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Parigi, lo scontro Hidalgo-Dati sui cerchi olimpici della Torre Eiffel. La sindaca: “Restano”. La ministra: “Non decidi tu”
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Parigi, lo scontro Hidalgo-Dati sui cerchi olimpici della Torre Eiffel. La sindaca: “Restano”. La ministra: “Non decidi tu”

L’inquilina dell’Hôtel de Ville ha un progetto per rendere permanente l’installazione. La titolare (uscente) della Cultura frena: “procedure da rispettare per un monumento nazionale”. Contrari anche gli eredi dell’architetto Gustave. E il Comitato Paralimpico apre un nuovo fronte: “Lasciate gli Agitos, a Tokyo l’hanno fatto”

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I cerchi olimpici rimarranno sulla Torre EIffel. Anzi No. La polemica divampa in queste ore a Parigi tra la sindaca Anne Hidalgo e la ministra francese (dimissionaria) della cultura, Rachida Dati, e con le Paralimpiadi in atto, al termine dei quali l’installazione dedicata all’evento sportivo più importante del mondo dovrebbe a rigor di logica essere smantellato.

Il tutto è cominciato nel weekend, quando l’inquilina dell’Hôtel de Ville ha rivelato a Ouest France il progetto di lasciare permanentemente gli anelli al primo piano della Dame de Fer, senza menzionare alcuna consultazione sul tema. “Come sindaca di Parigi, la decisione spetta a me e ho l’accorto con il CIO – il Comitato olimpico, n. d. r.”– ha detto Hidalgo.

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Secondo Dati, che nel consiglio comunale della capitale d’Oltralpe è all’opposizione della socialista Hidalgo, si è affrettata a smorzare l’entusiasmo della rivale. “Prima che venga presa qualsiasi decisione” sul mantenimento dei cinque cerchi sul monumento simbolo della Francia oltreché della sua capitale - ha scritto la ministra su X – occorre che "tutte le procedure e le consultazioni" siano "rispettate".

Il rispetto dovuto al creatore

“La Torre Eiffel è un monumento protetto, opera di un immenso ingegnere e creatore, il rispetto del suo gesto architettonico e della sua opera richiedono, prima di apportare qualsiasi modifica sostanziale, un'autorizzazione dei lavori e una valutazione d'impatto, in conformità con il codice del patrimonio”, ha aggiunto Dati, dopo aver ricordato che l’installazione degli anelli è stata autorizzata “in via temporanea”.

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Anche l'associazione dei discendenti di Gustave Eiffel (AGDE) ha manifestato “disapprovazione”. "Non ci sembra opportuno che alla Torre Eiffel, che dalla sua costruzione 135 anni fa è diventata il simbolo di Parigi e per estensione della stessa Francia nel mondo, si aggiunga il simbolo di un'organizzazione esterna, di carattere duraturo, qualunque ne sia il prestigio”, ha scritto in un comunicato stampa.

Il parere dei discendenti di Eiffel

"Lasciate che gli anelli restino un po' più a lungo rispetto ai Giochi Paralimpici, perché no? Non vediamo alcun problema", ha affermato il suo presidente, Olivier Berthelot-Eiffel, pronipote di Gustave Eiffel. “Ma la Torre Eiffel non è intesa come antenna pubblicitaria. Anne Hidalgo avrebbe sicuramente dovuto dire che voleva mantenere gli anelli olimpici, non che lo avesse deciso, e chiedere il parere del Consiglio di Parigi e delle personalità competenti. ", ha aggiunto.

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Al netto di qualche sfumatura di vernice e a parte gli effetti degli sviluppi tecnologici, la Tour rimane stessa di quella eretta da Gustave Eiffel per l'Esposizione Universale del 1889 (altro discorso, forse, si potrebbe fare, se la Dame de Fer fosse nata con le prime Olimpiadi parigine). È classificata monumento storico dal 1964.

Comitato paralimpico: “Salvare gli Agitos”

E mentre s’infervora la polemica sui cerchi delle Tour, un altro dibattito si accende sugli Agitos, le mezzelune rosse, blu e verti che simboleggiano proprio le Paralimpiadi in corso. Oggi il Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) ha dichiarato di volere "un luogo in cui gli Agitos (termine che significa “sono in movimento” in latino) possano rimanere permanentemente in città". Il simbolo si trova installato sulla facciata superiore dell'Arco di Trionfo e si 'affacciano' quindi sugli Champs-Elysées.

"Si discute molto su dove dovrebbero stare gli anelli, ma non dovremmo dimenticare gli Agitos - ha detto il portavoce dell'Ipc Craig Spence durante un briefing con la stampa -. Vorrei davvero che avessimo un posto dove far stare gli Agitos qui in città per celebrare quella che penso sia, di gran lunga, la più spettacolare Paralimpiade della nostra storia". "In ogni edizione dei Giochi, cerchiamo sempre di capire dove possono essere Collocati gli Agitos", ha detto ancora Spence, portando l'esempio di Tokyo, dove "ci sono ancora molti Agitos", tre anni dopo i Giochi del 2021.

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