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Da Berlino a Washington, ora tutti tifano per la trattativa tra Ucraina e Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (agf)

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I principali sostenitori della resistenza all’invasione russa azzereranno o taglieranno i fondi a Kiev
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Atto primo: Berlino. Olaf Scholz dichiara al Bundestag: «Non può succedere e non dovrà succedere che il sostegno all’Ucraina porti a tagli su pensioni e assistenza sanitaria». Il cancelliere conferma che Kiev «potrà fidarsi dell’appoggio e della solidarietà della Germania», che però «continuerà a preoccuparsi di non diventare parte del conflitto». E aggiunge: «Ho dato un contributo a fare in modo che si negoziasse in modo assennato».

Atto secondo: Washington. Colloquio a porte chiuse tra i deputati repubblicani. Secondo il New York Times, lo speaker della Camera Mike Johnson ha detto alla trumpiana Marjorie Taylor Greene che non ci saranno più finanziamenti all’Ucraina.

Atto terzo: Riad. Telefonata tra Mohammed Bin Salman e Vladimir Putin. Per l’agenzia di Stato saudita, i due discutono gli sviluppi della guerra in Ucraina. Poche settimane fa, la monarchia aveva manifestato la disponibilità a condurre una mediazione tra Mosca e Kiev. E i rapporti di MBS con Donald Trump sono otti…

Atto primo: Berlino. Olaf Scholz dichiara al Bundestag: «Non può succedere e non dovrà succedere che il sostegno all’Ucraina porti a tagli su pensioni e assistenza sanitaria». Il cancelliere conferma che Kiev «potrà fidarsi dell’appoggio e della solidarietà della Germania», che però «continuerà a preoccuparsi di non diventare parte del conflitto». E aggiunge: «Ho dato un contributo a fare in modo che si negoziasse in modo assennato».

Atto secondo: Washington. Colloquio a porte chiuse tra i deputati repubblicani. Secondo il New York Times, lo speaker della Camera Mike Johnson ha detto alla trumpiana Marjorie Taylor Greene che non ci saranno più finanziamenti all’Ucraina.

Atto terzo: Riad. Telefonata tra Mohammed Bin Salman e Vladimir Putin. Per l’agenzia di Stato saudita, i due discutono gli sviluppi della guerra in Ucraina. Poche settimane fa, la monarchia aveva manifestato la disponibilità a condurre una mediazione tra Mosca e Kiev. E i rapporti di MBS con Donald Trump sono ottimi.

I segnali diplomatici e politici sono sempre più chiari. Washington e Berlino, i principali sostenitori della resistenza all’invasione russa, azzereranno o taglieranno i fondi concessi all’Ucraina. Contemporaneamente crescono le pressioni per una trattativa, testimoniando come il conflitto venga considerato insostenibile per costi materiali e umani: in questi giorni il numero complessivo di morti e feriti ha superato il milione.

Ma un cessate il fuoco adesso rischia di cedere ai russi una grande porzione del territorio ucraino, che potrebbe crescere ogni giorno. Nel Donbass la situazione peggiora. I soldati russi sono penetrati all’interno della cittadina di Kurakhove: è il caposaldo che chiude a sud la linea difensiva; alla guarnigione è rimasta solo una via di fuga. Più a nord, le avanguardie di Mosca si avvicinano a Pokrovsk, l’altro snodo logistico. Martedì sono entrati in azione i potenti tank Leopard 2 ucraini, che hanno spazzato via una colonna di blindati. Ma tutto il fronte è in grave difficoltà: da qui a un mese si teme un arretramento di oltre trenta chilometri, che potrebbe portare Putin a occupare quasi l’intero Donetsk.

A Kursk da una settimana ci sono attacchi per riconquistare il territorio russo: i parà ucraini hanno distrutto un’ottantina di mezzi corazzati. Hanno davanti tre brigate, che mandano avanti sempre altri uomini. Infine, a Kiev c’è stata un’incursione di missili russi. Dall’inizio di ottobre ogni notte sciami di droni Shahed puntano sulla capitale, ma questo è il primo attacco missilistico da oltre due mesi. Molti credono che i bombardamenti aumenteranno, per piegare definitivamente il morale della popolazione.

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