LONDRA – Il generale Igor Kirillov, capo delle forze nucleari, chimiche e biologiche russe, è stato assassinato a Mosca sulla porta di casa con un’esplosione che ha ucciso anche un suo assistente. È il più alto ufficiale morto in un attentato in Russia dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Secondo una fonte dei servizi di sicurezza di Kiev, l’Ucraina ha rivendicato l’uccisione del generale. Attacchi precedenti contro obiettivi del Cremlino sono stati compiuti anche da forze islamiche. Ecco che cosa sappiamo su un questo nuovo fatto di sangue.
Chi è la vittima
Igor Kirillov aveva 54 anni. Nelle forze armate dagli ultimi anni dell’epoca sovietica, nel 2017 era stato nominato alla guida delle Truppe di Difesa Nucleare Biologica e Chimica della Russia. Per il suo ruolo nella guerra in Ucraina era stato sottoposto a sanzioni da parte di Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e Canada.
Come è successo
Secondo un comunicato dell’agenzia statale Tass, Kirillov è stato ucciso intorno alle 7:30 del mattino, ora locale, da un ordigno nascosto su un monopattino o ciclomotore elettrico parcheggiato vicino all’entrata della sua residenza, in un blocco di appartamenti riservati alla nomenklatura russa su Ryazanskij Prospekt, circa 7 chilometri a sud-est del Cremlino. Il generale stava uscendo di casa per andare nel suo ufficio al ministero della Difesa, accompagnato da un assistente o guardia del corpo, quando la bomba è stata azionata a distanza e l’esplosione li ha uccisi sul colpo. “Il botto è stato fortissimo”, ha raccontato una donna che era nelle vicinanze. “In un primo tempo ho pensato che un grosso pezzo di cemento fosse caduto a terra in un cantiere, ma era troppo forte per essere collegato a costruzioni edili. È stato spaventoso”. Le immagini postate sul social Telegram e altre piattaforme digitali mostrano due corpi a faccia in giù sull’asfalto, uno dei quali coperto di sangue. Il portone dell’edificio appare fortemente danneggiato e alcune finestre sono andate in frantumi. La Tass riporta che, secondo funzionari delle forze dell’ordine, l’ordigno equivalesse a oltre un chilogrammo di tritolo.
Il mezzo di locomozione
Come in molte città d’Europa e del resto del mondo, anche Mosca è piena di monopattini e ciclomotori elettrici, per uso privato o a noleggio, che vengono abitualmente parcheggiati alla rinfusa sui marciapiedi. Sulle strade della capitale russa si sono in questi giorni tracce di neve e di ghiaccio, come rivelano anche le foto dell’attentato, ma nonostante il clima molta gente usa lo stesso motorini di questo tipo per gli spostamenti. La temperatura di oggi a Mosca oscilla fra zero gradi e meno dieci, non particolarmente rigida per gli inverni russi. Meno dieci, il cosiddetto “moroz” (gelo), è considerato dai moscoviti il clima ideale per i mesi invernali perché impedisce alla neve di sciogliersi e dunque non crea acquitrini nelle vie della città.
Il ruolo in Ucraina
Il giorno prima dell’attentato, le forze di sicurezza ucraine hanno incriminato il generale Kirillov “in absentia” per avere ordinato nel corso della guerra l’uso di armi chimiche vietate dai trattati internazionali: in pratica un mandato di arresto. Un’accusa che era il motivo centrale delle sanzioni già emesse nei suoi confronti dall’Occidente: il Regno Unito lo accusava di essere responsabile per l’utilizzo di “armamenti barbari” contro l’Ucraina. Londra lo ha sanzionato anche per avere “significativamente diffuso false informazioni”: per esempio sosteneva che l’ex-spia russa Sergej Skripal, che nel 2018 agenti di Mosca cercarono di assassinare con il gas nervino Noviciok a Salisbury, era in realtà nel mirino di un complotto operate dalle forze britanniche. Aveva inoltre falsamente affermato che l’Ucraina stava producendo una “bomba sporca”, per causare un incidente e attribuirne la colpa a Mosca, e che gli Stati Uniti avevano fornito armi biologiche a Kiev.