In Siria i ribelli che sono ormai alle porte di Damasco, hanno il controllo delle principali città e non si hanno notizie di Assad. Centinaia di soldati dell’esercito siriano sono fuggiti in Iraq. I ministri degli Esteri di Russia, Turchia e Iran si sono incontrati a Doha e hanno lanciato un appello per l'immediata cessazione delle ostilità in Siria e per un dialogo tra il governo e l'opposizione. Intanto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che che “l'ambasciata è pronta a organizzare l'evacuazione dei nostri concittadini in Siria verso il Libano e la Giordania".
Media, 'Hamas più vicino che mai a un accordo'
Fonti israeliane e internazionali coinvolte nei negoziati hanno riferito alla tv pubblica Kan che "Hamas è più vicino che mai a un accordo ed è interessato a un cessate il fuoco, anche se temporaneo". Secondo le stesse fonti, "Hamas si sente tagliato fuori e isolato dopo l'intesa di cessate il fuoco in Libano e i colpi ricevuti da Hezbollah, e si sente anche sotto pressione da parte dei mediatori, in seguito al cambio di amministrazione negli Stati Uniti".
Ong, forze governative si ritirano da città di Homs
Le forze governative siriane si sono ritirate dalla città centrale di Homs. La perdita di Homs rappresenta un duro colpo per il presidente siriano, Bashar al Assad. La città si trova in un'importante intersezione tra Damasco e le province costiere siriane di Latakia e Tartus, base di supporto del leader siriano e sede di una base navale strategica russa. La sua cattura è una grande vittoria per gli insorti, che hanno già conquistato le città di Aleppo e Hama, così come gran parte del sud, in un'offensiva lampo iniziata il 27 novembre. Gli analisti hanno affermato che la caduta di Homs nelle mani dei ribelli potrebbe essere un punto di svolta.
Sàar, preoccupati ma non stiamo intervenendo
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, ha affermato che Israele non sta intervenendo negli sviluppi della guerra civile siriana, ma che il paese è preoccupato per le violazioni di un accordo di disimpegno del 1974. "Negli ultimi giorni le forze armate sono entrate nella zona cuscinetto sul lato siriano del confine con Israele e hanno attaccato le forze Undof nella zona", ha detto Sàar in una dichiarazione. "Israele è preoccupato per le violazioni dell'accordo di disimpegno con la Siria del maggio 1974", che rappresentano una minaccia per la sicurezza israeliana, in particolare sulle alture del Golan, ha aggiunto.
Forze anti-Assad: “Preso controllo della prigione di Homs”
I "ribelli" sono entrati a Homs, la terza città più grande della Siria. Lo ha annunciato l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo l'Osservatorio i ribelli hanno preso il controllo di diversi quartieri. "Le fazioni ribelli sono entrate nella città di Homs e hanno preso il controllo di alcuni quartieri, dopo il ritiro delle forze di sicurezza e dell'esercito dalle loro ultime posizioni nella città", ha detto Rami Abdel Rahmane, direttore della ong con sede nel Regno Unito ma che dispone di una vasta rete di fonti in Siria.
Media: “Assad pronto ad accordo, anche per un esilio”
Assad è pronto a un accordo che gli permetta di mantenere le restanti aree sotto il suo controllo o garantirne l'esilio sicuro: lo scrive Bloomberg citando fonti informate, secondo i media arabi. Il presidente siriano sarebbe attualmente a Teheran. (
Sei morti negli attacchi israeliani nel sud del Libano
Sei persone sono morte negli attacchi israeliani nel sud del Libano, ha annunciato il ministero della Sanità libanese in un comunicato. Secondo il ministero, un raid aereo "del nemico israeliano sulla città di Beit Lif ha provocato la morte di cinque persone e il ferimento di altre cinque". Inoltre, "un attacco di droni sulla città di Deir Seryan ha causato la morte di una persona", ha aggiunto.
Forum di Doha, proposti colloqui a Ginevra con regime e ribelli siriani
Le potenze occidentali, l'Onu e l'Unione Europea si sono dette d'accordo oggi nell'avviare a Ginevra colloqui inter-siriani per gestire il post-Assad ed evitare "un bagno di sangue" in Siria, coinvolgendo nei negoziati sia esponenti "presentabili" del governo siriano - esclusi quindi Bashar Assad e il fratello - sia rappresentanti di Hayat Tahrir ash Sham (Hts), la coalizione jihadista a guida dell'offensiva militare cominciata il 27 novembre scorso. Lo si apprende da un documento riservato, visionato dall'ANSA, della riunione svoltasi oggi a Doha, tra i rappresentanti di Usa, Francia, Germania, Regno Unito, Ue e Onu.
I ribelli siriani affermano di non avere intenzione di usare armi chimiche "in nessuna circostanza"
Il gruppo ribelle islamico Hayat Tahriral-Sham, ex affiliato di Al-Qaeda, ha dichiarato di non avere intenzione di usare armi chimiche sotto controllo delle autorità siriane “in nessuna circostanza”.
Cnn, decine in fuga dal quartiere di Mezzeh vicino Damasco
Decine di residenti hanno iniziato a fuggire dal quartiere signorile di Mezzeh, vicino alla capitale siriana Damasco, mentre le forze ribelli guadagnano terreno nelle aree controllate dal regime. I fari delle auto illuminano un'autostrada che portava fuori da Mezzeh, appena a sud-ovest della capitale siriana, in un video geolocalizzato dal canale Usa, mentre gruppi di persone con i loro averi camminano lungo un'ampia strada al calare la notte. Alcuni indossano pantaloni mimetici e sembrano essere membri dell'esercito siriano. Il quartiere si trova a circa 5 chilometri dal palazzo presidenziale siriano. "L'esercito (del regime) si sta ritirando", dice nel filmato una persona che non è in vista. "L'intero esercito si è ritirato". L'esercito di Assad ha smentito le notizie secondo cui le truppe governative si stavano ritirando dalla regione di Damasco.
Cnn, 'Assad risulta introvabile a Damasco'
Il presidente siriano Bashar al-Assad non si trova da nessuna parte a Damasco. Lo scrive la Cnn citando una fonte a conoscenza della situazione. La linea ufficiale dell'ufficio del presidente siriano è che Assad non è fuggito dalla capitale. Ma la fonte sostiene che Assad non si trova in nessuno dei luoghi della città in cui ci si aspetterebbe di trovarlo. La guardia presidenziale di Assad non è più schierata nel suo solito luogo di residenza, come dovrebbe se fosse lì, ha detto la fonte, alimentando le speculazioni che possa essere fuggito da Damasco.
Halevi al confine con Siria, ribelli non si avvicinino a Israele
Il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi, durante una visita al confine con la Siria, ha affermato che l'esercito sta monitorando le forze ribelli per assicurarsi che "non si dirigano nella nostra direzione". "Stiamo seguendo molto da vicino ciò che sta accadendo" per "assicurarci che non si confondano e non si dirigano nella nostra direzione", ha detto Halevi, promettendo in caso di minacce una "risposta difensiva molto, molto forte".
Funzionari Usa: “Aumentano le possibilità che il governo di Assad abbia i giorni contati”
Funzionari dell'Amministrazione Biden, davanti all'accelerazione dell'avanzata delle fazioni armate anti-Assad, ritengono sempre più probabile che il regime siriano abbia "i giorni contati". Lo hanno riferito cinque di loro alla Cnn, avvertendo tuttavia che non è emersa una valutazione formale sul destino di Assad e che le opinioni variano. "Il consenso emergente è che si tratti di uno scenario sempre più plausibile", ha affermato un alto funzionario statunitense, mentre un altro ritiene che "probabilmente entro il prossimo fine settimana il regime di Assad avrà perso ogni parvenza di potere". "L'unica cosa che potrebbe ritardare una conquista dei ribelli sarebbe un colpo di stato ben organizzato e una riorganizzazione, ma la gente di Assad ha fatto un buon lavoro nel soffocare qualsiasi potenziale concorrente", ha aggiunto un funzionario.
Siria, l’esercito ai cittadini: “Complotto contro la patria, non credete alle notizie false”
Davanti al "complotto ordito contro la nostra amata Patria", i cittadini siriani non devono "credere alle notizie false", ma "avere fiducia nel loro valoroso esercito" che lavora per "preservare la loro sicurezza e garantire il loro futuro". Così il Comando generale dell'Esercito siriano in una dichiarazione video diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale Sana. "Da diversi giorni il nostro popolo affronta una guerra sistematica, mediatica e terroristica, volta a destabilizzare la sicurezza della Patria e dei cittadini e a diffondere caos e panico nella popolazione", ha proseguito il Comando, denunciando come su "piattaforme mediatiche affiliate ai terroristi" vengano pubblicati "video fuorvianti e notizie false sugli eventi" in Siria. "Il nostro valoroso esercito continua a svolgere ad alti ritmi le sue operazioni contro i raduni terroristici nelle direzioni di Hama, Homs e Daraa, causando ai terroristi centinaia di morti e feriti", prosegue la dichiarazione in cui si conferma che l'esercito sta "rafforzando" le sue linee intorno Damasco e nella regione meridionale "per evitare che si verifichino incidenti a causa del caos che i terroristi stanno cercando di creare".
Netanyahu convoca riunione gabinetto sicurezza su Siria
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu convocherà il suo gabinetto di sicurezza nazionale questa sera alle 21 per discutere della guerra in corso in Siria. Lo ha riferito il suo ufficio al quotidiano Times of Israel. Israele guarda con preoccupazione al conflitto che si è riacceso in Siria, dopo che le forze ribelli hanno preso il controllo dell'area di Quneitra e Daraa, al confine con Israele, alle forze governative siriane. L'Idf ha fatto sapere di aiutare le forze Onu sul lato siriano delle alture del Golan a respingere un attacco di uomini armati a una postazione delle Nazioni Unite. Secondo l'esercito israeliano un gruppo di uomini armati ha attaccato una postazione Onu vicino alla città siriana di Hader, sul confine israeliano. "L'Idf sta ora aiutando la forza Onu a respingere l'attacco", ha affermato l'esercito.
Hamas pubblica video di ostaggio del 7 ottobre: si tratta di Matan Zangauker
Hamas ha pubblicato un video in cui uno degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 fa un appello emotivo per la sua liberazione. Matan Zangauker, questo il nome, descrive le condizioni che lui e gli altri ostaggi stanno affrontando a Gaza dopo essere stati sequestrati. Sua madre, Einav, è diventata un simbolo della lotta per il ritorno degli ostaggi ed è fortemente critica nei confronti del governo del primo ministro Benjamin Netanyahu. Zangauker ha invitato a protestare davanti alla casa di Netanyahu e "non lo lasciasse dormire neanche per un minuto". L'ostaggio ha anche parlato dei 420 giorni di prigionia tra le mani dei miliziani di Hamas. "Vogliamo tornare prima di impazzire. L'isolamento ci sta uccidendo, e l'oscurità qui è spaventosa", ha detto, descrivendo la scarsità di cibo e medicine e definendo l'acqua "imbevibile".
Tajani, lavoriamo per protezione civili e scongiurare crisi umanitaria
"Ho presieduto oggi una riunione con i nostri ambasciatori nei Paesi del Medioriente e interessati alla crisi per fare un punto sulla situazione in Siria e nella regione. Lavoriamo per la protezione dei civili, per garantire la sicurezza dei cristiani e delle altre minoranze. Vogliamo scongiurare nuova crisi umanitaria. Restiamo in stretto contatto anche con i partner G7 per una soluzione politica alla crisi, necessaria per stabilità regionale". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Tajani, situazione degli italiani sotto controllo
In Siria "la situazione dei nostri concittadini è assolutamente sotto controllo". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine di una riunione alla Farnesina sulla situazione in Siria.
"La priorità del governo è di tutelare i cittadini italiani in Siria. Al momento non ci sono preoccupazioni", ha precisato, "alcuni sono riusciti a lasciare il Paese e sono tutti in contatto con la nostra ambasciata a Damasco".
Siria, Tajani: "Situazione italiani nel Paese è sotto controllo"
I ribelli siriani affermano che proteggeranno gli uffici governativi, internazionali e delle Nazioni Unite in Siria
Il gruppo ribelle islamico Hayat Tahriral-Sham, ex affiliato di Al-Qaeda, ha dichiarato che ha il dovere di proteggere gli uffici governativi, internazionali e delle Nazioni Unite in Siria
Ministro degli interni siriano: “C’è un cordone di sicurezza attorno Damasco”
Il ministro degli Interni siriano Mohammed al-Rahmoun ha detto alla Tv di stato che le forze di sicurezza hanno organizzato un cordone impenetrabile attorno a Damasco, mentre i combattenti che si oppongono al governo hanno fatto sapere che si stanno avvicinando alla capitale. "C'è un cordone di sicurezza e militare molto forte ai confini estremi di Damasco, e nessuno può penetrare questa linea difensiva che noi, le forze armate, stiamo costruendo", ha detto il ministro.
Idf: “Aiutiamo l'Onu sul Golan siriano contro attacco armato”
L'Idf riferisce di star assistendo le forze delle Nazioni Unite sul versante siriano delle alture del Golan per respingere un attacco da parte di uomini armati contro una postazione Onu nei pressi della città siriana di Hader, vicino al confine con Israele. "L'Idf sta ora assistendo la forza Onu per respingere l'attacco", afferma l'esercito.
Media, il capo degli 007 turchi ha incontrato i dirigenti di Hamas a Doha
Il capo dell'intelligence turca, Ibrahim Kalin, ha incontrato oggi a Doha alti funzionari dell'ufficio politico di Hamas con i quali ha discusso degli sforzi per raggiungere un accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il giornalista di Axios Barak Ravid, ricordando che tre settimane fa Kalin ha incontrato il capo dello Shin Bet, Ronan Bar, e ha discusso con lui l'accordo sugli ostaggi. Sempre oggi la questione è stata al centro di un colloquio a Doha tra alti funzionari di Hamas ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Siria: inviato Onu invita a calma: "Evitare spargimenti sangue"
L'inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Geir Pedersen, ha invitato alla calma nel paese dopo i rapidi progressi dei ribelli guidati dagli islamisti. "Ribadisco il mio appello alla de-escalation, alla calma, a evitare spargimenti di sangue e alla protezione dei civili in linea con il diritto umanitario internazionale", ha affermato Pedersen al Forum di Doha per il dialogo politico, sollecitando "l'avvio di un processo che porti alla realizzazione delle legittime aspirazioni del popolo siriano".
Braccio armato di Hamas pubblica un nuovo video di un ostaggio
Il braccio armato di Hamas ha pubblicato oggi un nuovo video di uno degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 durante l'attacco del movimento islamista palestinese in Israele dalla Striscia di Gaza. Il video, della durata di circa 3 minuti e 30 secondi, di cui non è possibile verificare la data di registrazione, mostra un giovane che parla in ebraico e chiede di fare pressioni sul governo israeliano per ottenere il suo rilascio.
Trump: “In Siria un caos, gli Usa non si devono far coinvolgere: non è la nostra battaglia”
Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato sulla sua piattaforma Truth Social che gli Stati Uniti non dovrebbero "immischiarsi" nella situazione in Siria, poiché i gruppi ribelli hanno iniziato a circondare la capitale Damasco. "La Siria è un disastro, ma non è nostra amica, e gli Stati Uniti non dovrebbero avere nulla a che fare con questo. Questa non è la nostra lotta. Lasciamo che la situazione si sviluppi. Non lasciamoci coinvolgere", ha scritto il futuro presidente americano, pochi minuti prima del suo incontro con il presidente francese Emmanuel Macron al Palazzo dell’Eliseo a Parigi.
Erdogan, non possiamo permetterci di chiudere un occhio
"Abbiamo un confine di 910 chilometri con la Siria e non possiamo permetterci di chiudere un occhio". Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, parlando al congresso del suo partito che si tiene a Gaziantep, città al confine con la Siria che conta una folta comunità siriana. "Nessuno più dei fratelli siriani merita la pace e di vivere in serenità dopo tanto sangue e sofferenza. n Siria c'è una nuova realtà, tutte le minoranze etniche e religiose hanno ora il diritto di sentirsi siriani alla stessa maniera".
Media siriani: “Assad è a Damasco”
Il presidente siriano Assad resta a Damasco, lo riporta l'agenzia di stampa statale siriana.
Media, false le notizie secondo cui la famiglia di Assad ha lasciato la Siria
Sono "false" le notizie secondo le quali la famiglia del presidente Bashar al-Assad avrebbe lasciato la Siria. Lo ha indicato l'emittente iraniana Press Tv, citando una fonte "informata", mentre si avvicinano a Damasco le fazioni armate guidate da Hayat Tahrir al-Sham. Secondo sempre la stessa fonte, l'ex presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, "incontra" Assad e "trasmette" il sostegno dell'Iran al governo e al popolo siriano contro i gruppi militanti.
Siria, abbattuta la statua di Hafiz al-Assad alla periferia di Damasco”
Gli insorti hanno abbattuto la statua di Hafiz al-Assad, presidente della Siria fino al 2000 e padre dell'attuale presidente siriano Bashar, nel sobborgo di Jaramana, alle porte di Damasco. Jaramana è a maggioranza drusa. La statua abbattuta si trova a dieci chilometri dal palazzo presidenziale di Assad.
Lavrov: “Inammissibile che la Siria finisca sotto il controllo dei terroristi”
"È inammissibile permettere a un gruppo terroristico di prendere il controllo" della Siria "in violazione degli accordi esistenti, a partire dalla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha ribadito con forza la sovranità, l'integrità territoriale e l'unità della Repubblica araba siriana". Lo ha dichiarato in Qatar il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, riferendosi all'avanzata delle fazioni armate guidata da Hayat Tahrir al-Sham verso Damasco.
Libano, Idf uccide miliziano Hezbollah "violava la tregua"
Israele ha ucciso un agente di Hezbollah in un attacco compiuto un attacco con un drone nel villaggio di Deir Siryan, nel Libano meridionale. Secondo l'esercito, l'agente "rappresentava una minaccia per le truppe delle IDF schierate nell'area, in violazione dell'accordo tra Israele e Libano". Un video pubblicato su X mostra l'attacco contro il membro di Hezbollah che era in motocicletta. "Le IDF continuano a impegnarsi per gli accordi riguardanti il cessate il fuoco in Libano", afferma l'esercito, aggiungendo che è ancora schierato nel Libano meridionale "e lavorerà per rimuovere qualsiasi minaccia allo Stato di Israele e ai suoi cittadini".
Siria: appello Turchia-Iran-Russia per stop immediato ostilità
Russia, Iran e Turchia hanno lanciato un appello per l'immediata cessazione delle ostilità in Siria e per un dialogo tra il governo e l'opposizione. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, al termine dell'incontro dei tre Paesi nel formato Astana a margine del Forum di Doha.
"Abbiamo ribadito il nostro impegno per l'integrità territoriale, la sovranità e l'unità della Siria e abbiamo chiesto la cessazione immediata delle ostilità", ha sottolineato il capo della diplomazia di Doha, aggiungendo che i tre ministri hanno chiesto la piena attuazione della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Serve "un dialogo tra il governo e la legittima opposizione".
Nessuna notizia su Assad, “forse è già all'estero”
Del presidente siriano Bashar al Assad non si hanno notizie da domenica scorsa. E nelle ultime ore si sono rincorse voci su una sua possibile fuga all'estero, con alcune fonti che ipotizzano sia tornato a Mosca, raggiungendo la moglie e i figli. Altri resoconti di stampa affermano che si è rifugiato negli Emirati Arabi Uniti, Paese che ha già proposto una mediazione tra le parti siriane in guerra. E, ancora, altri media regionali sostengono che abbia cercato rifugio a Teheran, in Iran. Ma non si hanno conferme su nessuna di queste ipotesi. Nei giorni passati si era appreso che la moglie, la first lady Asma, malata di tumore, era a Mosca per partecipare alla cerimonia del diploma di dottorato del figlio maggiore, Hafez. E in quei giorni la presidenza siriana aveva detto che Assad era stato a Mosca a colloquio col presidente russo, Vladimir Putin. Il raìs era poi tornato a Damasco domenica primo dicembre per ricevere il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. Da quel momento il presidente è sparito dai radar.
Ribelli, “operazione su più fronti per entrare a Damasco”
"Abbiamo avviato un'operazione militare speciale su più fronti per entrare a Damasco": lo ha detto una fonte dei ribelli sunniti siriani ad al Jazeera.
Iniziata a Doha riunione Iran, Russia e Turchia sulla Siria
I tre ministri degli Esteri, Abbas Araghchi per l'Iran, Serghei Lavriv per la Russia e Hakan Fidan per la Turchia, si riuniscono - ricorda l'agenzia iraniana Irna - nel cosiddetto 'formato Astana', da una riunione del 2017 nella capitale del Kazakistan, che fu convocata per garantire il futuro equilibrio politico-strategico in Siria, che i recenti sviluppi sembrano sovvertire completamente. Il ministro iraniano Araghchi, scrive l'Irna, ha espresso il suo sostegno completo al governo siriano del presidente Bashar Al Assad e ha accusato Israele e Stati Uniti di appoggiare i ribelli jihadisti che stanno imperversando, minacciando Damasco.
Siria: ong, ribelli entrati ad Artouz, a 10 chilometri da Damasco
I combattenti dell'opposizione jihadista stanno conquistando le postazioni militari evacuate dalle forze governative siriane nel sud del Paese, avvicinandosi alla capitale Damasco. Rami Abdurrahman, che dirige l'ong Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito, ha affermato che gli insorti sono entrati nella città di Artouz, a circa 10 chilometri a sud-ovest di Damasco.
Ribelli accerchiano Damasco
I ribelli stanno cominciando ad accerchiare la capitale della Siria, Damasco.
Truppe siriane entrate in Iraq
Truppe siriane sono entrate in Iraq, dal valico di frontiera di Al-Qaim, in coordinamento con le forze irachene. Lo riporta la Reuters che cita funzionari locali e fonti nella sicurezza. Le autorità irachene hanno autorizzato l'ingresso di centinaia di soldati dell'esercito siriano fuggiti dai combattimenti con i ribelli, hanno dichiarato sabato all'Afp due funzionari della sicurezza, aggiungendo che tra questi ci sono anche alcuni feriti. Una seconda fonte della sicurezza ha indicato in 2.000 il numero di “ufficiali e soldati” entrati in Iraq “con l'accordo” delle autorità irachene.
Siria: Ong, esercito si ritira da città a 10 km da Damasco
L'esercito siriano si è ritirato da città a circa 10 km da Damasco. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani.
Siria: Tajani, chiediamo a parti in conflitto di preservare civili
"Chiediamo alle parti in conflitto di preservare la popolazione civile e chiediamo che venga garantita la sicurezza di tutte le minoranze, a partire da quella cristiana". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine di una riunione alla Farnesina sulla situazione in Siria.
Siria: Tajani, rischio crisi umanitaria e collasso migratorio
Con il conflitto in corso, in Siria c'è "il rischio di una crisi umanitaria e di un collasso migratorio che provocherebbe problemi nei Paesi vicini ma non solo". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine di una riunione alla Farnesina sulla situazione in Siria. "Anche da questo punto di vista bisogna scongiurare un'altra crisi umanitaria", ha aggiunto.
Tajani, pronti a organizzare evacuazioni dalla Siria
"L'ambasciata è pronta a organizzare evacuazioni, abbiamo già richieste, il Governo è pronto a fare il necessario sia con iniziative nazionali che Onu per l'uscita in sicurezza dei cittadini". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della riunione sulla crisi siriana all'Unità di Crisi della Farnesina da dove il ministro si è collegato con tutti gli ambasciatori italiani nella Regione. "Faremo in modo che tutti coloro che vogliono lasciare la Siria possano farlo", ha aggiunto senza fornire dettagli sui piani di evacuazione.
Media, “esercito siriano inizia ritiro dalla base T-4 a Palmira”
Secondo i media arabi, le forze governative siriane hanno iniziato a ritirarsi dalla base aerea T-4 nei pressi dell'antica città di Palmira, nel governatorato di Homs. Il T-4, noto anche come Tiyas, è uno dei due aeroporti principali (l'altro è l'aeroporto internazionale di Damasco) in cui spesso atterrano le compagnie aeree cargo iraniane che trasportano armi destinate a Hezbollah in Libano. Secondo l'intelligence israeliana, le armi vengono tenute nei magazzini della zona prima di essere trasportate in Libano. Negli ultimi anni Israele ha attaccato più volte la base aerea T-4.
Siria, decine di militari governativi disertano a Suwayda
Decine di militari governativi hanno deciso di disertare e di arrendersi alle autorità druse locali nella città di Suwayda, capoluogo della regione meridionale siriana al confine con la Giordania e roccaforte della comunità drusa. Lo riferiscono fonti a Suwaya, mostrando foto e interviste con i disertori. "Preferiamo arrenderci qui che tentare la fuga", afferma un disertore intervistato da una webtv locale di Suwayda.
Israele si prepara, “possibile che l'esercito di Assad crolli”
L'Idf ha annunciato che rafforzerà ulteriormente le alture del Golan, vicino al confine siriano, dove i ribelli sunniti stanno avanzando. Il governo - riferisce l'emittente pubblica Kan - dovrebbe riunirsi questa sera e anche domenica, poiché l'establishment della sicurezza teme che i ribelli raggiungano il sud della Siria, al confine di Israele sulle alture di Golan. Una fonte israeliana ha aggiunto: "Le possibilità che l'esercito di Assad crolli sono aumentate".
Siria, i ribelli a 20 chilometri da Damasco
I ribelli jihadisti siriani hanno annunciato di aver preso il controllo della città di Al-Sanamayn nelle campagne di Daraa. "Siamo a circa 20 chilometri a sud della capitale Damasco", hanno fatto sapere, come riporta Ynet.
Media, “attacco israeliano nel sud del Libano, un morto”
Il media libanese al Manar, vicino a Hezbollah, riferisce che una persona è stata uccisa in un attacco israeliano con un drone contro una motocicletta nel villaggio di Deir Siryan, nel Libano meridionale. Al momento non ci sono commenti da parte dell'Idf.
Siria: Hezbollah ha inviato 2.000 miliziani a sostegno Assad
Una fonte vicina a Hezbollah ha riferito che il gruppo sciita filo-iraniano ha inviato duemila combattenti in Siria per sostenere il regime di Bashar al-Assad contro i ribelli islamisti che stanno guadagnando terreno.
Media, i ribelli siriani annunciano la presa di Quneitra
I ribelli siriani hanno annunciato di aver conquistato Quneitra, nel distretto al confine con Israele. Lo riferisce l'emittente Kan. I ribelli stanno postando video davanti alla stazione centrale della polizia. Nel mentre fonti dell'opposizione siriana, citate dall'emittente israeliana hanno rilasciato filmati in cui si vedono l'esercito regolare mentre si ritira dal villaggio di Jabba a Quneitra.
Esercito siriano e russi evacuano da confine con Israele
Funzionari dell'opposizione siriana hanno riferito che l'esercito regolare ha iniziato il ritiro questa mattina dal distretto di Quneitra, al confine con Israele, anche le forze militari russe hanno iniziato a evacuare le loro posizioni al confine. Lo riferisce l'emittente israeliana Kan. Questa mattina l'esercito siriano ha ammesso di essersi ritirato dai distretti di Daraa e di al-Sawidaa sui monti abitati dai drusi, nel sud della Siria, in seguito all'avanzamento dei ribelli sunniti.
Siria: comandante ribelli a minoranze, settarismo è finito
Hassan Abdel Ghani, alto comandante dei ribelli islamisti che hanno lanciato una dura offensiva contro il regime siriano, ha cercato di rassicurare le minoranze religiose, sottolineando di stare tranquille perché "l'era del settarismo e della tirannia è finita per sempre". "E' diventato chiaro a tutti che le nostre forze hanno dimostrato la loro disciplina sul campo sotto le direttive e gli ordini della nostra leadership", ha dichiarato il comandante che fa parte dell'alleanza guidata dal gruppo islamista radicale Hayat Tahrir al-Sham (Hts).
Al Jazeera, ribelli avanzano verso Manbij, vicino Turchia
L'opposizione armata siriana ha annunciato che le sue forze stanno avanzando verso la città di Manbij, a 80 km a nord-est di Aleppo. La città dista solo 30 km dal confine con la Turchia. Lo riferisce Al-Jazeera.
Riunione alla Farnesina con Tajani su crisi in Siria
Riunione alla Farnesina alle 11 sull'emergenza Siria con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. In collegamento, secondo quanto apprende l'ANSA, ci saranno gli Ambasciatori a Damasco, Doha, Tel Aviv, Amman, Beirut, Teheran, Baghdad, Abu Dhabi, Cairo, Riad, Ankara, Mosca e Santa Sede. Si discuterà, secondo quanto si apprende ancora, anche dell'evacuazione dei religiosi e degli italiani dalla Siria.
Mikati a comunità internazionale,fermare violazioni tregua
Il premier libanese Najib Mikati ha tenuto una riunione di governo a Tiro, nel sud del Paese, mentre prosegue la tregua dichiarata dieci giorni fa, seppure con denunce reciproche di violazioni. "Chiediamo alla comunità internazionale, in particolare a coloro che sostengono gli accordi di sicurezza, di lavorare seriamente e con decisione per fermare le continue violazioni del nemico e il suo ritiro dalle terre che occupa", è l'esortazione postata su X dal capo di governo, che ha chiesto anche alla comunità internazionale "di contribuire concretamente all'attuazione del cessate il fuoco e al passaggio a una situazione di stabilità permanente".
Giordania a cittadini, evacuate il prima possibile
Il ministero degli Affari esteri della Giordania esorta i cittadini giordani residenti e presenti in Siria a evacuare il Paese il prima possibile a causa degli eventi che si stanno verificando. È quanto riporta l'agenzia giordana Petra. È stata istituita una cellula di crisi nazionale che comprende tutte le agenzie pertinenti della Giordania per lavorare all'evacuazione dei cittadini giordani residenti e presenti in Siria e per garantire il loro ritorno sicuro il prima possibile, ha aggiunto l'Ambasciatore Sufian Qudah, portavoce del Ministero.
Qatar, Assad non riuscito a ripristinare rapporti interni
Il presidente siriano Bashar al-Assad, durante il precedente periodo di calma nel Paese dopo i sanguinosi anni della guerra civile, non è riuscito a "ripristinare i rapporti con il suo popolo". Lo ha affermato il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, al Doha Forum per il dialogo politico.
"Assad non ha colto queste opportunità per iniziare a coinvolgere e ripristinare i suoi rapporti con il suo popolo, e non abbiamo visto alcuna mossa seria, che si tratti del ritorno dei rifugiati o della riconciliazione con il suo stesso popolo", ha dichiarato, sottolineando che "la situazione in Siria si sta evolvendo e potrebbe diventare più pericolosa". Si teme che la guerra civile possa minacciare l'unità del Paese se non si raggiunge una soluzione politica, ha aggiunto al-Thani.
Siria: Iran nega evacuazione ambasciata a Damasco
Il ministero degli Esteri iraniano ha smentito le notizie sull'evacuazione della sua ambasciata a Damasco, assicurando che la rappresentanza diplomatica continua il suo lavoro come al solito. E' stato il New York Times a riportare che Teheran ha avviato le operazioni per far lasciare il Paese ad alti funzionari ed esponenti dei Guardiani della Rivoluzione islamica, di fronte all'avanzata dei ribelli.
Idf, ulteriore rinforzi su Golan al confine
Le forze armate israeliane hanno annunciato, alla luce degli sviluppi in Siria, di aver deciso di inviare ulteriori rinforzi nella regione settentrionale delle alture del Golan. Continua nel Paese vicino l'avanzata dei ribelli islamisti, che combattono contro le forze governative a Homs, dopo aver conquistato Aleppo e Hama. Scontri si sono accesi anche nelle province meridionali di Daraa e Suwayda.
Media: Hamas sta verificando quanti ostaggi in prigionia a Gaza sono vivi
Hamas ha iniziato a verificare quanti ostaggi siano in vita tra quelli tenuti a Gaza da altri gruppi terroristici, in quanto si aspetta potenziali movimenti per un accordo con Israele. È quanto riferisce il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat, con sede a Londra, citando fonti palestinesi secondo le quali Hamas ha contattato altri gruppi per ricevere aggiornamenti sulle condizioni degli rapiti. Sono ancora 101 gli ostaggi tenuti nella Striscia e si ritiene che circa la meta' sia viva.
I ribelli conquistano Suwayda, a 200 km da Damasco
Il centro della città di Suwayda, nel sud della Siria, è caduto in mano ai jihadisti del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts) e delle fazioni alleate. Lo riporta l'agenzia di stampa Anadolu citando proprie fonti sul campo. Suwayda dista cento chilometri da Damasco.
Esercito siriano: via al riposizionamento delle truppe nel sud
L'esercito siriano ha annunciato un "riposizionamento" delle truppe nelle province meridionali di Daraa e Suwayda, dopo che l'Osservatorio siriano per i diritti umani aveva riferito della perdita del controllo di Damasco sulla maggior parte della provincia di Daraa. "Le nostre forze operative a Daraa e Suwayda si stanno ridistribuendo e riposizionando, e stanno creando un cordone di sicurezza dopo che elementi terroristici hanno attaccato posti di blocco remoti dell'esercito", ha affermato il Comando generale dell'esercito e delle forze armate in una dichiarazione diffusa dai media statali.
Ong: in 24 ore in Siria 28 morti tra cui 8 bambini
È di 28 morti, tra cui otto bambini, il bilancio degli attacchi delle ultime ore in diverse aree della Siria, nell'ambito dell'offensiva di gruppi di jihadisti e insorti contro il regime di Damasco. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui la maggior parte delle vittime è stata registrata nella regione di Homs, dove venti persone, tra cui cinque bambini, sono morte in seguito a "bombardamenti di artiglieria lanciati dalle forze del regime contro varie località della zona rurale a nord". Altri quattro civili, una donna e tre bambini, sono morti a Daraa, nel sud della Siria, dove sono entrati ieri sera gli insorti. Una vittima si registra negli scontri tra i militanti e le forze del regime nella città di Nawa, riferisce ancora la ong con sede a Londra, mentre altri tre civili, tra cui una donna, sono morti nei bombardamenti delle forze filoturche nel nord del Paese.
L'Iran ha iniziato a evacuare il proprio personale dalla Siria
In un'ulteriore indicazione di quello che appare come il prossimo collasso del regime di Damasco a causa dell'avanzata dei jihadisti, l'Iran ha iniziato a evacuare il proprio personale e anche comandanti della Forza Quds dei Pasdaran dalla Siria. Lo rivela il New York Times, che cita fonti della regione e tre fonti iraniane, secondo cui i militari, funzionari diplomatici e le loro famiglie e altri civili iraniani vengono trasferiti nei vicini Libano e Iraq via terra o a Teheran in aereo
L’Iran è pronto ad aumentare “in modo drastico” la riserva di uranio
ll capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica avverte: “L'Iran è pronto ad aumentare "in modo piuttosto drastico" la sua riserva di uranio prossimo al grado militare, dato che ha avviato cascate di centrifughe avanzate”. Le parole di Rafael Mariano Grossi sono arrivate ??poche ore dopo che l'Iran ha dichiarato di aver condotto un lancio spaziale di successo con il carico più pesante di sempre. Mentre l'Iran sostiene che il suo programma è pacifico, i funzionari della Repubblica islamica minacciano sempre di più di cercare potenzialmente la bomba e un missile balistico intercontinentale che consentirebbero a Teheran di usare l'arma contro nemici lontani come gli Stati Uniti. È probabile che le mosse aumentino ulteriormente le tensioni che attanagliano il Medio Oriente per la continua guerra di Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza e mentre un precario cessate il fuoco regge in Libano.
Incontro tra Turchia, Russia e Iran per una soluzione in Siria
La Turchia incontrerà oggi Russia e Iran a Doha per cercare di trovare una soluzione politica e pacifica in Siria ed evitare il caos alle sue porte. I tre paesi, che delegano i propri ministri degli Esteri, sono partner dal 2017 nel processo di Astana avviato per mettere a tacere le armi in Siria, senza essere allineati sullo stesso lato del campo di battaglia. Mosca e Teheran sono accorse in aiuto del presidente Bashar al-Assad e lo hanno aiutato militarmente a schiacciare l'opposizione, mentre Ankara, senza essere direttamente coinvolta sul terreno, osserva con benevolenza l'andamento dei movimenti ribelli.
L’Iran ordina l’evacuazione dalla Siria del personale diplomatico e militare
L'Iran ha ordinato l'evacuazione dalla Siria del personale militare – tra cui gli alti ufficiali della Guardia rivoluzionaria – e di quello diplomatico. Lo riporta il New York Times. La decisione indica l'impossibilità di Teheran di sostenere il presidente siriano Bashar-al Assad.
Gli Usa invitano i cittadini americani a lasciare la Siria
Il dipartimento di Stato americano ha chiesto ai cittadini americani che si trovano in Siria di lasciare immediatamente il Paese "fino a che ci saranno voli commerciali in partenza da Damasco". L'allerta è stata lanciata perché la situazione è diventata "imprevedibile" dopo l'aggravarsi degli scontri. I cittadini che decideranno di restare, ha aggiunto il dipartimento americano, "devono essere pronti a piani d'emergenza e a cercare rifugio per periodi estesi". Le fazioni ribelli, anche oggi, hanno preso il controllo di altre aree e città chiave del Paese. L'aeroporto internazionale di Aleppo è chiuso.