MOSCA – “Mi chiamo Daniel Martindale”. È insolito che una spia convochi una conferenza stampa e dica davanti a decine di telecamere il proprio nome e cognome. Ancora di più che si metta a sventolare il proprio passaporto sgualcito, il certificato di nascita e il diploma di scuola superiore. “Ecco il mio passaporto. Ha attraversato la guerra con me, potete vedere in che condizioni è”. Se non una …