NEW YORK — L’Unione Europea apre un’inchiesta su TikTok, per le interferenze elettorali in Romania a favore della Russia, proprio mentre Donald Trump apre lo porte di Mar-a-Lago al suo amministratore delegato Shou Zi Chew. Il primo esempio concreto del corto circuito che rischia di avvenire tra le due sponde dell’Atlantico, con la nuova amministrazione americana, su questo e su altri temi.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’apertura dell’indagine a causa di «serie indicazioni» di interferenze condotte usando la piattaforma cinese. Il secondo turno delle presidenziali rumene è stato cancellato dopo che l’intelligence ha rivelato l’improvvisa creazione di 25 mila account di TikTok, poche settimana prima dell’apertura dei seggi. Promuovevano il candidato filorusso Calin Georgescu, e almeno un account ha pagato 381 mila dollari per pubblicare post favorevoli all’alleato di Putin. «Ogni volta che sospettiamo tale interferenza, soprattutto durante …
NEW YORK — L’Unione Europea apre un’inchiesta su TikTok, per le interferenze elettorali in Romania a favore della Russia, proprio mentre Donald Trump apre lo porte di Mar-a-Lago al suo amministratore delegato Shou Zi Chew. Il primo esempio concreto del corto circuito che rischia di avvenire tra le due sponde dell’Atlantico, con la nuova amministrazione americana, su questo e su altri temi.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’apertura dell’indagine a causa di «serie indicazioni» di interferenze condotte usando la piattaforma cinese. Il secondo turno delle presidenziali rumene è stato cancellato dopo che l’intelligence ha rivelato l’improvvisa creazione di 25 mila account di TikTok, poche settimana prima dell’apertura dei seggi. Promuovevano il candidato filorusso Calin Georgescu, e almeno un account ha pagato 381 mila dollari per pubblicare post favorevoli all’alleato di Putin. «Ogni volta che sospettiamo tale interferenza, soprattutto durante le elezioni, dobbiamo agire rapidamente e con fermezza – ha affermato von der Leyen – Dovrebbe essere chiaro che nella Ue tutte le piattaforme online, compreso TikTok, devono essere ritenute responsabili».
Il sospetto non è solo di essere in generale al servizio di Mosca, ma anche di aver violato nello specifico il Digital Services Act, che contrasta disinformazione e attività illegali online. L’algoritmo della piattaforma cinese sarebbe stato truccato, per inviare contenuti fuorvianti a soggetti mirati. TikTok ha negato così: «È categoricamente falso sostenere che l’account di Georgescu sia stato trattato in maniera diversa dagli altri candidati».
In attesa di conoscere l’esito di questa inchiesta, lunedì il ceo Shou Zi Chew è stato ricevuto da Trump, che invece ha manifestato sentimenti opposti: «Lo sapete, io ho un debole nel mio cuore per TikTok, perché ho vinto il voto dei giovani con 34 punti di vantaggio, e alcuni dicono che TikTok ha avuto qualcosa a che fare con questo risultato». In realtà, secondo gli exit poll della Cnn, gli elettori tra 18 e 29 anni hanno preferito la candidata democratica Kamala Harris dell’11%, ma è vero che la piattaforma cinese è stata usata per aiutare Trump.
Il Congresso americano ha un parere diverso, perché considera TikTok uno strumento di spionaggio di Pechino. Quindi all’inizio dell’anno ha approvato con maggioranza bipartisan una legge che obbliga la piattaforma a vendere le attività americane entro il 19 gennaio, altrimenti verrà bandita. Shou Zi Chew è andato da Trump a chiedere di congelare il provvedimento, in attesa che i tribunali si pronuncino.
Nel frattempo i suoi avvocati hanno fatto ricorso alla Corte Suprema, sostenendo che il bando viola la libertà di espressione garantita dal Primo emendamento della Costituzione. Vedremo dove porteranno i due procedimenti opposti, ma sono la dimostrazione delle divergenze che rischiano di emergere tra Europa e Usa.
“Abbiamo tutelato l'integrità della nostra piattaforma nel corso di oltre 150 elezioni in tutto il mondo. Continuiamo a contrastare proattivamente queste sfide che riguardano l'intero settore. TikTok ha messo a disposizione alla Commissione Europea informazioni dettagliate in merito ai nostri sforzi e abbiamo illustrato pubblicamente e in modo trasparente le nostre solide iniziative”, fa sapere in una nota un portavoce di TikTok.
"Non accettiamo annunci pubblicitari politici a pagamento, rimuoviamo proattivamente i contenuti che violano le nostre policy in merito a disinformazione, molestie e incitamento all'odio e continueremo a collaborare con la Commissione Europea, nonché con le autorità regionali e nazionali, per rispondere alle richieste e discutere i loro timori”, conclude il portavoce.