Città del Vaticano – In vista della conclusione del suo mandato Joe Biden intende fare un viaggio a Roma per un saluto di commiato con papa Francesco. A quanto apprende Repubblica il presidente uscente degli Stati Uniti dovrebbe essere ricevuto da Bergoglio a inizio gennaio.
Un saluto personale
Tra Biden e il Papa sarà un saluto personale prima che, con il giuramento di Donald Trump alla Casa bianca il 20 gennaio, il presidente democratico passi la mano al vincitore repubblicano delle elezioni di novembre.
Il secondo cattolico dopo JFK
Il rapporto tra Biden, 82 anni, il secondo capo di Stato cattolico Usa dopo John Fitzgerald Kennedy, e il Pontefice argentino, 88 anni, è ormai consolidato. Francesco incontrò Biden già quando era vice di Barack Obama nel corso della visita che compì Oltreatlantico nel 2015. Nel 2016 lo ricevette a Roma quando il numero due della Casa Bianca intervenne a un convegno in Vaticano sulle cellule staminali adulte e raccontò di quanto il Papa si era mostrato …
Città del Vaticano – In vista della conclusione del suo mandato Joe Biden intende fare un viaggio a Roma per un saluto di commiato con papa Francesco. A quanto apprende Repubblica il presidente uscente degli Stati Uniti dovrebbe essere ricevuto da Bergoglio a inizio gennaio.
Un saluto personale
Tra Biden e il Papa sarà un saluto personale prima che, con il giuramento di Donald Trump alla Casa bianca il 20 gennaio, il presidente democratico passi la mano al vincitore repubblicano delle elezioni di novembre.
Il secondo cattolico dopo JFK
Il rapporto tra Biden, 82 anni, il secondo capo di Stato cattolico Usa dopo John Fitzgerald Kennedy, e il Pontefice argentino, 88 anni, è ormai consolidato. Francesco incontrò Biden già quando era vice di Barack Obama nel corso della visita che compì Oltreatlantico nel 2015. Nel 2016 lo ricevette a Roma quando il numero due della Casa Bianca intervenne a un convegno in Vaticano sulle cellule staminali adulte e raccontò di quanto il Papa si era mostrato vicino alla sua famiglia al momento della morte del figlio Beau avvenuta l’anno prima. Francesco ha poi ricevuto Biden da presidente a ottobre del 2021, e tra i due ci fu un colloquio lungo e cordiale. Da ultimo lo ha incontrato a margine del G7 presieduto da Giorgia Meloni a luglio scorso in Puglia: i fotografi catturarono l’immagine del presidente Usa – che da lì a qualche settimana si sarebbe ritirato dalla corsa per la rielezione – che saluta Francesco, in carrozzina, quasi appoggiando la fronte sulla fronte del Papa in un gesto di famigliarità.
Dialogo e porte aperte
Se con Donald Trump, al netto dell’imprevedibilità del personaggio e delle polemiche del primo mandato, il Papa sarà comunque aperto al dialogo, con Biden nel corso degli anni sono emerse sia divergenze che convergenze.
Sintonie e distinguo
Sulla difesa del clima e della libertà religiosa la sintonia con Biden è stata piena, e il Papa ha apprezzato la gestione responsabile delle conseguenze della pandemia da parte dell’amministrazione Usa così come la difesa della democrazia in un tempo segnato dai populismi. Più in generale, la solida fede del presidente uscente, cattolico praticante, è un fatto che il Papa conosce e apprezza. Bergoglio ha anche discretamente agito per mettere al riparo il presidente Usa dagli strali degli ambienti più conservatori della Chiesa a stelle e strisce. Sugli scenari di guerra è noto che il pacifismo del Papa non collima con le posizioni assunte in questi anni dal commander in chief. Anche sulla bioetica, a partire dal tema dell’aborto, tra Casa Bianca e Palazzo Apostolico non c’è stata identità di vedute, come è emerso da ultimo anche quando, in piena campagna elettorale, papa Francesco ha risposto a una domanda su Donald Trump e Kamala Harris dicendo che sia chi “butta via i migranti” sia chi “uccide i bambini” è “contro la vita”.
I detenuti nel braccio della morte
Difficile che agli sgoccioli del mandato presidenziale l’incontro tra il Papa e Biden possa marcare qualche svolta politica. Potrebbe però essere l’occasione, per Francesco, per rinnovare di persona l’appello che, in linea con la conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha pronunciato in occasione di un Angelus recente: “Oggi”, ha detto l’otto dicembre ai fedeli presenti in piazza San Pietro, “mi viene al cuore chiedere a tutti voi di pregare per i detenuti che negli Stati Uniti sono nel corridoio della morte. Credo che sono 13 o 15. Preghiamo perché la loro pena sia commutata, cambiata. Pensiamo a questi fratelli e sorelle nostri e chiediamo al Signore la grazia di salvarli dalla morte”.