✕

La Cnn annuncia un’indagine sul servizio di Clarissa Ward nella prigione di Assad

Ascolta l'audio

L’identità dell’uomo salvato dalla giornalista star americana non sarebbe quella di un detenuto civile rinchiuso da tre mesi ma quella di un torturatore del regime
2 minuti di lettura

Il video della star del giornalismo internazionale Clarissa Ward che entra in una delle prigioni segrete di Assad a Damasco e subito dopo la caduta del regime, l’11 dicembre, scova un prigioniero nascosto sotto una coperta e lo mostra in diretta nella sua riscoperta della libertà, ha fatto il giro del mondo.

Il servizio realizzato per la Cnn, l’emittente americana che ha inviato la reporter di guerra 44enne, è stato definito dalla stessa Ward “una delle cose più straordinarie che ho raccontato nella mia carriera”. Nelle immagini è la stessa troupe americana a informare il detenuto della fine del regime di Assad, seguono il momento in cui l’uomo, secondo il network Usa Adil Hurbal, un siriano di Homs, rivede dopo tre mesi la luce del sole e beve dopo essere rimasto a lungo senza cibo e senza acqua.

Il servizio è stato ripreso da numerose testate internazionali ma ha generato sin da subito alcuni dubbi sulla sua autenticità, anche tra i giornalisti siriani. L’uomo appariva a…

Il video della star del giornalismo internazionale Clarissa Ward che entra in una delle prigioni segrete di Assad a Damasco e subito dopo la caduta del regime, l’11 dicembre, scova un prigioniero nascosto sotto una coperta e lo mostra in diretta nella sua riscoperta della libertà, ha fatto il giro del mondo.

Il servizio realizzato per la Cnn, l’emittente americana che ha inviato la reporter di guerra 44enne, è stato definito dalla stessa Ward “una delle cose più straordinarie che ho raccontato nella mia carriera”. Nelle immagini è la stessa troupe americana a informare il detenuto della fine del regime di Assad, seguono il momento in cui l’uomo, secondo il network Usa Adil Hurbal, un siriano di Homs, rivede dopo tre mesi la luce del sole e beve dopo essere rimasto a lungo senza cibo e senza acqua.

Il servizio è stato ripreso da numerose testate internazionali ma ha generato sin da subito alcuni dubbi sulla sua autenticità, anche tra i giornalisti siriani. L’uomo appariva ai commentatori troppo in forma per essere stato privato di luce e alimentazione da tre mesi e la sua reazione alla luce poco naturale. Ma a convincere la Cnn, su input di Libération, ad aprire un’indagine sull’identità dell’uomo e sul servizio è stato l’intervento del sito siriano Verify.sy che si occupa di controllare l’autenticità delle notizie e fa parte del network Ifcn di siti internazionali impegnati nel fact-checking.

Secondo quanto ricostruito da Verify.sy l’uomo non sarebbe Abil Hurbal ma Salama Mohammad Salama, “un ufficiale dei servizi di intelligence dell'aeronautica siriana, noto per le sue attività a Homs. I residenti del quartiere di Al-Bayyada lo hanno identificato perché spesso presente al posto di blocco all'ingresso occidentale dell'area, tristemente noto per i suoi abusi”, scrivono.

L’uomo, definito da alcuni testimoni un corrotto ed estorsore, avrebbe “preso parte a operazioni militari su diversi fronti a Homs nel 2014”, “ucciso civili e detenuto e torturato molti giovani in città” che presumibilmente si sarebbero rifiutati di pagare le tangenti.

Ward non ha commentato le accuse di falso e il network americano, contattato dal quotidiano francese Libération, ha smentito spiegando che “nessuno, a parte il team della Cnn, era a conoscenza della nostra intenzione di visitare l'edificio della prigione a cui si fa riferimento nel nostro servizio quel giorno. Gli eventi si sono svolti così come appaiono nel nostro servizio. La decisione di rilasciare il prigioniero è stata presa dalla guardia, un ribelle siriano. Abbiamo riportato la scena così come si è svolta, compreso ciò che ci ha detto il prigioniero, con una chiara attribuzione”.

E sulle rivelazioni di Verify-Sy, spiegano di avere indagato sul passato dell’uomo e di essere al corrente che avrebbe potuto fornire una falsa identità. “Stiamo continuando a indagare su questa vicenda e sul caso nel suo complesso”.

Leggi i commenti