✕

Trump premia Musk: nominato capo del nuovo dipartimento per l’efficienza governativa

Ascolta l'audio

Continua l’infornata di falchi nella prossima amministrazione americana. L’ente per la protezione ambientale a un negazionista della crisi climatica
3 minuti di lettura

NEW YORK — Una cosa deve essere chiara: Trump nominerà nel governo solo alleati fedeli, che gli garantiscano di mettere in pratica la sua agenda senza retropensieri personali. Come ha fatto con Elon Musk, che insieme a Vivek Ramaswami guiderà il Doge, ossia il dipartimento per l’efficienza del governo, che dovrà garantire la funzionalità della macchina starale. E come ha fatto alla Cia con John Ratcliffe e al Pentagono con Pete Hegseth. Però dalle prime nomine sta emergendo una tendenza che potrebbe diventare indicativa del modo in cui intende guidare gli Stati Uniti.

Infatti su un terreno, quello dell’immigrazione e della sicurezza interna, si sta circondando di falchi legati al suo mondo, mentre sulla politica estera si sta affidando a caratteri meno estranei all’establishment repubblicano tradizionale. Resta da vedere cosa farà sulla Giustizia, che potrebbe trasformare nello strumento delle sue vendette, e su Tesoro e Commercio, da cui dipenderanno i temuti dazi contro Europa e Ci…

NEW YORK — Una cosa deve essere chiara: Trump nominerà nel governo solo alleati fedeli, che gli garantiscano di mettere in pratica la sua agenda senza retropensieri personali. Come ha fatto con Elon Musk, che insieme a Vivek Ramaswami guiderà il Doge, ossia il dipartimento per l’efficienza del governo, che dovrà garantire la funzionalità della macchina starale. E come ha fatto alla Cia con John Ratcliffe e al Pentagono con Pete Hegseth. Però dalle prime nomine sta emergendo una tendenza che potrebbe diventare indicativa del modo in cui intende guidare gli Stati Uniti.

Infatti su un terreno, quello dell’immigrazione e della sicurezza interna, si sta circondando di falchi legati al suo mondo, mentre sulla politica estera si sta affidando a caratteri meno estranei all’establishment repubblicano tradizionale. Resta da vedere cosa farà sulla Giustizia, che potrebbe trasformare nello strumento delle sue vendette, e su Tesoro e Commercio, da cui dipenderanno i temuti dazi contro Europa e Cina.

L’immigrazione è il tema che aveva creato Trump nel 2016, ed è stata la chiave della sua rielezione, insieme all’inflazione. Nel 2016 aveva promesso il muro al confine col Messico, ma ormai il contenimento degli illegali non basta più, e per tranquillizzare i bianchi che temono di perdere il controllo del Paese promette la deportazione di massa, almeno dei criminali. Su questo non può fare sconti e quindi ha scelto i collaboratori più allineati, se non estremisti: lo zar del confine Tom Homan, che aveva sostenuto e sostiene la divisione delle famiglie per scoraggiare gli ingressi; il vice capo di gabinetto Stephen Miller, guru intellettuale della linea dura; la governatrice del South Dakota Kristi Noem come segretaria della Homeland Security, in pratica il ministero dell’Interno. Lei era diventata famosa, suo malgrado, per la biografia in cui si era vantata di aver ammazzato il suo cane, che forse le era costata la corsa alla vicepresidenza. Però è stata recuperata per gestire il dipartimento che coordina tutti gli apparati della sicurezza nazionale, immigrazione, terrorismo, criminalità. La direzione quindi è chiara e netta.

Il discorso vale a metà per l’ambiente, perché Lee Zeldin, capo della Environmental Protection Agency, è un ex deputato, ma anche un negazionista dei cambiamenti climatici. Trump ha promesso agli elettori di rilanciare le perforazioni petrolifere e di gas, per rendere gli Usa leader mondiali dell’energia fossile, ma anche per combattere l’inflazione. Perciò non può permettersi compromessi, anche se l’Ad della Exxon Darren Woods gli ha sconsigliato di uscire di nuovo dall’Accordo di Parigi e molti Stati repubblicani incassano i fondi della transizione verde.

Alla Difesa Trump ha nominato a sorpresa Pete Hegseth, un veterano di Iraq e Afghanistan, che però in politica aveva solo tentato una candidatura al Senato fallita. La notorietà invece l’ha ottenuta facendo il giornalista per la tv conservatrice Fox News.

In politica estera, se verrà confermata la scelta del senatore della Florida Marco Rubio come segretario di Stato, il discorso è diverso: Rubio, che Donald aveva demolito nelle primarie del 2016 chiamandolo “Marcolino”, è un falco, soprattutto su Cina, Iran, e ovviamente Venezuela e Cuba, da cui la sua famiglia era scappata. Sull’Ucraina si è convertito ad accelerare la fine della guerra, ma non è mai stato tenero con la Russia e difficilmente lo diventerà. È dunque una scelta che dovrebbe tranquillizzare establishment e alleati, almeno relativamente al fatto che l’alternativa sarebbe stato l’estremista Richard Grenell.

Alla direzione della Cia ha nominato John Ratcliffe, ex deputato e direttore nazionale dell’intelligence alla fine del suo primo mandato. Ratcliffe aveva spinto per indagare il figlio di Biden, Hunter, e Trump lo ha elogiato per la capacità di tenere testa all’apparato dei servizi e dell’Fbi. Tra i candidati alternativi però c’erano personaggi come Kash Patel, ancora più estremista, o l’ex democratica convertita Tulsi Gabbard.

Anche il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, ex berretto verde combattente in Afghanistan, è un falco pronto a bombardare i trafficanti di fentanyl, ma è un deputato non estraneo ai corridoi di Washington.

Elise Stefanik darà battaglia all’Onu, soprattutto su Israele. Mike Huckabee, padre dell’ex portavoce Sarah, offre garanzie da evangelico come ambasciatore nello Stato ebraico, ma l’ex governatore dell’Arkansas non viene dal nulla del movimento Maga. Fermo restando che la linea la darà solo Trump, con la forza stabilizzante della capo di gabinetto Susie Wiles.

Sulla nomina di Musk e dell’uomo d’affari Ramaswamy, Trump ha scritto: "Insieme, questi due meravigliosi americani spianeranno la strada alla mia amministrazione per smantellare la burocrazia governativa, tagliare le normative eccessive, tagliare le spese inutili e ristrutturare le agenzie federali, essenziali per il movimento 'Save America'. Diventerà, potenzialmente, 'il progetto Manhattan' dei nostri tempi’ (il progetto segreto Usa per sviluppare la prima bomba atomica)”.

Leggi i commenti