Mentre la tregua tra Israele e Hezbollah si rivela sempre più fragile e sempre più numerosi sono gli attacchi aerei in Libano da parte dell’esercito israeliano, il premier dello Stato ebraico Netanyahu riunisce simbolicamente il Giabinetto al confine con il Libano: “Siamo in tregua, ma guerra non è finita”. Intanto, i media rivelano che al Cairo le delegazioni di Fatah e Hamas avrebbero raggiunto l’intesa sul dopoguerra nella Striscia di Gaza, che sarebbe gestita nelle attività quotidiane “dal controllo totale dell'Autorità palestinese".
Usa,indignati per uccisione membro staff Save the children
Gli Stati Uniti hanno esortato Israele a indagare sulle accuse secondo cui i suoi attacchi aerei avrebbero ucciso operatori umanitari a Gaza. Lo ha affermato il vice portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel, esprimendo indignazione per la recente uccisione di un membro dello staff di Save the Children.
Interrogato sull'uccisione del trentanovenne Ahmad Faisal Isleem Al-Qadi in un attacco aereo di sabato a Khan Younis, Patel ha affermato che Washington sta cercando maggiori informazioni sulla morte. "Siamo indignati e vogliamo maggiori informazioni su questo incidente", ha affermato Patel. "L'IDF deve fornire ulteriori informazioni su questo incidente", ha aggiunto, riferendosi alle Forze di difesa israeliane. "Esortiamo Israele a indagare in modo approfondito e trasparente su azioni come queste e ad adottare misure appropriate nel loro sistema".
Onu, 75 mila persone senza acqua e cibo a Gaza Nord
Settantacinquemila persone a Gaza Nord "non hanno accesso regolare" a cibo, acqua, elettricità e cure, a causa dell'assedio ai villaggi da parte di Israele. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite nel corso dell'incontro quotidiano con i media internazionali.
Media, “Feldstein parlò a Bibi delle carte top secret trapelate”
Secondo la tv pubblica israeliana Kan, il collaboratore del primo ministro Eli Feldstein, arrestato per la fuga di notizie altamente classificate, avrebbe dichiarato durante l'interrogatorio davanti alla polizia di aver parlato con Benyamin Netanyahu del documento di intelligence che avrebbe fatto trapelare alla stampa estera. Il premier ha cercato nelle scorse settimane di prendere le distanze dal caso e finora ha insistito di aver appreso dell'esistenza del documento top secret solo dai media. Kan riferisce che Feldstein ha affermato di aver informato il primo ministro solo due giorni prima di far trapelare il documento al quotidiano tedesco Bild. Netanyahu non è stato convocato per testimoniare nel caso.
Macron, con Riad conferenza su creazione Stato palestinese
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che nel giugno 2025 presiederà insieme al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman una conferenza sulla creazione di uno Stato palestinese. "Abbiamo deciso di co-presiedere per il prossimo giugno una conferenza per i due Stati (uno israeliano, l'altro palestinese) con l'idea che nei prossimi mesi insieme moltiplicheremo e uniremo le nostre iniziative diplomatiche per portare tutti su questa strada", ha affermato il capo dell'Eliseo ai giornalisti nel suo secondo giorno della visita in Arabia Saudita.
Media: il Gabinetto di sicurezza di Israele convocato per giovedì
I ministri israeliani del Gabinetto politico e di sicurezza sono stati convocati giovedì sera per una discussione a Kirya, il quartier generale delle forze armate a Tel Aviv. È quanto riferisce su X il giornalista israeliano Barak Ravid e il sito di notizie Yedioth Ahronoth.
Unifil: “Pronti a sostenere accordo per porre finire alle violenze lungo la Blue Line in Libano”
"Unifil e le sue forze di peacekeeping sono pronte a sostenere qualsiasi accordo e meccanismo che porrà fine alla violenza lungo la Blue Line". Lo ha scritto la missione Onu dispiegata nel sud del Libano in un post su X. "Continueremo a monitorare e segnalare le violazioni della risoluzione 1701 e sollecitiamo tutti gli attori a rispettare la risoluzione sia nella lettera che nello spirito", ha aggiunto.
L’ambasciatore italiano in Libano: “Il nostro Paese in prima linea per l’emergenza umanitaria”
Il 18 novembre sono stati avviati nove nuovi progetti di emergenza umanitaria in Libano, finanziati dalla Cooperazione Italiana per un importo totale di 5.400.000 euro. Lo rende noto l'ambasciata d’Italia a Beirut, sottolineando il forte impegno a livello politico dell'Italia - prima per il raggiungimento ed ora per il consolidamento del cessate il fuoco - e che adesso, con questi progetti, ribadisce il proprio storico sostegno a favore della popolazione civile del Paese. Il bando di selezione, lanciato in tempi eccezionalmente rapidi per garantire una risposta tempestiva, si inserisce in un quadro di interventi più ampio, del valore di 28 milioni di euro, volto non solo a mitigare l'impatto della crisi umanitaria causata dal conflitto, ma anche a rafforzare le istituzioni libanesi. Gli interventi approvati coprono un ampio spettro di bisogni, tra cui Wash (salute e igiene), servizi di protezione, assistenza di base, sicurezza alimentare, esigenze abitative. In partenariato con le istituzioni pubbliche e partner locali, le Organizzazioni della Società Civile che sono risultate vincitrici del bando (Oxfam, Avsi Cesvi, We World-Gvc, Intersos, Terre Des Hommes Italia, Azione Contro la Fame, Aispo e Arcs) svolgeranno le attività per un periodo di quattro mesi, coprendo con i loro interventi un'ampia porzione del territorio libanese e dedicando particolare attenzione alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità. "L'Italia resta, in questo momento più che mai, al fianco della popolazione libanese", ha dichiarato Fabrizio Marcelli, ambasciatore d'Italia in Libano. "Questi nuovi progetti rappresentano una risposta immediata e concreta ai crescenti bisogni delle persone che hanno subito le conseguenze del conflitto e si inseriscono in un quadro più ampio di sostegno allo sviluppo del Paese, che si declina anche nel qualificato contributo delle forze armate italiane in seno ad Unifil e a supporto delle Laf". Alessandra Piermattei, titolare della sede Aics di Beirut, sottolinea che "la Cooperazione Italiana sosterrà la distribuzione di aiuti alimentari, l'accesso inclusivo ai centri di accoglienza e il rafforzamento delle capacità delle istituzioni locali. Oltre 300.000 persone beneficeranno degli interventi, che si protrarranno per 4 mesi."
Idf: distrutti i tunnel di Hezbollah nell’area del Monte Dov
Le forze di difesa israeliane hanno lanciato raid mirati nell'area del Monte Dov, al confine con il Libano, distruggendo le infrastrutture sotterranee di Hezbollah trovate nella regione. Lo ha dichiarato un portavoce dell'Idf, aggiungendo che Tsahal ha neutralizzato tutte le minacce terroristiche nell'area. Ieri le milizie filoiraniane hanno sparato due colpi di mortaio sulla base militare israeliana del monte Dov.
Il capo dell’esercito del Libano vede l’inviata Onu
Il generale Joseph Aoun, comandante delle forze armate libanesi, ha incontrato la coordinatrice delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale National News Agency. I due hanno discusso degli sviluppi regionali e nazionali dopo l'attacco israeliano di ieri in Libano e degli sforzi per far rispettare l'accordo di cessate il fuoco.
Idf interrompe le trasmissioni radio in tutto il Libano
L'esercito israeliano ha interrotto le trasmissioni radiofoniche in tutto il Libano per intimare ai residenti di non tornare nei villaggi del sud. Lo riporta Haaretz.
Governo libanese: un morto nel raid di Israele nel sud del Paese
Il ministero della Salute libanese ha riferito di un morto nel raid di un drone israeliano a Sheeba, nel sud del Paese, dove da mercoledì scorso vige un cessate il fuoco tra lo Stato ebraico ed Hezbollah. Secondo la National News Agency statale, la vittima era un "pastore".
Netanyahu: “Siamo al cessate il fuoco in Libano, ma guerra non è finita”
"Al momento siamo in un cessate il fuoco, la guerra non è finita". Lo riporta Haaretz, che cita il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al termine di una riunione di governo nella città settentrionale di Nahariya.
Netanyahu riunisce il governo vicino al confine con il Libano
Il primo ministro Benyamin Netanyahu all'inizio di una riunione simbolica del governo a Nahariya, nel nord di Israele, vicino al confine con Libano martellato per 14 mesi dai razzi di Hezbollah, ha dichiarato che il Paese "non tornerà alla situazione del 6 ottobre". "Ieri c'è stata una violazione grave della tregua (da parte di Hezbollah), in risposta abbiamo attaccato più di 20 obiettivi e siti in Libano. Siamo impegnati con la tregua, ma non tollereremo violazioni dell'altra parte", ha detto. "Siamo riuniti a Nahariya. Vogliamo inviare un messaggio chiaro al Nord: apprezziamo la determinazione dei residenti e dei leader; siamo impegnati a riportare i residenti a casa in sicurezza. Siamo impegnati a riportare il Nord a com'era, e anche di più. Vogliamo un Nord vivace, dinamico, con il recupero dei villaggi, con l'industria, con il turismo, e ancora oltre rispetto a com'era. A tal fine, il governo presenterà a breve, un programma sistematico e completo", ha aggiunto Netanyahu.
Libano: al via il reclutamento per nuovi soldati da mandare nel sud del Paese
Oggi fino al 3 gennaio prossimo l'esercito libanese ha lanciato una campagna di reclutamento di soldati nel quadro dell'accordo di cessate il fuoco con Israele e che prevede lo schieramento di migliaia di uomini nel sud del Libano al posto degli Hezbollah. L'annuncio del reclutamento da parte del comando dell'esercito è stato diffuso dai media libanesi e precisa che si tratta di un reclutamento "volontario" per candidati che "soddisfano le condizioni" definite.
Netanyahu ringrazia Trump per le parole sugli ostaggi: “Ha posto l’accento sul posto giusto, su Hamas”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato martedì il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump per aver rilasciato una dichiarazione dalle parole dure chiedendo che gli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza fossero rilasciati prima del suo insediamento il 20 gennaio. "Hamas è tenuto a rilasciare gli ostaggi. Il presidente Trump ha posto l'accento nel posto giusto, su Hamas, e non sul governo israeliano, come è consuetudine (altrove)", ha detto Netanyahu all'inizio della riunione di Gabinetto.
Smotrich: “Israele resterà a Gaza per un periodo prolungato”
"L'Idf rimarrà a Gaza per un periodo prolungato per garantire la sicurezza". Lo ha affermato il ministro delle Finanze israeliano e leader dell'estrema destra, Bezalel Smotrich, in un'intervista alla radio pubblica Kan. Per il leader di Sionismo religioso, il controllo operativo a lungo termine su Gaza è stato definito come un obiettivo di guerra ed e' essenziale per prevenire minacce a Israele. La governance militare di Gaza, ha aggiunto, costera' "qualche centinaio di milioni di shekel" e non i 25 miliardi stimati, ha sostenuto Smotrich.
Il premier libanese: “Contatti continui con Israele per fermare le violazioni della tregua”
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha affermato che ci sono "contatti continui con Tel Aviv per fermare le violazioni israeliane" dell'accordo di cessate il fuoco. Lo scrive Ynet News, sottolineando che il premier libanese non ha menzionato le violazioni da parte di Hezbollah, che ieri ha lanciato due ordigni esplosivi esplosi sul monte Dov. "Abbiamo sottolineato che le condizioni devono essere stabilizzate per consentire il ritorno degli sfollati e che lo spiegamento dell'esercito libanese nel sud deve essere ampliato", ha detto Mikati in colloqui con la controparte israeliana.
Fonti mediche: sono 23 i palestinesi uccisi dall’Idf oggi a Gaza
Gli attacchi militari israeliani hanno ucciso almeno 23 palestinesi nella Striscia di Gaza oggi, la maggior parte dei quali nella città di Beit Lahiya sul confine settentrionale, hanno detto i medici, mentre l'esercito ha emesso nuovi ordini di evacuazione nel sud dell’enclave. Fonti mediche hanno detto che otto persone sono state uccise in una serie di attacchi aerei a Beit Lahiya mentre altre quattro sono state uccise altrove nella città di Gaza. Un attacco aereo israeliano ha poi ucciso due persone e ne ha ferite altre a Jabalia, il più grande degli otto campi profughi storici di Gaza, nella zona costiera a nord, hanno detto i medici. Un altro attacco aereo, alla scuola di Al-Falah che ospita famiglie sfollate nel sobborgo di Zeitoun nella città di Gaza, ha ucciso sei persone e ne ha ferite altre, mentre a Rafah nell'estremo sud, tre donne sono state uccise dal fuoco dei droni israeliani, hanno aggiunto.
Arrestato un comandante della polizia israeliana in Cisgiordania
E' Avishai Mualem, comandante dell'Unità centrale della polizia israeliana in Cisgiordania, l'ufficiale di alto rango arrestato con il sospetto di corruzione. E' quanto ha rivelato il tribunale distrettuale di Gerusalemme che finora aveva tenuto coperto il nome. Oltre a lui, è stato fermato per essere interrogato il capo della polizia penitenziaria, Kobi Yaakobi, mentre un altro ufficiale, un sovrintendente, è stato arrestato e poi mandato ai domiciliari. Anche Yaakobi è stato rilasciato ma sottoposto a misure restrittive. Molti dettagli del caso restano coperti dalla censura giudiziaria, ma riguarderebbe tentativi dei funzionari di avvantaggiare il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir con informazioni riservate in cambio di promozioni. L'accusa in particolare sarebbe di corruzione di pubblico ufficiale, abuso di fiducia, divulgazione di informazioni riservate e abuso di autorità di polizia.
Riappare in Libano l’ambasciatore dell’Iran ferito nell’attacco con i cercapersone
È riapparso in pubblico l'ambasciatore iraniano in Libano, Mojtaba Amani, che era rimasto ferito nell'attacco a metà settembre con l'esplosione di migliaia di cercapersone di Hezbollah. Lo riferisce Times of Israel. Tornato nel Paese dei Cedri nei giorni scorsi dopo essersi sottoposto a cure nella Repubblica islamica, Amani ha visitato il luogo a Beirut dove il 27 settembre è stato ucciso in un raid israeliano il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, insieme ad altri alti esponenti del gruppo sciita filo-Teheran. Israele dovrebbe ricevere per il suo atto "la piu' alta onorificenza per sabotaggio, terrorismo, sangue e uccisione di civili", ha commentato l'ambasciatore.
Il governo libanese a Usa e Francia: “Fate rispettare la tregua a Israele”
I vertici libanesi hanno esortato Usa e Francia a fare pressioni su Israele affinché rispetti il cessate il fuoco, dopo decine di operazioni militari sul suolo libanese che Beirut ha denunciato come violazioni. E' quanto riferisce Reuters, citando due importanti fonti politiche libanesi. Washington e Parigi fanno parte del meccanismo di controllo dell'applicazione della tregua. Il primo ministro ad interim libanese Najib Mikati e il presidente del Parlamento Nabih Berri, stretto alleato di Hezbollah, hanno parlato con funzionari della Casa Bianca e della presidenza francese ieri sera e hanno espresso preoccupazione per la tenuta della tregua. Ieri sia Francia che Usa hanno avvertito che ci sono state violazioni e hanno esortato tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco.
Media: operazione Idf vicino Nablus in Cisgiordania, spari dentro l'ospedale
Le forze dell'Idf stanno operando a Tubas e in altri villaggi della zona di Nablus, in Cisgiordania, dove hanno arrestato presunti terroristi nelle vicinanze dell'ospedale della città. Fonti palestinesi hanno riferito che c'è stato uno scontro a fuoco all'interno dell'ospedale dove una persona è stata ferita dai militari israeliani. Lo riferisce Ynet. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, l'Idf ha fatto irruzione nell'ospedale di Tubas, Cisgiordania, arrestando diversi residenti palestinesi, tra cui un medico, dopo averli aggrediti. L'esercito, riferisce Wafa, ha circondato l'ospedale, dopo aver bombardato un'auto all'ingresso del villaggio di Aqaba, uccidendo due palestinesi.
Tajani: nominato un ambasciatore d’Italia in Yemen
"Per sostenere il governo legittimo in Yemen, nell'ultimo Consiglio dei ministri abbiamo deciso di nominare un ambasciatore d'Italia per dare un segnale di vicinanza alle autorità legittime del Paese che sono alleate dei Paesi del Golfo, mentre come sapete la guerra tra Houthi e Arabia Saudita è durata molto tempo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa all'Assemblea generale di Alis. "Quando l'Iran si renderà conto che non sarà conveniente continuare ad attaccare allora smetteranno anche gli Houthi", ha spiegato Tajani.
Katz: “Se torniamo in guerra andremo più a fondo in Libano”
Se l'esercito libanese non farà rispettare la propria parte dell'accordo di cessate il fuoco si ritornerà in guerra e Israele si spingerà più a fondo in Libano:
lo ha detto il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz. "L'esercito libanese deve far rispettare la propria parte dell'accordo di cessate il fuoco, tenere Hezbollah lontano, oltre il fiume Litani e smantellare tutte le sue infrastrutture", ha affermato Katz. "Se non lo faranno e il cessate il fuoco finirà, allora la realtà sarà molto chiara. Se torniamo in guerra, agiremo con forza, andremo più a fondo in Libano", ha avvertito.
Katz: “Se crolla la tregua in Libano, nessuna distinzione tra Hezbollah ed esercito libanese”
L'esercito israeliano ''non farà distinzione'' tra i miliziani di Hezbollah e i militari libanesi nel caso in cui l'accordo per il cessate il fuoco non dovesse reggere. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz all'emittente Channel 12 sostenendo che ''l'esercito libanese ha la responsabilità di far rispettare l'accordo sul cessate il fuoco''. "Se il cessate il fuoco crolla, il Libano non avrà più deroghe. Faremo rispettare l'accordo con la massima risposta e tolleranza zero. Se finora abbiamo fatto distinzioni tra Libano e Hezbollah, non sarà più così", ha detto Katz.
Raid israeliano nella Cisgiordania settentrionale. L’Idf: “Erano terroristi”
Due persone sono morte e una terza è rimasta ferita in un attacco compiuto dall'Idf con un drone contro nei pressi del villaggio di Aqabah, nella Cisgiordania settentrionale. Secondo fonti palestinesi, le vittime erano a bordo di un'auto. L'esercito isareliano ha dichiarato di aver preso di mira una cellula terroristica.
Idf: attacchi nel centro di Gaza, uccisi anche terroristi di Hamas del 7 ottobre
L'Idf ha fatto sapere che una recente serie di attacchi nel centro di Gaza sono stati uccisi numerosi terroristi di Hamas, di cui almeno sette che avevano partecipato all'assalto del 7 ottobre. L'esercito ha rivelato i nomi dei terroristi coinvolti nel massacro che sono stati eliminati: Abd al-Razak, della Forza Nukhba, Marzouk Alhor, Abd Abu Awd Yusri, Omar Abu Abdullah, Ahmed Zahad, della Nukhba e Maad Abu Gharbua. L'Idf ha dichiarato che sono state effettuate diverse incursioni nell'area del corridoio Netzarim, durante le quali sono stati demoliti edifici utilizzati da Hamas. Durante i raid sono state trovati arsenali.
Macron incontra bin Salman in Arabia Saudita: “Indire le elezioni presidenziali in Libano”
Il presidente francese Emmanuel Macron e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno chiesto l'indizione di elezioni presidenziali in Libano.
"Insieme, hanno chiesto lo svolgimento di elezioni presidenziali in Libano con l'obiettivo di riunire il popolo libanese e realizzare le riforme necessarie per la stabilita' e la sicurezza del Paese", ha dichiarato l'ufficio di Macron dopo che i due leader si sono incontrati nel primo giorno di una visita di Stato del presidente francese in Arabia Saudita
Media: attacco dell’Idf nel sud del Libano
Il media libanese al Manar, vicino a Hezbollah, ha riferito che l'esercito israelinao (Idf) ha attaccato con un drone il villaggio di Beit Leaf, nel sud del del Libano.
Il Canada inserisce gli houti nella lista delle organizzazioni terroristiche
Il Canada inserisce gli Houthi dello Yemen, il gruppo Ansarallah, nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. "L'inserimento di Ansarallah nella lista delle organizzazioni terroristiche contribuisce al nostro impegno per combattere il terrorismo a livello globale e ad allineare il Canada con i nostri degli alleati", afferma in una nota il ministro della Pubblica sicurezza, Dominique LeBlanc.
Gli Houthi controllano ampie aree del nordovest dello Yemen, oltre alla capitale Sanàa. Le autorità canadesi sottolineano come il gruppo dal novembre dello scorso anno abbia "contribuito al caos in Medio Oriente con numerosi attacchi" nel Mar Rosso e non solo, oltre a quelli contro Israele. "Ansarallah - si legge nella nota - è anche strettamente legato alla Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione e a Hezbollah", considerati organizzazioni terroristiche dal Canada.
Delegazione Israele al Cairo per colloqui sugli ostaggi
Una delegazione israeliana si recherà nei prossimi giorni al Cairo per partecipare ai colloqui finalizzati al rilascio degli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza. Lo scrivono i media israeliani citando il quotidiano Al-Akhbar vicino a Hezbollah.
Accordo Fatah-Hama per comitato di governo di Gaza
Al-Araby Al-Jadeed scrive di avere una copia del documento concordato al Cairo con l'accordo per la costituzione del comitato, composto da palestinesi, per il dopoguerra a Gaza. Ieri il Cairo aveva confermato la presenza di delegazioni di Fatah e Hamas nella capitale egiziana per colloqui con l'obiettivo di "arrivare rapidamente a un'intesa" riguardo "la gestione delle attività quotidiane nella Striscia di Gaza sotto controllo totale dell'Autorità palestinese". Gaza finì nel 2007 in mano a Hamas. Israele, che porta avanti una campagna militare contro il gruppo nella Striscia dall'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, rifiuta qualsiasi futuro ruolo per Hamas a Gaza.
11 morti in un’ondata di attacchi di Israele in Libano
Israele ha scatenato la sua più grande ondata di attacchi aerei sul Libano da quando ha concordato un cessate il fuoco con Hezbollah la scorsa settimana, uccidendo almeno 11 persone lunedì dopo che il gruppo militante libanese ha sparato una raffica di proiettili come avvertimento su quelle che ha definito violazioni della tregua da parte di Israele.
Berri: “Israele ha violato la tregua 50 volte”
Il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri, ha accusato Israele di aver violato la tregua più di 50 volte negli ultimi giorni lanciando attacchi aerei, demolendo case vicino al confine e violando lo spazio aereo del Libano. I funzionari degli Stati Uniti, che insieme alla Francia hanno contribuito a mediare la tregua e presiedono una commissione destinata a monitorare il rispetto dell'accordo, hanno minimizzato l'importanza degli attacchi israeliani. Il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby ha affermato: "In generale, il cessate il fuoco sta tenendo".
La minaccia di Trump ad Hamas: “Rilasciate gli ostaggi o pagherete con l’inferno”
Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto l'immediato rilascio degli ostaggi israeliani tenuti prigionieri dal gruppo militante palestinese Hamas a Gaza, affermando sui social media che se non saranno liberati prima del suo insediamento a gennaio, "Pagheranno all’inferno". Non è chiaro se Trump stia minacciando di coinvolgere direttamente l'esercito statunitense nella guerra in corso a Gaza. Gli Stati Uniti finora hanno fornito a Israele sostegno militare e diplomatico durante i quasi 15 mesi di conflitto.
Attacchi aerei di Israele in Libano, 11 morti
Israele ha scatenato la più grande ondata di attacchi aerei in Libano da quando ha accettato un cessate il fuoco con Hezbollah la scorsa settimana, uccidendo almeno 11 persone dopo che il gruppo militante libanese ha sparato come avvertimento per quelle che ha detto essere violazioni della tregua israeliana.