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Moldova, l’europeista Sandu in testa ma è gelo sul referendum anti-Mosca

La presidente in testa al primo turno. Sull’adesione alla Ue i “No” in vantaggio
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BERLINO — È l’una di notte a Chisinau, la mezzanotte italiana, quando Maia Sandu appare in pubblico per un primo commento alle elezioni, mentre si stanno finendo di scrutinare i seggi all’estero e quelli delle grandi città - tradizionalmente più europeisti. Si profila un risultato scioccante, per il partito di Sandu: potrebbe aver perso il referendum per l’adesione alla Ue, anche se i dati della mattina fotografano il testa a testa. Anche alle presidenziali, la 52enne è in testa con il 41,82% dei voti, tuttavia incassa un risultato inferiore delle attese. Dovrà andare al ballottaggio il 3 novembre con il fronte filorusso che appoggerà l’avversario, Aleksandr Stoianoglo, l’ex magistrato anticorruzione che si candida per i socialisti filoputiniani e che ha raggiunto il 26,36% dei consensi.

A notte fonda, la presidente uscente va dritta al sodo: “La Moldova ha affrontato oggi e nei mesi scorsi un attacco senza precedenti alla democrazia. Bande criminali hanno aggredito il nostro P…

BERLINO — È l’una di notte a Chisinau, la mezzanotte italiana, quando Maia Sandu appare in pubblico per un primo commento alle elezioni, mentre si stanno finendo di scrutinare i seggi all’estero e quelli delle grandi città - tradizionalmente più europeisti. Si profila un risultato scioccante, per il partito di Sandu: potrebbe aver perso il referendum per l’adesione alla Ue, anche se i dati della mattina fotografano il testa a testa. Anche alle presidenziali, la 52enne è in testa con il 41,82% dei voti, tuttavia incassa un risultato inferiore delle attese. Dovrà andare al ballottaggio il 3 novembre con il fronte filorusso che appoggerà l’avversario, Aleksandr Stoianoglo, l’ex magistrato anticorruzione che si candida per i socialisti filoputiniani e che ha raggiunto il 26,36% dei consensi.

A notte fonda, la presidente uscente va dritta al sodo: “La Moldova ha affrontato oggi e nei mesi scorsi un attacco senza precedenti alla democrazia. Bande criminali hanno aggredito il nostro Paese inondandolo di decine di milioni di euro, bugie e propaganda, per spingerci verso l’incertezza e l’instabilità”. E poi l’affondo: “Abbiamo le prove che l’obiettivo della banda criminale è stata quella di comprare 300mila voti. La dimensione di questa frode è senza precedenti”. Lo scopo, “instillare il panico” tra i moldavi. In ogni caso, Sandu ha annunciato che per un commento esauriente “aspetteremo i risultati finali”. E per quelli bisognerà aspettare. A sera inoltrata, interpellato al telefono, Daniel Voda si diceva ancora “ottimista: domattina potrebbe essere un risultato sul filo” (come in effetti avvenuto). E il portavoce del governo moldavo è soddisfatto, intanto, che il quorum “sia stato di gran lunga superato”.


I filorussi, nemici dichiarati della presidente uscente Maia Sandu, hanno invitato a boicottare il referendum e hanno organizzato una batteria di candidati contro di lei, forti di una montagna di soldi provenienti da Mosca. Il principale burattinaio del fronte del Cremlino, l’oligarca Ilan Shor, condannato in contumacia a 15 anni per un furto miliardario, continua a orchestrare dall’estero la sua guerra anti-Sandu. Secondo il capo della polizia moldava, Viorel Cernateanu, “nel solo mese di settembre, 15 milioni di dollari sono stati trasferiti nel paese”, spiega Cernateanu. Nei giorni scorsi, la capa dell’anticorruzione, Veronica Dragalin, che è stata a lungo procuratore negli Stati Uniti, ha detto di “non aver mai visto al mondo un tentativo così sfacciato di corrompere un’elezione”.

Ieri Promo-LEX, la commissione indipendente che monitorava il voto, ha registrato continue interferenze e corruttele. A Varnita un elettore si è persino rivolto, arrabbiato, a un membro della commissione, scambiandolo per un candidato che gli aveva promesso 500 lei (100 euro) per una croce sulla sua scheda. Nel villaggio di Seneteuka, la commissione ha notato una Volkswagen Sharan che ha accompagnato elettori al seggio per tutto il giorno. E a Gura Bicului, un uomo è stato beccato mentre offriva 500 lei per votare un determinato candidato. Anche nei seggi di Mosca, il ministero degli Esteri ha registrato enormi irregolarità. E giovedì la procura ha rivelato che nei mesi scorsi centinaia di moldavi sono andati in Russia per partecipare a campi di addestramento. Obiettivo: imparare a organizzare insurrezioni e disordini.

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