LONDRA – La storia del conflitto per procura tra Iran e Israele, combattuto per conto di Teheran dagli Hezbollah libanesi, dai palestinesi di Hamas e da altre forze, è lunga quarant’anni: praticamente è iniziata poco dopo la rivoluzione islamica del 1979 dell’ayatollah Khomeini, che si riprometteva di distruggere “l’entità sionista”, mentre in precedenza i rapporti fra la Persia dello Scià e lo Stato ebraico erano ottimi. Ma il conflitto diretto fra Israele e Iran ha una storia più recente.
Sebbene anche prima del 2024 ci siano stati attacchi israeliani a leader militari e scienziati iraniani, si è trattato per lo più di operazioni clandestine del Mossad, non ufficialmente rivendicate da Gerusalemme. Poi, negli ultimi dodici mesi, dopo il pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele, lo scontro è diventato diretto e condotto da forze militari, con una escalation che fa temere una vera e propria guerra tra i due Paesi. Ecco gli episodi principali.
Dicembre 2023
L’Iran …
LONDRA – La storia del conflitto per procura tra Iran e Israele, combattuto per conto di Teheran dagli Hezbollah libanesi, dai palestinesi di Hamas e da altre forze, è lunga quarant’anni: praticamente è iniziata poco dopo la rivoluzione islamica del 1979 dell’ayatollah Khomeini, che si riprometteva di distruggere “l’entità sionista”, mentre in precedenza i rapporti fra la Persia dello Scià e lo Stato ebraico erano ottimi. Ma il conflitto diretto fra Israele e Iran ha una storia più recente.
Sebbene anche prima del 2024 ci siano stati attacchi israeliani a leader militari e scienziati iraniani, si è trattato per lo più di operazioni clandestine del Mossad, non ufficialmente rivendicate da Gerusalemme. Poi, negli ultimi dodici mesi, dopo il pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele, lo scontro è diventato diretto e condotto da forze militari, con una escalation che fa temere una vera e propria guerra tra i due Paesi. Ecco gli episodi principali.
Dicembre 2023
L’Iran accusa Israele di avere ucciso un alto ufficiale iraniano, il generale Sayed Moussavi, con un attacco missilistico a Damasco. Consigliere delle Guardie della Rivoluzione iraniana, Moussavi si occupava del trasferimento di razzi e di altre armi da Teheran agli Hezbollah del Libano, che dall’8 ottobre 2023, per solidarietà con Hamas, hanno cominciato a bombardare quasi quotidianamente il nord di Israele.
1 Aprile 2024
Un attacco aereo israeliano contro l’ambasciata iraniana a Damasco uccide tre comandanti e quattro ufficiali iraniani. Teheran protesta affermando che l’attacco ha violato la consuetudine di non colpire sedi diplomatiche. Fonti israeliane affermano che l’ambasciata o, meglio, il suo edificio consolare, era stato trasformato in base per organizzare gli attacchi missilistici di Hezbollah contro il nord dello Stato ebraico.
13 Aprile 2024
In collaborazione con gli Hezbollah , l’Iran risponde al raid dell’1 aprile lanciando 300 missili e droni contro Israele: una rappresaglia su larga scala che rappresenta il primo attacco militare diretto di Teheran allo Stato ebraico. Ma sono per lo più missili non balistici, ovvero più lenti e più facili da distruggere per le difese antiaeree israeliane, che aiutate da quelle di Stati Uniti, Gran Bretagna e in modo indiretto dalla Giordania limitano al minimo i danni umani e materiali. In pratica, l’attacco è più simbolico che sostanziale.
20 aprile 2024
Una settimana più tardi, Israele reagisce all’attacco iraniano con un raid aereo che distrugge batterie antimissile nelle vicinanze di Natanz, una città dell’Iran centrale con un ruolo critico nel programma nucleare di Teheran. Al di là dei danni causati, il raid dimostra la capacità israeliana di aggirare le difese antiaeree dell’Iran: è un monito che, se volesse, Gerusalemme potrebbe colpire anche gli impianti nucleari iraniani della vicina città di Isfahan. Ma – come chiedevano gli Stati Uniti a Israele – il raid è limitato, usa una frazione della forza utilizzata dall’Iran nell’attacco missilistico del 13 aprile e viene interpretato come una mossa per chiudere quella fase dello scontro senza che porti a una successiva risposta iraniana e dunque a una escalation del conflitto, evitando il rischio di scatenare una grande guerra in tutto il Medio Oriente.
31 luglio 2024
Con una bomba nascosta nella sua stanza, negli alloggi riservati alle autorità, all’interno del quartier generale delle Guardie della Rivoluzione iraniane, a Teheran, Israele uccide Ismail Haniyeh, capo supremo di Hamas, che era andato nella capitale iraniana per partecipare all’insediamento del nuovo presidente Pezeshkian e per discutere con il proprio finanziatore e alleato le prossime mosse della guerra in corso a Gaza. L’operazione del Mossad, probabilmente con l’aiuto di informatori o doppiogiochisti fra le stesse Guardie della Rivoluzione, crea enorme imbarazzo all’Iran, il cui leader supremo, l’ayatollah Khamenei, promette una dura risposta.
17 Settembre 2024
Nell’operazione del Mossad che fa esplodere migliaia di cercapersone e walkie-talkie fra le mani di dirigenti e ufficiali di Hezbollah in Libano, in cui muoiono 37 persone e 3 mila rimangono ferite, viene colpito anche l’ambasciatore iraniano a Beirut, Mojtaba Anini, che perde un occhio e riporta gravi ferite all’altro quando esplode il cercapersone che anche lui tiene in tasca.
27 settembre 2024
Un attacco aereo israeliano nel sud di Beirut colpisce con un enorme quantitativo di esplosivo un rifugio sotterraneo usato come centro di comando da Hezbollah, uccidendo Hassan Nasrallah, capo supremo dell’organizzazione e principale alleato dell’Iran in Libano. Di nuovo l’ayatollah Khamenei minaccia una severa reazione a questa azione, sommata a quella in cui ha perso la vita a Teheran il capo di Hamas.
1 ottobre 2024
La reazione arriva pochi giorni dopo, quando l’Iran lancia 180 missili balistici contro Israele: questi sono molto più veloci (impiegano 12 minuti a raggiungere il bersaglio) e potenti di quelli dell’attacco di aprile. Anche questa volta, con il massiccio aiuto delle difese antiaeree americane e britanniche, Gerusalemme intercetta la maggior parte dei missili, che tuttavia causano danni materiali ed evidenziano che, se anche uno solo avesse raggiunto l’obiettivo, le perdite avrebbero potuto essere ingenti. Milioni di israeliani si rifugiano nei bunker quando suonano le sirene. Il cielo di Tel Aviv e Gerusalemme è illuminato a giorno dalle scie di missili e razzi antimissile. L’attacco “è risultato inefficace ed è stato sconfitto”, dichiara il presidente americano Biden. Il primo ministro israeliano Netanyahu afferma: “L’Iran ha commesso un grosso errore, che pagherà caro”.
26 ottobre 2024
Ed ecco la risposta israeliana: un raid aereo con “attacchi di precisione” contro basi militari a Teheran. Come richiesto da Washington, la rappresaglia non colpisce né gli impianti nucleari, né i pozzi petroliferi dell’Iran. Dura poco e Gerusalemme si affretta a comunicare che l’attacco “è stato completato” e che tutti gli aerei sono tornati alle basi. Le Guardie della Rivoluzione iraniana affermano di non avere subito danni. Gli Stati Uniti erano informati del piano ma non vi hanno partecipato. Una mossa per disinnescare una escalation. Ora si tratta di vedere se l’Iran risponderà, ed eventualmente come.