Hezbollah ha confermato in una dichiarazione di aver lanciato un attacco contro una postazione dell'esercito israeliano nella zona del Monte Dov questa sera in seguito a quelle che sostiene essere "ripetute violazioni" del cessate il fuoco da parte dello Stato ebraico. Ma il premier israeliano Netanyahu replica: “È Hebzollah ad aver violato gravemente il cessate il fuoco”. E il ministro della Difesa Katz avverte: “Risponderemo in maniera forte”. Intanto, il segretario generale dell’Onu Guterres lancia l’allarme: “La situazione a Gaza è apocalittica e spaventosa”.
Libano, nove morti negli attacchi di Israele su due villaggi del sud
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che almeno nove persone sono state uccise negli attacchi israeliani su due villaggi del sud del paese, i più gravi da quando è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele la scorsa settimana. "L'attacco nemico israeliano sul villaggio di Haris ha ucciso cinque persone e ne ha ferite due, in un bilancio iniziale", ha affermato il ministero in una dichiarazione, aggiungendo che un altro attacco del genere su Tallousa "ha ucciso quattro persone e ne ha ferite una"
Attacchi di Israele a Beirut e nel sud del Libano
Attacchi aerei israeliani hanno colpito i valichi di frontiera tra Libano e Siria. Lo ha riferito questa sera il quotidiano The New Arab, con sede in Qatar. Nel frattempo, i resoconti dal Libano hanno indicato attacchi dell'Idf nel sud del paese. La Lebanese National News Agency ha aggiunto che i droni israeliani sono stati avvistati sorvolare Beirut e principalmente il suo distretto di Dahieh, una roccaforte di Hezbollah.
Onu: “580 mila persone rientrano a casa in Libano”
Nelle prime ventiquattro ore seguite all'inizio del cessate il fuoco, quasi 580 mila persone hanno cominciato a rientrare a casa. Lo riporta l'International Organization for Migration. Quasi il 90 per cento degli sfollati ha lasciato i rifugi. Restano nei campi di accoglienza più di 22 mila persone
Idf: “Colpite postazioni Hezbollah in tutto il Libano”
Le forze aeree dell'Idf, come si legge in un post su X dell'esercito israeliano, "hanno colpito poco fa i terroristi di Hezbollah, decine di lanciatori e infrastrutture terroristiche in tutto il Libano". Inoltre, l'Idf "ha colpito una piattaforma di lancio di Hezbollah nella zona di Berghoz, nel sud del Libano". "I lanci di Hezbollah di questa notte costituiscono una violazione dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano. Lo Stato di Israele esige che le parti interessate in Libano adempiano alle loro responsabilità e impediscano l'attività ostile di Hezbollah dall'interno del territorio libanese", prosegue il post dell'Idf, sottolineando che "lo Stato di Israele rimane obbligato al rispetto delle condizioni dell'accordo di cessate il fuoco in Libano". L'Idf "è pronto a continuare ad operare ovunque sia necessario e continuerà ad operare per difendere i civili israeliani", termina il post
Tajani: “Israele ammetta gli obiettivi raggiunti, la guerra non sia infinita”
A Gaza "la guerra non può essere infinita" e "Israele deve ammettere che i suoi obiettivi militari sono stati raggiunti". Lo ha dichiarato in una intervista ad Avvenire il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, in missione al Cairo dove si è svolta la Conferenza ministeriale per la ricostruzione di Gaza. "Sin dalla mattina del 7 ottobre dopo l'orrore dell'assalto di Hamas, l'Italia ha offerto sostegno a Israele, ha ribadito che lo stato ebraico ha il diritto di difendersi, di rispondere all'attacco terroristico e a debellare la minaccia a Gaza", ha affermato Tajani. "Ma la guerra non può essere infinita. Israele deve ammettere che i suoi obiettivi militari sono stati raggiunti, e che adesso - dopo la tregua in Libano - è possibile fermare le operazioni a Gaza"
Israele ordina l’evacuazione area a nord di Khan Yunis
In un post su X, il portavoce dell'esercito israeliano Avichay Adraee si è rivolto agli abitanti nell'area settentrionale di Khan Yunis, nel Sud della Striscia di Gaza, affermando che "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente l'area e spostarvi nella zona umanitaria". "Le organizzazioni terroristiche stanno nuovamente lanciando razzi contro lo Stato di Israele dalla vostra zona", ha aggiunto Adraee
Idf: “Abbattuto un drone contro Israele in arrivo dall'Iraq”
L'Idf ha reso noto che poco fa poco fa una nave lanciamissili della Marina israeliana ha abbattuto un drone sul Mar Rosso proveniente da est, un termine usato per descrivere gli attacchi dall'Iraq. Secondo l'esercito, il drone è stato abbattuto prima di entrare nello spazio aereo israeliano e per questo motivo le sirene non hanno suonato
Figlio Netanyahu posta foto a cena con Trump
Il figlio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Yair, ha postato su 'X' una foto che lo ritrae a cena insieme alla madre Sara e al presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump presso il golf resort in Florida. Un'altra foto solo di Sara Netanyahu e Trump è stata pubblicata ieri dal vice direttore delle comunicazioni del presidente eletto.
"Grazie presidente Trump per una cena così meravigliosa! Non vedo l'ora che arrivi il 20 gennaio!", ha scritto Yair Netanyahu.
Idf, ondata di raid nel sud del Libano, colpiti 6 villaggi
L'Idf ha annunciato di aver lanciato un'ondata di attacchi, colpendo sei villaggi nel sud del Libano, in risposta al tiro di mortai da parte di Hezbollah durante il pomeriggio. Secondo i media libanesi, ci sarebbero feriti nelle zone prese di mira dall'Idf.
Trump: “Ostaggi a Gaza rilasciati entro il 20 gennaio o i responsabili la pagheranno cara”
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che se gli ostaggi tenuti nella Striscia di Gaza non verranno rilasciati entro il 20 gennaio, giorno dell’inaugurazione, i responsabili "la pagheranno cara. Saranno colpiti più duramente di chiunque altro nella lunga e leggendaria storia degli Stati Uniti d'America", ha detto Trump in un post sui social media.
Usa, la tregua in Libano regge nonostante i razzi
"La tregua in Libano sta tenendo nonostante il lancio di razzi". Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller in un briefing con la stampa. (ANSA).
Appello dell'Onu, 'aiutiamo Gaza, situazione apocalittica'
Si è svolta al Cairo una Conferenza internazionale a livello di ministri degli esteri per rafforzare la risposta umanitaria a Gaza, l'enclave palestinese in condizioni catastrofiche a causa del conflitto tra Israele e Hamas. Co-organizzata da Egitto e Nazioni Unite, e non essendo una conferenza "di donatori", la riunione a cui hanno partecipato 17 ministri degli Esteri e rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali è stata connotata soprattutto dai moniti del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres e dalla preoccupazione per la nuova guerra civile in Siria.
"La situazione a Gaza è spaventosa e apocalittica", ha dichiarato Guterres facendo leggere un suo discorso alla vice segretaria generale delle Nazioni unite, Amina Mohamed. Gaza, dove la guerra tra Israele e Hamas infuria da oltre un anno, conta "ormai il maggior numero di bambini amputati per abitante al mondo", ha ricordato: "Molti perdono gli arti e subiscono operazioni chirurgiche persino senza anestesia. Ciò a cui stiamo assistendo potrebbe essere uno dei crimini internazionali più gravi".
Haaretz: domani riunione del governo nel nord di Israele
Il governo di Benjamin Netanyahu si riunirà domani a mezzogiorno nel nord di Israele, teatro pochi minuti fa di un nuovo attacco di Hezbollah che ha violato il cessate il fuoco. Lo ha riferito Haaretz.
Media: Israele bombarda Yaroun nel sud del Libano
Il corrispondente di Al Jazeera in Libano afferma che gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato la periferia della città di Yaroun e la zona di Burghaz, nel Libano meridionale. Secondo l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency, Yaroun èstata attaccata e l'esercito israeliano ha effettuato attacchi anche contro le città di Shebaa, Beit Lif e Talloussa. L'attacco a Talloussa, ha affermato, ha causato feriti. Poco fa, l'esercito israeliano ha dichiarato che avrebbe reagito duramente ai "colpi di avvertimento" sparati oggi da Hezbollah in risposta a quelle che il gruppo ha definito le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele.
Pentagono: alcuni incidenti, ma la tregua in Libano regge
Il Pentagono afferma che, nonostante alcuni incidenti, il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah sta tenendo. "In linea generale, la nostra valutazione e' che, nonostante alcuni di questi incidenti a cui stiamo assistendo, il cessate il fuoco sta tenendo", ha detto ai giornalisti Patrick Ryder, portavoce del Pentagono.
I suoi commenti giungono mentre Israele promette una "dura risposta" all'attacco di Hezbollah, che il gruppo libanese ha affermato di aver lanciato in risposta alle molteplici violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele.
Biden: “Indignato per la morte del cittadino americano ostaggio di Hamas dal 7 ottobre”
"Oggi i nostri cuori sono pesanti. Jill ed io siamo devastati e indignati di apprendere della morte di Omer Neutra, un cittadino americano, il cui corpo è stato apparentemente tenuto in mano da Hamas da quando lo hanno ucciso durante il loro brutale attacco terroristico del 7 ottobre". Lo afferma il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. "Omer - prosegue Biden - aveva solo 21 anni quando è stato preso da Hamas. Era un comandante di carro armato in un'unità delle Forze di Difesa israeliane che fu tra le prime a rispondere alla campagna di crudeltà di Hamas, rischiando la sua vita per salvare la vita degli altri. Nativo di Long Island, Omer ha pianificato di tornare negli Stati Uniti per l'università. Sognava di dedicarsi alla costruzione della pace. Meno di un mese fa, la madre e il padre di Omer si sono uniti a me alla Casa Bianca per condividere il dolore che hanno sopportato mentre pregavano per il ritorno del loro figlio, dolore che nessun genitore dovrebbe mai conoscere. Mi hanno raccontato come i nonni di Omer fossero sopravvissuti all'Olocausto e come la forza e la resilienza della loro famiglia siano state portate avanti attraverso le generazioni. In questo momento buio, mentre la nostra nazione si unisce ai genitori, al fratello e alla famiglia di Omer nel piangere questa tragica perdita, preghiamo per trovare forza e resilienza. E a tutte le famiglie di coloro che sono ancora in ostaggio: siamo con voi. E non smettero' di lavorare per riportare i vostri cari a casa".
Netanyahu: “Da Hezbollah grave violazione della tregua in Libano”
L'attacco Hezbollah sul Monte Dov "costituisce una grave violazione del cessate il fuoco e Israele risponderà con fermezza". Lo ha affermato in un post su X il premier Benjamin Netanyahu, assicurando che Israele "è determinato a continuare a far rispettare il cessate il fuoco e a rispondere a qualsiasi violazione da parte di Hezbollah, minore o grave".
Katz: “Risponderemo in maniera forte ai razzi di Hezbollah contro Israele”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha promesso una ''risposta forte'' all'attacco di Hezbollah contro una postazione dell'Idf nell'area del Monte Dov. ''Abbiamo promesso di agire contro qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, ed è esattamente quello che faremo - ha scritto Katz su X - Gli spari di Hezbollah contro una postazione dell'Idf a Mount Dov saranno accolti con una risposta forte''.
Egitto: al Cairo incontro tra Fatah e Hamas sul dopoguerra a Gaza
Al Cairo c'è stato un incontro tra delegazioni di Fatah e Hamas per "arrivare a un'intesa" sulla gestione della Striscia di Gaza nel dopoguerra, "sotto controllo totale dell'Autorità palestinese". Lo ha reso noto il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. "Al Cairo sono presenti due delegazioni dei movimenti di Fatah e Hamas che si stanno consultando e che deliberano per arrivare rapidamente a un'intesa reciproca riguardo la gestione delle attività quotidiane nella Striscia di Gaza sotto controllo totale dell'Autorità palestinese", ha affermato Abdelatty durante una conferenza stampa al Cairo.
Ue: cibo a Gaza sotto il 6 per cento del fabbisogno, è carestia
"Le scorte alimentari sono ora inferiori al 6% del fabbisogno a Gaza, con la maggior parte dei panifici e dei negozi chiusi a causa della carenza di cibo, c'è una carestia". Lo ha detto Sven Koopmans, rappresentante speciale dell'Unione Europea per il processo di pace in Medio Oriente parlando alla commissione Affari esteri dell'Eurocamera. "Ci sono oltre due milioni di persone sfollate internamente più volte, e fermiamoci un attimo a pensare che quei due milioni di persone a Gaza hanno vissuto sotto il governo di un'organizzazione terroristica da 17 anni, non potevano andarsene. Ora queste persone sono nuovamente sfollate e non hanno un posto sicuro dove andare", ha aggiunto Koopmans.
Idf: camion Pam con farina e cibo entrati a nord e sud di Gaza
Quaranta camion del Pam (il Programma alimentare mondiale dell'Onu), con oltre 600 tonnellate di farina destinate ai panifici, sono entrati a Gaza sud ieri sera in coordinamento con il Cogat, l'organismo militare israeliano responsabile degli aiuti umanitari nella Striscia. Il trasferimento degli aiuti è avvenuto attraverso il valico 96, dopo l'ispezione di sicurezza a Kerem Shalom, ha reso noto l'Idf. Parallelamente, sempre attraverso Kerem Shalom ieri sono passati 16 camion carichi di cibo, che hanno raggiunto il Pam diretti nel meridione della Striscia. All'organizzazione sono arrivati altri 52 camion di cibo attraverso il valico di Erez West, per la distribuzione nel nord di Gaza. L'Idf in coordinamento con il Cogat, si legge nella nota, continuerà a collaborare con le organizzazioni internazionali per consentire e sostenere le operazioni umanitarie e i panifici del Pam a sud e nord di Gaza.
Ue: a Gaza il cessate ancora difficile, aiuti non negoziabili
"Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas rimane elusivo" da raggiungere, anche adesso che c'è un cessate il fuoco in Libano. Lo ha dichiarato il Rappresentante speciale dell'Ue in Medio Oriente, Sven Koopmans, nel corso di un'audizione alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo (Afet). "Come Ue, abbiamo cercato di sostenere gli sforzi per il cessate il fuoco, guidati non da noi, ma da Stati Uniti, Qatar e Turchia. Tra le altre cose, abbiamo lavorato per fornire competenze umanitarie su questi negoziati. Ora dobbiamo concentrarci sull'aiuto a tutta la popolazione, aiutandola a sopravvivere e a trovare la pace", ha aggiunto Koopmans. "L'accesso degli aiuti umanitari non può essere un elemento di negoziazione" per il cessate il fuoco a Gaza, ha inoltre precisato. "Possiamo negoziare un cessate il fuoco. Si può negoziare sui detenuti, sugli ostaggi, per quanto terribile sia, ma l'accesso al cibo non e' un punto di negoziazione legittimo. Non possiamo dire che quel bambino o quella bambina non devono ricevere cibo finche' l'organizzazione terroristica (Hamas) fa qualcosa. Questo non e' accettabile", ha insistito Koopmans.
Hezbollah conferma l'attacco alla postazione israeliana
Hezbollah ha confermato in una dichiarazione di aver lanciato un attacco contro una postazione dell'esercito israeliano nella zona del Monte Dov questa sera in seguito a quelle che sostiene essere "ripetute violazioni" del cessate il fuoco da parte di Israele. L'organizzazione filo-iraniana ha affermato che il suo attacco contro il Monte Dov è "un primo avvertimento" in risposta agli attacchi delle Idf in Libano durante il cessate il fuoco e alla "continua violazione dello spazio aereo libanese da parte di aerei israeliani".
Idf: Hezbollah ha laciato dal Libano due missili su Israele
Due razzi sono stati lanciati da Hezbollah verso postazioni militari israeliane al confine con il Libano, nella zona del Monte Dov. Lo riferisce lo stesso esercito israeliano. E' il primo lancio di razzi dal Libano da quando, mercoledì scorso, è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Al momento non ci sono notizie di feriti. I razzi sono esplosi in aree aperte.
Idf respinge le accuse dell’ex ministro israeliano Ya’alon: “A Gaza nessuna pulizia etnica”
Le forze armate israeliane hanno "respinto le gravi accuse di pulizia etnica nella Striscia di Gaza", mosse sabato scorso dall'ex ministro della Difesa Moshe Ya'alon. "L'Idf agisce in conformità con il diritto internazionale ed evacua la popolazione in base alle esigenze operative e temporaneamente, per la sua protezione", ha affermato l'esercito. In un'intervista, Ya'alon - ex ministro della Difesa sotto Netanyahu tra il 2013 e il 2016 nonché ex capo di Stato maggiore - ha denunciato come "il percorso" che Israele sta "percorrendo prevede la conquista, l'annessione e la pulizia etnica. Guardate la Striscia di Gaza settentrionale: chiamate la questione come volete, trasferimenti e la creazione di insediamenti ebraici. Questa è la realtà". "Ora, se guardate i sondaggi, il 70% dell'opinione pubblica, a volte di più, sostiene una certa visione: ebraica, democratica, liberale e così via, insieme alla separazione. Non possiamo perderla di vista. Coloro che ci guidano ora ci stanno trascinando verso niente di meno che la distruzione", ha sottolineato
Il presidente del Parlamento libanese Berri: Israele sta violando il cessate il fuoco
Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, ha accusato Israele di aver violato il cessate il fuoco nel Paese, dopo che il ministero della Salute ha riferito dell'uccisione di una persona in un attacco dell'Idf nel sud. "Le azioni aggressive condotte dalle forze di occupazione israeliane rappresentano una flagrante violazione dei termini dell'accordo di cessate il fuoco", ha affermato Berri, che ha mediato la tregua per conto dell'alleato Hezbollah.
Il capo del Parlamento libanese accusa Israele: “Viola la tregua”
Accuse a Israele di violare la tregua con Hezbollah arrivano dal capo del Parlamento di Beirut, lo sciita Nabih Berri. "Le azioni aggressive portate avanti dalle forze di occupazione israeliana - afferma in una dichiarazione riportata dall'agenzia libanese Nna - rappresentano una violazione palese dei termini dell'accordo per il cessate il fuoco" entrato in vigore mercoledì scorso. Le parole di Berri arrivano dopo che le autorità di Beirut hanno confermato l'uccisione di una persona nel sud del Libano e il ferimento di un soldato libanese nell'est del Paese in raid attribuiti a droni israeliani. Secondo le notizie del sito libanese L'Orient Le Jour, la vittima di un raid di un drone a Jdeidet Marjeyoun era un agente della sicurezza.
Media: tutti i funzionari di Hamas hanno lasciato il Qatar
"Tutti i funzionari di Hamas hanno lasciato il Qatar". Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan, citando Sky news Arabia. Fonti arabe hanno affermato oggi che gli alti funzionari dell'organizzazione fondamentalista che governa Gaza sono partiti da Doha con le loro famiglie per diverse destinazioni, in seguito alle forti pressioni americane. Secondo fonti politiche vicine al dossier, la decisione è stata presa a causa del continuo rifiuto da parte della leadership di Hamas degli accordi per la liberazione degli ostaggi, compresa l'intesa parziale discussa al vertice di Doha dopo l'assassinio di Yahya Sinwar.
Gantz: “A Gaza enormi successi militari, ma nessuno politico”
"Ci sono enormi successi militari nella Striscia di Gaza, ma zero successi politici". Lo ha dichiarato il leader del Partito israeliano di unità nazionale Benny Gantz durante la riunione del suo partito. Criticando il primo ministro Benjamin Netanyahu, l'ex ministro del Gabinetto di guerra ha affermato che "gli ostaggi avrebbero potuto essere riportati indietro molto tempo fa e saremmo tornati a combattere". Secondo Gantz, gli ostaggi avrebbero potuto essere restituiti già ad aprile o a luglio, e devono tornare adesso, a dicembre. "Netanyahu ha aspettato le elezioni negli Stati Uniti e la crescita della sua coalizione", ha aggiunto. "Questo è ciò che accade quando la politica viene prima dello Stato". E rivolgendosi a Netanyahu ha detto: "Non aver paura, se riporti indietro gli ostaggi, otterrai sostegno politico".
Francia a Israele: “Rispettare il cessate il fuoco in Libano”
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, nel corso di un colloquio telefonico con l'omologo israeliano, Gideon Saar, ha ''insistito sulla necessità che tutte le parti rispettino il cessate il fuoco in Libano'' e ha ''sottolineato gli sforzi dispiegati in questo senso dalla Francia, in legame col partner Usa": nel corso della conversazione, si precisa in una nota diffusa dal Quai d'Orsay, Barrot ha inoltre sottolineato che ''l'accordo sul cessate il fuoco con il Libano deve aprire la via ad un cessate il fuoco immediato a Gaza, alla liberazione di tutti gli ostaggi nonché l'ingresso massiccio di aiuti umanitari".
Il portavoce dell’Idf: “Impediremo che le armi iraniane arrivino in Libano”
Il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari ha dichiarato in un'intervista a Sky News Arabia che Israele sta monitorando da vicino gli sviluppi in Siria e in Libano, con l'obiettivo di impedire che l'Iran contrabbandi armi a Hezbollah, considerato una minaccia diretta alla sicurezza di Israele. Hagari ha confermato che Israele è pronto ad agire per prevenire il trasferimento di armi, come nel caso del divieto di atterraggio a un aereo iraniano a Damasco. Riguardo al Libano, ha sottolineato l'importanza dell'accordo di cessate il fuoco per la stabilità del sud del Paese, ma ha avvertito che Hezbollah continua a rappresentare una minaccia attraverso la sua propaganda e le attività sul campo. E ha aggiunto: "Hezbollah continua a promuovere l'idea del collasso di Israele.
Trasmettiamo un messaggio chiaro: non permetteremo che si ripeta cioò che è accaduto il 7 ottobre".
Idf conferma gli attacchi in Libano contro gli Hezbollah
L'Idf ha confermato di aver effettuato diversi attacchi in Libano nei giorni scorsi, in seguito ad azioni di Hezbollah "che hanno rappresentato una minaccia per lo Stato di Israele e violato gli accordi tra Israele e Libano". L'esercito afferma di aver colpito diversi veicoli militari presso uno stabilimento di produzione di missili nella valle della Beqaa e altri veicoli in diversi siti sul confine tra Libano e Siria, nel distretto di Hermel, utilizzati dai miliziani filoiraniani per il trasporto di armi. L’'esercito libanese ha dichiarato in precedenza che uno degli attacchi ha preso di mira un bulldozer militare mentre stava eseguendo lavori di fortificazione all'interno della base militare di Al-Abbara, vicino al confine tra Libano e Siria, ferendo un soldato. L'Idf ha detto che l'incidente è sotto inchiesta. L'esercito israeliano ha fatto sapere anche che oggi sono stati attaccati diversi miliziani di Hezbollah nel Libano meridionale.
Ben Gvir: “Un insediamento ebraico a Gaza? Non sarebbe una cattiva idea”
"Sono assolutamente" a favore dell'occupazione del territorio a Gaza e per "incoraggiare l'emigrazione. Possiamo e dobbiamo farlo. Centinaia di migliaia di persone vogliono andarsene da lì". Lo ha detto in un'intervista radiofonica il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir. Alla domanda se lui e la sua famiglia si trasferirebbero in un insediamento ebraico a Gaza, Ben-Gvir ha risposto: "È sicuramente una possibilità. Quando hanno evacuato Gush Katif, mia moglie e io abbiamo lasciato Hebron, ci siamo trasferiti a Gush Katif, abbiamo preso parte alla lotta lì, finché non sono stato arrestato. Non è certamente una cattiva idea. "Dobbiamo occupare il territorio, incoraggiare l'emigrazione. Queste sono soluzioni che possono consentire una realtà diversa a Gaza".
Hamas: “Ci aspettiamo pressioni internazionali su Israele per lo stop alla guerra a Gaza”
Dopo i colloqui al Cairo con l'intelligence egiziana, Hamas ha dichiarato di aspettarsi una pressione internazionale su Israele per fermare la guerra a Gaza. Lo riferiscono i media israeliani. I colloqui hanno riguardato la cessazione delle ostilità, l'apertura del valico di Rafah per gli aiuti umanitari e uno scambio tra gli ostaggi israeliani e detenuti palestinesi. Hamas ha evidenziato gli sforzi di Egitto, Qatar e Turchia per mediare un accordo, chiedendo che gli Stati Uniti e la comunità internazionale facciano pressione su Israele, come è avvenuto in Libano.
Macron vedrà Bin Salman in Arabia Saudita: al centro del colloquio Libano e Medio Oriente
Mentre il governo francese di Michel Barnier è più che mai in bilico, con la minaccia di sfiducia da parte del Rassemblement National di Marine Le Pen, il presidente Emmanuel Macron vola in Arabia Saudita per una visita di Stato di tre giorni. Obiettivo? Intensificare i rapporti con Riad e ''lavorare insieme'' alla stabilizzazione regionale del Medio Oriente. Durante la missione, Macron prevede, tra l'altro, una cena di lavoro con il principe ereditario Mohammed bin Salman. Per il presidente francese, si tratta della terza visita in Arabia Saudita dal 2017. Al centro delle discussioni la situazione in Libano e in Medio Oriente. (ANSA).
Gaza: il bilancio totale delle vittime delle guerra sale a 44.466
Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 44.466, di cui 37 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 105.358, secondo la stessa fonte.
Media, gli Usa avvertono Israele: dallo Stato ebraico violazioni della tregua in Libano
Gli Stati Uniti hanno avvertito Israele che ci sono state violazioni della tregua in Libano da parte sua. È quanto riferisce Yedioth Ahronoth, citando fonti a conoscenza dei dettagli, secondo le quali l'inviato speciale Usa Amos Hochstein ha puntato il dito in particolare contro "il ritorno visibile e udibile dei droni israeliani nei cieli di Beirut". Le stesse fonti hanno affermato che affinché il cessate il fuoco duri, "abbiamo bisogno di moderazione da tutte le parti"
Lufthansa prolunga lo stop ai collegamenti con Tel Aviv fino al 31 gennaio
Lufthansa prolungherà la sospensione dei collegamenti con Tel Aviv fino al 31 gennaio 2025 compreso, a causa del conflitto in Medio Oriente. Il programma si applica a tutte le compagnie del principale gruppo europeo di trasporto aereo: Lufthansa Airlines, Austrian Airlines, Bruxelles Airlines, Swiss
Eurowings e Cargo. La sospensione in precedenza durava fino al 15 dicembre. Il gruppo ha più volte modificato negli ultimi mesi il programma di voli verso Israele, Iran e Libano, a causa dell'aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente, come altri gruppi aerei. I voli per Teheran sono già stati sospesi fino alla fine di gennaio, mentre i collegamenti con Beirut saranno interrotti fino alla fine di febbraio. L'esercito israeliano ha dichiarato ieri di aver ucciso combattenti Hezbollah nel sud del Libano, pochi giorni dopo l'entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco tra Israele e il movimento libanese sostenuto dall'Iran.
Governo libanese: drone israeliano nel sud, una vittima
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che una persona è stata uccisa in un attacco con un drone israeliano sulla città di Marjayoun, nel Libano meridionale.
Guterres: “A Gaza situazione apocalittica e spaventosa”
"La situazione a Gaza è spaventosa e apocalittica": in un discorso letto a suo nome alla conferenza del Cairo, lo ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. "La catastrofe di Gaza non è altro che un crollo totale della nostra umanità comune. L'incubo deve finire. Non possiamo continuare a distogliere lo sguardo. È tempo di agire", ha dichiarato ancora Guterres nel discorso letto da Amina Mohammed, la vicesegretaria generale dell'Onu.
Media palestinesi: raid israeliano a Jabalya, diverse vittime tra i civili
Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, diversi civili sono rimasti uccisi e feriti in un raid aereo israeliano a Jabalya, nel nord nord della Striscia di Gaza. Fonti mediche hanno riferito che i caccia hanno bombardato una casa vicino alla moschea di Omari a Jabalia al-Balad. Wafa riferisce anche che altri otto palestinesi sono rimasti feriti in un attacco aereo sull'ex scuola di Halima al-Sadia, che ospita gli sfollati nel campo di Jabalya, mentre due civili sono stati uccisi e altri feriti in un bombardamento a Rafah, nel sud della Striscia.
Guterres: “A Gaza il record mondiali di bambini amputati”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha denunciato che a Gaza c'è "il numero più alto di bambini amputati pro capite in qualsiasi parte del mondo, molti dei quali hanno perso arti e sono sottoposti a interventi chirurgici senza nemmeno anestesia". Il capo del Palazzo di Vetro è intervenuto alla conferenza internazionale sugli aiuti umanitari a Gaza in corso al Cairo.
La Gran Bretagna promette nuovi aiuti a Gaza e critica Israele
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un aumento di 18 milioni di sterline (circa 23 milioni di euro) di aiuti umanitari diretti alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza, dinanzi alla catastrofe umanitaria legata all'azione militare israeliana in corso da oltre un anno; non senza criticare Israele per le restrizioni e gli ostacoli frapposti. Lo si legge in una dichiarazione di Anneliese Dodds, viceministra incaricata della Cooperazione Internazionale, reduce da un conferenza di donatori svoltasi al Cairo. "La gente di Gaza ha necessità vitale di cibo e ricoveri in vista dell'inverno, servono soluzioni concrete per questa crisi umanitaria", ha detto Dodds. "Israele - ha poi ammonito - deve agire immediatamente per garantire un accesso senza ostruzioni degli aiuti umanitari". Le parole di Dodds riecheggiano sullo sfondo dell'annuncio sulla sospensione forzata del flusso di aiuti da parte dell'Unrwa, agenzia dell'Onu incaricata di assistere i profughi palestinesi, il cui direttore, il francese Philppe Lazzarini, ha accusato Israele di non garantire la sicurezza degli operatori e dei convogli umanitari: sia nel "tragitto" verso Gaza, di fronte a blocchi di coloni e militanti nazionalisti israeliani; sia all'interno della Striscia - in quanto "Paese occupante" - dai saccheggi di bande armate o disperati locali.
Tajani al Cairo partecipa alla conferenza umanitaria per Gaza
Il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, è in missione al Cairo per partecipare alla Conferenza umanitaria per rafforzare la risposta umanitaria a Gaza, co-organizzata da Egitto e Nazioni Unite. L'incontro, riferisce la Farnesina in una nota, è presieduto dal ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, dalla coordinatrice Onu per Gaza, Sigrid Kaag, e dall'Alto commissario di Unrwa, Philippe Lazzarini. Al Cairo saranno presenti il segretario generale delle Nazioni Unite, il segretario generale della Lega araba e molti primi ministri e ministri di tutta la regione del Mediterraneo allargato. La Conferenza si svolge in un momento di stallo dei negoziati per il cessate il fuoco a Gaza e di preoccupazione per il ruolo dell'Onu nei Territori palestinesi. Obiettivo principale della riunione è rafforzare gli aiuti per la popolazione civile nella Striscia. Quattro sono le finalità principali dell'incontro: 1. Risposta umanitaria; 2. Garantire un'adeguata preparazione al cessate il fuoco; 3. Sostenere il flusso di aiuti verso Gaza attraverso l'Egitto; 4. Pianificazione della prima fase di ripresa. Gli organizzatori si attendono impegni umanitari di natura finanziaria oltre che indicazioni di massima sulla disponibilità all'impegno per la ricostruzione, quando le condizioni lo consentiranno.
"Al Cairo sono sicuro che potremo proseguire lungo il cammino che abbiamo tracciato a Pescara e poi a Fiuggi. Ringrazio l'Egitto e le Nazioni Unite per aver organizzato questo importante appuntamento, che rappresenterà un'ottima occasione per rafforzare il nostro coordinamento con i partner arabi, discutere su come favorire la stabilità nella regione e pensare alla futura ricostruzione" ha dichiarato Tajani. L'incontro sarà anche il primo momento in cui la comunità internazionale potrà confrontarsi sul nuovo capitolo della crisi in Siria, con l'avanzata delle formazioni militari del gruppo Hayat Tahrir al-Sham verso il Sud del paese.
Fonti mediche Gaza: “Israele bombarda case nel nord, 15 le vittime”
Le forze israeliane hanno bombardato alcune case durante gli attacchi notturni nella Striscia di Gaza settentrionale, uccidendo almeno 15 persone in uno degli edifici nella città di Beit Lahia. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi. Diverse altre persone sono rimaste ferite nell'attacco e altre risultano disperse dopo che una casa che forniva rifugio agli sfollati è stata colpita, ha aggiunto il Servizio civile di emergenza palestinese.
Il ministro degli Esteri israeliano all’omologo francese: Hezbollah sta violando la tregua in Libano”
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha parlato al telefono con il suo omologo francese Jean-Noel Barrot, in seguito alle affermazioni di Parigi secondo cui Israele avrebbe violato il cessate il fuoco in Libano. Nella conversazione, Sa'ar ha affermato che "Israele non viola il cessate il fuoco, ma lo applica di fronte alle violazioni di Hezbollah, che richiedono una risposta immediata in tempo reale". Sa'ar ha aggiunto che "la stessa presenza di Hezbollah a sud del fiume Litani è una violazione fondamentale. Devono spostarsi a nord".
Drone israeliano contro esercito libanese: un soldato ferito
Un soldato libanese è rimasto ferito da un drone israeliano che oggi ha preso di mira una postazione dell'esercito nella regione di Hermel, lontano dal confine con Israele, nel Libano orientale. "Un drone nemico ha preso di mira un bulldozer dell'esercito che stava svolgendo lavori in una posizione dell'esercito, ferendo un soldato", affermano fonti dell'esercito libanese in un comunicato. Diversi attacchi israeliani hanno colpito il Libano da quando il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah eè entrato in vigore, il 27 novembre.
Il 10 dicembre Netanyahu testimonia al processo per corruzione in un bunker a Tel Aviv
L'amministrazione giudiziaria ha comunicato che la testimonianza del primo ministro Benyamin Netanyahu, fissata per il 10 dicembre, nell'ambito del processo per corruzione non si terrà a Gerusalemme ma in una sala sotterranea e fortificata del tribunale di Tel Aviv. La decisione è stata presa in seguito ad una consultazione tra i tribunali e l'agenzia di sicurezza Shin Bet sulla tutela di del premier durante la testimonianza. Nella dichiarazione la Corte afferma che lo Shin Bet ha fornito informazioni top secret sulle minacce a Netanyahu. Il primo ministro è accusato di frode e abuso di fiducia in due casi e di corruzione, frode e abuso di fiducia in un terzo. È stato incriminato a gennaio 2020 e uno dei processi che comprende tutti e tre i casi è iniziato a maggio di quell'anno.
Netanyahu ha sempre negato qualsiasi illecito e ha affermato che le accuse sono state inventate dalla polizia e dalla procura statale.
Sarah Netanyahu incontra Donald Trump in florida
La moglie del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Sara Netanyahu, ha incontrato il presidente eletto Usa Donald Trump al Trump International Golf Course a West Palm Beach, in Florida. "Ho partecipato a una cena al golf club del presidente eletto Donald Trump, alla quale sono stata invitata da lui", ha riferito la first lady israeliana in un post su Instagram in cui ha pubblicato una foto in cui la si vede seduta al tavolo accanto al tycoon. "Durante l'incontro, che è stato cordiale e amichevole, abbiamo discusso di molti argomenti, fra cui la salda amicizia tra Israele e gli Stati Uniti e l'importanza di continuare a coltivare il legame unico fra i nostri Paesi", si legge nel post su Instagram, che ha una versione in ebraico e una in inglese.
Oggi al Cairo conferenza umanitaria per Gaza
Si tiene oggi al Cairo una Conferenza umanitaria per rafforzare la risposta umanitaria a Gaza, co-organizzata da Egitto e Nazioni Unite. La riunione punta al rafforzamento del sostegno e del coordinamento internazionale sul tema degli aiuti umanitari a Gaza e mira ad affrontare le criticità relative all'accesso umanitario a Gaza e alla distribuzione degli aiuti. La "Conferenza ministeriale al Cairo per migliorare la risposta umanitaria a Gaza" intende inoltre concentrarsi sul ruolo di Unrwa nella Striscia e sul coordinamento internazionale anche sul tema della futura ricostruzione. L'incontro odierno è anche il primo momento in cui la comunità internazionale potrà confrontarsi sul nuovo capitolo della crisi militare in Siria creata da una coalizione composta da ribelli sostenuti dalla Turchia e dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham.
L’Idf: “Morto l’ostaggio israelo-americano a Gaza”
L'ostaggio israelo-americano Omer Maxim Neutra, 21 anni, sequestrato nella zona di confine di Gaza il 7 ottobre, è stato dichiarato morto durante la prigionia nella Striscia. Lo ha reso noto l'Idf, aggiungendo che il corpo si trova ancora nell'enclave.
In un mese meno di 1400 camion di aiuti: a Gaza non arriva più nulla
Senza più aiuti e in condizioni non umane. “Gaza è sprofondata nell'anarchia, con un aumento della carestia e saccheggi diffusi mentre l'ordine pubblico è crollato” raccontano i funzionari delle Nazioni Unite che non riescono più a portare aiuti nella Striscia. “Le spedizioni, le merci spesso aspettano "per mesi" sul lato palestinese di Kerem Shalom. A novembre sono entrati a Gaza solo 1.358 camion, rispetto alla media di 500 al giorno prima della guerra. A ciò si aggiungono il cattivo stato delle strade, i bombardamenti e la sospensione temporanea delle consegne da parte dell'Unrwa.
La Germania: “Israele non ha scuse, non può ostacolare gli aiuti a Gaza”
Israele non ha scuse per ostacolare la consegna di aiuti umanitari a Gaza. Lo ha affermato Tobias Lindner, viceministro degli Esteri tedesco, che oggi al Cairo parteciperà alla conferenza umanitaria sulla Striscia. Lo Stato ebraico deve "mantenere le sue promesse di rendere più fluida" la consegna degli "aiuti umanitari a Gaza e di consentire un accesso umanitario sufficiente in qualsiasi momento", ha affermato. "Non ci sono scuse per questo". L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) ha annunciato che sospenderà la consegna di aiuti a Gaza perché la consegna è diventata “impossibile”.
Scontro in Israele sulla legge che decriminalizzerebbe la fuga di informazioni riservate
Il procuratore generale di Israele si è espresso contro la proposta di legge che decriminalizzerebbe la fuga di informazioni riservate che vengono fatte arrivare al primo ministro o al ministro della Difesa. La normativa - soprannominata legge Feldstein perché presentata dopo l'incriminazione del portavoce del premier Benjamin Netanyahu, Eli Feldstein, per questo tipo di reato - è stata approvata dal Comitato ministeriale per la legislazione. “Esiste una seria preoccupazione – spiega – che questa legge sia motivata su base personale e ci sia un'ingerenza politica impropria in un procedimento penale che coinvolge i collaboratori del primo ministro”. Feldstein è accusato di aver condiviso intenzionalmente informazioni riservate con l'intento di danneggiare la sicurezza nazionale, un grave reato di spionaggio che prevede l'ergastolo. Avrebbe fatto trapelare informazioni riservate a media stranieri (il tedesco Bild e il Jewish Chronicle) per influenzare l'opinione pubblica contro i manifestanti che sostenevano un accordo per la liberazione degli ostaggi, dipingendo le proteste come un tentativo di indebolire i negoziati e rafforzare Hamas.