✕

La vendetta ucraina: ucciso a Mosca Kirillov, il generale fedele a Putin

Ascolta l'audio

L’esplosione di un ordigno piazzato su un monopattino toglie la vita all’alto ufficiale e al suo assistente. I servizi di Kiev: “Siamo stati noi”. La reazione del Cremlino: “Atto di terrorismo, reagiremo presto”
2 minuti di lettura

L’esplosivo era nascosto nel vano batterie di un monopattino parcheggiato all’ingresso di un palazzo in Rjazanskij Prospekt, periferia sud-est della capitale russa. Quando il generale Igor Kirillov e il suo assistente Ilja Polikarpov sono usciti, non hanno fatto in tempo a raggiungere l’auto che li aspettava. L’esplosione li ha scaraventati sul marciapiede ricoperto di neve. Sono morti sul colpo. Erano le sei del mattino, ora di Mosca, le otto in Italia. L’ordigno sarebbe stato attivato da remoto. Conteneva, sostengono fonti dell’agenzia Tass, circa 300 grammi di tritolo. Abbastanza da scardinare il portone e frantumare i vetri delle finestre del palazzo di fronte.

Il Comitato investigativo russo ha aperto un’inchiesta, ma sui responsabili non ci sono dubbi. I servizi di sicurezza ucraini Sbu hanno rivendicato già in tarda mattinata l’uccisione dell’ufficiale russo più alto in grado messa a segno in tre anni di conflitto: si è trattato — hanno detto — di «un’operazione speciale…

L’esplosivo era nascosto nel vano batterie di un monopattino parcheggiato all’ingresso di un palazzo in Rjazanskij Prospekt, periferia sud-est della capitale russa. Quando il generale Igor Kirillov e il suo assistente Ilja Polikarpov sono usciti, non hanno fatto in tempo a raggiungere l’auto che li aspettava. L’esplosione li ha scaraventati sul marciapiede ricoperto di neve. Sono morti sul colpo. Erano le sei del mattino, ora di Mosca, le otto in Italia. L’ordigno sarebbe stato attivato da remoto. Conteneva, sostengono fonti dell’agenzia Tass, circa 300 grammi di tritolo. Abbastanza da scardinare il portone e frantumare i vetri delle finestre del palazzo di fronte.

Il Comitato investigativo russo ha aperto un’inchiesta, ma sui responsabili non ci sono dubbi. I servizi di sicurezza ucraini Sbu hanno rivendicato già in tarda mattinata l’uccisione dell’ufficiale russo più alto in grado messa a segno in tre anni di conflitto: si è trattato — hanno detto — di «un’operazione speciale» contro quello che consideravano un «criminale di guerra e obiettivo assolutamente legittimo» e che soltanto il giorno prima avevano accusato in contumacia di aver ordinato «l’uso massiccio di armi chimiche proibite» contro le truppe di Kiev. «Più di 4.800 volte».

E sul sito ucraino Myrotvorets che registra i nomi dei “nemici” del Paese, la foto di Kirillov è stata sovrascritta dalla parola a caratteri rossi “Liquidato”. Comandante delle forze di difesa nucleare, radiologica, chimica e biologica, come ha ricordato il quotidiano Kommersant, Kirillov era solito «parlare, durante i suoi briefing, dei laboratori statunitensi di armi biologiche in Ucraina» e ieri stava andando proprio a tenere uno dei suoi interventi. Ma era stato sanzionato per «aver dispiegato barbare armi chimiche in Ucraina». Accuse finora mai provate e respinte più volte da Mosca come «assurde».

Già prima della rivendicazione dello Sbu, stampa moscovita e funzionari russi avevano puntato il dito contro i «servizi ucraini» giurando vendetta. «Tutto deve essere fatto per distruggere le menti dell’omicidio che si trovano a Kiev. Sappiamo chi sono. Sono la leadership militare e politica dell’Ucraina», ha commentato l’ex leader Dmitrij Medvedev, attuale vice del Consiglio di sicurezza. «Gli assassini saranno puniti, senza dubbio e senza pietà», ha promesso Konstantin Kosaciov, vicepresidente del Consiglio della Federazione, la Camera alta del Parlamento. Per la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, Kirillov è stato preso di mira per aver lavorato «senza paura» per «la Madrepatria» denunciando «sistematicamente» quelli che ha definito «crimini degli anglosassoni».

Altri commentatori e media non hanno escluso la partecipazione dei «servizi occidentali» all’attentato benché gli Stati Uniti abbiano detto di «non essere stati informati in anticipo» e di «non sostenere» questo tipo di operazioni.

Kirillov, 54 anni, una moglie e due figli, non è che l’ultima vittima di uccisioni mirate dello Sbu. La capitale russa si è rivelata già in passato permeabile: nel settembre 2022 un’autobomba uccise Daria Dugina, figlia del filosofo nazionalista Aleksandr Dugin; un anno fa l’ex deputato ucraino fuggito in Russia Ilja Kiva era stato ucciso a colpi di arma da fuoco e una settimana fa Mikhail Shatskij, ingegnere responsabile della modernizzazione di diversi missili, è stato assassinato in un parco.

Tanto che Rybar, il canale Telegram vicino al Ministero della Difesa russo da 1,3 milioni di abbonati, ieri ha commentato amaro: «L’uccisione di Kirillov sottolinea per l’ennesima volta che qualunque sia il nostro successo sul campo di battaglia, qualunque sia l’euforia e per quanto si dica che abbiamo preso l’iniziativa, l’altra parte ha sempre la possibilità di pungere dolorosamente in casa nostra».

Leggi i commenti