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Medio Oriente, le notizie del 9 dicembre. L’Italia sospende le richieste d’asilo dalla Siria

Medio Oriente, le notizie del 9 dicembre. L’Italia sospende le richieste d’asilo dalla Siria
(afp)
Come l’Italia anche Francia, Germania, Austria, Svezia e Grecia fermano le domande. La Ue: per ora rimpatri insicuri. Le milizie filo-turche cacciano i curdi da Minbic che controllavano dal 2016. Netanyahu: “Il Golan sarà sempre parte di Israele”
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Per Al Jazeera Muhammad al-Bashir sarà incaricato di formare un nuovo governo siriano per gestire la fase di transizione. Mosca minaccia ripercussioni se le sue basi in Siria venissero colpite o minacciate dai ribelli, mentre Israele annuncia di aver colpito depositi di armi chimiche e razzi a lungo raggio in Siria. Il mondo guarda a Damasco e alle prime mosse del nuovo regime di al Jolani, nome di battaglia di Ahmad al-Sharaa. L’ambasciata siriana a Mosca issa la bandiera dei ribelli. Francia, Germania, Austria, Svezia e Grecia bloccano le procedure di asilo dei siriani.

Punti chiave

Colloquio tra re Abdullah di Giordania e Biden sulla Siria

Re Abdullah II di Giordania e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden hanno discusso oggi nel corso di un colloquio telefonico degli ultimi sviluppi regionali, in particolare dell'attuale situazione in Siria. Lo riferisce l'agenzia ufficiale giordana Petra citando una dichiarazione della corte reale, secondo cui il re ha ribadito la necessità di salvaguardare la sicurezza della Siria e dei suoi cittadini e di agire rapidamente per garantirne la stabilità. Nel corso del colloquio re Abdullah ha inoltre chiesto di intensificare gli sforzi internazionali per fermare la guerra a Gaza e garantire la consegna di aiuti alla locale popolazione palestinese, e ha sottolineato l'importanza di lavorare per garantire il successo del cessate il fuoco in Libano. Allo stesso tempo, conclude la Petra, il re ha messo in guardia dai pericoli della violenza dei coloni estremisti contro i palestinesi in Cisgiordania, nonché dalle violazioni dei luoghi santi musulmani e cristiani a Gerusalemme.

Media, esplosioni udite a Damasco

Esplosioni sono state udite in serata a Damasco, riferisce Al Jazeera online. Secondo un corrispondente dell'emittente tv qatariota, quattro attacchi aerei hanno preso di mira un eliporto ad Aqraba, nella campagna attorno alla città. Sebbene nessun paese ne abbia rivendicato la responsabilità, questi attacchi avvengono mentre Israele continua a bombardare aree in tutta la Siria, nota ancora Al Jazeera, mentre la Reuters scrive nel suo sito web che almeno due esplosioni sono state udite nella zona di Barzeh, vicino a Damasco, dove c'è un ufficio del Syrian Scientific Studies and Research Centre, che in passato è stato sanzionato e anche colpito per i suoi legami con la produzione di armi chimiche.

Usa a Israele, incursione in Siria deve essere 'temporanea'

L'incursione di Israele in Siria oltre le alture del Golan dopo la caduta di Bashar al-Assad deve essere solo "temporanea". Lo hanno affermato lunedì gli Stati Uniti, dopo che la presa di posizione delle Nazioni Unite secondo cui Israele stava violando un accordo del 1974. "Questa è un'azione temporanea che hanno intrapreso in risposta alle azioni dell'esercito siriano per ritirarsi da quell'area. Ora, ciò che vogliamo vedere, in definitiva, è che l'accordo venga pienamente rispettato e staremo a vedere se Israele lo farà", ha detto ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.
Alla domanda se gli Stati Uniti stessero chiedendo al loro alleato di ritirarsi, Miller ha affermato che l'accordo raggiunto dopo la guerra dello Yom Kippur del 1971 "include il ritiro di Israele alla sua precedente posizione". Miller non ha stabilito una tempistica, sottolineando la situazione in rapida evoluzione sul campo in Siria. "Israele ha affermato che queste azioni sono temporanee per difendere i suoi confini. Non sono azioni permanenti, e quindi, in definitiva, ciò che vogliamo vedere è una stabilità duratura tra Israele e Siria, e ciò significa che sosteniamo tutte le parti che sostengono l'accordo di disimpegno del 1974", ha affermato Miller.

Usa a gruppi Siria, serve de-escalation e riconciliazione

Nelle conversazioni che diversi funzionari americani, tra i quali il segretario di Stato americano Antony Blinken, stanno avendo con i gruppi in Siria gli Stati Uniti hanno messo in chiaro due punti: la necessità di una de-escalation e quella di un processo di riconciliazione nazionale. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller. "Non vogliamo che un singolo gruppo prenda troppo potere", ha detto.

Blinken, Usa sostengono transizione pacifica potere

"Gli Stati Uniti sostengono con forza una transizione pacifica del potere a un governo siriano responsabile attraverso un processo inclusivo a guida siriana. Durante questo periodo di transizione, il popolo siriano ha tutto il diritto di chiedere il mantenimento delle istituzioni statali, la ripresa dei servizi chiave e la protezione delle comunità vulnerabili". Lo afferma il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, aggiungendo che "dopo 14 anni di conflitto, il popolo siriano ha finalmente un motivo di speranza".

L'Italia sospende le richiese di asilo dalla Siria

"Il Governo ha stabilito, analogamente a quanto fatto da altri partner europei, di sospendere i procedimenti circa le richieste di asilo dalla Siria". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi al termine del vertice "per valutare l'evoluzione della situazione in Siria", presieduto dalla premier Giorgia Meloni.

Netanyahu, alture Golan per sempre parte integrante di Israele

"Le alture del Golan rimarranno per sempre parte integrante di Israele". Lo ha dichiarato in conferenza stampa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, citato dai media, in merito agli sviluppi in Siria. "Oggi tutti comprendono la grande importanza della nostra presenza sulle alture del Golan e non ai piedi delle alture del Golan", ha affermato Netanyahu.

Netanyahu, regime Assad crudele, ha massacrato il suo popolo

"Il regime di Assad, elemento chiave nell'asse del male guidato dall'Iran, è collassato. Teheran ha investito miliardi in Siria per sostenere un regime tirannico che ha oppresso il proprio popolo. È stato un regime crudele e tirannico che ha calpestato i suoi cittadini e li ha massacrati". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu questa sera in conferenza stampa .

Rutte sente Erdogan, speriamo in transizione pacifica

"È bello parlare con Recep Tayyip Erdogan di Siria. Questo è un momento di gioia ma anche di incertezza per milioni di persone. Speriamo in una transizione pacifica, nel rispetto dello stato di diritto e nella protezione delle minoranze. Russia e Iran sono stati complici dei crimini di Assad". Lo scrive su X il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Media, raid di Israele sul porto di Latakia

'Aeronautica israeliana ha bombardato obiettivi militari siriani nel porto di Latakia. Secondo al-Arabiya, sarebbero state colpite installazioni per la difesa aerea, mentre altri media sostengono che siano state prese di mira navi militari.

Media: “Accordo Usa-Turchia per ritiro dei curdi da Manbij”

Stati Uniti e Turchia hanno raggiunto un accordo per garantire il ritiro sicuro delle forze curde siriane sostenute dagli Usa dalla città assediata di Manbij, nel nord-est del Governatorato di Aleppo nel nord della Siria. Lo scrive Reuters citando una fonte dell'opposizione siriana. Il gruppo curdo Sdf "si è ritirato dalla città e deve ancora ritirarsi dalle altre aree" a est dell'insediamento, ha affermato la fonte dell'opposizione siriana a conoscenza della questione.

Il Regno Unito blocca le richieste di asilo dalla Siria

Il Regno Unito ha annunciato la sospensione di qualsiasi decisione sulle richieste di asilo provenienti dalla Siria dopo la caduta del regime di Bashar Al Assad. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Interni, secondo cui è necessario valutare l'evolversi della situazione. La decisione arriva sulla scia di quanto fatto già dalla maggioranza dei Paesi europei.

Erdogan annuncia riapertura valico per il rientro dei rifugiati


Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che la Turchia riaprirà la frontiera con la Siria per facilitare il ritorno dei rifugiati, a seguito dei recenti sviluppi nella regione. Lo riporta l'agenzia Anadolu. "Stiamo aprendo il valico di frontiera di Yayladagi per evitare il sovraffollamento e facilitare il ritorno dei rifugiati siriani", ha affermato dopo una riunione del governo.

Siria: Erdogan, lavoriamo per transizione pacifica

La Turchia ha difeso fino all'ultimo l'integrità territoriale della Siria e ora chiede alla comunità internazionale di lavorare per una transizione che porti il Paese alla pace e alla serenità. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del Consiglio dei Ministri di questa sera. "Voglio che il messaggio arrivi forte e chiaro alla comunità internazionale: sin dall'inizio la Turchia ha solo agito per il bene della Siria e vogliamo che il Paese sia in pace. Ci siamo schierati da parte dell'indipendenza, del dialogo e della giustizia. Non abbiamo fatto concessioni al regime, ma abbiamo sempre voluto l'integrita" del Paese. Abbiamo sempre denunciato la violenza e ora l'unica cosa che conta è il sostegno a una transizione pacifica, che facci prevalere il dialogo sull'odio", ha dichiarato il presidente turco.

Siria: leader ribelli incontra ex premier per transizione

Il leader dei ribelli siriani Abu Mohammed al-Jolani ha incontrato il primo ministro siriano uscente Mohammed al-Jalali e ha discusso il "trasferimento del potere", hanno dichiarato i ribelli il giorno dopo aver rovesciato il presidente Bashar al-Assad. Jolani, che ora usa il suo vero nome Ahmed al-Sharaa, ha incontrato Jalali "per coordinare un trasferimento di potere che garantisca la fornitura di servizi" al popolo siriano, si legge in una dichiarazione pubblicata sui canali Telegram dei ribelli, mentre un breve video dell'incontro mostra che vi ha partecipato anche Mohammed Bashir, che guida il "Governo di Salvezza" dei ribelli nel loro bastione della Siria nord-occidentale.

Turchia riapre frontiere per ritorno rifugiati siriani

La Turchia ha riapeto le frontiere per il ritorno dei rifugiati siriani.

Siria: colloquio Fidan-Guterres su aiuti e processo transizione

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto un colloquio telefonico con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres sul processo di transizione in Siria e le misure per fornire aiuti umanitari alla regione. Lo ha detto a RIA Novosti una fonte diplomatica di Ankara.
"Durante la conversazione è stata discussa la situazione in Siria e nella regione. Le parti hanno scambiato opinioni sulle misure che possono essere adottate dalla comunità internazionale, in particolare l'ONU, per garantire l'attuazione ordinata della transizione politica in Siria, la fornitura di aiuti umanitari e la ricostruzione della Siria", ha affermato la fonte.

Siria, vertice con Meloni, ministri e servizi

Si terrà a Palazzo Chigi, subito dopo il Consiglio dei ministri, un vertice con la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i vertici dei servizi e i ministri competenti per fare il punto, anche sul fronte migranti, sulla situazione in Siria.

Zelensky: “Caduta di Assad è una risposta al ritiro delle truppe russe”

La caduta di Bashar al-Assad è una risposta al ritiro delle truppe russe che dalla Siria sono state mandate a combattere in Ucraina. A dichiararlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avvertendo che le truppe torneranno in territorio siriano e in "molti altri Paesi" del mondo se Vladimir Putin raggiungerà i suoi obiettivi. Secondo Zelenski, il numero di truppe dell'esercito russo ritirate dal territorio siriano per combattere sul fronte ucraino è di quasi 800mila unità, il che dimostra, ha detto, la necessità di continuare a sostenere Kiev. "Vediamo che il regime di Al Assad è caduto perché lì non ci sono truppe russe veramente forti, ha detto il presidente ucraino in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro estone Kristen Michal, in visita a Kiev. "Sono state tutte trasferite in Ucraina, le quasi 800mila truppe russe sono in territorio ucraino. E questo indica che l'esercito di questo pseudo-impero sta oggi combattendo contro il popolo ucraino", ha sottolineato. "Se l'Ucrania cade, Putin tornerà in Siria, Africa e molti altri paesi".

Ministro degli Esteri israeliano: “Avanzata in zona cuscinetto Golan è temporanea”

L'avanzata delle truppe israeliane nella zona cuscinetto delle Alture di Golan è "una misura limitata e temporanea". Lo ha assicurato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar. "Lo sottolineo: si tratta di una misura limitata e temporanea che abbiamo adottato per ragioni di sicurezza", ha detto Saar in una conferenza stampa a Gerusalemme. Ieri il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato di aver ordinato all'esercito di "prendere il controllo" di questa zona cuscinetto dopo la caduta del presidente siriano Bashar al-Assad.


Fonte Israele, possibile intesa sui rapiti entro 15 giorni

Un alto funzionario israeliano ha riferito questa sera a Ynet che "entro una settimana o due" sarebbe possibile raggiungere un accordo sugli ostaggi aggiungedo che "le condizioni sono mature". Sebbene l'ufficio del primo ministro questa mattina abbia raffreddato le notizie, anche il ministro degli Esteri Gideon Saar ha espresso un crescente ottimismo riguardo all'accordo. Intanto, fonti vicine a un alto dirigente di Hamas hanno dichiarato che c'è stato un "sviluppo significativo nei negoziati". Hamas ha accettato una cessazione graduale delle ostilità, proponendo un accordo suddiviso in tre fasi.

Francia verso sospensione domande asilo, decisione a breve

La Francia "sta lavorando alla sospensione delle attuali pratiche di asilo provenienti dalla Siria". Lo riferisce una fonte del ministero dell'Interno al quotidiano le Figaro. Una decisione dovrebbe essere presa "nelle prossime ore ", ha aggiunto la fonte.
Anche L'emittente BFMTV, conferma che il ministero degli Interni francese sta lavorando alla sospensione delle attuali pratiche di asilo provenienti dalla Siria, sullo stesso modello di quanto sta facendo la Germania.

Il parlamento siriano: “Rispetteremo la volontà del popolo”

Il parlamento siriano afferma di "rispettare la volontà del popolo" dopo la caduta di Assad

I ribelli concedono l'amnistia ai militari siriani

I ribelli siriani hanno concesso l'amnistia a tutto il personale militare arruolato durante il regime del deposto presidente Bashar al-Assad: lo rende noto Hts sul suo canale Telegram, ripreso dal Guardian.

Siria: anche Svezia sospenderà espulsioni e domande asilo

Anche la Svezia sospenderà le espulsioni e le richieste di asilo per i rifugiati siriani. Lo rende noto il Servizio immigrazione.

Siria, Iran apre comunicazione diretta con la nuova leadership

L'Iran ha aperto una linea di comunicazione diretta con i ribelli dopo la presa di Damasco Lo ha detto un alto funzionario iraniano alla Reuters spiegando che la mossa rappresenta un tentativo di "impedire una traiettoria ostile" tra i paesi. Ore dopo la caduta di Assad, l'Iran ha affermato di aspettarsi che le relazioni con Damasco continuino sulla base dell'"approccio lungimirante e saggio" dei due paesi e ha chiesto l'istituzione di un governo inclusivo che rappresenti tutti i segmenti della società siriana. "La preoccupazione principale per l'Iran è se il successore di Assad allontanerà la Siria dall'orbita di Teheran", ha detto un secondo funzionario iraniano. "Questo è uno scenario che l'Iran è desideroso di evitare". Uno dei funzionari di alto livello ha detto che i governanti clericali dell'Iran, di fronte alla perdita di un importante alleato a Damasco e al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca a gennaio, erano aperti a impegnarsi con i nuovi leader siriani. "Questo impegno è fondamentale per stabilizzare i legami ed evitare ulteriori tensioni regionali", ha affermato il funzionario.

Media, Russia chiede aiuto a Turchia per evacuazione soldati russi in Siria

Mosca avrebbe chiesto alla Turchia supporto per l'evacuazione dalla Siria dei soldati russi che vi sono dispiegati, ha reso noto Cnn Turk, precisando che il trasferimento riguarda solo le forze di terra ancora dispiegate nel Paese e non i militari di base a Tartus e Hmeimim. I soldati in partenza saranno inviati nelle regioni della Siria controllate dalla Turchia e poi portate in Russia con aerei.

Inviato Biden in Israele, colloqui su Gaza e Siria

L'inviato del presidente Usa, Joe Biden, sarà in visita in Israele questa settimana per colloqui su Siria e Gaza. Lo rende noto la Casa Bianca.

Media, la Grecia sospende le domande di asilo dei siriani

La Grecia ha sospeso le richieste di asilo di circa 9.000 siriani. Lo scrive Reuters online citando una fonte di alto livello del governo ellenico. La decisione giunge dopo che anche Germania e Austria hanno bloccato le richieste di asilo per i cittadini siriani.

Ong, a Sednaya non ci sono detenuti intrappolati

L'Associazione per i detenuti e gli scomparsi nella prigione di Sednaya (Admsp) ha affermato in una dichiarazione che non ci sono più prigionieri intrappolati né sopra né sottoterra del carcere-mattatoio vicino Damasco. Lo riporta la Bbc. "Non c'è verità sulla presenza di detenuti intrappolati sottoterra e le informazioni contenute in alcuni resoconti della stampa sono imprecise", afferma l'associazione secondo cui i suoi team hanno confermato che il carcere "è stato svuotato di tutti i detenuti in tutti i suoi edifici". L'ultimo detenuto del carcere - sottolinea il gruppo - è stato liberato ieri.

(reuters)

Hts, non imponiamo il velo alle donne né limitiamo libertà

Hayat Tahrir al Sham, la coalizione di milizie che ha rovesciato il potere siriano di Bashar al Assad, afferma all'Ansa attraverso un portavoce che il nuovo governo in Siria non imporrà il velo alle donne, né introdurrà alcuna forma di limitazione alle libertà individuali. "In tutti questi anni di amministrazione a Idlib e nelle altre zone liberate non abbiamo mai imposto il velo a nessuno, né ai musulmani né ai curdi, né ai drusi, né ai cristiani. Perché dovremmo cominciare a imporre adesso limiti alle libertà individuali?", si è chiesto retoricamente Mazen Jaber, uno dei portavoce di Hts.

Media, nuovi raid di Israele nel sud della Siria

Israele ha compiuto nuovi e ripetuti raid aerei israeliani nel sud-ovest della Siria, nei pressi del Golan, dei confini con la Giordania e col Libano. Lo riferiscono media siriani e la tv al Jazeera, documentando parte dei danni inflitti dagli attacchi aerei israeliani nelle regioni di Suwayda, Daraa, Qunaytra e Damasco.

Hamas si congratula: “Ora i siriani serrino le fila”

Hamas si è congratulato con il popolo siriano per aver rovesciato il presidente Bashar al-Assad e ha chiesto unitànel Paese. "Hamas si congratula con il fraterno popolo siriano per il successo nel realizzare le proprie aspirazioni di liberta' e giustizia e invita tutte le componenti del popolo siriano a serrare le fila", si legge in una nota del gruppo palestinese.

Media: Muhammad al-Bashir il nuovo premier della Siria

Muhammad al-Bashir sarà incaricato di formare un nuovo governo siriano per gestire la fase di transizione. Lo riporta Al-Jazeera, secondo cui il nome e' emerso durante un incontro tra il comandante del dipartimento operativo dell'opposizione armata, Ahmed Al-Sharaa, lo stesso Al-Bashir, e l'attuale premier, Muhammad Al-Jalali. Al nuovo capo dell'esecutivo spettera' il compito di definire le modalita' del trasferimento dei poteri ed evitare che la Siria precipiti nel caos.

In Siria cambiati i loghi dei media statali: ora c’è la bandiera dell’opposizione

L'agenzia statale siriana Sana e la televisione e la radiodiffusione statale hanno cambiato i loro loghi, apponendovi la bandiera dell'opposizione. Secondo Ria
Novosti
, i loghi sono stati modificati principalmente per i canali Telegram ufficiali dei media siriani. Allo stesso tempo, l'agenzia Sana ha cambiato nome, diventando "Syrian Arab News Agency". La bandiera dell'opposizione e' apparsa anche sul canale televisivo statale siriano Al-Ikhbariya e sul canale Telegram del Ministero dell'informazione siriano.

Egitto: l’ingresso di Israele nella zona cuscinetto della Siria è occupazione

L'Egitto condanna "l'ulteriore occupazione delle terre siriane" da parte di Israele. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri egiziano, aggiungendo di considerare l'ingresso di Israele nella zona cuscinetto con la Siria un tentativo di "imporre una nuova realtà sul terreno". Israele ha spostato i carri armati oltre il confine nella zona cuscinetto con la Siria, definendo l'azione temporanea e limitata, e mirata a garantire la sicurezza dello Stato ebraico.

Kallas (Ue): “In Siria vanno preservate integrità del territorio e indipendenza”

“La caduta del regime criminale di Assad segna un momento storico per il popolo siriano, che ha sopportato immense sofferenze e dimostrato una straordinaria resilienza nella ricerca di dignità , libertàe giustizia. È fondamentale preservare l'integrità territoriale della Siria e rispettare la sua indipendenza, la sua sovranità, così come le istituzioni statali, e respingere ogni forma di estremismo”. Lo indica l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas in una nota. Kallas ha anche indicato in Siria vanno ora evitate ulteriori violenze, vanno garantiti la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale, compreso il diritto umanitario. “Esortiamo in particolare a proteggere i membri di tutte le minoranze, comprese quelle cristiane e di altre confessioni non maggioritarie, nonché a garantire la sicurezza dei cittadini stranieri e il rispetto delle rappresentanze diplomatiche a Damasco", ha concluso.

La Gran Bretagna valuta se tenere status terroristi per i ribelli sirian

Il governo britannico di Keir Starmer deve decidere se mantenere la designazione dei ribelli siriani come organizzazione terroristica. Lo ha detto ai media del Regno Unito il ministro incaricato di coordinare l'ufficio di gabinetto, Pat McFadden, in alcune dichiarazioni che fanno pensare a un possibile ripensamento sulla messa al bando del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (Hts), noto fino a qualche tempo fa con il nome di Fronte al-Nusra, affiliato ad al Qaida e inserito nella lista nera di Londra e a livello globale. Secondo McFadden la decisione finale "dipenderà in parte da ciò che accadrà" e da come "quel gruppo si comporterà ora" dopo la presa di potere a Damasco e la fine del regime di Bashar al Assad.

Media: anche l’Austria blocca le procedure di asilo dei rifugiati siriani

Il quotidiano austriaco Kronen Zeitung afferma che anche in Austria, come in Germania, tutte le procedure d'asilo in corso verso cittadini siriani essere interrotte, citando fonti del ministero dell'Interno.

Hezbollah: “In Siria trasformazione importante e pericolosa”

Il parlamentare libanese di Hezbollah Hassan Fadlallah ha rilasciaro oggi la prima dichiarazione del gruppo filo Iran dopo la caduta di Damasco in mano ai ribelli siriani: "Quello che sta accadendo in Siria è una trasformazione importante, pericolosa e nuova, e il come e il perché di ciò che è accaduto richiedono una valutazione, e la valutazione non viene fatta sui podi",ha detto. Hezbollah ha svolto un ruolo importante nel sostenere Assad durante 14 anni di guerra in Siria, prima di riportare i suoi miliziani in Libano lo scorso anno per combattere contro Israele, un ridispiegamento che ha indebolito le linee del governo siriano.

Turchia, centinaia di rifugiati ai valichi per tornare in Siria

Centinaia di rifugiati siriani, scappati in Turchia dopo l'inizio del conflitto nel loro Paese, si sono messi in fila al valico di frontiera di Cilvegozu, sul confine turco siriano, per tentare di rientrare in Siria dopo la caduta di Bashar Al Assad. Viene permesso di passare ai rifugiati che hanno completato le procedure per il rientro nel Paese, riferiscono i media turchi, senza fornire dati su quante persone sono riuscite finora ad attraversare il confine. "Sono arrivato in Turchia dalla Siria nel 2014. La nostra vita era finita. Se Dio vuole, il nostro futuro sarà buono. La Siria si sta rimettendo in piedi ma non inizieremo da zero", ha affermato uno di loro, Hamid Mahmud, come riferisce Hurriyet, secondo cui i migranti si sono messi in fila già dalle prime ore del mattino al valico che si trova nel distretto di Reyhanli, in provincia di Hatay, a circa una trentina di chilometri a ovest di Aleppo. Al momento non si registrano tensioni e i militari hanno allestito un posto di blocco a 5 chilometri dal valico in modo tale da non creare affollamenti. Dopo i controlli dei documenti, i siriani ritenuti idonei ad attraversare il confine vengono mandati verso il valico. Secondo i media turchi, già da ieri, immediatamente dopo le notizie relative alla caduta di Assad, molti siriani si erano diretti verso le zone di confine per tornare al loro Paese di origine, non solo attraverso il valico di Cilvegozu ma anche tramite quello di Oncupinar, che si trova ad una quarantina di chilometri a nord di Aleppo, in provincia di Kilis.

(afp)

Trovato morto un collaboratore del fratello di Assad

Un importante collaboratore del fratello del presidente siriano deposto Bashar Assad è stato trovato morto nel suo ufficio vicino a Damasco. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito. La persona trovata morta è il maggiore generale Ali Mahmoud, che era a capo dell'ufficio di Maher Assad e aveva condotto una campagna militare nel 2018 nel sud della Siria. Un video che circola sui social mostrerebbe Mahmoud coperto di sangue mentre seduto su una sedia. I suoi vestiti sembrano essere stati dati alle fiamme. Il capo dell'Osservatorio, Rami Abdurrahman, ha detto che non è chiaro se Mahmoud sia stato ucciso da Maher Assad o se si sia suicidato. Maher Assad era a capo della quarta divisione corazzata dell'esercito, che ha svolto un ruolo importante nel conflitto siriano sin dal suo inizio nel marzo 2011.

La Ue: non siamo in contatto con Hts, è un gruppo sanzionato

"L'Ue non è in contatto in alcun modo con il gruppo Hts" che ha preso il potere in Siria "o con la sua leadership". Lo precisa un portavoce del servizio di azione esterna della Commissione Europea, precisando che l'Hayat Tahrir al-Sham è sanzionato da parte dell'Onu, decisione poi fatta propria dall'Unione Europea nel 2014. "Un certo numero di figure dell'Hts sono sulla lista nera dell'Ue ma, con la graduale assunzione di maggiori responsabilità del gruppo, lo giudicheremo sulla base delle sue azioni oltre che delle sue affermazioni", ha aggiunto il portavoce.

La Ue: per ora i rimpatri in Siria sono insicuri

"I rifugiati siriani sognano da 10 anni di poter tornare nel loro Paese e ci sono elementi che fanno ben sperare ma al momento è prematuro valutare gli effetti sulla dimensione migratoria". Lo dichiara un portavoce della Commissione Europea. "Il rientro o meno nel Paese è una decisione individuale, per ora giudichiamo che non ci siano le condizioni per rimpatri sicuri e dignitosi in Siria", ha precisato il portavoce.

La Germania blocca le richieste di asilo dalla Siria

Il ministero dell'Interno tedesco ha deciso di stoppare le decisioni sulle richieste di asilo da parte dei siriani, in seguito alla caduta di Assad. Lo scrive il portale di Der Spiegel. Al momento non è chiaro come si svilupperà la situazione, ha affermato un portavoce del ministero citato dal magazine, per questo motivo non è possibile fare delle valutazioni fondate.

I ribelli al potere a Damasco: non interferiremo con l’abbigliamento delle donne

Le milizie islamiste che guidano i ribelli che hanno rovesciato il regime di Assad hanno dichiarato che non interferiranno con l’abbigliamento delle donne.

La Turchia: impedire all’Isis e al Pkk di sfruttare la situazione

"Impedire a Daesh (o Isis) e al Pkk di beneficiare dell'attuale situazione" in Siria "garantirà che il Paese smetta di essere un rifugio sicuro per il terrorismo". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in dichiarazioni rilanciate dal giornale Sabah. "Continueremo con determinazione il nostro impegno in tal senso", ha aggiunto.

(reuters)

I ribelli ai profughi: “La Siria vi attende”. File ai valichi della Turchia meridionale

Uno dei principali comandanti dei ribelli siriani Hasan Abdul Ghani ha incoraggiato su X i profughi scappati dal regime a tornare a casa: "Agli sfollati di tutto il mondo, la Siria libera vi attende". Nella Turchia meridionale, scrive Sky News, al valico di frontiera di Oncupinar, vicino alla città di Kilis, le famiglie siriane fanno la fila per rientrare nel loro Paese d'origine.

Siria: crisi su tavolo Consiglio Interni e vertice leader Ue

Nel corso del prossimo Consiglio Ue Affari interni, che si svolgerà giovedì, verrà discussa anche la situazione in Siria. Lo ha confermato un alto funzionario europeo in vista della riunione dei ministri dell'Interno. "Credo sia importante che questo aspetto venga discusso durante l'incontro dei ministri di giovedì e anche, naturalmente, dal Consiglio Affari Esteri", ha dichiarato il funzionario. Inoltre i rappresentanti permanenti degli Stati membri hanno iniziato a discutere della situazione siriana, che sarà affrontata nelle prossime riunioni del Coreper, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo e del vertice dei leader del 18-19 dicembre. "Ci saranno discussioni sulla preparazione del prossimo Consiglio europeo, perché discuteremo per la prima volta la bozza di conclusione, ma credo che vorremo anche dedicare tempo ed energie per esaminare i vari aspetti della situazione della Siria", ha concluso il funzionario europeo.

Ci saranno colloqui tra Mosca e nuove autorità di Damasco sulle basi militari russe in Siria

“Per ora è prematuro parlare del mantenimento della presenza militare della Russia in Siria, la questione sarà oggetto di discussione con le autorità locali”. Lo ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov. "E' troppo presto per parlarne. In ogni caso, questo è argomento di discussione con coloro che saranno al potere in Siria", ha detto Peskov ai giornalisti quando gli è stato chiesto se la Russia spera di mantenere la sua presenza militare in Siria.

Il Cremlino: “Putin non ha in programma un incontro con Assad”

Il presidente russo Vladimir Putin non ha in programma un incontro con Bashar al Assad, che ha ottenuto asilo politico a Mosca dopo avere lasciato la Siria. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, citato dalle agenzie russe.

L’Unicef: ameno 80 bambini uccisi in Siria in due settimane

"Con la situazione in Siria in rapida evoluzione, l'Unicef rinnova l'appello del Segretario generale delle Nazioni Unite alla calma, ad astenersi dalla violenza e a proteggere i diritti di tutti i Siriani - soprattutto i bambini, almeno 80 dei quali sono stati uccisi nelle ultime due settimane". Lo dichiara la direttrice generale Catherine Russell, confermando l'impegno dell'organizzazione "a restare sul campo, a lavorare con i suoi partner per fornire assistenza salvavita ai bambini e alle loro famiglie". Le condizioni umanitarie nel Paese sono "difficili, milioni di bambini e famiglie affrontano estrema deprivazione. Più di 10 anni di conflitto hanno causato ingenti danni a infrastrutture essenziali, sfollamenti su larga scala e accesso gravemente limitato a servizi essenziali che comprendono acqua sicura, servizi igienico sanitari, salute, nutrizione, protezione e istruzione".

Le milizie filo turche cacciano i curdi dell’Ypg da Minbic

L'Esercito Libero Siriano sostenuto dalla Turchia ha sottratto la città di Minbic al controllo dell'organizzazione separatista curda Ypg. L'operazione è stata lanciata ieri e in poche ore i ribelli sostenuti da Ankara hanno preso il controllo di gran parte della città. Tuttavia gli scontri sono andati avanti e nella notte era stata diffusa la notizia dell'uccisione di 22 miliziani curdi. A dare la notizia della sconfitta di Ypg è stato lo stesso Esercito Libero siriano. I separatisti curdi perdono così la loro roccaforte a ovest dell'Eufrate: Minbic era sotto il controllo di Ypg dal 2016. In base a quanto riferito, la popolazione araba della città avrebbe aiutato l'Esercito libero siriano contro i curdi e liberato i detenuti dalle carceri.

Ankara: "Ora governo inclusivo"

La Turchia chiede che in Siria venga nominato un "governo inclusivo" che prenda in mano il Paese dopo la caduta del regime di Assad. L'appello è stato lanciato dal ministro degli Esteri Hakan Fidan. "Gli sviluppi degli ultimi giorni hanno rappresentato una luce di speranza. Invitiamo le Nazioni Unite e tutti gli attori coinvolti a sostenere la formazione di un governo inclusivo che prenda in mano il Paese in questa fase", ha detto Fidan.

Ambasciata siriana a Mosca utilizza la bandiera dei ribelli

La bandiera dei ribelli è stata issata sull’ambasciata siriana a Mosca. Lo riferisce la Tass. In precedenza, la bandiera della Repubblica Araba Siriana, simbolo del regime di Bashar al Assad, era stata rimossa dall'edificio dell'ambasciata dopo che l'opposizione dei ribelli jihadisti ha preso il potere nel Paese.

Israele colpisce depositi armi chimiche in Siria: “Non cadano in mano agli estremisti”

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha annunciato oggi che Israele ha colpito siti sospetti di armi chimiche e razzi a lunga gittata in Siria per evitare che cadano nelle mani di attori ostili. "L'unico interesse che abbiamo è la sicurezza di Israele e dei suoi cittadini", ha detto Saar, aggiungendo che "è per questo che abbiamo attaccato sistemi di armi strategiche, come, ad esempio, le armi chimiche che restano, o i missili e i razzi a lungo raggio, per evitare che cadano nelle mani degli estremisti". Le parole di Saar giungono dopo che i ribelli siriani hanno raggiunto Damasco nel fine settimana e hanno rovesciato il governo del presidente Bashar Assad dopo quasi 14 anni di guerra civile.

Gran Bretagna valuta revisione dello status “terrorista” per Hts

Parlando a Sky News nel Regno Unito , il ministro britannico Pat McFadden ha suggerito che il Regno Unito potrebbe prendere in considerazione di cambiare lo status di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che Londra attualmente designa come un gruppo terroristico. "Lo prenderemo in considerazione. E penso che dipenderà in parte da cosa accadrà", ha detto McFadden. Il governo britannico ha bandito Hayat Tahrir al-Sham nel maggio 2017, come nome alternativo ad Al Qaeda

Gli Usa in contatto con i ribelli siriani attraverso la Turchia

Negli ultimi giorni gli Stati Uniti avrebbero trasmesso, indirettamente, messaggi ai gruppi ribelli che hanno guidato l'offensiva contro Bashar al-Assad in Siria. Lo scrive il New York Times, che cita funzionari statunitensi e turchi secondo i quali gli Usa avrebbero iniziato a 'comunicare' con le fazioni armate tramite il governo turco - attraverso canali diplomatici, militari e d'intelligence - dopo l'avvio dell'offensiva, scattata la scorsa settimana, prima della caduta di Damasco.

Mercoledì discorso di Khamenei sulla Siria

La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, terrà mercoledì a Teheran un discorso incentrato sugli sviluppi in Medio Oriente. Lo riferisce l'agenzia ufficiale iraniana Irna, dopo gli ultimi sviluppi in Siria, dove per anni l'Iran è stato uno dei più forti sostenitori di Bashar al-Assad.

Siria: Tajani, priorità è tutelare popolazione e minoranze

"Sulla Siria adesso il primo impegno è la sicurezza dei nostri connazionali, mentre parallelamente dobbiamo capire come operare politicamente, tenendo di vista gli assetti futuri del Paese". Lo ha dichiarato, in un'intervista al Corriere della Sera, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Hamas consegna all'Egitto lista di ostaggi da liberare

Hamas ha consegnato domenica all'Egitto una lista di ostaggi israeliani suoi prigionieri a Gaza che dovrebbero essere rilasciati nell'accordo con Israele. La lista include nomi di rapiti malati, anziani e feriti, e quattro con cittadinanza americana. Lo riferisce il media del Qatar Al-Araby Al-Jadeed del Qatar, secondo cui le parti stanno dimostrando una volontà "senza precedenti" nei loro sforzi per raggiungere un'intesa e che i mediatori Qatar, Egitto e Stati Uniti stanno supervisionando i colloqui. Ai mediatori è stato inviato anche un elenco di detenuti palestinesi che Hamas vorrebbe scambiare.

Idf pubblica immagini operazione in regione Hermon

Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno di fatto confermato l'operazione sul versante siriano del monte Hermon, pubblicando alcune immagini delle truppe di Tel Aviv nella regione. Lo riporta The Times of Israel. Il blitz è stato eseguito dall'unità d'élite Shaldag dell'aeronautica militare israeliana che ha attaccato la montagna, situata a più di 10 chilometri dal confine, senza incontrare alcuna resistenza. L'Idf ha schierato le truppe in una zona cuscinetto tra Israele e Siria, che comprende anche l'area del Monte Hermon, come misura difensiva in seguito al crollo del regime di Assad.

Media: “Opposizione controlla completamente Latakia”

L'opposizione armata siriana controlla completamente la provincia di Latakia, dove si trovano le basi militari russe. Lo ha riferito all'agenzia russa Tass una fonte nella provincia siriana.

Biden: “Non permetteremo il ritorno dell’Isis in Siria”. Colpiti 75 obiettivi

Gli Usa non permetteranno all'Isis di ristabilire le proprie capacità in Siria: lo ha detto il presidente Joe Biden parlando alla Casa Bianca. "Siamo consapevoli del fatto che l'isis cercherà di approfittare di qualsiasi vuoto per ristabilire le proprie capacità (in Siria, ndr)...: non lo permetteremo", ha affermato il presidente. Biden ha poi confermato che ieri "le forze statunitensi hanno condotto decine di attacchi aerei di precisione in Siria, colpendo accampamenti dell'Isis e operatori dell'Isis". Secondo il Pentagono, sono stati effettuati raid aerei contro "oltre 75 obiettivi" legati al cosiddetto Stato islamico nel Paese.

Il Nyt: soldati israeliani in Siria, è la prima volta dal 1973

Le forze di terra israeliane hanno attraversato nel fine settimana la zona demilitarizzata al confine tra Israele e Siria e sono entrate nel Paese per la prima volta dalla guerra dello Yom Kippur dell'Ottobre 1973: lo scrive il New York Times, che cita due anonimi funzionari israeliani. Il dispiegamento è avvenuto nel mezzo dell'avanzata dei ribelli che ieri hanno conquistato Damasco e costretto il presidente Assad a fuggire. Le forze israeliane, secondo le fonti, controllano adesso la cima del Monte Hermon, sul lato siriano del confine, e diverse altre località ritenute essenziali per stabilizzare il controllo dell'area.

Sabato scorso, durante una visita al confine con la Siria, Il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi aveva affermato che l'esercito sta monitorando le forze ribelli per assicurarsi che "non si dirigano nella nostra direzione". "Stiamo seguendo molto da vicino ciò che sta accadendo" per "assicurarci che non si confondano e non si dirigano nella nostra direzione", aveva detto Halevi, promettendo in caso di minacce una "risposta difensiva molto, molto forte". Israele, scrive il Nyt, opera segretamente in Siria da molti anni nell'ambito dell'attuale conflitto con Hezbollah, il gruppo militante libanese sostenuto dall'Iran che ha combattuto in Siria a sostegno del governo di Assad, ora deposto.

Diverse ambasciate siriane aggiornano bandiera sui social

Diverse ambasciate siriane hanno aggiornato le foto dei loro profili sui social media dopo la caduta di Bashar al-Assad con la bandiera nera, verde e bianca con tre stelle utilizzata dagli attivisti anti-Assad e dalle forze ribelli. Lo riporta il Guardian. Le ambasciate al Cairo, in Egitto, a Kuala Lumpur, in Malesia, e a Giacarta, in Indonesia, sono tra alcuni degli uffici siriani che hanno cambiato le immagini ufficiali dei loro profili sui social media con la bandiera.

Diplomatico Onu: “Movimenti di truppe israeliane al confine con la Siria”

Un diplomatico delle Nazioni Unite ha confermato da New York al Washington Post che le forze di pace nelle Alture del Golan, che monitorano il cessate il fuoco tra Israele e Siria, hanno assistito a un incremento dei movimenti delle forze di difesa israeliane lungo la linea demilitarizzata tra i due Paesi.

Siria, oggi riunione d’urgenza del consiglio di sicurezza Onu

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d'emergenza oggi pomeriggio sulla Siria, in seguito alla caduta del presidente Bashar al-Assad, hanno dichiarato domenica diverse fonti diplomatiche all'AFP. Le consultazioni, che si svolgeranno a partire dalle 15 (le 20 GMT), sono state richieste domenica dalla Russia.

Biden su X: “Caduta di Assad è opportunità storica per il popolo siriano”

"La caduta del regime di Assad è un atto fondamentale di giustizia. È momento di storica opportunità per il popolo siriano che soffre da tempo per costruire un futuro migliore per il proprio paese.
È anche un momento di rischio e di incertezza". Così presidente statunitense Joe Biden su X.


La situazione in Siria: Damasco in mano ai ribelli, Assad a Mosca

Al termine di un'offensiva lampo durata 11 giorni, i ribelli siriani sono entrati a Damasco. Il presidente siriano Bashar al-Assad è stato deposto ed è fuggito in Russia con la sua famiglia. I gruppi ribelli, guidati dal gruppo salafita-jihadista Hayat Tahrir al-Sham, hanno lanciato un'offensiva contro il regime che li ha portati in pochi giorni a conquistare tutte le principali città del Paese fino alla capitale. Assad, hanno riferito i media russi citando fonti del Cremlino, è arrivato nella tarda serata a Mosca assieme ai suoi familiari e Vladimir Putin ha concesso all'ex dittatore siriano asilo politico 'per ragioni umanitarie'.

I manifestanti hanno rovesciato e distrutto le statue e le immagini del presidente deposto. Sostenitori della rivolta hanno affollato le piazze di decine di capitali in tutto il mondo, la bandiera rossa, bianca e nera dell'era Assad è stata sostituita dalla bandiera verde, bianca e nera degli oppositori.

Resta l'incertezza su chi guiderà il Paese durante questa fase, anche se il primo ministro resterà in carica per assicurare il "passaggio di consegne", ed è diffusa la preoccupazione per il potenziale vuoto di potere in una nazione divisa da fazioni. I gruppi ribelli chiedono moderazione e promettono una transizione politica equa. Il leader dei ribelli, Abu Mohammad al-Jolani, ha definito la caduta del presidente Bashar al-Assad una "vittoria per l'intera nazione islamica".

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