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Israele in guerra, le news del 5 novembre. Terremoto nel governo israeliano: Netanyahu licenzia Gallant. Centinaia in piazza a Tel Aviv e Gerusalemme. Scontri con la polizia vicino casa del premier

Israele in guerra, le news del 5 novembre. Terremoto nel governo israeliano: Netanyahu licenzia Gallant. Centinaia in piazza a Tel Aviv e Gerusalemme. Scontri con la polizia vicino casa del premier
(afp)
“Divergenze” tra le ragioni dell’allontamento, al posto del ministro della Difesa nominato Israel Katz e Gideon Saar agli Esteri. Media: “Sabato la polizia ha fatto irruzione nell’ufficio del premier”. Haaretz: “Il primo ministro valuta di licenziare anche i capi di Idf e Shin Bet”
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Il primo ministro ha annunciato il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, suo rivale di lunga data all'interno del partito Likud e nonostante Israele sia in guerra, adducendo come motivo la mancanza di fiducia reciproca. Sarà sostituito dal ministro degli Esteri Israel Katz e il ministro senza portafoglio Gideon Sàar sostituirà Katz come ministro degli Esteri.

"Purtroppo, anche se nei primi mesi della guerra c'era fiducia e c'era un lavoro molto fruttuoso, negli ultimi mesi questa fiducia si è incrinata tra me e il ministro della Difesa", ha affermato Netanyahu

Libano, sale a 20 morti il bilancio dell’attacco di Israele a Burja

E' salito ad almeno 20 il numero dei morti dell'attacco aereo israeliano a Burja, nella provincia del Monte Libano. Secondo quanto riferito dal ministero libanese della Salute, ci sono anche 14 feriti. Le operazioni di salvataggio dopo l'attacco contro la città costiera proseguono e il bilancio è definito "provvisorio" dal ministero. Con questo nuovo attacco, il numero dei morti supera ormai i 3.020 e quello dei feriti i 13.550, dall'inizio degli scontri tra Israele e il gruppo sciita libanese Hezbollah, poco più di un anno fa. Secondo le stime dei media libanesi, due terzi delle vittime sono state uccise negli attacchi israeliani dalla fine di settembre; da allora, oltre 1,2 milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie case, mentre le autorità del Paese hanno allestito un totale di 1.138 rifugi, di cui 969 "hanno raggiunto la loro capacità massima"

Netanyahu incontra i vertici di Idf e Shin Bet

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con il capo di stato maggiore dell'Idf, il tenente generale Herzi Halevi, con il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e con il direttore del Mossad, David Barnea. Lo rende noto il suo ufficio. Una dichiarazione che arriva per mettere a tacere le voci secondi cui dopo il ministro della Difesa, Yoav Gallant, Netanyahu avrebbe avuto intenzione di sostituire anche Halevi e Bar

La polizia sgombera i manifestanti vicino alla casa di Netanyahu

La polizia israeliana ha sgomberato con la forza i manifestanti vicino alla casa di Netanyahu a Gerusalemme. Lo riporta Haaretz

Gallant: “Non ci sarà espiazione per l’abbandono degli ostaggi”

"Il nostro impegno morale ed etico è il ritorno dei nostri figli e figlie rapiti da Hamas. Non c'è e non ci sarà alcuna espiazione per l'abbandono degli ostaggi", ha detto questa sera in una dichiarazione ai media Yoav Gallant, dopo essere stato licenziato da ministro della Difesa dal premier Benyamin Netanyahu. "Sono stato licenziato per tre motivi: Israele deve accettare un accordo per la liberazione degli ostaggi anche lasciando Hamas a Gaza; l'aver chiesto che tutti debbano prestare servizio nell'Idf e difendere Israele (compresi gli ortodossi); l'aver chiesto un'indagine governativa sul 7 ottobre", ha aggiunto molto commosso

Gallant: “Riportare a casa gli ostaggi è possibile ma richiedere compromessi”

L'ex ministro della Difesa Yoav Gallant ha dichiarato in una conferenza stampa di essere stato licenziato per tre questioni che lo mettevano in contrasto con il primo ministro Benjamin Netanyahu: "La mia ferma posizione sulla coscrizione universale, l'impegno a restituire gli ostaggi e la richiesta di una commissione statale d'inchiesta sul fallimento del 7 ottobre". "È possibile restituire gli ostaggi", ha aggiunto Gallant, "ma ciò implica dei compromessi. Lo stato di Israele può fare quei compromessi"

(ansa)

I manifestanti bloccano l’autostrada di Tel Aviv

Migliaia di persone hanno bloccato l'autostrada Ayalon di Tel Aviv per protestare contro la rimozione del ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo riporta Times of Israel. I manifestanti hanno fermato il traffico in entrambe le direzioni, acceso numerosi falò e creato blocchi stradali improvvisati con cartelli stradali sradicati e materiali da costruzione abbandonati. Pochi gli agenti di polizia sono presenti. La natura spontanea delle proteste ha impedito alla polizia di bloccare gli ingressi della strada con i camion, come di solito accade per le manifestazioni settimanali del sabato sera. Sebbene non sia chiaro quanti siano i partecipanti, il numero dei manifestanti supera facilmente i 2.000, il limite massimo per gli eventi pubblici a Tel Aviv a causa delle restrizioni del Comando del Fronte Interno dell'Idf. L'Ayalon è invasa da bandiere israeliane, oltre che da immagini di ostaggi e bandiere gialle in segno di solidarietà con i rapiti

Proteste in diverse località del Nord di Israele

Sono in corso proteste, a seguito del licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, in diverse località del nord di Israele, dove non si verificavano manifestazioni da oltre un mese a causa degli incendi provenienti dal Libano. Per la prima volta in più di un mese, si stanno verificando proteste in diverse città nel nord di Israele, dove sono in vigore le linee guida dell'Home Front Command che proibiscono assembramenti di più di mille persone a causa del fuoco proveniente dal Libano. I luoghi delle proteste includono la città di Haifa e i suoi sobborghi e le città di Nahariya, Carmiel e Rosh Pina. Centinaia di persone stanno protestando anche all'incrocio di Karkur e allo svincolo di Zichron Yàakov, nonché a Cesarea

Scontri tra polizia e manifestanti vicino casa di Netanyahu

Scontri tra polizia e manifestanti sono scoppiati fuori dalla residenza di Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, dove in migliaia si sono radunati spontaneamente dopo che il premier ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Gallant. Le tv nazionali stanno mostrando i tafferugli

Libano: “15 morti in raid un israeliano su un palazzo a Barja”

Quindici persone sono morte in un raid israeliano contro un palazzo residenziale a Barja, località costiera a sud di Beirut. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese, citato da L'Orient Le Jour

Pentagono: “Gallant è stato un partner importante. Collaboreremo con il prossimo ministro della Difesa”

L'ex ministro della Difesa israeliana Yoav Gallant "è stato un importante partner per la difesa di Israele; gli Stati Uniti continueranno a collaborare con il prossimo ministro della Difesa". Lo ha detto il Pentagono, commentando l'avvicendamento di Gallant con l'attuale ministro degli Esteri Israel Katz

Katz alla Difesa: “Il ritorno degli ostaggi è la missione più importante”

"Lavoreremo insieme per far avanzare il sistema di sicurezza fino alla vittoria contro i nostri nemici e per raggiungere gli obiettivi della guerra: il ritorno di tutti gli ostaggi come missione più importante, la distruzione di Hamas a Gaza, la sconfitta di Hezbollah in Libano, il contenimento dell'aggressione iraniana e il ritorno sicuro dei residenti del nord e del sud alle loro case". Lo scrive su X Israel Katz, appena nominato ministro della Difesa dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, ringraziandolo per la fiducia

In migliaia manifestano contro la rimozione di Gallant

Proteste contro la rimozione del ministro della Difesa israeliano stanno avendo luogo in tutto Israele. Circa 1.000 manifestanti si sono radunati vicino alla residenza di Netanyahu a Gerusalemme. Migliaia di persone stanno manifestando a Tel Aviv, centinaia si sono radunati ad Haifa. Circa 70 dimostranti sono nella città di Bèer Sheva, nel sud di Israele. I manifestanti hanno bloccato l'autostrada Ayalon di Tel Aviv in entrambe le direzioni. Circa 150 dimostranti svolgono un sit in all'incrocio di Nahalal e decine sono radunati all'incrocio di Carmiel, nel nord di Israele nel nord di Israele

(afp)

Lapid: “Rimuovere Gallant un atto di follia”

"Rimuovere Gallant nel bel mezzo di una guerra è un atto di follia. Netanyahu sta vendendo la sicurezza di Israele e i combattenti dell'Idf per una vergognosa sopravvivenza politica". Lo scrive il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid in un post su X, invitando i sostenitori di Yesh Atid e "tutti i patrioti sionisti a scendere in piazza stasera per protestare"

Media: “Gallant informato della rimozione 10 minuti prima dell’annuncio”

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha informato il ministro della Difesa Yoav Gallant della sua rimozione appena 10 minuti prima dell'annuncio pubblico. Lo ha riferito a Ynet News una fonte a conoscenza della questione, aggiungendo che l'incontro è durato solo pochi minuti, dopodiché il capo dello staff di Gallant è arrivato per ritirare la lettera ufficiale di licenziamento. Intanto si apprende che Gallant terrà una conferenza stampa alle 22 ora locale

Media: “Netanyahu valuta di licenziare i capi Idf e Shin Bet”

Secondo fonti vicine a Benjamin Netanyahu citate da Haaretz, il primo ministro israeliano sta valutando la possibilità di licenziare anche i capi dell'Idf, Herzi Halevi, e dello Shin Bet, Ronen Bar, dopo aver silurato il ministro della Difesa Yoav Gallant

Centinaia scendono in strada a Tel Aviv e Gerusalemme

Centinaia di persone iniziano a radunarsi a Tel Aviv e Gerusalemme per protestare contro il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant. Secondo i media israeliani, la polizia ha eretto barricate vicino alla residenza del premier Benjamin Netanyahu a Gerusalemme e fuori dal quartier generale dell'Idf a Tel Aviv. Un tentativo di Netanyahu di licenziare Gallant l'anno scorso per la sua opposizione alla riforma giudiziaria aveva portato decine di migliaia di persone in piazza, costringendo infine Netanyahu a fare marcia indietro

Media: “La polizia ha fatto irruzione nell'ufficio di Netanyahu”

La polizia ha fatto irruzione nell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, con una operazione senza precedenti. Lo riferisce Channel 12 affermando che non è ancora chiaro se l'azione, avvenuta sabato sera, sia collegata all'indagine sulla fuga di notizie di intelligence o all'inchiesta di cui si è appreso oggi sui presunti tentativi di falsificare i verbali delle riunioni di gabinetto di guerra

Il forum delle famiglie: “Silurare Gallant affossa l’accordo sugli ostaggi”

Per le famiglie degli ostaggi in Israele il licenziamento di Gallant rappresenta un altro passo avanti negli "sforzi" per affossare l'accordo sui rapiti. "Il ministro della Difesa è stato il primo a sottolineare il raggiungimento degli obiettivi strategici e l'urgente necessità di tradurre le conquiste militari in una vittoria effettiva sotto forma del ritorno dei rapiti e della fine della guerra nella Striscia", ha detto il Forum citato da Haaretz. Il gruppo ha invitato il nuovo ministro della Difesa, Israel Katz, "a esprimere pubblicamente, in modo chiaro e deciso il suo impegno per l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi"

Opposizione con Gallant: “Israeliani scendete in piazza”

L'opposizione critica con fermezza la decisione di Benyamin Netanyahu di licenziare il ministro della Difesa Yoav Gallant, sostituendolo con il ministro degli Esteri Israel Katz: "Scendete in piazza", ha scritto su X il presidente dei Democratici Yair Golan, dopo l'annuncio del premier. "Politica a spese della sicurezza nazionale", afferma il presidente di National Unity Benny Gantz. "Non c'è nulla di più basso in cui questo governo possa sprofondare", ha detto il parlamentare di Unità Nazionale Orit Farkash Hacohen, "un ministro della Difesa viene licenziato alla vigilia di un attacco iraniano"

Ben Gvir: “Con Gallant non era possibile ottenere una vittoria assoluta”

L'ormai ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, rimosso oggi da Benjamin Netanyahu, era "un ostacolo alla vittoria assoluta" di Israele. Così il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha accolto con favore la decisione del premier israeliano. "Il primo ministro ha fatto bene a rimuoverlo dal suo incarico", ha afferma Ben Gvir, che in più occasioni aveva chiesto la cacciata di Gallant. "Non era possibile ottenere una vittoria assoluta" con Gallant in carica, ha aggiunto

Netanyahu: “Mancanza di fiducia reciproca con Gallant”

Il primo ministro ha annunciato il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, suo rivale di lunga data all'interno del partito Likud e nonostante Israele sia in guerra, adducendo come motivo la mancanza di fiducia reciproca. Sarà sostituito dal ministro degli Esteri Israel Katz e il ministro senza portafoglio Gideon Sàar sostituirà Katz come ministro degli Esteri. "Purtroppo, anche se nei primi mesi della guerra c'era fiducia e c'era un lavoro molto fruttuoso, negli ultimi mesi questa fiducia si è incrinata tra me e il ministro della Difesa", ha affermato Netanyahu.

Secondo il premier israeliano, con Gallant non erano d'accordo sulla gestione della guerra e l'ormai ex ministro della Difesa ha preso decisioni e fatto dichiarazioni che contravvenivano alle decisioni del governo. "Ho fatto molti tentativi per colmare queste lacune, ma continuavano ad ampliarsi", ha affermato Netanyahu. "Sono anche giunte a conoscenza del pubblico in un modo inaccettabile e, cosa ancora peggiore, sono giunte a conoscenza del nemico: i nostri nemici ne hanno tratto piacere e ne hanno tratto un sacco di benefici". Netanyahu ha affermato che la maggior parte dei membri del governo è d'accordo con lui

Gallant: “La sicurezza di Israele era e resterà la missione della mia vita”

Yoav Gallant, il ministro della Difesa israeliano appena licenziato da Netanyahu, scrive su X: “La sicurezza dello stato di Israele era e resterà sempre la missione della mia vita”

Rimpasto nel governo israeliano dopo il licenziamento di Gallant: Katz alla Difesa e Saar agli Esteri

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rimosso dall'incarico di ministro della Difesa Yoav Gallant, nominando al suo post Israel Katz, già ministro degli Esteri. Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu. Al posto di Katz, la guida del ministero degli Esteri è stata affidata a Gideon Saar

Netanyahu licenzia il ministro della Difesa Gallant

Benjamin Netanyahu ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Gallant

Media, 5 morti in raid israeliano a nord di Gaza

Cinque persone sono morte in un raid israeliano nella zona di az-Zarqa, a nord della città di Gaza. Lo riferisce Al Jazeera. Nell'attacco sono rimaste ferite diverse persone.

Ufficio Netanyahu, “contro di noi una caccia aperta”

Dopo la notizia su un'indagine penale relativa all'ufficio di Benyamin Netanyahu, una nota dell'ufficio stesso la descrive come "una spedizione di caccia senza precedenti nel mezzo di una guerra". "Dopo un anno di fughe di notizie provenienti dalle discussioni del gabinetto e dai servizi sugli ostaggi, le uniche due indagini aperte sono contro l'ufficio del premier, non contro i divulgatori che hanno causato enormi danni ai rapiti e alla sicurezza. Come negli altri tentativi di gonfiare accuse contro il primo ministro e il suo entourage, anche in questo caso la montagna non darà alla luce nemmeno un topolino", afferma la nota.

Irlanda, accettato per prima volta un ambasciatore palestinese

Dublino ha approvato per la prima volta la nomina di un ambasciatore palestinese in Irlanda, dopo aver riconosciuto lo Stato di Palestina in primavera. Secondo fonti governative, Jilan Wahba Abdalmajid, diplomatico attualmente capo della missione palestinese in Irlanda, assumerà il nuovo incarico. Alla fine di maggio, l'Irlanda, assieme alla Spagna e alla Norvegia, ha riconosciuto ufficialmente lo Stato "sovrano e indipendente" della Palestina con l'obiettivo di procedere verso la pace in Medio Oriente. Una settimana dopo, lo ha fatto anche la Slovenia. Questi paesi sono tra le voci più critiche in Europa nei confronti di Israele dall'inizio della guerra nella Striscia di Gaza il 7 ottobre, dopo l'attacco senza precedenti di Hamas sul suolo israeliano. Il 29 settembre sono state formalmente stabilite le relazioni diplomatiche tra Irlanda e Palestina. Poche settimane dopo, il 17 ottobre, il governo palestinese di Mohammed Mustafa ha notificato ufficialmente a Dublino la sua intenzione di trasformare la propria rappresentanza diplomatica in Irlanda da missione ad ambasciata.
Questo cambiamento consentirà al personale di beneficiare dell'intera gamma di privilegi e immunità applicabili, ai sensi della Convenzione di Vienna del 1961 che garantisce la protezione dei diplomatici.

Idf conferma raid su depositi armi di Hezbollah in Siria

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver condotto raid aerei in Siria, prendendo di mira i depositi di armi di Hezbollah. Lo riferisce Times of Israel. I depositi sono stati colpiti da aerei da combattimento nella zona di al-Qusayr, nella Siria occidentale, vicino al confine con il Libano. L'Idf ha dichiarato che l'unità di armamenti di Hezbollah responsabile dello stoccaggio delle armi in Libano di recente ha esteso le sue attività alla Siria, immagazzinando armi ad al-Qusayr.

Hezbollah, colpita base Meron in Israele

Il gruppo armato libanese Hezbollah afferma di aver colpito la base di Meron in Israele con una raffica di missili. Hezbollah ha anche affermato che i suoi combattenti "hanno preso di mira un obiettivo vitale nei territori meridionali libanesi occupati, segnando la sesta operazione di questo tipo oggi, utilizzando i droni".

Attacco Israele nella provincia di Homs in Siria

Un attacco israeliano ha colpito una zona industriale e alcuni edifici residenziali ad al-Qusayr, nella provincia di Homs, nella Siria centrale. Lo riporta la televisione di Stato siriana. L'agenzia di stampa ha citato il direttore sanitario della provincia di Homs, il quale ha affermato che non ci sono stati feriti. Una precedente "aggressione israeliana" ad al-Qusayr giovedì ha ferito diversi civili e causato danni materiali, hanno riferito i media statali. L'esercito israeliano, che solitamente non commenta i resoconti specifici di attacchi in Siria, ha affermato in una nota di aver colpito depositi di armi e centri di comando utilizzati da Hezbollah.

Polizia israeliana apre indagine penale su ufficio premier

L'unità Lahav 433 della polizia israeliana ha reso noto di aver aperto un'indagine penale, su "eventi che risalgono all'inizio della guerra", secondo la quale funzionari dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbero tentato di modificare o "disturbare" alcuni dei protocolli, delle trascrizioni di discussioni nel gabinetto di governo e persino delle conversazioni telefoniche sugli aggiornamenti di sicurezza con i ministri, guidati dal premier. Nell'ambito dell'inchiesta "sono state condotte una serie di attività investigative evidenti”.

Ministero Salute di Gaza, 43.391 vittime da inizio guerra

Sono 43.391 le persone morte e 102.347 quelle ferite nel territorio palestinese dall'inizio del conflitto con Israele. Lo riferisce il ministero della Salute di Gaza, citato da Al Jazeera. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 17 vittime. 86 i feriti.

Raid israeliano in Siria occidentale

Un raid israeliano ha preso di mira una zona industriale nella città di al-Qusayr, nella Siria occidentale, non lontano dal confine con il Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa statale siriana Sana.

Gallant: “L'Iran si sta preparando a farci del male”

"L'Iran e i suoi alleati si stanno preparando a farci del male, ma siamo molti passi avanti a loro, in termini di capacità di difesa e offensa". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant.

Prolungata la custodia cautelare per il portavoce di Netanyahu

Il tribunale di Rishon Lezion, in Israele, ha prolungato di altri sei giorni la custodia cautelare per il principale sospettato dello scandalo Bibileaks, la fuga di documenti classificati pubblicati a settembre su due media europei. Eli Feldstein, portavoce per la sicurezza del primo ministro Benyamin Netanyahu, rimarrà in custodia almeno fino a domenica prossima. In giornata si terranno anche le udienze per estendere la detenzione di altri due indagati, tra cui un ufficiale dell'Idf arrestato lunedì.

Media: l’Idf ha spazzato via 37 cittadine dal sud del Libano, distrutte decine di migliaia di case

L'agenzia di stampa ufficiale del governo libanese ha riferito che l'esercito israeliano ha distrutto decine di migliaia di case e 37 cittadine nel Libano meridionale da quando è iniziata l'offensiva di terra dell'Idf all'inizio di ottobre. "Come parte della campagna in particolare nel Libano del sud, l'Idf sta piazzando mine e demolendo interi quartieri di città e villaggi", afferma l'agenzia di stampa. La scorsa settimana il Nyt ha riferito che riprese satellitari e video del Libano meridionale mostrano una distruzione diffusa in 6 villaggi lungo il confine con Israele, con oltre un migliaio di edifici danneggiati o distrutti.

Media: ritiro delle brigate israeliane dal sud del Libano per un accordo vicino

Secondo il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, l'esercito israeliano ha ritirato diverse brigate dal Libano meridionale nel mezzo dei progressi negli sforzi per raggiungere un accordo. Citando fonti ben informate, il giornale riferisce che i funzionari coinvolti nei negoziati valutano un "accordo da raggiungere con Hezbollah entro una settimana e mezza o due settimane". Ci sarebbero stati progressi nei colloqui, principalmente per quanto riguarda la stesura di un documento che garantirà la libertà militare di Israele di operare nel Libano meridionale nel caso in cui l'applicazione del cessate il fuoco fallisca. Nel frattempo, le forze israeliane stanno aspettando una decisione dai vertici politici. Una notizia apparentemente in contraddizione con le notizie dal terreno, dove proseguono intense operazioni aeree e di terra, ufficialmente contro bersagli Hezbollah nel Libano meridionale.

Media: ritiro delle brigate israeliane dal Sud del Libano per accordo vicino

Secondo il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, l'esercito israeliano ha ritirato diverse brigate dal Libano meridionale nel mezzo dei progressi negli sforzi per raggiungere un accordo. Citando fonti ben informate, il giornale riferisce che i funzionari coinvolti nei negoziati valutano un "accordo da raggiungere con Hezbollah entro una settimana e mezza o due settimane". Ci sarebbero stati progressi nei colloqui, principalmente per quanto riguarda la stesura di un documento che garantirò la libertà militare di Israele di operare nel Libano meridionale nel caso in cui l'applicazione del cessate il fuoco fallisca.
Nel frattempo, le forze israeliane stanno aspettando una decisione dai vertici politici di Gerusalemme, ha sottolineato il quotidiano. Una notizia apparentemente in contraddizione con le notizie dal terreno, dove proseguono intense operazioni aeree e di terra, ufficialmente contro bersagli Hezbollah nel Libano meridionale.

Idf: distrutti tunnel abitabili e depositi di armi nel sud del Libano

Le truppe israeliane hanno scoperto e distrutto un tunnel sotterraneo nel Libano meridionale, la galleria era dotata di diverse diramazioni, tra cui una sala attrezzata per soggiorni di lunga durata, e di armi. Lo riferisce l'Idf aggiungendo di avere smantellato una seconda infrastruttura sotterranea con stanze abitabili e numerose armi.

Evacuati cento russi dal Libano

Un aereo russo sta portando circa 100 cittadini russi a Mosca dal Libano. Lo ha reso noto il ministero per le Emergenze. "Un volo speciale del Ministero delle Situazioni di Emergenza russo che trasporta cittadini russi e i loro familiari ha lasciato Beirut per Mosca. Circa 100 persone arriveranno nella Federazione russa", ha reso noto il ministero. L'evacuazione èstata organizzata su ordine del èresidente russo Vladimir Putin.

Media: il premier libanese Miqati vuole arruolare 1500 militari da schierare nel sud

Il premier libanese uscente Najib Miqati intende accelerare il rafforzamento dell'esercito regolare libanese con l'arruolamento di 1.500 nuovi militari in vista di un dispiegamento delle forze armate nel sud del Libano, così come richiesto da Israele e dagli Stati Uniti e come previsto dalla risoluzione Onu 1701 del 2006. Lo riferiscono oggi i media di Beirut, secondo cui Miqati intende avvalersi delle risorse finanziarie promesse da diversi Paesi occidentali alla recente conferenza internazionale di Parigi. Da anni l'esercito libanese è finanziato dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dall'Arabia Saudita.

Israele: arrestati 60 terroristi del Fronte popolare palestinese

Lo Shin Bet (sicurezza interna) e le forse di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver arrestato più di 60 terroristi del Fronte popolare per la liberazione della Palestina in un'ampia operazione degli ultimi giorni. Tra gli altri, le direttrici dell'Associazione dei comitati delle donne del Fronte popolare, Abla Saadat, moglie del segretario generale dell'organizzazione, Ahmed Saadat, in carcere dal 2006, e Tahrir Badran Gaber, attivista dell'organizzazione di Ramallah. Lo Shin Bet e l'Idf hanno dichiarato che l'associazione è stata dichiarata nel 2021 come organizzazione terroristica. Inoltre, sono state arrestate figure chiave che hanno servito come capi del Fronte popolare e attivisti terroristici sul campo, persone coinvolte nel reclutamento di squadre militari e nella promozione di attacchi. L'operazione è stata effettuata anche in Libano.

Protezione civile palestinese: a Gaza 70 morti in 24 ore e carestia

Secondo fonti mediche e della locale Protezione civile, nelle ultime 24 ore a Gaza sono state uccise almeno 70 persone nei raid dell'aeronautica militare israeliana e nelle operazioni delle truppe in diversi attacchi contro edifici residenziali in tutta la Striscia. A pagare il prezzo più altoè stato il quartiere densamente edificato e popolato di Beit Lahiya, nella parte settentrionale di Gaza, dove almeno 25 palestinesi sono stati uccisi e dove un numero imprecisato di persone è ancora intrappolato sotto le macerie. Almeno altri nove palestinesi sono stati uccisi nelle aree centrali e meridionali di Gaza, dove sono stati presi di mira due campi sfollati a Khan Yunis (sud) e Deir al-Balah (centro). Altre quattro persone sono morte quando un attacco israeliano ha colpito una casa di famiglia nella parte orientale di Gaza City (nord). Interi settori della Striscia di Gaza sono stati ridotti in rovina e quasi tutti i suoi 2,4 milioni di residenti sono stati sfollati almeno una volta durante la guerra tra Israele e Hamas che ha causato una grave crisi umanitaria nel territorio palestinese. Nella parte settentrionale di Gaza c'e' una carenza di beni di prima necessità a causa di un assedio israeliano durato un mese. La Difesa civile palestinese afferma che la parte settentrionale di Gaza sta "affrontando una vera e propria carestia" a causa del divieto israeliano all'ingresso degli aiuti.
Da parte sua, l'esercito israeliano ha confermato oggi che sta continuando la sua offensiva terrestre e aerea nel nord della Striscia di Gaza, proprio per impedire che le uniàdi Hamas si raggruppassero li'. Ieri l'Idf ha dichiarato di aver ucciso dozzine di combattenti del movimento islamico palestinese nella regione di Jabalia durante combattimenti ravvicinati e attacchi aerei. Secondo la stessa dichiarazione, diversi combattenti palestinesi sono stati uccisi anche nel centro della Striscia di Gaza e nella zona di Rafah (sud).

Iran: “Non cerchiamo l’escalation, ma abbiamo diritto all’autodifesa”

L'Iran non "cerca" un'escalation ma "ha il diritto all'autodifesa". Lo ha detto il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi, durante una visita a Islamabad, in conferenza stampa col suo omologo pakistano Ishaq Dar. "A differenza di Israele, la Repubblica islamica dell'Iran non cerca un'escalation, ma ci riserviamo il diritto inalienabile all'autodifesa", ha sottolineato il ministro di Teheran riguardo a una possibile risposta agli attacchi israeliani del 26 ottobre contro l'Iran.
"Risponderemo sicuramente all'aggressione israeliana in modo tempestivo e appropriato, in modo molto misurato e ben calcolato", ha continuato Araghchi.
Il ministro pakistano Dar, il cui Paese, unica potenza nucleare musulmana, non riconosce Israele, da parte sua ha affermato di "condannare senza limiti l'aggressione militare israeliana in Medio Oriente e i suoi atti genocidi contro i civili".

Iran: “I due francesi arrestati stanno bene”

Il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, ha negato le notizie sul peggioramento delle condizioni di salute dei cittadini francesi Cecile Kohler e del suo compagno Jacques Paris, incarcerati in Iran dal 2022. "Secondo i rispettivi funzionari giudiziari, i cittadini francesi sono in buona salute", ha affermato il portavoce, citato da Mehr. Kohler e Paris sono stati accusati di essere entrati in Iran nel 2022 per approfittare delle proteste in corso, finanziandole, con lo scopo di "promuovere disordini e istigare al caos" e organizzare dimostrazioni sindacali. I due francesi sono anche accusati di spionaggio e nell'ottobre del 2022 la Tv di Stato aveva trasmesso un video in cui i due apparentemente confessavano di essere agenti dei servizi di sicurezza francesi e che si trovavano in Iran per preparare una rivoluzione per rovesciare il regime della Repubblica islamica.

Il ministro degli Esteri francese domani in Israele e Cisgiordania

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot sarà domani in Israele e in Cisgiordania per chiedere un cessate il fuoco a Gaza e "il rispetto del diritto internazionale umanitario", ha dichiarato a France 2 Tv. "Il ruolo della Francia è quello di trasmettere messaggi ed è per questo che domani sera andrò in Israele e nei territori palestinesi per incontrare le autorità e i responsabili umanitari, per portare la voce della Francia in questa regione dove la guerra dura già da troppo tempo", ha affermato Barrot. I rapporti tra Francia e Israele sono stati tesi nelle ultime settimane. Il presidente francese Emmanuel Macron ha vietato alle aziende israeliane di prendere parte a una grande fiera di armi navali, una decisione, poi ribaltata in tribunale, che il ministro della Difesa Yoav Gallant ha definito "una vergogna".

Cisgiordania: quattro palestinesi uccisi a Tammun e Jenin

Il ministero della Salute palestinese in Cisgiordania riferisce che due palestinesi sono stati uccisi dal fuoco dell'esercito israeliano nei pressi del villaggio di Tammun. Altri due palestinesi sono stati uccisi in un attacco di droni israeliani nel villaggio di Ash-Shuhada, vicino a Jenin. Lo riporta Haaretz.

Idf: abbattuto drone lanciato dalla Siria

L'aviazione israeliana ha intercettato nello spazio aereo del Paese la notte scorsa un drone proveniente dalla Siria: lo ha reso noto l'esercito (Idf) su Telegram.
Questa mattina, inoltre, sono stati intercettati due razzi, un drone e un obiettivo aereo sospetto provenienti dal Libano, si legge in un comunicato

Erdogan: “Il mondo turco lavori per una soluzione in Palestina”

"È fondamentale che il mondo turco mantenga gli impegni per una risoluzione permanente e giusta della questione palestinese": lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un incontro con il suo omologo del Kirghizistan, Sadyr Japarov, nella capitale Bishkek, trasmesso dalla tv di Stato Trt.
"Dobbiamo aumentare la pressione su Israele", ha aggiunto il presidente turco, affermando che gli attacchi in Libano da parte dello Stato ebraico rappresentano una "minaccia per la sicurezza regionale e globale". Erdogan si trova in Kirghizistan pe partecipare all'11esimo vertice dei Capi di Stato dell'Organizzazione degli Stati turchi, di cui fanno parte, oltre alla Turchia, anche Azerbaigian, Kazakhstan, Kirghizistan e Uzbekistan. Tra i Paesi osservatori ci sono l'Ungheria, il Turkmenistan e la Repubblica turca di Cipro del Nord, ovvero la parte settentrionale dell'isola di Cipro, divisa dal 1974, che è ufficialmente riconosciuta esclusivamente da Ankara ma nel 2022 è stata ammessa nell'Organizzazione degli Stati turchi.

Iran: “Abbiamo detto a Israele di non mettere alla prova la nostra volontà”

"Non riconosciamo l'esistenza del regime sionista come elemento occupante e durante le mie recenti visite regionali ho ripetutamente detto, rivolgendomi a Israele, di 'non mettere alla prova la nostra volontà", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Israele ha tentato molte volte nell'ultimo anno di provocare l'Iran in un conflitto ma ha fallito ogni volta, poiché Teheran adotta qualsiasi misura ritenga necessaria in merito alle azioni israeliane", ha aggiunto Araghchi citato dall'agenzia di stampa Irna. Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato stamattina a Islamabad per tenere colloqui con le autorità pakistane, tra cui il primo ministro Shahbaz Sharif, sugli sviluppi bilaterali e regionali.

Morto soldato Usa rimasto ferito sul molo di Gaza

Èmorto il soldato americano che era in condizioni critiche dopo aver riportato ferite non da combattimento sul molo militare Usa al largo della costa della Striscia di Gaza, rende noto l'esercito statunitense. Il sergente Quandarius Davon Stanley era rimasto gravemente ferito a maggio scorso mentre supportava le operazioni in mare della struttura provvisoria costruita dagli Stati Uniti per aumentare i flussi di aiuti umanitari nell'enclave palestinese durante la guerra di Israele contro Hamas.

Gruppi filo-iraniani rivendicano il lancio di droni su Israele

La "Resistenza islamica in Iraq", una coalizione di gruppi armati filo-iraniani, ha rivendicato la responsabilitàdi un attacco di droni effettuato questa mattina contro un "obiettivo vitale" nel Sud di Israele. I combattenti della "Resistenza islamica in Iraq" hanno annunciato di aver effettuato un "attacco con droni contro un obiettivo vitale nel Sud" di Israele, assicurando che si trattava del sesto attacco di questo tipo per la sola giornata odierna. Senza identificare l'origine dello sparo, l'esercito israeliano ha affermato prima di aver intercettato un drone nella regione del Mar Morto.

Beirut, un morto nei raid israeliani di stanotte sul Libano

L'Agenzia di stampa nazionale (Nna) libanese afferma che una persona è morta in un attacco di droni e caccia israeliani che ha colpito stanotte la città meridionale di Haris. La Nna riferisce di raid anche su Khiam, Deir El Zahrani, Srifa e Deir Kifa. Il Ministero della Salute libanese ha affermato che gli attacchi israeliani di ieri sul Paese hanno ucciso 16 persone e ne hanno ferite altre 90 lunedì, per un totale di 3.002 morti e 13.492 feriti da ottobre 2023.

Blinken sente Gallant per aumentare aiuti umanitari a Gaza

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e ha sollecitato ulteriori azioni per aumentare in modo sostanziale gli aiuti umanitari a Gaza. Lo riferiscono media israeliani, tra i quali il Jerusalem Post.

Al Jazeera: 20 morti in raid israeliano nel nord di Gaza

Almeno 20 palestinesi sono stati uccisi in un attacco israeliano che ha colpito una casa a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera Arabic.

Idf, '90 proiettili sparati dal Libano in Israele oggi'

Circa 90 proiettili sono stati sparati dall'organizzazione terroristica Hezbollah dal Libano in Israele oggi". Lo afferma l'Idf in un aggiornamento su Telegram.

Usa, Hamas ha respinto proposta per breve cessate fuoco

Hamas ha respinto una proposta per un cessate il fuoco a breve termine e un accordo di rilascio degli ostaggi. Lo afferma il Dipartimento di Stato Usa. La rivelazione è contenuta in un comunicato diffuso dagli Stati Uniti, in occasione della telefonata tenuta domenica dal Segretario di Stato Antony Blinken con il Ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty. Blinken "ha notato che Hamas ha nuovamente rifiutato di rilasciare anche un numero limitato di ostaggi per garantire un cessate il fuoco e aiuti alla popolazione di Gaza", si legge nel comunicato statunitense. L'Egitto aveva avanzato una proposta che avrebbe previsto un cessate il fuoco iniziale di 48 ore, durante le quali Hamas si sarebbe preparata al rilascio di quattro ostaggi israeliani nei successivi 10 giorni, hanno detto due diplomatici arabi al 'Times of Israel'. I quattro ostaggi dovevano rientrare nella cosiddetta categoria umanitaria, ovvero dovevano essere donne, anziani o malati. In cambio, Israele avrebbe dovuto liberare circa 100 prigionieri palestinesi, hanno affermato i diplomatici. Durante l'accordo di 12 giorni, Israele e Hamas avrebbero tenuto colloqui su un cessate il fuoco più duraturo.

Media Israele, fratello Sinwar leader militare de facto di Hamas

Il fratello di Yahya Sinwar, Muhammad, ha operato come leader de facto dell'ala militare di Hamas a Gaza, insieme a un piccolo consiglio di comandanti di alto rango. Lo afferma l'emittente pubblica israeliana Kan rilanciata dal Times of Israel, sottolineando che non c'è stata alcuna nomina formale di Muhammad Sinwar da parte di Hamas. Il gruppo palestinese deve ancora confermare la morte del suo ex capo dell'ala militare Muhammad Deif, che Israele afferma di aver ucciso in un attacco aereo di luglio.

Idf, ucciso capo dell'intelligence Hezbollah per la Siria

Israele ha dichiarato di aver ucciso il capo dell'intelligence di Hezbollah per la Siria in un raid su Damasco.

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