Sirene d'allarme e esplosioni nel centro di Tel Aviv. A 40 giorni dall’uccisione di Nasrallah, Hezbollah ha lanciato oltre 120 razzi dal Libano su Israele. E il leader di Hezbollah Qassem avverte: “Mobilitati decine di combattenti”. L’Idf ha risposto con raid nel quartier generale della milizia a sud di Beirut. E decine di attacchi dello Stato ebraico in tutto il Libano hanno provato morti e feriti: 30 vittime solo a Baalbeck. Il premier Netanyahu, sotto accusa per aver sostituito il ministro della Difesa Gallant con Katz, è stato tra i primi a chiamare il neo-eletto Trump: “Discusso della minaccia iraniana”
Hezbollah rivendica il lancio di droni contro una base militare a sud di Tel Aviv
Hezbollah ha rivendicato il lancio di droni contro una base militare israeliana a sud di Tel Aviv. I combattenti di Hezbollah "hanno colpito la base navale Stella Maris a nord-ovest di Haifa con una salva di missili di alta qualità e uno squadrone di droni d'attacco", si legge in un comunicato
Quaranta morti e decine di feriti in un attacco israeliano a Baalbeck
Almeno 40 persone sono state uccise e decine sono rimaste ferite negli ultimi attacchi aerei israeliani sul Libano orientale, con l'antica città di Baalbeck particolarmente colpita. Lo hanno riferito fonti della sicurezza, aggiungendo che sono stati bombardati anche i sobborghi meridionali di Beirut. In precedenza, il governatore libanese di Baalbeck-Hermel, Bashir Khodr, aveva informato di 20 attacchi aerei israeliani sul Libano orientale, in particolare su Baalbeck. Khodr ha aggiunto che una granata è caduta in un parcheggio vicino alle rovine della città, anche se non è chiaro se il sito abbia subito danni. Israele ha effettuato pesanti attacchi aerei sui sobborghi meridionali di Beirut, un'ora dopo che il portavoce militare israeliano Avichay Adraee aveva avvertito i residenti di evacuare le aree di Burj al-Barajneh, Laylaki e Haret Hreik, roccaforti di Hezbollah. Forti esplosioni sono risuonate in tutta la capitale libanese e il fumo nero ha coperto le aree prese di mira
Migliaia nuovamente in piazza a Gerusalemme contro il licenziamento di Gallant
Migliaia di israeliani sono scesi in piazza a Gerusalemme, per la seconda sera consecutiva, per protestare contro la decisione del primo ministro Benjamin Netanyahu di sollevare Yoav Gallant dall'incarico di ministro della Difesa. I manifestanti si sono riuniti vicino alla Knesset per chiedere a Netanyahu di rivedere la sua decisione. Gli israeliani in piazza chiedono anche al premier di arrivare a un accordo che possa far tornare in Israele gli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza
Mohammed bin Salman si congratula con Trump: “Ora approfondiamo i legami storici e strategici”
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha parlato telefonicamente con Donald Trump per congratularsi per la vittoria elettorale. Mbs ha dichiarato che il suo Paese non vede l'ora di approfondire i legami "storici e strategici" con gli Stati Uniti sotto la guida di Trump, il leader che durante la precedente presidenza aveva visitato Riad come prima destinazione da presidente eletto. Il principe ha voluto esprimere i suoi "migliori auguri al popolo americano durante la presidenza Trump, per ribadire lo storico rapporto tra regno saudita e Stati Uniti". Lo rende noto l'agenzia di stampa statale saudita
Iraq: “Non permetteremo all’Iran di usare il nostro territorio per sferrare attacchi in Medio Oriente”
Le autorità irachene hanno assicurato che l'Iraq non verrà utilizzato per lanciare "attacchi" in un contesto regionale esplosivo in Medio Oriente. Il riferimento riguarda in particolare l'Iran che minaccia i rispondere agli ultimi attacchi sferrati da Israele sul suo territorio. "I rapporti che riferiscono dell'uso del territorio iracheno per lanciare attacchi o risposte ad attacchi non sono altro che falsi pretesti", ha affermato in una nota il Consiglio di Sicurezza del governo iracheno. Il media americano Axios, basandosi su una fonte di "intelligence israeliana", ha recentemente affermato che le rappresaglie iraniane potrebbero iniziare dal "territorio iracheno".
Governo libanese: oltre 2.600 morti nell’escalation dei raid di Israele
Oltre 2.600 persone sono state uccise in Libano dall'inizio dell'escalation tra Israele e Hezbollah il 23 settembre, la maggior parte civili. Lo ha riferito il ministro della Sanità, Firass Abiad. "Piu' di 2.600 persone sono state uccise in Libano dal 23 settembre", data di inizio della massiccia campagna di bombardamenti sul Libano, "per la maggior parte civili", ha sottolineato il ministro. Il numero totale dei morti in Libano sale a a tremila dall'inizio del conflitto nell'ottobre 2023.
L’Unrwa sollecita l’Onu sul divieto di Israele: “È l’ora più buia”
I membri dell'Onu devono difendere l'agenzia di soccorso dei rifugiati palestinesi dal divieto di Israele perché sta affrontando la sua "ora più buia". Lo ha detto il capo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente, Philippe Lazzarini, rivolgendosi all'Assemblea generale dell'Onu. "Senza l'intervento degli Stati membri, l'Unrwa crollerà, gettando milioni di palestinesi nel caos", ha detto Lazzarini, chiedendo all'Onu, che ha creato l'agenzia nel 1949, di impedire l'attuazione del divieto israeliano, formalizzato ieri.
Netanyahu chiama Trump: “Discusso della minaccia iraniana”
Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha parlato stasera con il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, come riferisce l'ufficio del premier sottolineando che è stato tra i primi a chiamarlo. La conversazione è stata calda e cordiale, dice la nota, Netanyahu si è congratulato con Trump per la sua vittoria elettorale e i due hanno deciso di lavorare insieme per la sicurezza di Israele. I due hanno discusso anche della minaccia iraniana.
Decine di raid israeliani sul Libano: 30 morti a Baalbeck
Pesanti attacchi israeliani in Libano hanno preso di mira da una parte la città meridionale di Baalbeck e i suoi dintorni e dall'altra la periferia sud di Beirut. Il governatore della regione di Baalbeck, Bachir Khodr, ha affermato che almeno 30 persone sono state uccise e 35 ferite nell'attacco messo a segno da Israele con una ventina di raid. Gli attacchi sono avvenuti poco dopo la trasmissione di un discorso preregistrato del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem. Violenti bombardamenti hanno preso di mira la città di Baalbeck e i suoi dintorni, nel Libano orientale, senza essere preceduti da ordini di evacuazione da parte dell'esercito israeliano. Nel sud del Libano, secondo l'Agenzia nazionale d'informazione (Ani), gli attacchi israeliani hanno preso di mira anche la città di Nabatiyè.
Dalla periferia meridionale di Beirut, roccaforte degli Hezbollah libanesi, si alzano colonne di fumo. L'esercito israeliano aveva precedentemente lanciato un appello ai residenti di due aree della banlieue meridionale affinche' evacuassero, affermando che erano "vicini alle installazioni e agli interessi di Hezbollah". Gran parte della popolazione della periferia sud di Beirut ha abbandonato questo settore dall'inizio, alla fine di settembre, della campagna di massicci attacchi israeliani contro le roccaforti di Hezbollah.
Hezbollah: “Per noi le elezioni Usa non contano, nessun effetto sui negoziati”
“Per noi il successo di Trump non ha alcun valore'' perché ''non contiamo sulle elezioni americane'' riguardo all'esito della guerra in corso o dei negoziati. Hezbollah conta ''solo sui nostri combattenti sul campo'', ha affermato il nuovo leader del gruppo libanese sciita, Naim Qassem, nel suo discorso a 40 giorni dall'uccisione di Hassan Nasrallah. Il discorso trasmesso in tv sembra essere stato registrato prima della vittoria di Donald Trump. ''La base di ogni negoziato - ha aggiunto Qassem - poggia su due pilastri: fermare l'aggressione sionista e proteggere la sovranità libanese''.
Forum famiglie ostaggi a Trump: “Faccia il possibile per riportarli a casa”
L'Hostages Families Forum, i familiari degli ostaggi rapiti durante l'assalto di Hamas a Israele, ha rivolto un appello al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, perché ''faccia tutto il possibile per riportarli a casa''. Nel comunicato la parola è affidata a Sapir Cohen, ex ostaggio di Hamas, che dopo essersi congratulato con Trump lo ha implorato di "garantire che il salvataggio di questi ostaggi rimanga una priorità assoluta". "Vi prego di mantenere l'attenzione sulla crisi degli ostaggi. Non devono essere dimenticati. Per ognuno di loro - donne, uomini, anziani e due bambini piccoli - ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. Dobbiamo fare tutto il possibile per riportarli a casa ora", ha detto.
Media: raid di Idf nel quartiere di Hezbollah a sud di Beirut
Un'ora dopo l'avviso di evacuazione dell'Idf ai civili nel sud di Beirut, raid israeliani vengono segnalati a Dahiye, quartiere sciita roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese. Lo riferiscono i media israeliani.
Razzi da Libano sul centro di Israele a 40 giorni dall’uccisione di Nasrallah
Razzi lanciati dal Libano hanno fatto scattare le sirene d'allarme in numerose località del centro di Israele dopo le 16, un'ora in meno in Italia. L'Idf ha detto di aver intercettato un razzo, le esplosioni si sono sentite in tutta l'area centrale del Paese. Hezbollah ha sparato razzi a lungo raggio su Israele anche in mattinata, nel 40mo giorno dall'omicidio del leader del gruppo a Beirut.
Nuovo allarme delle sirene nel centro di Tel Aviv per i missili dal Libano
Le sirene d'allarme sono scattate nel centro di Tel Aviv, come ha constatato l'Ansa sul posto. L'Idf ha reso noto che alcuni razzi sono stati lanciati dal Libano verso numerose aree del centro di Israele. Secondo l'Idf, nella giornata Hezbollah ha lanciato su Israele 120 razzi.
Sale a 30 il bilancio delle vittime del raid israeliano a Barja, in Libano
È salito ad almeno 30 il bilancio delle vittime dell'attacco aereo israeliano che ieri ha colpito la città costiera di Barja in Libano, 30 chilometri a sud di Beirut. Lo ha reso noto la protezione civile. Intanto, almeno 15 corpi sono stati recuperati nella regione di Tiro, ha riferito l'agenzia di stampa statale, mentre sono in corso nuovi attacchi nella pianura di Beeka, a est e nella zona di confine con Israele a sud, entrambe roccaforti di Hezbollah. È salito ad almeno 30 il bilancio delle vittime dell'attacco aereo israeliano che ieri ha colpito la città costiera di Barja in Libano, 30 chilometri a sud di Beirut. Lo ha reso noto la protezione civile. Intanto, almeno 15 corpi sono stati recuperati nella regione di Tiro, ha riferito l'agenzia di stampa statale, mentre sono in corso nuovi attacchi nella pianura di Beeka, a est e nella zona di confine con Israele a sud, entrambe roccaforti di Hezbollah.
Hezbollah: “Siamo preparati per una lunga guerra e vinceremo”
"La vittoria è nostra. Siamo pronti per una lunga guerra e rimarremo in piedi. Vinceremo!". Lo ha detto Naim Qassem, leader di Hezbollah, in un discorso televisivo, affermando che la comunità di Hezbollah è indissolubilmente legata al territorio libanese e che si opporrà con ogni mezzo ai "tentativi israeliani di ridisegnare la regione".
Il leader di Hezbollah: “Nessun luogo di Israele è sicuro”
Nessun luogo di Israele "e' al riparo dai nostri attacchi": lo ha detto il capo di Hezbollah, Naim Qassem, in un discorso televisivo in cui ha anche annunciato che "decine di migliaia di combattenti sono pronti a combattere".
Netanyahu: “Il ritorno di Trump alla Casa Bianca rappresenta un rinnovato impegno della grande alleanza tra Israele e Usa”
"Cari Donald e Melania Trump, congratulazioni per il vostro più grande ritorno della storia! Il suo storico ritorno alla Casa Bianca rappresenta un nuovo inizio per l'America e un forte rinnovato impegno nei confronti della grande alleanza tra Israele e America. Questa è una grande vittoria!". Così su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu insieme alla moglie.
Il leader di Hezbollah: “Da ottobre abbiamo distrutto 45 tank israeliani”
"La resistenza ha distrutto 45 Merkava israeliani dall'inizio dell'aggressione israeliana in Libano": lo ha detto Naim Qassem, leader di Hezbollah in un discorso televisivo, in riferimento alle presunte perdite dell'esercito israeliano impegnato da più di un mese nell'invasione terrestre del sud del Libano. In Israele le notizie circa le perdite militari sono sottoposte a una censura da parte del governo e non è possibile verificare in maniera indipendente quanto sostenuto da Qassem.
Il leader di Hezbollah: “Sarà Israele a chiedere la fine della guerra, non noi”
Sarà Israele a chiedere la fine della guerra in Libano, non Hezbollah: lo ha detto il leader del partito armato libanese, Naim Qassem, in un discorso televisivo, a proposito della determinazione del movimento islamico di resistere nel lungo termine all'aggressione nemica.
Il leader di Hezbollah: “Mobilitati decine di migliaia di combattenti”
“Decine di migliaia di combattenti sono mobilitati contro l'invasione terrestre israeliana": lo ha detto il leader di Hezbollah Naim Qassem in un discorso trasmesso dalla tv al Manar dello stesso partito armato libanese.
Idf ordina l’evacuazione dei civili nel sud del Libano prima del raid
L'Idf ha diffuso un messaggio in arabo sui social in cui invita i civili nei pressi di tre edifici della periferia meridionale di Beirut a evacuare immediatamente prima degli attacchi aerei israeliani. Il portavoce dell'Idf in lingua araba Avichay Adraee ha postato le mappe insieme all'annuncio, in cui invita i civili a tenersi ad almeno 500 metri di distanza dai siti che, secondo l'esercito, sono usati da Hezbollah.
Attentato vicino a un insediamento di coloni in Cisgiordania
Un attacco terroristico con una sparatoria viene riferito dai medici del servizio ambulanze e dall'Idf nei pressi dell'insediamento di Shilo, in Cisgiordania.
Secondo i soccorritori, almeno due persone sono rimaste ferite. L'esercito ha riferito che l'aggressore è stato "neutralizzato".
Milizie irachene lanciano drone contro Israele
Un drone lanciato verso Israele dall'Iraq è stato abbattuto poco prima di entrare nello spazio aereo israeliano dall'aeronautica militare, ha riferito l'Idf.
La Resistenza islamica in Iraq, organizzazione di milizie filo-iraniane, ha affermato di aver lanciato un velivolo senza pilota "contro un obiettivo militare nel sud di Israele".
Iran, quattro condannati a morte per spionaggio a favore di Israele
Un tribunale della Rivoluzione nel nord est dell'Iran ha condannato a morte quattro cittadini originari dell'Azerbaijan con l'accusa di ''spionaggio a favore di Israele''. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars spiegando che i quattro sono stati arrestati dalle forze speciali iraniane. Tre dei condannati a morte sono stati riconosciuti colpevoli di aver aiutato il Mossad a spostare l'attrezzatura utilizzata nell'assassinio dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh nel 2020.
Il partito di Netanyahu attacca le opposizioni su Gallant
Il Likud, partito del premier israeliano Benyamin Netanyahu, rispondendo alle dure critiche delle opposizioni alla decisione di licenziare il ministro della Difesa Yoav Gallant ha attaccato i leader Lapid, Golan, Gantz e Liberman. "Quando la sinistra guidata da Golan, Lapid e Gantz insieme con Liberman sta al fianco di Gallant, questo dice tutto", ha affermato un portavoce in seguito alla conferenza stampa congiunta dei leader dei partiti Yesh Atid, Unità Nazionale, Yisrael Beytenu e Democratici. "Solo due anni fa, loro quattro hanno formato un governo insieme al partito dei Fratelli Musulmani" - con riferimento al partito islamista Ra'am - "e hanno stretto un accordo di resa con Hezbollah, e osano ancora parlare di sicurezza?", dice il Likud. Il portavoce ha poi affermato: "Il primo ministro Netanyahu, insieme al nuovo Ministro della Difesa Israel Katz, condurrà Israele alla vittoria completa. Continueranno a lamentarsi e noi continueremo a vincere".
Lapid: “Netanyahu non è più idoneo a governare dopo il licenziamento di Gallatn”
In una conferenza stampa congiunta alla Knesset, i leader dell'opposizione hanno dichiarato che il primo ministro Benyamin Netanyahu ha dimostrato di non essere più idoneo al suo incarico dopo il licenziamento di ieri sera del ministro della Difesa Yoav Gallant. Accanto al presidente del partito National Unity Benny Gantz, al capo di Yisrael Beytenu Avigdor Liberman e al leader dei Democratici Yair Golan, il leader dell'opposizione Yair Lapid ha affermato che il licenziamento di Gallant è stato un "atto di follia da parte di un primo ministro incompetente". "Nel mezzo di una guerra, mentre Israele combatte su sette fronti, Netanyahu ha indebolito e danneggiato l'Idf, le forze combattenti", ha detto, aggiungendo che il primo ministro non ha più la fiducia delle truppe. Il riferimento è alla contestata legislazione che esenterebbe gli ultraortodossi dal servizio militare obbligatorio. "Non lasciate che le bugie lavorino su di voi".
"Gallant è stato licenziato solo per motivi politici, solo perché ha impedito a Netanyahu di approvare le leggi sull'evasione dalla leva. È stato licenziato perché Netanyahu ha scelto gli evasori invece di quelli che sono in servizio", ha continuato Lapid. "Non ci si può fidare del primo ministro, non ci si può fidare del gabinetto, l'ultima persona di cui ci si poteva fidare in questo folle governo è stata licenziata ieri". Secondo Lapid inoltre "è il momento di approvare leggi sull'evasione dalla leva, e non c'è problema neanche ad andare alle elezioni", "non ci arrenderemo, continueremo a combattere finché non avremo successo".
Media: raid israeliano a Beith Lahia a Gaza, 15 morti
Almeno 15 persone sono state uccise a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, in seguito ad un attacco israeliano contro un edificio che ospita sfollati nella zona di al-Manshiyya della città: lo riporta l'emittente tv Al Jazeera.
Autorità aeroportuale: lo scalo di Tel Aviv ha ripreso a funzionare
Un portavoce dell'Autorità aeroportuale ha annunciato che l'aeroporto internazionale di Tel Aviv è aperto e funziona normalmente per i decolli e gli atterraggi. In precedenza l'Idf ha reso noto che un razzo lanciato da Hezbollah dal Libano è caduto ed è esploso nell'area dello scalo.
Razzo lanciato dal Libano esplode vicino al centro di Tel Aviv: non ci sono feriti
Un razzo lanciato dal Libano è caduto ed è esploso in uno dei parcheggi dell'aeroporto internazionale di Tel Aviv. Non ci sarebbero feriti, riferisce l'Idf. Un volo in decollo per Parigi è stato fermato sulla pista dello scalo.
Media sauditi: missili balistici dal sud del Libano su Tel Aviv
La tv saudita al Hadath ha riferito che Hezbollah ha lanciato su Tel Aviv "missili balistici" dal Libano.
Sirene d’allarme nel centro di Tel Aviv
Sirene d'allarme e almeno otto esplosioni sono state sentite questa mattina nel centro di Tel Aviv.
Attesa per il nuovo discorso del leader di Hezbollah oggi alle 14
Alle 14 italiane parlerà oggi il leader di Hezbollah, Naim Qassem. Lo riferisce la tv al Manar dello stesso partito armato libanese. Si tratta del suo secondo discorso televisivo da quando è stata annunciata la sua elezione dopo l'uccisione a fine settembre da parte di Israele dello storico leader Hasan Nasrallah.
Idf: sciame di razzi a lungo raggio su Tel Aviv dal Libano
Dieci razzi a lungo raggio sono stati lanciati da Libano su Tel Aviv e altre numerose città sul centro di Israele, ha reso noto l'Idf. Alcuni razzi sono stati intercettati. L'allarme è scattato anche in alcune città vicine al confine con il Libano. L'esercito ha dichiarato che i dettagli sono ancora in fase di verifica.
Katz: “Con gli Usa riporteremo a casa gli ostaggi”
"Congratulazioni al presidente eletto Donald Trump per la sua storica vittoria. Insieme, Israele e Stati Uniti, rafforzeremo l'alleanza Usa-Israele, riporteremo indietro gli ostaggi e resteremo fermi per sconfiggere l'asse del male guidato dall'Iran": lo scrive su X il neo ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Hamas: “Ora con Trump finisce il cieco sostegno a Israele”
Un funzionario di Hamas ha detto all'Afp che con l'elezione di Trump alla Casa Bianca il "cieco sostegno" degli Stati Uniti a Israele deve "finire". "Questo cieco sostegno all'entità sionista deve finire, perché va a scapito del futuro del nostro popolo così come della sicurezza e della stabilità della regione", ha affermato Bassem Naim, membro dell'ufficio politico di Hamas
Herzog: “Non vedo l’ora di lavorare con Donald Trump”
Il presidente israeliano Isaac Herzog si è congratulato con Donald Trump per il suo "ritorno storico alla Casa Bianca", definendolo "un vero e caro amico di Israele e un campione di pace e cooperazione nella regione". "Non vedo l'ora di lavorare con voi per rafforzare il legame ferreo tra i nostri popoli, per costruire un futuro di pace e sicurezza per il Medio oriente e per sostenere i nostri valori comuni", ha scritto su X il presidente, "a nome dello Stato ebraico e democratico di Israele e di tutto il nostro popolo, vi auguro tanto successo".
Libano: raid israeliano su palazzo Barja, 20 morti
È salito a 20 morti e 14 feriti il bilancio delle vittime del raid aereo israeliano che ieri ha colpito un edificio residenziale nella località costiera libanese di Barja, a sud di Beirut. Lo riferisce il ministero della Salute locale, citato dai media libanesi. L'emittente Al Hadath afferma che l'obiettivo dell'attacco era Abdullah Ibrahim, un leader di Hezbollah. L'edificio centrato dal raid si trova vicino alla scuola Kamal Jumblatt, che secondo le autorità locali attualmente ospita circa 600 sfollati.
Iran: preoccupati per la distruzione delle infrastrutture in Libano
L'ambasciatore iraniano presso gli uffici delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali a Ginevra, Ali Bahreini, ha messo in guardia la comunità globale sull'impatto della distruzione delle infrastrutture economiche del Libano causata dagli attacchi israeliani. Lo riporta l'Irna. Intervenendo ad una riunione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) sull'impatto della guerra a Gaza sul mercato del lavoro, Bahreini ha espresso preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria nel Paese. L'ambasciatore ha chiesto la fine degli attacchi israeliani e un'azione internazionale immediata per proteggere le infrastrutture civili in Libano, nonché i lavoratori e il mercato del lavoro nel Paese.
Idf: eliminato un comandante di Hezbollah nel sud del Libano
L'aviazione israeliana ha eliminato il comandante di Hezbollah della regione di Khiam, nel sud del Libano, Hussain Abd Al-Haleem Harb: lo ha reso noto oggi l'esercito (Idf). "Hussain Abd Al-Haleem Harb ha diretto ed eseguito numerosi attacchi missilistici contro le comunità della Galilea e in particolare contro l'area di Metula", si legge in un comunicato pubblicato su Telegram.
Idf: colpiti 70 obiettivi terroristici di Hamas e Hezbollah
L'aviazione israeliana ha colpito ieri circa 70 obiettivi terroristici di Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza: lo ha reso noto oggi l'esercito (Idf). Tra gli obiettivi colpiti, si legge in un comunicato pubblicato su Telegram, ci sono "cellule terroristiche, siti di infrastrutture terroristiche, depositi di armi, lanciamissili e ulteriori infrastrutture terroristiche".
Papa Francesco: “Non dimentichiamo Gaza, l’altro giorno mitragliati 153 civili”
Nuovo appello del Papa per la pace. Il Pontefice - a fine udienza generale- rinnova il suo accorato appello: ''Preghiamo per la pace. Non dimentichiamo la martoriata Ucraina, che soffre tanto, non dimentichiamo Gaza e Israele: l'altro giorno sono stati mitragliati 153 civili che andavano per la strada, è molto triste. Non dimentichiamo il Myanmar''.
Proteste contro Nentanyahu, circa 40 arresti a Tel-Aviv
Circa 40 persone sono state arrestate a Tel Aviv durante le proteste scoppiate nella notte contro l'improvviso licenziamento del ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo riferisce il quotidiano progressista israeliano Haartez precisando che gli arresti sono avvenuti nei pressi di una delle arterie principali della capitale, quando la polizia è intervenuta per disperdere i manifestanti. L'improvviso licenziamento di Gallant ha spinto migliaia di israeliani in piazza per protestare contro il provvedimento.
Al Jazeera, 8 morti e 9 feriti in raid d'Israele in Cisgiordania
Otto persone sono state uccise e altre nove ferite nelle ultime ore durante raid delle Forze di difesa israeliane (Idf) a Jenin e a Tubas, in Cisgiordania: lo riferisce l'emittente araba Al Jazeera, citando fonti locali.
Tajani: “Nuovo ministro Esteri Israele molto amico dell'Italia”
Il nuovo ministro degli Esteri di Israele Gideon Saar è "più moderato" del predecessore Israel Katz e "molto amico dell'Italia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Porta a Porta, rispondendo a una domanda sui cambiamenti nel governo israeliano dopo la rimozione del ministro della Difesa Yoav Gallant da parte del premier Benyamin Netanyahu.
Gallant, non ci sarà espiazione per abbandono ostaggi
"Il nostro impegno morale ed etico è il ritorno dei nostri figli e figlie rapiti da Hamas. Non c'è e non ci sarà alcuna espiazione per l'abbandono degli ostaggi", ha detto questa sera in una dichiarazione ai media Yoav Gallant, dopo essere stato licenziato da ministro della Difesa dal premier Benyamin Netanyahu. "Sono stato licenziato per tre motivi: Israele deve accettare un accordo per la liberazione degli ostaggi anche lasciando Hamas a Gaza; l'aver chiesto che tutti debbano prestare servizio nell'Idf e difendere Israele (compresi gli ortodossi); l'aver chiesto un'indagine governativa sul 7 ottobre", ha aggiunto molto commosso.
Usa, lavoreremo col nuovo ministro della difesa di Israele
Yoav Gallant è stato un "importante partner nella difesa di Israele. Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con chiunque sarà il nuovo ministro". Lo riferiscono fonti della Casa Bianca. Secondo indiscrezioni però, gli Stati Uniti sono stati colti di sorpresa dalla decisione di rimuovere Gallant.
Forum famiglie: “Silurare Gallant affossa accordo ostaggi”
Per le famiglie degli ostaggi in Israele il licenziamento di Gallant rappresenta un altro passo avanti negli "sforzi" per affossare l'accordo sui rapiti. "Il ministro della Difesa è stato il primo a sottolineare il raggiungimento degli obiettivi strategici e l'urgente necessità di tradurre le conquiste militari in una vittoria effettiva sotto forma del ritorno dei rapiti e della fine della guerra nella Striscia", ha detto il Forum citato da Haaretz. Il gruppo ha invitato il nuovo ministro della Difesa, Israel Katz, "a esprimere pubblicamente, in modo chiaro e deciso il suo impegno per l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi".