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Trump prende tutto: già pronte le liste dei nemici da epurare

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Nel mirino i Biden, Hillary e Nancy Pelosi. Nel nuovo governo solo fedelissimi
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Washington - West Palm Beach — C’è poco da girarci intorno: Donald Turmp avrà poteri assoluti, per realizzare anche gli aspetti più estremistici della sua agenda. Non è un caso senza precedenti, perché anche Biden era entrato alla Casa Bianca con la maggioranza alla Camera e al Senato, ma se uno ci aggiunge la Corte Suprema nettamente schierata con il nuovo presidente, si capisce che non avrà alcuna istituzione in grado di frenarlo, a parte gli stati democratici come California e New York.

Starà a lui quindi decidere se intende usare questo enorme potere per mettere in pratica i punti più partigiani e divisivi del suo programma, incluse le vendette contro gli avversari, oppure scegliere la via del pragmatismo nell’interesse dell’intero Paese.

Al momento sappiamo per certo che Trump ha riconquistato la Casa Bianca con una vittoria a valanga, inclusa la maggioranza nel voto popolare che da anni sfuggiva ai repubblicani. Ha ripreso il Senato, fondamentale per approvare le sue nomin…

Washington - West Palm Beach — C’è poco da girarci intorno: Donald Turmp avrà poteri assoluti, per realizzare anche gli aspetti più estremistici della sua agenda. Non è un caso senza precedenti, perché anche Biden era entrato alla Casa Bianca con la maggioranza alla Camera e al Senato, ma se uno ci aggiunge la Corte Suprema nettamente schierata con il nuovo presidente, si capisce che non avrà alcuna istituzione in grado di frenarlo, a parte gli stati democratici come California e New York.

Starà a lui quindi decidere se intende usare questo enorme potere per mettere in pratica i punti più partigiani e divisivi del suo programma, incluse le vendette contro gli avversari, oppure scegliere la via del pragmatismo nell’interesse dell’intero Paese.

Al momento sappiamo per certo che Trump ha riconquistato la Casa Bianca con una vittoria a valanga, inclusa la maggioranza nel voto popolare che da anni sfuggiva ai repubblicani. Ha ripreso il Senato, fondamentale per approvare le sue nomine, e sembra avvantaggiato anche per conservare la Camera, dove iniziano le pratiche per l’impeachment.

Alla Corte Suprema aveva già creato una super maggioranza di 6 conservatori contro 3 liberal, che lo ha aiutato a bloccare i processi federali per l’assalto al Congresso del 6 gennaio e i documenti segreti trafugati a Mar-a-Lago. Ora potrebbe sostituire i due giudici più anziani, Thomas e Alito, con due giovani repubblicani, consolidando così per almeno un paio di decenni il controllo sul massimo tribunale americano che aveva già cancellato la legalità dell’aborto a livello federale. Per non parlare delle centinaia di nomine nelle corti di primo e secondo grado, che avranno un impatto diretto e concreto sulla vita quotidiana degli americani.

Questa presa del potere assoluto è confermata dal fatto che il procuratore Jack Smith, incaricato di guidare le inchieste sul 6 gennaio e i documenti, sta già valutando come chiudere i procedimenti, visto che la prassi del dipartimento alla Giustizia vieta di processare presidenti in carica. Se non lo farà, Trump sceglierà un segretario alla Giustizia che lo licenzierà, chiudendo comunque la pratica.

Non manca chi sta facendo pressione su Biden affinché perdoni il successore, magari in cambio di tolleranza se usasse lo stesso potere per risparmiare al figlio Hunter la prigione. Poi, una volta in carica, Donald dovrebbe mantenere la promessa di graziare i sostenitori già condannati per l’assalto al Congresso, definito da lui come una pacifica manifestazione di dissenso.

Trump è chiuso nella sua casa di Mar-a-Lago a preparare la transizione, ma il figlio Don ha già dato un’indicazione chiara sulla linea: «Non sceglierà membri del governo che pensano di saperne più di lui». Quindi scordatevi i servitori dello stato del primo mandato, tipo i generali Kelly, Mattis e McMaster. La fedeltà sarà la prima qualità richiesta, a partire dal segretario alla Giustizia.

I nomi che girano sono Ken Paxton del Texas, incriminato e assolto come lui, Matt Whitaker, Mike Lee, John Ratcliffe. Uno di loro dovrà aiutarlo a perdonare gli assalitori del 6 gennaio e gestire «la più grande deportazione di immigrati illegali nella storia degli Stati Uniti», che secondo il consigliere Stehen Miller «comincerà dal primo giorno in cui entrerà nell’Ufficio Ovale».

Nel frattempo si preparano anche le epurazioni. Lo staff della transizione, secondo una fonte vicina al dipartimento di Stato, sta già chiamando le agenzie governative chiedendo liste di funzionari. L’idea è rimpiazzare quelli non ritenuti fedeli.

L’elenco delle vendette personali ha certo il nome dei Biden in cima: Joe e il figlio Hunter. Fra i politici da perseguire c’è poi la rivale sconfitta Harris: «La metterò sotto processo, è responsabile dell’invasione di clandestini che è costata tante vite di americani», aveva detto durante un comizio. Accusando di «tradimento» pure Barack Obama, che avrebbe fatto sorvegliare la campagna repubblicana del 2016 per i presunti legami con la Russia. A Hillary Clinton l’ha invece promessa da tempo: l’accusa è sempre aver usato la posta elettronica privata quando era segretaria di Stato. Grande ossessione è infine l’ex Speaker della Camera Nancy Pelosi. Alla Federal Reserve consentirà al presidente Powell di completare il mandato, ma poi lo rimpiazzerà con un fedelissimo.

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