MOSCA — Washington starebbe «esplorando le opzioni per sostituire, se necessario, l’attuale leadership dell’Ucraina». A scriverlo è il Servizio russo di Intelligence Estera, Svr, ma più che un rapporto d’intelligence il suo comunicato ha tutta l’aria di un suggerimento velato al presidente statunitense eletto Donald Trump o di un tentativo di rimestare nel torbido e seminare zizzania tra la futura amministrazione americana e quella ucraina.
Già lo scorso giugno, l’Svr aveva ipotizzato che le cancellerie occidentali fossero pronte a «sacrificare» Volodymyr Zelensky per sostituirlo con un politico pronto a negoziare con Mosca. Magari proprio con l’ex comandante delle forze ucraine Valerii Zaluzhnyi, spedito a Londra come ambasciatore. Ora l’Svr ribadisce l’ipotesi, a orologeria. L’intelligence russa estera scrive che Washington starebbe valutando di indire elezioni parlamentari e presidenziali in Ucraina il prossimo anno, pur «nel contesto delle continue ostilità con la Russia», co…
MOSCA — Washington starebbe «esplorando le opzioni per sostituire, se necessario, l’attuale leadership dell’Ucraina». A scriverlo è il Servizio russo di Intelligence Estera, Svr, ma più che un rapporto d’intelligence il suo comunicato ha tutta l’aria di un suggerimento velato al presidente statunitense eletto Donald Trump o di un tentativo di rimestare nel torbido e seminare zizzania tra la futura amministrazione americana e quella ucraina.
Già lo scorso giugno, l’Svr aveva ipotizzato che le cancellerie occidentali fossero pronte a «sacrificare» Volodymyr Zelensky per sostituirlo con un politico pronto a negoziare con Mosca. Magari proprio con l’ex comandante delle forze ucraine Valerii Zaluzhnyi, spedito a Londra come ambasciatore. Ora l’Svr ribadisce l’ipotesi, a orologeria. L’intelligence russa estera scrive che Washington starebbe valutando di indire elezioni parlamentari e presidenziali in Ucraina il prossimo anno, pur «nel contesto delle continue ostilità con la Russia», come «modo “legittimo” di eliminare il “troppo presuntuoso” Zelensky». Il Dipartimento di Stato, stando all’Svr, avrebbe persino pensato di sollecitare la società civile ucraina tramite fondi e think tank statunitensi per lanciare la campagna elettorale e creare un nuovo partito «progettato per occupare una nicchia filoamericana». «La nomina dei candidati sarà effettuata in consultazione col Dipartimento di Stato», il che, conclude l’Svr, dimostra «che il mantra “Non una parola sull’Ucraina senza l’Ucraina” ripetuto regolarmente non è altro che un bellissimo “involucro”. E che il destino di questo Paese e dei suoi leader fantoccio continuerà a essere deciso da Washington».
In realtà, sostituire Zelensky con un leader amico è uno dei due obiettivi prefissati da Vladimir Putin in Ucraina. Quella che viene chiamata “denazificazione”, insieme alla “smilitarizzazione”. Per Mosca Zelensky è un “presidente nazista”, a dispetto del fatto che sia ebreo, e per di più “illegittimo” perché il suo mandato sarebbe scaduto il 21 maggio ma, in virtù della legge marziale, non ha indetto elezioni.
La nota dell’Svr arriva anche all’indomani della bordata social di Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente eletto, che ha pubblicato un video di Zelensky con la scritta: “Mancano 38 giorni alla perdita della tua paghetta”. Un’allusione alla promessa elettorale del padre di tagliare i fondi a Kiev che però, alla luce del comunicato dell’Svr, assume un significato ancora più sinistro.