una reale prontezza, se seguiranno iniziative, il tempo lo dirà".

Financial Times: Usa pronti a dare sino a 20 miliardi nel prestito G7 a Kiev

Gli Stati Uniti sono disposti a fornire fino a 20 miliardi di dollari come parte di un prestito del G7 all'Ucraina che verrà rimborsato con i profitti generati dai beni congelati della Russia: lo scrive il Financial Times citando tre persone a conoscenza della questione. I colloqui sul prestito stanno accelerando poiché i dirigenti occidentali vogliono fornire finanziamenti a Kiev prima della fine dell'anno, consapevoli che, se Donald Trump vincesse le elezioni statunitensi a novembre, gli aiuti di Washington all'Ucraina potrebbero essere tagliati. I paesi del G7 sono stati bloccati in negoziati durati mesi sulla struttura del prestito da 50 miliardi di dollari concordato a giugno, con il contributo di Washington che fino a poco tempo fa si prevedeva fosse inferiore a quanto inizialmente pianificato dopo che l'Ue non è riuscita a garantire che i beni russi sarebbero rimasti immobilizzati per almeno tre anni. Ma ora i dirigenti Usa hanno indicato alle loro controparti del G7 che Washington fornirà l'intero importo originale, circa 20 miliardi di dollari. Ciò sarebbe stato possibile, hanno spiegato, anche se l'Ue non riuscisse a convincere il premier ungherese Viktor Orbßn a ritirare il suo veto sull'estensione delle sanzioni Ue, una condizione che era stata richiesta da Washington. I ministri delle finanze del G7, che si riuniranno a Washington il 25 ottobre a margine delle riunioni del Fmi e della Banca mondiale, dovrebbero rilasciare una dichiarazione sulla distribuzione e la struttura del prestito, hanno detto due delle fonti del Ft. Una persona a conoscenza dei colloqui ha affermato che non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e che gli Stati Uniti si stanno ancora consultando con i membri del Congresso e l'Ucraina su come il prestito verrà rimborsato.

Kuleba: “L'Occidente teme la sconfitta della Russia”

"L'Occidente teme per quali possano essere le conseguenze sulla Russia qualora l'Ucraina vincesse la guerra in corso". Lo ha affermato oggi l'ex ministro ucraino, Dmytro Kuleba, in un'intervista alla televisione lettone. Kuleba ha sottolineato che i timori delle cancellerie occidentali sono emersi frequentemente durante i colloqui avuti dal diplomatico ucraino durante il suo mandato come ministro degli Esteri. "Ho sempre ripetuto ai colleghi occidentali che una vittoria dell'Ucraina significherà la fine dell'impero russo. Non la fine della Russia, ma dell'Impero russo", ha detto ancora Kuleba. "Se invece vincerà la Russia, sarà la fine della sovranità dell'Ucraina e l'inizio della fine dell'Unione europea come luogo di prosperità e sicurezza".

Attacco aereo su Kiev. L’appello del sindaco: “Restate nei rifugi”

Nuovo attacco aereo russo su Kiev. Lo dice il sindaco Vitali Klitschko su Telegram. L’appello: "Restate nei rifugi!".

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