Per il vicepresidente del Ppe, Siegfried Muresan, è chiaro che ci sono state «pesanti interferenze» nelle presidenziali romene. E in attesa delle motivazioni della Corte costituzionale, l’europarlamentare del Partito nazional-liberale romeno osserva che nei rapporti dei servizi segreti che ne hanno ispirato il verdetto si parla esplicitamente dello zampino di Mosca. Il trionfo del candidato “venuto dal nulla”, Calin Georgescu, è frutto di un “azione ibrida aggressiva” che viene dritta dritta da Mosca
Muresan, cosa ne pensa dell’annullamento delle elezioni da parte della Corte costituzionale?
«Le sentenze vanno rispettate. E vanno applicate. Per capirne le ragioni bisognerà aspettare le motivazioni. Ma intanto sappiamo che c’è stata una riunione del Consiglio di sicurezza romeno, la scorsa settimana. Perché vari servizi segreti sono arrivati alla conclusione che ci sono state delle interferenze molto pesanti nel primo turno delle elezioni. I loro rapporti sono stati pubblicati mercoled…
Per il vicepresidente del Ppe, Siegfried Muresan, è chiaro che ci sono state «pesanti interferenze» nelle presidenziali romene. E in attesa delle motivazioni della Corte costituzionale, l’europarlamentare del Partito nazional-liberale romeno osserva che nei rapporti dei servizi segreti che ne hanno ispirato il verdetto si parla esplicitamente dello zampino di Mosca. Il trionfo del candidato “venuto dal nulla”, Calin Georgescu, è frutto di un “azione ibrida aggressiva” che viene dritta dritta da Mosca
Muresan, cosa ne pensa dell’annullamento delle elezioni da parte della Corte costituzionale?
«Le sentenze vanno rispettate. E vanno applicate. Per capirne le ragioni bisognerà aspettare le motivazioni. Ma intanto sappiamo che c’è stata una riunione del Consiglio di sicurezza romeno, la scorsa settimana. Perché vari servizi segreti sono arrivati alla conclusione che ci sono state delle interferenze molto pesanti nel primo turno delle elezioni. I loro rapporti sono stati pubblicati mercoledì, e successivamente è arrivato il verdetto. Peraltro quelle interferenze erano preparate da tempo».
Cosa vuol dire?
«Ci sono state decine di migliaia di persone reclutate su Tiktok che hanno avuto poi il compito di dare battaglia sul social media cinese ma anche su Facebook. Molti account risalgono addirittura al 2016 e sono rimasti ‘dormienti’ fino a due settimane prima delle elezioni. E molti di questi utenti erano perfettamente consapevoli dei meccanismi di Tiktok, cioè che i trend vengono amplificati. Hanno sfruttato l’algoritmo per pompare Georgescu. E poi c’è un altro elemento che ha inquinato il voto».
La questione dei finanziamenti illeciti?
«Esatto: in Romania c’è una legge che obbliga alla trasparenza, nella condivisione di contenuti elettorali. E quella è mancata. In più, Georgescu ha dichiarato ufficialmente di aver speso ‘zero’ nella campagna elettorale. Ma è venuto fuori che i tiktoker che pompavano i suoi contenuti erano pagati».
Da chi?
«La fonte dei finanziamenti è la Russia. I rapporti declassificati parlano di gruppi di estrema destra romeni in combutta con Mosca per destabilizzare il Paese».
E adesso cosa succederà? Cosa vuol dire che le elezioni sono state dichiarate nulle?
«Vuol dire che è tutto azzerato. Che ci saranno nuove elezioni, e che tutti dovranno ripresentare le loro candidature. Mi aspetto delle nuove candidature, ma anche che qualcuno sarà escluso».
Pensa a Georgescu?
«No, non voglio assolutamente dire questo, non si può sapere, ma certamente non sarà un processo rapido. E non è un male, forse. Perché adesso tutti i romeni avranno tutto il tempo per informarsi su chi è Georgescu, un candidato anti europeo, filorusso, nazionalista nel senso deteriore del termine. Dannoso, per la Romania e l’Europa».
George Simion, leader dell’estrema destra Aur, parla di un “colpo di Stato”, a proposito della sentenza della corte.
«I giudici hanno deciso all’unanimità, nove voti su nove. E, ripeto, le sentenze si rispettano. Aur è un partito anti-sistema, estremista, il cui obiettivo principale è diffondere scetticismo e paura».
Ma non teme che questo verdetto possa polarizzare il Paese?
«Io penso piuttosto che molti romeni stanno realizzando solo ora che Georgescu è sostenuto dalla Russia. E non penso che gli piaccia».
Che tempi prevede per le nuove elezioni?
«Dal momento in cui il governo deciderà, dovranno passare due mesi e mezzo per consentire ai partiti di raccogliere le firme per i candidati e almeno 30 giorni di campagna elettorale. Penso che si voterà nei primi mesi dell’anno prossimo».