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Caso Unifil, la maggioranza degli italiani dice basta all’invio di armi a Israele e vuole il ritiro dei nostri soldati dal Libano

(afp)
Secondo un rilevamento dell’Istituto Noto Sondaggi, il 61% dei cittadini chiede che non si mandino più aiuti militari allo Stato ebraico. Il 53% è per il ritorno delle nostre truppe finché saranno a rischio di attacchi dell’Idf. La missione deve comunque rimanere, senza rispondere al fuoco
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Gli attacchi da parte dell’esercito israeliano alle postazioni Unifil in Libano hanno acceso il dibattito non solo sull’efficacia della missione di pace dell’Onu in Libano, ma anche sul ruolo stesso delle organizzazione internazionali e in particolare sulla partecipazione del contingente italiano. La presenza di più di mille militari nostri connazionali nell’area che va dalla Blue Line al fiume Litani bersaglio dell’esercito israeliano ha colpito l’opinione pubblica a tal punto che la maggioranza della popolazione (53%) pensa che il governo dovrebbe ritirare il contingente se gli attacchi dell’esercito israeliano dovessero continuare a colpire i caschi blu.

Le armi italiane a Israele

Inoltre, il comportamento ostile nei confronti di una missione delle Nazioni Unite, che ha fra le finalità proprio la difesa dello Stato di Israele, forse ha contribuito a determinare la posizione del 61% degli popolazione ritiene che …

Gli attacchi da parte dell’esercito israeliano alle postazioni Unifil in Libano hanno acceso il dibattito non solo sull’efficacia della missione di pace dell’Onu in Libano, ma anche sul ruolo stesso delle organizzazione internazionali e in particolare sulla partecipazione del contingente italiano. La presenza di più di mille militari nostri connazionali nell’area che va dalla Blue Line al fiume Litani bersaglio dell’esercito israeliano ha colpito l’opinione pubblica a tal punto che la maggioranza della popolazione (53%) pensa che il governo dovrebbe ritirare il contingente se gli attacchi dell’esercito israeliano dovessero continuare a colpire i caschi blu.

Le armi italiane a Israele

Inoltre, il comportamento ostile nei confronti di una missione delle Nazioni Unite, che ha fra le finalità proprio la difesa dello Stato di Israele, forse ha contribuito a determinare la posizione del 61% degli popolazione ritiene che l’Italia non debba più inviare armi ad Israele.


Sono queste le risultanze più evidenti dell’indagine demoscopica effettuata dall’Istituto Noto Sondaggi per Repubblica all’indomani delle operazioni dell’Idf. Analizzando nel complesso i dati emerge un sentimento che potrebbe sembrare contraddittorio ed invece, se letto in un’ottica politica, descrive una forte valenza pragmatica da parte della popolazione. Anche se gli italiani mettono sotto accusa Israele per gli attacchi alla missione dell’Onu, al contempo il 44% pensa che i militari hanno fatto bene a non rispondere al fuoco, solo il 33% invece è per una reazione immediata. Questo testimonia il fatto che, nonostante i gravi episodi contro l’Unifil, si ritiene la difesa dello Stato di Israele e il mantenimento della pace l’obiettivo primario dei militari internazionali in Libano.

Ma l’Unifil deve rimanere

Inoltre, il 58% è convinto che le forze della Nazioni Unite non devono accettare la richiesta di Israele di lasciare le postazioni in Libano, considerandola una resa ed un venire meno agli obiettivi prefissati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu, condivisi allora dallo stesso Stato di Israele. Questa è una posizione condivisa pressoché da tutti gli elettorati delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione.


D’altro canto l’alternativa, condivisa dal 19% degli italiani, sarebbe consentire una recrudescenza degli scontri fra Israele e Hezbollah e l’abbandono di fatto degli obiettivi delle forze di pace. Emerge quindi il quadro di un’opinione pubblica che, pur condividendo le finalità dell’operazione di peace-keeping, ossia la difesa di Israele, ha non solo a cuore la sicurezza dei militari connazionali, ma anche il rispetto e l’autorevolezza della più grande istituzione multilaterale a livello globale, le Nazioni Unite. Vi è, dunque, una differenza sempre più evidente fra la solidarietà allo Stato di Israele e il supporto alle sue operazioni militari.

Antonio Noto è direttore di Noto Sondaggi

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