"A Parigi un biglietto da 5 euro per entrare a Notre-Dame”: polemica sulla proposta della ministra Dati
di Benedetta PerilliA poco più di un mese dalla riapertura, Notre Dame finisce al centro di una polemica tra governo e Chiesa. In vista dell’inaugurazione dell’8 dicembre che segna la fine dei lavori di recupero dell’imponente struttura gotica danneggiata da un incendio il 15 aprile del 2019, la ministra della Cultura, scelta da Gabriel Attal e riconfermata da Michel Barnier, ha parlato in esclusiva con quotidiano Le Figaro affrontando l’urgenza di tutelare il patrimonio culturale anche attraverso la mobilitazione di tutte le forze politiche.
Nell’intervista Dati ha annunciato di star lavorando all’istituzione di “una tariffa simbolica di 5 euro per tutte le visite turistiche e consacrare totalmente questo denaro a un grande piano di salvaguardia del patrimonio re…
A poco più di un mese dalla riapertura, Notre Dame finisce al centro di una polemica tra governo e Chiesa. In vista dell’inaugurazione dell’8 dicembre che segna la fine dei lavori di recupero dell’imponente struttura gotica danneggiata da un incendio il 15 aprile del 2019, la ministra della Cultura, scelta da Gabriel Attal e riconfermata da Michel Barnier, ha parlato in esclusiva con quotidiano Le Figaro affrontando l’urgenza di tutelare il patrimonio culturale anche attraverso la mobilitazione di tutte le forze politiche.
Nell’intervista Dati ha annunciato di star lavorando all’istituzione di “una tariffa simbolica di 5 euro per tutte le visite turistiche e consacrare totalmente questo denaro a un grande piano di salvaguardia del patrimonio religioso" che non includerà le messe e i servizi religiosi che resteranno gratuiti. Secondo i calcoli di Dati, il biglietto per la cattedrale permetterà di raccogliere circa 75 milioni di euro e l’arcivescovo di Parigi sarebbe già stato coinvolto nel progetto, assicura lei.
La Chiesa ha risposto alla proposta con una dichiarazione che gela gli entusiasmi della ministra ricordando “la gratuità del diritto di ingresso nelle chiese e nelle cattedrali di Francia”. Anche la diocesi di Notre-Dame de Paris è intervenuta attraverso i suoi canali social ribadendo “la posizione immutata della Chiesa cattolica in Francia in merito all'ingresso gratuito nei luoghi di culto”.
Recentemente Dati era finita al centro di una diatriba con il Comune di Parigi per aver osteggiato l’idea della sindaca e rivale Anne Hidalgo di lasciare per sempre i cerchi olimpici sulla Tour Eiffel. E se in quella occasione era riuscita a spuntarla – ma è ancora aperta la pratica sulla classificazione a monumento storico – è difficile pensare che ora riuscirà a imporre l’ingresso a pagamento a Notre Dame. La ragione è legale: in Francia la legge sulla separazione tra Stato e Chiesa, che ha reso il Paese uno Stato laico nel 1905, stabilisce che “la Repubblica non riconosce, non sostiene e non sovvenziona alcuna religione”. Lo Stato, proprietario dei luoghi di culto costruiti prima del 1905, li mette a disposizione esclusivamente e gratuitamente della Chiesa cattolica. Ciò significa che sono aperti e non possono essere soggetti ad “alcuna imposta o tassa”, come specificato nell'articolo 17 della legge.
Lo ha ricordato prontamente anche il vice sindaco ecologista di Parigi Frédéric Hocquard, “per quanto mi riguarda mi attengo al principio della legge del 1905”, rispondendo alla presidente della regione dell’Île-de-France Valérie Pécresse che l’ha definita “una grande idea”, da mettere subito in pratica. Il dibattito si è presto polarizzato tra destra, a sostegno del pagamento, e sinistra, contraria, con la stampa francese che ha ricordato il caso del 2017 di Stéphane Bern, il conduttore radiofonico e attore che fu incaricato dal presidente Emmanuel Macron di una missione sulla tutela del patrimonio culturale che culminò con la proposta di introduzione del pagamento in tutte le cattedrali per pagarne i lavori di ristrutturazione. Allora la conferenza episcopale rispose: “Sottoporre l'accesso ad una tassa significherebbe minare la dimensione gratuita della fede e dell'incontro con Dio”.
Gli altri casi in Europa
L’unica via per aggirare la legge del 1905 sarebbe quella di emendarla e c’è chi assicura che Dati sarebbe pronta a farlo. D’altronde, ricordano i sostenitori del ticket, sono tante le cattedrali – tutte però gestite dalla Chiesa – che applicano il pagamento all’ingresso, dai 26 euro per varcare la soglia della Sagrada Família a Barcellona alle 30 sterline per l’abbazia di Westminster a Londra. In Italia la linea, sostenuta in passato anche dal governo, è quella della gratuità ma sono sempre più numerose le diocesi, soprattutto oggetto di visite turistiche, a emettere biglietti sugli edifici per sostenere le spese di manutenzione e restauro: i dati del 2017 parlavano di 75 edifici di culto a pagamento su un totale di oltre70mila, tra questi ci sono dalla Basilica di San Marco a Venezia (6 euro) a Santa Maria Novella a Firenze (7,5 euro).