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Le prime mosse di Trump: cosa cambia su immigrazione, clima e guerre

Donald Trump 

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Il tycoon, rientrando alla Casa Bianca, ripartirà dai cardini che avevano contraddistinto il suo primo mandato. In campagna elettorale ha promesso “la più grande deportazione della storia degli Stati Uniti”
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WEST PALM BEACH — Sigillare i confini, mentre comincia la deportazione degli immigrati illegali, e rilanciare le perforazioni nel settore energetico, ossia petrolio e gas, anche allo scopo di far scendere i prezzi e quindi contrastare l’inflazione. Lo ha detto lo stesso Donald Trump che questi saranno i primi provvedimenti che prenderà, rientrando alla Casa Bianca. L’avvio di una serie di iniziative, contenute in circa 300 decreti esecutivi già pronti, per invertire il più rapidamente possibile la rotta rispetto all’amministrazione Biden. Senza contare poi la politica estera, dove ha promesso di mettere fine alle guerre in Ucraina e Gaza prima ancora di riprendere possesso dello Studio Ovale il 20 gennaio prossimo.

Le guerre e l’immigrazione

La transizione è stata preparata da Linda McMahon dell’America First Policy Institute per la parte politica, e dal ceo della compagnia finanziaria Cantor Fitzgerald Howard Lutnick per il personale. Sullo sfondo resta il "Project 2025" della H…

WEST PALM BEACH — Sigillare i confini, mentre comincia la deportazione degli immigrati illegali, e rilanciare le perforazioni nel settore energetico, ossia petrolio e gas, anche allo scopo di far scendere i prezzi e quindi contrastare l’inflazione. Lo ha detto lo stesso Donald Trump che questi saranno i primi provvedimenti che prenderà, rientrando alla Casa Bianca. L’avvio di una serie di iniziative, contenute in circa 300 decreti esecutivi già pronti, per invertire il più rapidamente possibile la rotta rispetto all’amministrazione Biden. Senza contare poi la politica estera, dove ha promesso di mettere fine alle guerre in Ucraina e Gaza prima ancora di riprendere possesso dello Studio Ovale il 20 gennaio prossimo.

Le guerre e l’immigrazione

La transizione è stata preparata da Linda McMahon dell’America First Policy Institute per la parte politica, e dal ceo della compagnia finanziaria Cantor Fitzgerald Howard Lutnick per il personale. Sullo sfondo resta il "Project 2025" della Heritage Foundation, che è stato pubblicamente accantonato in quanto troppo estremistico, ma in realtà contiene idee che riemergeranno nel corso del mandato.Trump ha promesso come prima cosa di sigillare i confini, perché l’immigrazione è il tema che lo ha fatto vincere nel 2016, e lo ha spinto alla rivincita quest’anno. I bianchi della classe media e lavoratrice temono di perdere il controllo del paese, i posti di lavoro e la sicurezza, a causa della concorrenza e delinquenza degli illegali. Perciò le prime mosse di Trump punteranno a ricreare la situazione che esisteva il giorno in cui aveva lasciato la Casa Bianca, quando secondo il famoso grafico che si era girato a guardare durante gli spari al comizio di Butler, gli ingressi illegali erano scesi al livello più basso di sempre. La soluzione però non è più solo il muro da costruire lungo il confine col Messico, che vuole riprendere, ma richiederà tempo. Il problema immediato sono i milioni di migranti già entrati, che lui promette di espellere lanciando "la più grande deportazione della nostra storia". Resta da vedere come reagirà la comunità imprenditoriale, che ha bisogno di questa manodopera.

Più petrolio e gas a discapito del cambiamento climatico

Il secondo passo sarà denunciare nuovamente l’Accordo di Parigi sul clima, per avere mano libera nel settore energetico. "Drill baby, drill" è lo slogan che Trump ha sempre ripetuto nei comizi. Vuole rilanciare le perforazioni per produrre più petrolio e gas, non solo per diventare la potenza mondiale dominante del settore, ma anche perché così spera di far scendere i prezzi di tutti i beni al consumo e quindi l’inflazione.

Il rapporto di Trump con Netanyahu, Putin e Zelensky

Le guerre in Ucraina e Gaza non può fermarle per decreto, ma spingerà Zelensky a negoziare la pace nei termini voluti da Putin, e chiederà a Netanyahu di fermarsi a Gaza e in Libano, con la promessa di riprendere il filo degli Accordi di Abramo allargandoli all’Arabia Saudita.

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