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Dieci Stati Usa hanno votato anche sull’aborto. Ma Florida, South Dakota e Nebraska dicono no all’estensione del diritto

Dieci Stati Usa hanno votato anche sull’aborto. Ma Florida, South Dakota e Nebraska dicono no all’estensione del diritto

La consultazione popolare si è svolta nello stesso giorno delle elezioni presidenziali

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Non solo per il nuovo presidente. In dieci Stati Usa gli americani erano chiamati a votare anche sul referendum per modificare la Costituzione del loro territorio e consentire di estendere il diritto all’aborto oltre le sei settimane. Alle urne per la consultazione popolare sono stati i cittadini di Florida, Arizona, Nevada, Colorado, Montana, South Dakota, Nebraska, lo Stato di New York, il Missouri e il Maryland. A respingere il referendum sono stati tre Stati dove, appunto, i sì non sono stati sufficienti: Florida, South Dakota e Nebraska.

Ad influire sul voto sono state le posizioni dei due candidati presidente sul tema, considerando appunto che ci si esprimeva per il referendum nello stesso giorno della scelta del nuovo leader degli Stati Uniti. Per il neo-eletto repubblicano Donald Trump, l’aborto non va sancito come diritto fondamentale in Costituzione, visione ben diversa da quella dell’ormai sconfitta Kamala Harris, favorevole al sì.

Ma vediamo in dettaglio come hanno votato gli Stati coinvolti nel referendum.

Florida

In Florida la consultazione popolare è stata un fallimento. Nello Stato resterà quindi in vigore il divieto per le interruzioni di gravidanza dopo le sei settimane. L'"emendamento 4", che avrebbe annullato il divieto di aborto oltre le sei settimane attualmente in vigore e ampliato l'accesso al punto di vitalità fetale. Il 60 per cento dei voti necessari non è stato raggiunto. Per il governatore della Florida si tratta di una vittoria: Ron DeSantis infatti è a favore del divieto per le interruzioni di gravidanza dopo le sei settimane.

Alaska

Gli elettori dell’Alaska, invece, hanno decretato la vittoria del sì e, quindi, per i sostenitori del diritto all'aborto. L'emendamento dell'Arizona è la sesta misura per proteggere o espandere i diritti all'aborto approvata finora in queste elezioni.

Missouri

Approvato Il provvedimento elettorale che modificherebbe la Costituzione dello Stato per garantire il "diritto alla libertà riproduttiva". L’aborto è attualmente vietato nel Missouri, con poche eccezioni.

Nevada

Anche qui hanno vinto i sì. Il referendum sull'aborto è stato approvato in Nevada, ma la procedura non è conclusa. Ora il diritto all'aborto entra nella Costituzione dello Stato, ma gli elettori dovranno approvarla di nuovo nel 2026. Gli aborti sono già accessibili fino a 24 settimane di gravidanza, con eccezioni per proteggere la vita o la salute della madre.

New York

Nello Stato di New York hanno vinto i sì sancendo l'accesso all'aborto e garantendo l'autonomia degli individui sull'assistenza sanitaria riproduttiva. L'aborto rimane quindi legale a New York.

Colorado

Il referendum è passato superando il 55 delle preferenze necessarie. L’emendamento sostiene l’attuale legge in vigore in Colorado, dove l’aborto rimane legale.

South Dakota

Il South Dakota è il secondo Stato a respingere una misura referendaria che avrebbe ripristinato o protetto l'accesso all'aborto dopo il ribaltamento della sentenza Roe vs Wade del 2022. Nello Stato, a trazione profondamente repubblicana, i gruppi anti-aborto hanno ampiamente superato in termini di raccolta fondi e spese quelli a difesa del diritto all'aborto.

Nebraska

È il terzo Stato ad aver decretato la vittoria dei no al referendum. Qui gli elettori hanno dovuto affrontare i quesiti su de misure opposte. L’aggiunta del diritto di accesso all’aborto alla Costituzione dello Stato non è passata. L’altro quesito, invece, ha ottenuto la vittoria dei sì, sancendo l'attuale divieto statale di aborto oltre le 12 settimane, con eccezioni per i casi di gravidanze dopo uno stupro o un incesto.

Montana

Gli elettori del Montana hanno scelto di proteggere il diritto all'aborto nella Costituzione del loro Stato. L'iniziativa referendaria ha cercato di sancire una sentenza della Corte Suprema del 1999.

Maryland

E l’ultimo Stato dove hanno vinto i sì nel referendum per garantire il "diritto alla libertà riproduttiva", inclusa la possibilità di continuare o interrompere la propria gravidanza. L’aborto rimane legale nel Maryland.

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