La pace è lì, a un passo, dice il principe del negoziato libanese, l’inviato americano Amos Hochstein mentre sul terreno la guerra infuria, più estesa, più sanguinosa. Solo in apparenza una contraddizione: più la trattativa si fa seria, più i nemici cercano di avvantaggiarsi. Sono le armi a disegnare il perimetro della diplomazia. E Hezbollah prova a non soccombere. Ieri il capo del partito-miliz…